Diisobutilftalato

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Diisobutilftalato
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Nome IUPAC
Acido 1,2-benzenedicarbossilico
Nomi alternativi
Acido ftalico diisobutil estere
Bis-(2-metossipropil)estere
Di(isobutil)-1,2-benzenedicarbossilato
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C16H22O4
Massa molecolare (u) 278.35
Aspetto liquido incolore, viscoso
Numero CAS [84-69-5]
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.) 1.038
Solubilità in acqua .0001 g/100ml a 293 K
Temperatura di fusione −37 °C (236 K)
Temperatura di ebollizione 320 °C (593 K)
Tensione di vapore (Pa) a 293 K 0.01
Indicazioni di sicurezza
Temperatura di autoignizione 400 °C (673 K)
Simboli di rischio chimico
tossico a lungo termine

pericolo

Frasi H 360df
Consigli P 201 - 202 - 281 - 308+313 - 405 - 501 [1][2]

Il diisobutiliftalato (DIBP) è un solvente, usato tra l'altro nel processo di riciclaggio della carta, per togliere inchiostri e coloranti.

È una delle sostanze soggette a restrizione menzionate nell'Allegato XIV del regolamento REACH[3].

È la sostanza al centro di una polemica nell'aprile 2006, in quanto rinvenuta da un laboratorio d'analisi nei cartoni per la pizza. Questo accade in quanto, contrariamente alla normativa vigente, viene utilizzato cartone riciclato per realizzare alcuni contenitori di pizza d'asporto.

La preparazione avviene per esterificazione di isobutanolo e anidiride ftalica. La formula di struttura è C6H4(COOCH2CH(CH3)2)2. L'indice di rifrazione è 1.488 - 1.492 (20 °C, destrogiro).

Il DIBP è un plastificante inodore e ha stabilità al calore e luce ottime. È il plastificante più economico per il nitrato di cellulosa. Il DIBP ha minore densità e punto di congelamento inferiore rispetto al DBP (dibutilftalato, CAS 84-74-2), che può essere usato come sostituto per il DIBP.

Gli utilizzi principali sono: plastiche alla nitrocellulosa, solventi per unghie, materiali esplosivi, smaltatura ed utilizzo congiunto al metilmetacrilato.

Note[modifica | modifica sorgente]

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