Acido folico

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Acido folico
Nome IUPAC
acido (S)-2-(4-((2-ammino-4-idrossipteridin-6-il)metilammino)benzammido)pentanedioico
Nomi alternativi
acido pteroil-L-glutammico
vitamina B9
vitamina M
folacina
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C19H19N7O6
Massa molecolare (u) 441,403
Aspetto polvere giallo arancio
Numero CAS 59-30-3
Solubilità in acqua 0.0016 g/l
Temperatura di fusione (K) 523,15 (250 °C)
Indicazioni di sicurezza

     

L'acido folico (o acido pteroilglutammico o vitamina M o vitamina B9 o folacina, formula molecolare C19H19N7O6) venne scoperto nel 1939 dopo una serie di studi relativi alla terapia di una forma di anemia provocata artificialmente nei polli. Tale sostanza, isolata dal fegato e da vegetali, venne successivamente caratterizzata chimicamente e se ne notò la sua essenzialità in terreni di cultura per alcuni microorganismi. Tra il 1943 ed il 1945, dalle cellule vennero isolati altri fattori riconosciuti, poi, come derivati dell'acido folico.

Indice

[modifica] Struttura chimica

L'acido folico si compone, strutturalmente, dell'unione di tre molecole: 6-metilpterina, acido p-aminobenzoico (PABA) ed acido glutammico.

Struttura chimica dell'Ac. Folico

La 6-metilpterina ed il PABA formano una molecola di acido pteroico (da cui il nome di acido pteroilglutammico a seguito del legame col glutammato).
L'acido folico è insolubile nei solventi organici ed è inattivato dalla luce e dalle radiazioni ultraviolette. Il legame con il glutammato è essenziale per la sua attività biologica.
L'acido folico viene assunto dall'organismo solamente sotto la forma di acido pteroilmonoglutammico (ovvero con una sola molecola di glutammato legata al PABA). Poiché nella dieta si può ingerire anche dell'acido pteroilpoliglutammico, per poterlo rendere assimilabile si utilizzano degli enzimi (pteroilpoliglutammato idrolasi) che scindono i legami peptidici che legano tra loro le molecole di glutammato. L'assorbimento dell'acido folico avviene prevalentemente nel digiuno ed è un processo, influenzato dal pH, passivo ad alte concentrazioni di folato ed attivo a concentrazioni fisiologiche.
La forma attiva dell'acido folico è l'acido tetraidrofolico, il quale viene ottenuto per riduzione enzimatica. Tale processo avviene attraverso due reazioni di riduzione della 6-metilpterina catalizzate dalla tetraidrofolato riduttasi.

Il tetraidrofolato interviene in reazioni di trasferimento di unità monocarboniose a diversi livelli di ossidazione e funge da trasportatore intermedio. Le unità monocarboniose possono essere:

  • gruppo metilico (-CH3),
  • gruppo metilenico (-CH2-),
  • gruppo formilico (-CHO),
  • gruppo formiminico (-CHNH).

Il gruppo monocarbonioso si può legare all'azoto N5 della 6-metilpterina o a quello N10 del PABA (talvolta ad entrambi). Le forme che si possono ottenere tramite l'aggiunta di queste unità sono intercambiabili attraverso specifiche reazioni enzimatiche che sono esposte nell'immagine seguente.

Le reazioni di intercambiabilità dei folati

I folati intervengono nei processi metabolici coinvolti nella sintesi delle purine e della deossitimidina (dTMP), nella formazione della metionina a partire dall'omocisteina, nel catabolismo dell'istidina e nella interconversione tra glicina e serina.
La formazione della metionina dalla omocisteina avviene tramite l'enzima omocisteina metiltrasferasi che utilizza la vitamina B12 come coenzima ed il metiltetraidrofolato come donatore di un gruppo metilico che viene prelevato da una serina che, a seguito di ciò, diventa una glicina.
Per formare dTMP si ricorre al N5, N10 metilentetraidrofolato che trasferisce un gruppo metilico ad una molecola di desossiuridinamonofosfato (dUMP). Nella reazione, catalizzata dalla timidilato sintetasi, il metilentetraidrofolato funge da donatore sia del gruppo metilenico sia dei due elettroni necessari per ridurlo a gruppo metilico, ossidandosi a diidrofolato.

[modifica] Fonti alimentari

L'acido folico è presente nelle frattaglie, come folati nelle verdure a foglia verde, nei legumi e nelle uova. La sua presenza è scarsa nella frutta e nel latte. Parte dell'acido folico (circa il 50%) si può perdere durante la cottura. In alcuni alimenti possono esistere delle sostanze inibitrici della pteroilpoliglutammato idrolasi od altre ancora non conosciute in grado di diminuire l'assorbimento di acido folico.

Sintesi delle forme attive dell’Ac. Folico e assorbimento intestinale.

[modifica] Carenza

La carenza di acido folico è assai diffusa, soprattutto nei paesi sottosviluppati. Le cause di ciò sono molteplici e vanno dalle malattie infettive, alle terapie farmacologiche, alla gravidanza, al malassorbimento. Tutto ciò si traduce in problemi nella sintesi di DNA ed RNA. Gli elementi più coinvolti da questo problema sono le cellule a ricambio rapido, come quelle del midollo osseo.
La sintomatologia da carenza di acido folico si manifesta attraverso un'anemia macrocitica cui si può accompagnare leucopenia e trombocitopenia, alterazioni della cute e delle mucose e disturbi gastrointestinali (malassorbimento e diarrea).
Durante la gravidanza, carenze di acido folico possono provocare problemi nella differenziazione del tubo neurale, forse per alterazione dei microtubuli, e portare, così, allo sviluppo di una spina bifida o di anencefalia.


[modifica] Farmacologia

L'acido folico è usato come supplemento vitaminico nelle anemie da carenza, nei convalescenti di malattie debilitanti croniche e nelle donne gravide. I livelli di assunzione di folati consigliati sono di circa 200 μg/die. In gravidanza se ne consiglia l'assunzione di 400 μg/die al fine di prevenire la comparsa di spina bifida, e, nell'allattamento, 300 μg/die.

Non sono noti effetti tossici da folati fino ad una dose di 5 mg/die. Si consiglia di non eccedere nell'assunzione di folati in quanto possono mascherare i sintomi dell'anemia perniciosa da carenza di vitamina B12, evento che può comparire soprattutto in anziani e vegetariani stretti (vegani), in quanto non consumano nessun alimento di provenienza animale.

L'acido folico è fondamentale per la replicazione in vivo del materiale genico in quanto ricopre un ruolo chiave nella biosintesi di purine e pirimidine (costituenti del DNA e dell'RNA) oltre che di aminoacidi, e nell'organismo umano e nell'organismo batterico :
- nel primo caso, viene assimilato dalla dieta e non sintetizzato,
- per contro, viene sintetizzato dall'organismo batterico ma non assimilato
tale differenza è alla base del meccanismo d'azione di antibiotici quali Sulfamidici e Trimetoprim. I primi agiscono inibendo l'enzima diidro-pteroato-sintetasi, che unisce la 6-metilpteria all'acido para-amino-benzoico a formare l'acido folico; il Tirmetoprim inibisce l'enzima diidrofolato-reduttasi, che ha il compito, tramite l'impiego di due molecole di NADPH, di convertire l'acido folico, nella sua forma bioattiva, l'Acido Tetraidrofolico.

Gli antagonisti dell'acido folico sono dei chemioterapici molto efficaci nella terapia dei tumori e lo sono stati molto in passato come immunosoppressori. Farmaci come ametopterina, metotrexate e trimetexate sono stati per decenni i farmaci cardine nel trattamento delle leucemie e di molti tumori solidi.

[modifica] Impieghi Clinici

[modifica] Fortificazione Alimentare

[modifica] Prevenzione dei DTN

[modifica] Prevenzione dell'Infertilità

[modifica] Ipospadia da Ftalati

[modifica] Prevenzione Oncologica

[modifica] Prevenzione CardioVascolare

[modifica] Celiachia

[modifica] Demenze e Alzheimer

[modifica] Malattia di Parkinson

[modifica] Terapia con AntiEpilettici

[modifica] Dolore neuropatico

[modifica] Psichiatria

[modifica] Schizofrenia

[modifica] Depressione

[modifica] Alcolismo

[modifica] Degenerazione Maculare Età correlata

Un sottostudio, pubblicato nel febbraio del 2009, del Women's Antioxidant and Folic Acid Cardiovascular Study ha esaminato una coorte di 5441 donne; questa ricerca ha dimostrato inequivocabilemnte che il supplemento nutrizionale con Ac. Folico (2.5 mg/d), piridossina (50 mg/d) e cianocobolamina(1 mg/d) rispetto al placebo, decrementa il rischio di sviluppare la degenerazione maculare retinica età correlata (AMD) del 34% [1]. Anche altri studi più datati confermano il dato [2] [3] [4] [5].

[modifica] Bibliografia

  • Aldo Mariani Costantini, Carlo Cannella, Giovanni Tomassi. Fondamenti di Nutrizione Umana. Il Pensiero Scientifico Editore.
  • (MARZO-APRILE) Acido folico. Prove di efficacia e considerazioni utili per la riduzione del rischio di malformazioni congenite . Bollettino d’Informazione sui Farmaci ANNO XI (N. 2): 66-75.

[modifica] Collegamenti esterni

http://www.sinu.it/larn/vit_idro.asp

[modifica] Note

  1. ^ (EN) Christen WG, et al. Folic acid, pyridoxine, and cyanocobalamin combination treatment and age-related macular degeneration in women: the Women's Antioxidant and Folic Acid Cardiovascular Study. Arch Intern Med. 2009 Feb 23;169(4):335-41. PMID 19237716
  2. ^ (EN) Rochtchina E, et al. Elevated serum homocysteine, low serum vitamin B12, folate, and age-related macular degeneration: the Blue Mountains Eye Study. Am J Ophthalmol. 2007 Feb;143(2):344-6. PMID 17258528
  3. ^ (EN) Kamburoglu G, et al. Plasma homocysteine, vitamin B12 and folate levels in age-related macular degeneration. Graefes Arch Clin Exp Ophthalmol. 2006 May;244(5):565-9. PMID 16163497
  4. ^ (PL) Nowak M, et al. Blood concentration of homocysteine, vitamin B (12), and folic acid in patients with exudative age related macular degeneration. Klin Oczna. 2004;106(3 Suppl):429-30. PMID 15636225
  5. ^ (EN) Chen B, et al.Vascular and cellular targeting for photodynamic therapy. Crit Rev Eukaryot Gene Expr. 2006;16(4):279-305. Review. PMID 17206921
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