Acido tartarico

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Acido tartarico
formula di struttura modello molecolare
Nome IUPAC
acido 2S,3S-diidrossibutandioico
Nomi alternativi
acido L(+)-tartarico
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C4H6O6
Massa molecolare (u) 150,09
Aspetto solido cristallino bianco
Numero CAS 87-69-4
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.) 1,76
Solubilità in acqua 1390 g/l a 20 °C
Temperatura di fusione (K) 443 (170 °C)
Indicazioni di sicurezza
Flash point (K) 483 (210 °C)
Temperatura di autoignizione (K) 698 (425 °C)
Simboli di rischio chimico

Irritante    


frasi R: R 36/37/38
frasi S: S 26

L'acido tartarico è un acido organico cristallino bianco. Si presenta naturalmente in molte piante, specialmente nell'uva e nel tamarindo (ma anche nelle sorbe, nelle patate, nei cetrioli, negli ananas ecc.) ed è uno dei principali acidi reperibili nel vino.

Viene aggiunto ad alcuni alimenti per conferirvi un gusto acidulo ed è usato come antiossidante. Come additivo alimentare è identificato dalla sigla E 334.

Indice

[modifica] Storia

L'acido tartarico originariamente è stato isolato dal tartrato acido di potassio, noto agli antichi come tartaro, dall'alchimista Gabir ibn Hayyan intorno all'anno 800; allo stesso si devono molti altri processi chimici di base usati ancor oggi. Il processo di sintesi moderno è stato sviluppato nel 1769 dal chimico svedese Carl Wilhelm Scheele.

La chiralità dell'acido tartarico è stata invece scoperta nel 1832 da Jean-Baptiste Biot, che osservò la sua capacità di ruotare la luce polarizzata. Louis Pasteur continuò tale ricerca nel 1847 studiando le conformazioni dei cristalli dell'acido tartarico, dei quali scoprì l'asimmetria.


[modifica] Caratteristiche strutturali, chimiche e fisiche

È un acido dicarbossilico con formula HOOC-CH(OH)-CH(OH)-COOH o anche C4H6O6 e si può considerare come il derivato diossidrilato in posizione 2 e 3 dell'acido succinico.

Il suo nome IUPAC è acido 2,3-diidrossibutandioico.

Una soluzione acquosa di acido tartarico avente concentrazione 100 g/l ha a 25 °C pH circa 1,6.

L'acido tartarico è un composto chirale, ossia si presenta in stereoisomeri multipli. Questa proprietà lo rende anzitutto utile nella chimica organica per la sintesi di altre molecole chirali. La forma naturale dell'acido è l'acido L-(+)-tartarico o acido dextrotartarico. La forma opposta, l'acido levotartarico o l'acido D-(-)-tartarico e la forma achirale, l'acido mesotartarico, possono essere prodotti artificialmente.

Si noti che i prefissi "levo" e "dextro" non sono collegati alla configurazione D/L, ma all'orientamento della rotazione del piano della luce polarizzata, (+) = destrogiro, (-) = levogiro. A volte, anziché le lettere maiuscole, è usata la notazione in corsivo d o l. Sono abbreviazioni di destro e levo - ed al giorno d'oggi non dovrebbero essere usate.

L'acido (+)-tartarico e (-)-tartarico sono enantiomeri, mentre l'acido mesotartarico è un diastereomero di entrambi. Occasionalmente la forma otticamente inattiva dell'acido tartarico, una miscela di 1:1 delle forme (+) e (-), l'acido DL-tartarico (da non confondersi con l'acido mesotartarico) è stata denominata acido racemico (dal Latino racemus - "grappolo d'uva"). Questa parola successivamente ha cambiato significato, identificandosi con tutte le miscele con rapporto 1:1 dei due enantiomeri, detti appunto racemati.

Importanti derivati dell'acido tartarico sono i relativi sali, quali il cremor tartaro, il sale di Rochelle (tartrato di sodio e di potassio, un lassativo delicato) e il tartaro emetico (tartrato di potassio e antimonio).

[modifica] Possibili pericoli e usi

L'acido tartarico nella sua forma L+ , secondo le informazioni esaminate dal comitato di esperti sugli additivi alimentari della FAO a Ginevra dal 18-27 aprile 1977 ha escluso la sua tossicità sull'uomo. Se assunto in forma orale viene eliminato tramite le urine o è distrutto dal tratto intestinale dall'azione batterica (Underhill et al., 1931; Finkle, 1933).

Il dosaggio mortale sugli animali è stato rilevato essere circa 5000 mg/kg. Dosaggi di circa 990 mg/kg giornalieri per 90-114 giorni consecutivi sono stati tollerati dai cani. Pertanto è stato incluso in molti alimenti, in particolare come additivo nella preparazione di agenti lievitanti per dolci e per il pane.

Viene utilizzato nella preparazione di medicinali in particolare miscelato al bicarbonato di sodio è utilizzato nella preparazione di effervescente digestivo. Si impiega nel vino per equilibrare la sua acidità.

È un ottimo ritardante nell'indurimento del gesso nel settore della costruzione

[modifica] Voci correlate

  • chimica Portale Chimica: Il portale della scienza della composizione, delle proprietà e delle trasformazioni della materia
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