Acido butirrico
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| Acido butirrico | |
| Nome IUPAC | |
| Acido n-butanoico | |
| Nomi alternativi | |
| Acido n-butirrico Acido etilacetico Acido propano-1-carbossilico |
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| Caratteristiche generali | |
| Massa molecolare (u) | 88,1 |
| Aspetto | liquido oleoso, incolore |
| Numero CAS | |
| Proprietà chimico-fisiche | |
| Densità (g/cm3, in c.s.) | 0,959 |
| Indice di rifrazione | 1.3991 |
| Costante di dissociazione acida a 298,15 K | 4,81 |
| Temperatura di ebollizione (K) | 463,5 (163,5 °C) |
| Indicazioni di sicurezza | |
| Flash point (K) | 443 |
| Simboli di rischio chimico
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|---|---|
L'acido butirrico, di terminologia IUPAC acido n-butanoico, è un acido carbossilico di formula CH3CH2CH2-COOH, che si trova soprattutto nel burro rancido, nei formaggi stagionati come Parmigiano Reggiano e Grana Padano, e nel vomito.
L'acido butirrico è caratterizzato dall'odore nauseabondo e dal sapore acre, con un retrogusto dolciastro (simile all'etere dietilico). L'acido butirrico è riconosciuto dai mammiferi dalle buone capacità olfattive (come i cani) in 10 ppb, e gli umani ne riconoscono concentrazioni in 10 ppm.
Il nome viene dal greco βουτυρος, burro.
L'acido butirrico è un acido grasso che si presenta in forma di esteri nei grassi animali e negli oli vegetali. Il gliceride dell'acido butirrico costituisce dal 3% al 4% della massa del burro, e quando questo irrancidisce, l'acido si libera dal gliceride per idrolisi, generando il cattivo odore.
L'acido butirrico normale, detto anche acido butirrico di fermentazione, si trova anche come un estere esilico nell'olio di Heracleum giganteum e come estere octile nella Pastinaca sativa, piante della stessa famiglia; è anche stato rinvenuto nella carne viva, durante i processi di sudorazione.
Ordinariamente l'acido butirrico è un composto che si prepara dagli zuccheri o dall'amido, sfruttati attraverso la putrefazione del formaggio, con carbonato di calcio aggiunto con lo scopo di eliminare altri acidi che dovessero formarsi nel processo. La fermentazione butirrica dell'amido è aiutata dall'aggiunta diretta di Bacillus subtilis.
L'acido butirrico è necessario nella preparazione di una quantità di esteri butirrati: Gli esteri dal basso peso molecolare nell'acido butirrico, come il metilbutirrato hanno in gran parte sapori e odori gradevoli, e conseguentemente trovano ampio uso nell'industria profumiera e degli aromi alimentari.
L'acido è un liquido oleoso e incolore, che solidifica a -8 °C, e bolle a 164 °C. È facilmente solubile in acqua, etanolo ed etere, ed emerge dalla sua soluzione acquosa con l'aggiunta di cloruro di calcio. Il dicromato di potassio e l'acido solforico lo ossidano in diossido di carbonio e acido acetico, mentre il basico permanganato di potassio lo ossida in diossido di carbonio. Il sale a base di calcio Ca(C4H7O2)2·H2O, è meno solubile in acqua calda che in quella fredda.
Esiste un isomero, l'acido isobutirrico, che condivide con l'acido butirrico la formula C4H8 O2, ma possiede una struttura diversa. A fronte di simili proprietà chimiche, esistono differenze tra le proprietà fisiche.
Indice |
[modifica] Fermentazione dei butirrati
Il butirrato è il prodotto finale di un processo di fermentazione unicamente eseguito da organismi anaerobici, specificamente batteri. Questo metodo di fermentazione fu scoperto da Louis Pasteur nel 1861. Tra le specie impegnate in chimica nella produzione di butirrati, enumeriamo:
- Clostridium butyricum
- Clostridium kluyveri
- Clostridium pasteurianum
- Fusobacterium nucleatum
- Butyrivibrio fibrisolvens
- Eubacterium limosum
Il procedimento inizia con la divisione glicolitica del glucosio in due molecole di piruvato, come succede in molti organismi. Il piruvato viene poi ossidato in acetil coenzima A, usando un meccanismo unico che coinvolge un sistema enzimatico chiamato in biochimica piruvato ferredossina ossidoriduttasi. Due molecole di diossido di carbonio (CO2) e due molecole di idrogeno elementale (H2) vengono formate nella cellula e ne vengono espulse. In seguito:
- L'acetil coenzima A si converte in acetoacetil coenzima A; enzima responsabile: acetil-CoA-acetil transferasi.
- L'acetoacetil coenzima A si converte in β-idrossibutirrile CoA; enzima responsabile: β-idrossibutirril-CoA deidrogenasi.
- β-idrossibutirril CoA si converte in crotonil CoA; enzima responsabile: crotonasi.
- Il crotonil CoA si converte in butirril CoA (CH3CH2CH2C=O-CoA); enzima responsabile: butirril CoA deidrogenasi.
- Un gruppo fosfato sostituisce il CoA per formare butirrilfosfato; enzima responsabile: fosfobutirrilasi.
- Il gruppo fosfato si unisce all'ADP per formare ATP e butirrato; enzima responsabile: kinasi butirrato.
L'ATP viene prodotto nella fase finale della fermentazione. Per ogni molecola di glucosio vengono prodotti 3 ATP, con una resa relativamente alta. L'equazione bilanciata per la fermentazione butirrica è:
- C6H12O6 → C4H8O2 + 2CO2 + 2H2
[modifica] Fermentazione dell'acetone e del butanolo
Diverse specie batteriche permettono la formazione di acetone e butanolo con procedimenti alternativi che partono dalla fermentazione dei butirrati. Alcune di queste specie sono:
- Clostridium acetobutylicum: il produttore di acetone e butanolo più diffuso, anche nell'industria chimica
- Clostridium beijerinckii
- Clostridium tetanomorphum
- Clostridium aurantibutyricum
Questi batteri iniziano con la fermentazione dei butirrati nel modo descritto sopra, ma quando il pH scende sotto a 5, essi convertono la produzione all'acetone e al butanolo, per prevenire ulteriori cali del pH. Si formano due molecole di butanolo per ogni molecola di acetone.
I cambiamenti nelle mutazioni intervengono dopo la formazione di acetoacetil-CoA. Questo prodotto intermedio può prendere poi due vie:
- Acetoacetil CoA → acetoacetato → acetone, oppure
- Acetoacetil CoA → butirril CoA → butanale → butanolo.
[modifica] Attività e funzioni dell'acido butirrico
L'acido butirrico è stato associato con l'abilità di inibire le funzioni dell'enzima istone deacetilasi (HDAC). Di conseguenza, favorisce uno stato acetilato degli istoni nella cellula. Gli istoni acetilati hanno un'affinità minore per il DNA rispetto agli istoni non acetilati, a causa della neutralizzazione delle interazioni di carica elettrostatica. Si pensa generalmente che i fattori di trascrizione non possano accedere a regioni dove gli istoni sono strettamente associati al DNA (come l'eterocromatina, che non è acetilata). Quindi, si pensa che l'acido butirrico aumenti l'attività trascrizionale verso quei fattori tipicamente messi a silenzio o inibiti a causa dell'attività di deacetilasi.
Per questo motvo si era pensato di usarlo come agente differenziante nella terapia dei tumori. Tuttavia occorre l'assunzione di alte quantità di butirrato per poter raggiungere concentrazioni plasmatiche sufficienti perché esplichi la sua azione biologica (non inferiore ad 1 mM). In aggiunta esso è rapidamente metabolizzato per dare acetato, che entra nei mitocondri sotto forma di acetil-coenzima A.
Il suo derivato 4-fenilico, l'acido fenil-butirrico, come sale di sodio è più stabile ed ha un'emivita più lunga. È stato già pubblicato uno studio pilota (2006) sugli effetti del fenilbutirrato in combinazione con un inibitore della metilazione del DNA, la 5-azacitidina, su pazienti con leucemia mieloide o sindrome mielodisplastica. Sebbene non sia risultata alcuna apparente correlazione con la risposta clinica, la combinazione dei due agenti è stata ben tollerata (irritazione nel punto di inoculazione della azacitidina e sonnolenza/fatica associata a fenilbutirrato di sodio) e ben il 50% dei pazienti trattati hanno avuto una remissione libera da malattia.
Un altro studio più recente (2007) ha mostrato come il fenilbutirrato sensibilizza varie linee di cellule di glioblastoma in coltura, negative per l'oncosoppressore p53, alla radioterapia. Unito alla sua alta biodisponibilità per bocca, la sua bassa tossicità e la capacità di attraversare la barriera emato-encefalica, questo fattore ne fa un requisito cardine per la possibilità che questo composto relativamente poco tossico venga utilizzato, in un futuro molto vicino, nella terapia dei tumori cerebrali.
[modifica] Voci correlate
| Conseguenze fisiologiche della morte | |
|---|---|
| Algor mortis · Rigor mortis · Livor mortis · Decomposizione | |
| Composti chimici di putrefazione: Cadaverina · Putresceina · Metantiolo · Acido butirrico |

