Acesulfame K
| Acesulfame K | |
|---|---|
| Nome IUPAC | |
| Sale di potassio di 6-metil-1,2,3-ossatiazina-4(3H)-one-2,2-diossido | |
| Nomi alternativi | |
| Acesulfame potassio/potassico E950 |
|
| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | C4H4KNO4S |
| Massa molecolare (u) | 201,242 |
| Aspetto | Polvere bianca cristallina |
| Numero CAS | [] |
| Numero EINECS | |
| PubChem | |
| Proprietà chimico-fisiche | |
| Densità (g/l, in c.s.) | 1,81 |
| Solubilità in acqua | 270 g/l a 20 °C |
| Temperatura di fusione | 498,15 (225 °C) |
| Indicazioni di sicurezza | |
| Frasi H | --- |
| Consigli P | --- [1] |
L'acesulfame K è un edulcorante artificiale, chiamato anche acesulfame potassico (K è il simbolo del potassio). È conosciuto anche come E950.
L'acesulfame K, un sale di potassio, è stato scoperto casualmente nel 1967 dal chimico tedesco Karl Clauss, della compagnia Hoechst AG (oggi Nutrinova).[2].
Ha un potere dolcificante pari a 200 volte quello del saccarosio, uguale a quello dell'aspartame e pari a metà di quello della saccarina. Allo stesso modo della saccarina però ha un retrogusto amaro.
Spesso l'acesulfame K è utilizzato insieme ad altri edulcoranti, solitamente il sucralosio e l'aspartame.
A differenza dell'aspartame, l'acesulfame potassico è resistente al calore, anche in ambienti moderatamente acidi o basici, il che lo rende particolarmente adatto per prodotti di pasticceria o a lunga conservazione, oltre che nelle bibite gassate.
Come per gli altri additivi alimentari, l'acesulfame K è stato criticato per la possibile nocività, benché gli studi effettuati dimostrino il contrario. Ulteriori obiezioni riguardanti il potenziale effetto cancerogeno e la ricerca poco approfondita sulle conseguenze nocive del prodotto sono state smentite sia dalla Food and Drug Administration.[3] sia dalla Scientific Committee on Food dell'Unione Europea[4]
Note[modifica]
- ^ Sigma Aldrich; rev. del 11.05.2012
- ^ (EN) Clauß K., Jensen H. (1973). Oxathiazinone Dioxides - A New Group of Sweetening Agents. Angewandte Chemie International Edition 12 (11): 869-876. DOI:10.1002/anie.197308691.
- ^ (EN) Kroger M, Meister K, Kava R (April 2006). Low-calorie Sweeteners and Other Sugar Substitutes: A Review of the Safety Issues. Comprehensive Reviews in Food Science and Food Safety 5 (2): 35–47. DOI:10.1111/j.1541-4337.2006.tb00081.x.
- ^ (EN) Rapporto della Scientific Committee on Food. URL consultato in data 9 maggio 2008.