Azoturo

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Struttura generale di un azoturo.

Gli azoturi, chiamati impropriamente anche azidi (traduzione pedestre dall'inglese), sono composti binari formati dall'azoto con un metallo o con vari gruppi organici. Sono sali dell'acido azotidrico. L'azide è anche riferito ad un gruppo funzionale in chimica organica, RN3. N3 è un anione pressoché lineare isoelettronico con CO2 e N2O, con distanze di legame pari 116 pm.

Sintesi[modifica | modifica sorgente]

Si ottengono facendo gorgogliare protossido d'azoto in ammoniuri alcalini fusi:

2NaNH2 + N2O → NaN3 + NaOH + NH3

Usi[modifica | modifica sorgente]

Questo comportamento viene sfruttato nei detonatori militari (azoturo di piombo) e commerciali (capsule esplosive degli airbag), con il più comune azoturo di sodio; altri composti sono l'azoturo di mercurio o di argento.

L'azoturo di sodio (NaN3) è un composto bianco, assai velenoso, usato nei laboratori come preservante di fluidi biologici (plasma, siero, diluizioni anticorpali ed altri campioni biologici contenenti proteine), poiché è dotato di proprietà battericide. Trova infine uso, come già accennato, come carica propellente negli airbag.

Un secondo uso applicativo riguarda la sintesi chimica; gli azoturi sono impiegati per inserire in una molecola la specie N-. Recentemente è stato dimostrato che il composto azabicicloeptadiene[1] (il cui anione per cessione dello N- si trasforma in antracene) è molto meno pericoloso e agisce nello stesso modo in condizioni assai più favorevoli.

Sicurezza[modifica | modifica sorgente]

L'anione azide è tossico per l'organismo umano, in quanto inibisce il complesso IV e di conseguenza la catena di trasporto degli elettroni nella fosforilazione ossidativa. Ha effetti simili a quelli dell'avvelenamento da cianuro (inibizione sintesi di ATP).

  • Composti come l'azoturo di sodio vengono scomposti in monossido di azoto dai globuli rossi, avviando un processo di avvelenamento.
  • A contatto con acidi, i sali azoturi si decompongono in acido azotidrico e idrogeno.
  • La maggior parte (soprattutto gli azoturi di metalli pesanti) sono molto sensibili sia al calore che a sollecitazioni meccaniche, ed in queste condizioni si decompongono ad alta velocità generando una deflagrazione o un'esplosione, pertanto la loro sintesi o stoccaggio richiede delle speciali precauzioni.

L'azoturo di piombo, ad esempio, si decompone secondo la seguente reazione:

PbN6 → Pb + 3N2

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Angew. Chem. Int. Ed., 1998, 37, 945

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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