Avvelenamento da cianuro

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L’avvelenamento da cianuro è una condizione clinica caratterizzata dall'assunzione acuta o cronica di cianuro.

Definizione e meccanismo d'azione[modifica | modifica sorgente]

Il cianuro è un sale derivato dall'acido cianidrico.

Il cianuro funziona come inibitore della ferricitocromo-ossidasi mitocondriale formando con essa un complesso relativamente stabile. Viene così impedito il rilascio dell'ossigeno da parte dell'emoglobina al sistema di trasporto degli elettroni. In questo modo l'ossigeno non viene consumato a livello tissutale e si accumula in circolo; infatti con avvelenamento da cianuro, anche il sangue venoso risulta di color rosso brillante. Gli effetti dell'ipossia si riflettono sul sistema respiratorio; sopraggiunge quindi una rapida depressione dell'attività cerebrale. La frequenza cardiaca dapprima aumenta per poi diminuire progressivamente. La morte avviene per anossia cerebrale e collasso cardiovascolare.

Assorbimento[modifica | modifica sorgente]

Il metodo più facile per assorbire tale veleno è l’inalazione dell'acido cianidrico gassoso, eventualità che può verificarsi per esempio in incidenti in ambito chimico (l'idrolisi acida dei cianuri produce acido cianidrico gassoso) o durante la combustione di materie plastiche.

Dose letale[modifica | modifica sorgente]

La dose letale per l’uomo è 200-300 mg per il cianuro di sodio o di potassio e 50 mg per l’acido cianidrico. Gli effetti tossici iniziano a manifestarsi entro pochi secondi dall'inalazione ed entro mezz'ora dall'ingestione.[1]

Sintomatologia[modifica | modifica sorgente]

I primi sintomi che si presentano sono cefalea, ansia, vertigine, bruciore alla bocca e alla faringe, dispnea, tachicardia, nausea, vomito, ipertensione, diaforesi e dolore ai muscoli.

In seguito i segni clinici si fanno più gravi con convulsioni, trisma, paralisi, coma, ipotensione.

Terapie[modifica | modifica sorgente]

Subito si inizia con la somministrazione di ossigeno e con decontaminazione gastroenterica. La persona avvelenata deve respirare ogni minuto per trenta secondi nitrito di amile (provoca metaemoglobinemia). In seguito si somministra il nitrito di sodio al 3% con velocità di 2.5-5 ml/min. Oppure infusione di idrossicobalamina, che lega il cianuro libero o legato alla citocromo ossidasi e forma cianocobalamina (Vit.B12), un composto non tossico ed eliminabile con le urine.

Altro antidoto somministrabile è il tiosolfato di sodio, capace di produrre solfocianuro meno tossico e facilmente eliminabile per via urinaria.

Suicidio con il cianuro[modifica | modifica sorgente]

La possibilità di suicidarsi tramite l'ingestione di cianuro è stata resa celebre dagli alti esponenti del NSDAP, ognuno dei quali aveva con sé una capsula di cianuro di potassio. Adolf Hitler si suicidò con Eva Braun masticando una capsula di cianuro (sparandosi contemporaneamente un colpo di pistola alla tempia). Hermann Göring, successivamente alla sentenza di condanna pronunziata nel Processo di Norimberga, riuscì ad evitare l'esecuzione capitale suicidandosi nella sua cella col cianuro. Anche Heinrich Himmler, Reichsführer delle SS, identificato ed arrestato dai britannici, si uccise con una capsula di cianuro[2].

All'epoca l'efficacia immediata del cianuro non era consolidata: nel bunker di Hitler, quando ormai si era capito che la guerra era irrimediabilmente persa, gli ultimi massimi esponenti del partito nazista dovettero testare la capsula di cianuro, per verificare che non avesse effetti dolorosi e che portasse immediatamente alla morte. Hitler stesso avvelenò il suo amato pastore tedesco, Blondi, con questo veleno. L'esperimento andò a buon fine e le capsule furono utilizzate per il suicidio.

Inoltre, nel più grande suicidio di massa finora documentato, detto il massacro di Jonestown, si utilizzò il cianuro come mezzo di morte: Jim Jones, predicatore della setta Tempio del popolo, sentendosi in pericolo, ordinò ai suoi 912 seguaci il suicidio proprio tramite un cocktail al cianuro.

Nella finzione, esempi della pratica del suicidio con il cianuro si trovano nella saga letteraria e cinematografica da Ian Fleming 007-James Bond e nella trilogia di Bourne Identity con Matt Damon.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Cyanide Poisoning
  2. ^ William Shirer "Storia del Terzo Reich", Torino, Eimaudi, 1963

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Harrison, Principi di Medicina Interna (il manuale - 16ª edizione), New York - Milano, McGraw-Hill, 2006. ISBN 88-386-2459-3.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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