Detonatore

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Il detonatore è un artifizio esplosivo primario, contenente una piccola quantità di un alto esplosivo, di solito PETN o T4, innescato a sua volta da pochissimo esplosivo primario o innescante, in genere molto sensibile alla fiamma o al calore, (azoturo o stifnato di piombo, fulminato di mercurio), la cui esplosione produce pressioni e temperature altissime in grado di produrre una rottura molecolare nell'esplosivo secondario, e di iniziare quel processo a catena che si chiama detonazione. Le dimensioni e la potenza del detonatore variano in base al tipo di esplosivo da innescare e alla quantità dello stesso(più o meno sensibile).

I detonatori sono numerati secondo la scala di Sellier Belliot, che va da 1 a 10, a seconda della loro forza, basata in passato sulla potenza di una sostanza detonante di riferimento: il fulminato di mercurio. Il detonatore più comunemente usato appartiene al numero 8, in origine contenente circa 2 g di fulminato di mercurio.

L'involucro di metallo ha un'importantissima funzione: esso infatti, durante l'accensione dell'esplosivo d'innesco, impedisce a questo di disperdersi, producendo invece una vera e propria compressione adiabatica. In questo modo all'interno dell'involucro si raggiungono una pressione e un calore utili a generare la corretta detonazione dell'esplosivo, e dunque un innesco efficace.

I detonatori si dividono in tre principali categorie: i detonatori a miccia, i detonatori elettrici e i detonatori tipo NONEL. I detonatori a miccia hanno il tubicino metallico cavo per un terzo della lunghezza, per permettere l'inserimento e il fissaggio mediante strozzatura del metallo duttile (in genere, alluminio per quelli contenenti azotidrato/stifnato di piombo e rame per quelli contenenti fulminato di mercurio) sulla miccia a lenta combustione.

Altrettanto usati sono i detonatori elettrici in cui l'accensione è provocata da una resistenza costituita da un filamento metallico all'interno di una miscela incendiaria e che viene reso incandescente al passaggio di una corrente elettrica,; la fiammata generata innesca l'esplosivo primario che, detonando, innesca l'esplosivo secondario permettendo la detonazione efficace della carica esplosiva. La corrente elettrica viene prodotta da un apposito apparato detto esploditore.

I detonatori NONEL sono speciali detonatori che si impiegano in un sistema di innescamento non elettrico NONEL, ma costituito da uno speciale tubo cavo in plastica particolare, che contiene all'interno una sostanza esplosiva polverizzata sulle pareti del tubicino stesso. La detonazione viene iniziata da un accenditore piezoelettrico e l'onda esplosiva trasmessa dalla sostanza polverizzata sulle pareti del tubicino fino a detonatori dedicati che a loro volta innescano le cariche esplosive. Questo sistema è diffuso particolarmente nei lavori in galleria e nelle demolizioni o implosioni degli edifici. È un sistema sicuro, affidabile e il tubicino può addirittura essere tenuto in mano mentre viene attraversato all'interno dalla detonazione, rimanendo integro, privilegiando al massimo la sicurezza.

Per ordigni militari come mine, bombe e proiettili, il detonatore è parte della spoletta o accenditore, che contiene meccanismi e dispositivi vari che provocano il funzionamento voluto dell'ordigno (a tempo, ad impatto, a pressione o al rilascio della stessa, o altri).

I detonatori sono molto sensibili agli urti per cui devono essere maneggiati con cautela. Essi non vanno mai conservati o trasportati assieme all'esplosivo.

Le micce servono per trasmettere a distanza, ad un detonatore o all'esplosivo direttamente, la fiammata oppure l'onda detonante. Si distinguono in miccia ordinaria a lenta combustione e miccia detonante. La miccia a lenta combustione serve principalmente per innescare i detonatori ordinari o a miccia e contestualmente a dare un ritardo di sicurezza per permettere all'operatore di allontanarsi dal sito di esplosione e mettersi al coperto; la miccia a lenta combustione contiene polvere nera flemmatizzata, un processo chimico che consente di ridurre la velocità di combustione della polvere nera entro un range di tempo specifico, circa 120 secondi al metro lineare di miccia, questo consente di calcolare tempi e modi di allontanamento dai siti di esplosione entro margini sicurezza ampi e standard. La miccia a lenta combustione ha una grave limitazione, impiegando la polvere nera, si deve tenere presente che risente dell'umidità e oltre un certo valore di assorbimento diventa inerte e quindi inimpiegabile. Per questo e altri motivi l'impiego delle micce a lenta combustione sia in ambito civile che militare, sta subendo una flessione a favore di altri sistemi di accensione quali l'accensione elettrica o il NONEL, molto più sicuri e attivabili a distanza di sicurezza dall'operatore solo ed esclusivamente al momento voluto.

La miccia detonante contiene un esplosivo secondario ad alta velocità di detonazione. Una volta erano impiegati il tritolo o l'acido picrico, ormai sostituiti dalla pentrite che assicura una velocità di detonazione di 8000 m/s circa.

La miccia detonante viene fatta esplodere con un detonatore, a sua volta attivato elettricamente o con miccia lenta. Essa serve per far esplodere contemporaneamente più cariche esplosive distanti una dall'altra. Non va confusa con la miccia istantanea o a rapida combustione, usata allo stesso scopo, che è una normale miccia a base di polvere nera non flemmatizzata che brucia però con una velocità di 50-100 m/s. e trovava impiego esclusivamente in campo militare. Gli accendi-miccia, usati in campo civile o dai pirotecnici per l'accensione dei fuochi d'artificio, sono dei normali spezzoni di miccia a lentissima combustione (600 secondi per metro lineare), che emettono un forte dardo di fiamma e consentono di accendere più micce lente, una dopo l'altra e in condizioni meteorologiche avverse.

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