Esplosivo

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simbolo convenzionale identificativo delle sostanze esplosive nell'UE
simbolo convenzionale identificativo delle sostanze esplosive nell'UE (fino al 2010)

Si considera esplosivo o sostanza esplosiva ogni materiale che può decomporsi con grandissima rapidità e la cui decomposizione è autopropagante e sviluppa una grande quantità di calore e gas, generando un'onda di pressione nella rispettiva esplosione. Si tratta quindi di sostanze ad alto contenuto energetico, la cui esplosione non è altro che il raggiungimento di un livello energetico più basso, ossia la formazione di sostanze stabili.

Si parla di esplosivo a basso potenziale o esplosivo ad alto potenziale, a seconda che dia origine ad una deflagrazione (velocità di propagazione minore di quella del suono, circa 340 m/s) o ad una detonazione (velocità supersonica).

Potere esplosivo[modifica | modifica wikitesto]

Il valore quantitativo del potere esplosivo può essere valutato dal punto di vista termodinamico determinando l'entalpia di esplosione, differenza tra l'entalpia di formazione dei prodotti dell'esplosione e l'entalpia di formazione dell'esplosivo stesso. Il blocco di Trauzl rappresenta un altro metodo che permette di ricavare il potere esplosivo.

Bilancio dell'ossigeno[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bilancio di ossigeno.

Tranne che per alcuni esplosivi come l'azoturo di piombo o il triioduro di azoto, normalmente le esplosioni sono caratterizzate da reazioni di auto-ossidoriduzione dove l'ossidante ed il riducente sono entrambi presenti nella medesima molecola della sostanza esplosiva. È perciò di grande importanza valutare se la molecola di un esplosivo contiene sufficiente ossigeno per tutte le reazioni che avvengono o se questo ossigeno è percentualmente in difetto od in eccesso. Tenendo presente il bilancio dell'ossigeno risulta evidente il vantaggio dato dalla presenza negli esplosivi di gruppi nitrati, clorato, perclorato e permanganato, molto ricchi di ossigeno. Per di più il legame azoto-ossigeno (nei nitrati, nei nitrogruppi e nelle nitroammine) ha un'energia di scissione minore di quella dei legami tra carbonio ed ossigeno: ciò spiega come molti esplosivi contengano nitrati, nitrogruppi o siano costituiti da esteri nitrici.

A titolo di esempio, si espone la reazione legata all'esplosione del trinitrotoluene (TNT):

C6H2(NO2)3CH3 → 6 CO + 2,5 H2 + 1,5 N2 + C

Analizzando la stechiometria, si nota che il TNT è composto in totale da 7 atomi di C e 6 di O: il carbonio reagirà con l'ossigeno, presente in difetto, producendo 6 molecole di monossido di carbonio (CO).

Classificazione[modifica | modifica wikitesto]

Gli esplosivi vengono suddivisi in:

  • esplosivi primari o innescanti;
  • esplosivi secondari o deflagranti;
  • esplosivi terziari o detonanti.

Gli esplosivi primari sono molto sensibili ai colpi, agli sfregamenti e al calore, vengono usati nei detonatori per "accendere" l'esplosivo secondario. Stifnati, azotidrati, fulminati e picrati sono esplosivi primari.

Gli esplosivi secondari, tranne qualche eccezione, non sono sensibili alle sollecitazioni meccaniche e termiche (si possono definire stabili).

Esplosivi semplici[modifica | modifica wikitesto]

Posizionamento di una carica di esplosivo C4

Esplosivi composti[modifica | modifica wikitesto]

Espediente scenico[modifica | modifica wikitesto]

Gli esplosivi durante detonazioni e deflagrazioni non generano fiamme ma solo onde d'urto, gas e calore. Nell'immaginario collettivo, le detonazioni vengono solitamente associate a grandi e spettacolari fiammate in grado di propagarsi per diversi metri in tutte le direzioni. Per riprodurre questo tanto particolare quanto innaturale effetto, gli specialisti di effetti scenici cinematografici immergono il materiale esplosivo in piccole cisterne di combustibile: in questo modo, l'esplosione fa schizzare il combustibile in aria e il calore prodotto lo incendia.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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