Ordigno esplosivo improvvisato

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Ordigni esplosivi improvvisati rinvenuti dalla polizia irachena (2005)

Gli ordigni esplosivi improvvisati, più comunemente conosciuti come IED (Improvised Explosive Device) sono ordigni realizzati in maniera improvvisata anche tramite l'impiego di ordigni regolamentari.

Gli IED sono impiegati prevalentemente in tattiche di guerriglia e da organizzazioni terroristiche. La natura non convenzionale degli IED fa sì che ne possano essere creati di vario genere, a seconda delle capacità, della fantasia, dell'inventiva e delle disponibilità dell'attentatore. Un IED può contenere anche componenti incendiari o relativi alla guerra chimica, nucleare o batteriologica.

Gli IED possono essere di varie dimensioni e forme, e contenere quantitativi differenti di esplosivo o altro materiale destinato a nuocere e/o arrecare danni; questo rende difficoltoso prevederne la potenza, che può essere anche molto superiore ad una mina anticarro di produzione industriale. Anche i detonatori possono variare; gli attentatori a volte impiegano parti di ordigni regolamentari militari e possono anche utilizzare sistemi di attivazione artigianali - non per questo meno efficaci - come, ad esempio, sistemi radio controllati attivati a distanza da un telefono cellulare. In alcuni casi, l'IED viene "indossato" dal terrorista-suicida che si fa esplodere in prossimità del bersaglio[1].

Esempi di IED, non particolarmente letali ma certamente nocivi, sono gli ordigni realizzati dal famigerato attentatore Unabomber durante gli anni novanta.

Esempi di ordigni esplosivi improvvisati[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Miles, rivista militare virtuale: IED

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Lorenzo Striuli, "IED: la nuova minaccia" in Rivista Italiana Difesa, n. 10, p. 54-66, (2006), [1]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]