Commando

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Commando incorsori del COMSUBIN in azione

Nella dottrina militare, il termine commando può riferirsi a un individuo, a una unità militare, o a uno stile di operazione militare. In certi contesti, il termine è sinonimo di "forze speciali".

I commando sono generalmente visti come soldati d'élite; tendono a soddisfare requisiti fisici e intellettuali relativamente alti, sono composti in unità di combattimento che vanno dalla squadra alla brigata, e spesso operano in congiunzione con formazioni militari più tradizionali.

I commando vengono normalmente addestrati per l'assalto da terra, mare o aria, e la maggior parte di loro ha un brevetto da paracadutista. L'addestramento comprende anche: combattimento a mani nude, infiltrazione, pattugliamento, ricognizione, l'abilità a muoversi su diversi terreni (giungla, deserto, ghiacci e montagne), e un'enfasi sul lavoro di squadra e l'affidamento alle proprie risorse. I singoli individui si specializzano in vari aspetti, come esplosivi o comunicazioni. I segni distintivi dei commando sono velocità, mobilità e furtività. Molte operazioni vengono condotte di notte. Le unità di commando non sono pensate per restare continuamente sulla linea del fronte per lunghi periodi.

Le tattiche comuni ai moderni commando sono il prodotto delle esperienze accumulate nel corso dei secoli, ma messe prepotentemente in primo piano e sviluppate come parte delle tattiche di guerriglia del XX secolo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Etimologia del termine[modifica | modifica wikitesto]

La parola "commando" è una corruzione del termine afrikaans kommando che designava le tradizionali unità di fucilieri a cavallo dei Boeri del Sudafrica, divenute molto note per il loro ruolo durante le guerre anglo-boere.

La parola, il cui uso è attestato sin dal 1642, è di derivazione olandese e probabilmente a sua volta fu influenzata dal termine portoghese comando (nel significato, proprio anche in italiano, di "ordine militare, comando")[1]; è possibile anche che il termine sia entrato nella lingua afrikaans direttamente dal portoghese, grazie ai contatti dei Boeri con le colonie africane del Portogallo[2].

Il termine divenne di uso comune a partire dalla seconda guerra mondiale: alla ricerca di una designazione per le nuove unità di forze speciali create dal British Army, incaricate di condurre raid mordi-e-fuggi contro i territorio occupati dalla Germania nazista, il tenente colonnello Dudley Clarke, sudafricano di nascita, suggerì la parola commandos partendo dal termine afrikaans, scelta approvata anche dal primo ministro Winston Churchill[3]; le azioni dei British Commandos durante la guerra spinsero svariate nazioni a creare unità simili, e la parola "commando" divenne quindi di larga diffusione.

Guerra Boera[modifica | modifica wikitesto]

Il sistema dei kommando boeri nacque all'inizio del XVIII secolo per volere delle autorità della Colonia del Capo: per fronteggiare le incursioni dei gruppi indigeni ostili del Sudafrica, ciascun maschio bianco tra i 16 e i 60 anni era incaricato di presentarsi entro 48 ore dalla richiesta di mobilitazione delle autorità locali, presentandosi già equipaggiato a proprie spese di cavallo, fucile, cibo e munizioni per otto giorni; queste unità di civili armati, il cui organico poteva variare da poche decine a diverse centinaia di uomini, erano guidate da un kommandant ("comandante") generalmente eletto dagli stessi componenti. La struttura di comando era molto informale: un kommandant poteva dare ordini in battaglia ma non poteva obbligare gli uomini ad eseguirli o punirli se non lo facevano, e di fatto era solo la sua reputazione e il suo carisma che gli garantivano l'autorità sugli altri[4].

Il sistema dei kommando fu mantenuto dalle comunità boere sorte dopo il "Grande Trek", lo Stato Libero dell'Orange e la Repubblica del Transvaal: in Transvaal, ad esempio, ognuno dei dodici distretti elettorali in cui era diviso il territorio era incaricato di fornire un kommando in caso di guerra, e la responsabilità di riunire gli uomini era affidata a specifici funzionari distrettuali chiamati veldkornets (letteralmente "cornette da campo")[4]. Durante le guerre contro i britannici la struttura dei kommando fu adottata anche dalle formazioni di volontari reclutate dai boeri tra gli stranieri residenti in Sudafrica, come la Legione Volontaria Italiana di Camillo Ricchiardi[5].

I kommando boeri si dimostrarono un avversario molto duro per i britannici: rifiutando le tradizionali tattiche di combattimento adottate dagli eserciti europei, i boeri preferivano una strategia difensiva, con gli uomini appostati su colline e postazioni elevate, ben mimetizzati grazie ai loro normali abiti civili da lavoro, da cui potevano bersagliare a lunga distanza con i loro fucili le truppe nemiche avanzanti in campo aperto; se il nemico si avvicinava troppo, i boeri generalmente rifiutavano lo scontro corpo a corpo e, balzati sui cavalli sempre tenuti a portata di mano, ripiegavano su una nuova posizione dominante da cui riprendere il tiro a distanza. Poiché la caccia era un'attività tradizionale e di fondamentale importanza per la sopravvivenza nella campagna, i boeri erano molto abili nel tiro con il fucile, cosa che li rendeva micidiali tiratori scelti[4].

Commando britannici[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi British Commandos.

I britannici (che non avevano formazioni di commando durante la prima guerra mondiale), rinverdirono il termine nel 1940 durante la seconda guerra mondiale, con la creazione dei loro Commando dell'esercito e, successivamente, con l'aggiunta dei Royal Marines dal 1942. L'intenzione originale era che agissero come forze piccole e altamente mobili, per incursioni e ricognizione, con la capacità di combinarsi nel ruolo di truppe d'assalto, vista anche la disastrosa situazione in cui versava il British Army in quel particolare periodo della guerra e la sua conseguente incapacità di eseguire azioni convenzionali sul continente europeo. I commando erano pensati per restare sul campo delle operazioni per non più di 36 ore portandosi appresso quindi tutto l'occorrente per l'operazione.

I commando dell'esercito erano tutti volontari selezionati tra i soldati già arruolati, mentre questi erano ancora in Gran Bretagna. Lo stesso processo di selezione dei volontari venne impiegato per la formazione del commando N.40 dei Royal Marines. I successivi commando dei Royal Marines vennero formati ricomponendo gli esistenti battaglioni dei Royal Marines in commando.
Con il progredire della guerra, parte della selezione e dell'addestramento si svolse sui teatri delle operazioni. I commando dell'esercito vennero sciolti nel 1946, mentre i Royal Marines Commandos sopravvissero. Oggi il Regno Unito mantiene una brigata di commando sotto i Royal Marines che comprende tre "Royal Marines infantry Commando", un "Army Royal Artillery Commando" e un "Army Royal Engineers Commando".

Commando statunitensi[modifica | modifica wikitesto]

Durante l'estate del 1942, la fanteria statunitense, stanziata in Irlanda del Nord, formò i Rangers, comandati da Bill Darby, secondo lo stesso principio dei Commando dell'esercito britannico. La prima considerevole azione intrapresa dai Ranger si svolse nell'agosto 1942 a Dieppe (Operazione Jubilee) dove 50 Rangers vennero aggregati ai Commando britannici. La prima azione svolta interamente dai Rangers si svolse durante l'invasione dell'Africa nord-occidentale (Operazione Torch) nel novembre 1942.

Commando tedeschi[modifica | modifica wikitesto]

Pur avendo avuto la grande esperienza ed il primato dello sviluppo di forze d'assalto speciali (le Stoßtruppen) durante la prima guerra mondiale, successivamente la Germania non sviluppò reparti particolari e specifici per compiti da commando, anche perché le modalitá d'impiego e l'addestramento delle Stoßtruppen vennero diffusi fra tutte le forze di fanteria e del genio costituite nel dopoguerra prima della seconda guerra mondiale. Comunque, l'Ufficio Tedesco per lo Spionaggio e Controspionaggio (OKW Amt Ausland/Abwehr) formò i Brandenburger nel dicembre 1939. Essi condussero un misto di azioni allo scoperto e sotto copertura, ma divennero sempre più coinvolti in azioni di fanteria e alla fine divennero una divisione di Panzer-Grenadier, che soffrì pesanti perdite in Russia. Otto Skorzeny (noto principalmente per la liberazione di Benito Mussolini) condusse diverse operazioni speciali per conto di Adolf Hitler, ma nessuna organizzazione di Commando venne sviluppata per questi scopi ed egli rimase tecnicamente un ufficiale delle Waffen-SS (Sturmbannführer - equivalente di Maggiore).

Commando italiani[modifica | modifica wikitesto]

L'Italia comprese l'importanza e la potenzialità dei Commando già fin dalla prima guerra mondiale, con gli eroici e combattivi "Arditi", i quali però vennero ricostituiti nella seconda guerra mondiale solo dalla metà del 1942 come 10º Reggimento arditi. Anche la Regia Aeronautica costituì dei reparti commando durante la seconda guerra mondiale (gli ADRA), ma i Commando italiani più famosi divennero quelli della Xª Flottiglia MAS della Regia Marina, che fu responsabile dell'affondamento e del danneggiamento di un considerevole numero di unità Alleate nel Mediterraneo grazie al coraggio, alla determinazione e all'addestramento dei suoi uomini. Dopo l'8 settembre 1943, quelli di loro che continuarono a combattere con la Germania mantennero il nome originale, mentre quelli che si schierarono con gli Alleati cambiarono il nome in Mariassalto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elliot V. K. Dobbie, jstor.org. URL consultato il 20 ottobre 2014.
  2. ^ Encyclopædia Britannica, 14 edizione, Vol. 6, p. 106.
  3. ^ Mike Chappel, I Commando britannici, Osprey publishing, 2012, p. 7. ISNN 2280-7012.
  4. ^ a b c Ian Castle, Majuba 1881, Osprey Publishing, 1999, pp. 17-18. ISBN 84-8372-069-8.
  5. ^ Gli Italiani nella guerra anglo-boera (in inglese)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]