Dottrina del focolaio
La dottrina del foco(laio), cioè del focolaio (guerrigliero), è una teoria rivoluzionaria ispirata da Ernesto "Che" Guevara e sviluppata come tale da Regis Debray.
In "La guerra di guerriglia" Guevara affermò che l'esperienza della Rivoluzione cubana dimostrava che quando le condizioni oggettive non sono sufficienti ad indurre le masse a portare avanti la rivoluzione socialista, l'innesco di un piccolo focolaio di guerriglia potrebbe, con relativa velocità, estendersi come un incendio, giungendo alla sollevazione delle masse e conseguente caduta del regime. Il "Che" considerava valide queste considerazioni soprattutto per i paesi arretrati e sosteneva che i protagonisti di questi "foco" dovevano avere come base sociale di riferimento il contadino.
La teoria fu provata per la prima volta in Congo dallo stesso Guevara insieme a Laurent-Désiré Kabila. Successivamente Guevara ci riprovò anche in Bolivia. In entrambi i casi non funzionò e l'avventura boliviana terminò con la cattura e uccisione del "Che" da parte delle forze governative.
Negli anni settanta ed ottanta gruppi insurrezionali di tendenze politiche diverse e non solo di paesi sottosviluppati tentarono di applicare a loro volta la dottrina, ma nessuno è mai riuscito a conseguire una sollevazione rivoluzionaria socialista.
In generale la teoria del focolaio è stata molto criticata dal marxismo e molte volte è stata anche confusa con il metodo di lotta guerrillero che pure fu applicato ovunque le rivoluzioni socialiste hanno trionfato: Russia, Cina, Jugoslavia, Cuba, Vietnam, etc.
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