Command and control warfare

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

La locuzione Command-and-control warfare (C2W) (in italiano traducibile con guerra di comando e controllo), è l'insieme di attività, nell'ambito dell'information warfare, che tende a minare l'esercizio di attività da parte del comandante nemico nei confronti delle forze a lui disponibili per il perseguimento della missione affidatagli. Obiettivo delle strategie C2W è quello di decapitare la struttura di comando dell'avversario dal corpo delle forze disponibili.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Si divide in due attività principali: antihead e antineck.

L'antihead[modifica | modifica wikitesto]

È dato dall'insieme delle attività rivolte a colpire la "testa", ossia il comando, delle forze nemiche. Colpire il comandante nemico non è affatto una novità nella storia e in ogni epoca gli eserciti e le forze schierate in campo hanno sempre cercato di catturare o uccidere i capi avversari.
Primo problema dell'antihead è la localizzazione, o meglio, l'individuazione del centro di comando.
Oggi i centri di comando sono facilmente riconoscibili per l'abbondanza di elementi caratteristici, come

  • forti emissioni elettromagnetiche (provenienti dagli impianti di comunicazione e elaborazione dati);
  • movimento di persone e di documenti o altri supporti ufficiali, in entrata e in uscita dal centro, non paragonabile a quello di altri insediamenti.

La neutralizzazione e la distruzione di un centro di comando permettono di interrompere le operazioni nemiche; l'effetto sorpresa dell'attacco può amplificare di molto gli effetti di quest'ultimo. Tipicamente, l'attacco viene sferrato con

  • bombe tradizionali, che permettono anche una certa imprecisione (il bersaglio viene comunque danneggiato dalla deflagrazione a breve distanza);
  • armi soft-kill, o di delicata azione lesiva, che impongono una precisa localizzazione dell'obiettivo da colpire ed operano secondo un'azione mirata, quale l'inerruzione di energia, l'uso di interferenze elettromagnetiche e l'uso di virus informatici.

L'antineck[modifica | modifica wikitesto]

L'antineck è quell'insieme di attività che ha lo scopo di neutralizzare il "collo" della struttura di comando; in altre parole, a differenza dell'antihead, si cerca di interrompere le comunicazioni che avvengono tra il comando delle forze nemiche e le forze stesse.

L'interruzione delle connessioni tra il comando e le unita operative, secondo la moderna pratica militare, richiede:

  • la conoscenza dei metodi di comunicazione: cil rende possibile capire se la rete di comunicazione si appoggia su cavi (è possibile localizzare e disabilitare i singoli nodi), su onde elettromagnetiche (nel qual caso, l'attenzione va rivolta ai ponti radio e richiede l'impiego di appositi apparati di disturbo e di intercettazione) o su satelliti (le comunicazioni da e verso i quali possono essere intercettate e disturbate);
  • la consapevolezza del fatto che anche i Paesi meno evoluti dispongono di apparecchiature sofisticate e, con la ridondanza che c'è di apparati e di linee, possono agevolmente confondere le idee a chi decida di attaccarli.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

U. Rapetto, R. Di Nunzio - Le nuove guerre - 2001 Rizzoli.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]