Guerra di logoramento

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La guerra di logoramento è una strategia che mira a consumare le risorse materiali nonché il morale del nemico per obbligarlo alla trattativa oppure per strappargli l'iniziativa. La guerra di logoramento viene combattuta fra eserciti non in grado di prevalere l'uno sull'altro attraverso scontri decisivi, oppure da un esercito in forte minoranza, di numero o di risorse, contro un nemico più potente.

Episodi storici[modifica | modifica wikitesto]

La Seconda guerra punica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Seconda guerra punica.

I romani condussero una guerra di logoramento contro l'esercito di Annibale dopo la sconfitta del Lago Trasimeno (217 a.C.). Ideatore di questa strategia fu Quinto Fabio Massimo, per questo soprannominato il Temporeggiatore (Cunctator). Fabio Massimo impose la guerra di logoramento ad Annibale ottenendo notevoli successi, ma non riuscì a convincere della bontà della propria strategia il Senato, che obbligò i suoi successori ad ingaggiare battaglia in campo aperto. La disastrosa sconfitta di Canne riportò obtorto collo in auge la strategia del Temporeggiatore, con la quale Roma riuscì in dieci anni a rovesciare le sorti della guerra.

La Campagna di Russia di Carlo di Svezia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Grande guerra del Nord.

Nel corso della Grande guerra nordica, il re svedese Carlo XII invase la Russia nel 1708, sconfiggendo lo zar Pietro il Grande nella battaglia di Golovčin (luglio 1708). In grande crisi, a Pietro viene in aiuto il consiglio della moglie, che lo spinse ad attuare una tattica di logoramento contro gli svedesi, troppo forti sul piano tattico per poter essere affrontati in campo aperto. Così nella seguente battaglia di Lesnaja Carlo subì gravi perdite, perdendo una colonna di rinforzi svedesi proveniente da Riga. Privato del loro aiuto Carlo dovette rinunciare a marciare su Mosca.

Non accettando l'idea di ritirarsi in Polonia o di tornare in Svezia, Carlo si volse a sud, invadendo l'Ucraina. Abilmente Pietro si ritirò rinunciando allo scontro diretto e facendo terra bruciata di tutto ciò che sarebbe potuto servire agli svedesi. Coi rifornimenti tagliati e privati di ogni sostegno sul terreno, gli scandinavi si trovarono ben presto a dover affrontare il terribile inverno russo, che ne decimò i ranghi assieme alle incursioni della cavalleria russa.

Nell'estate del 1709 l'esercito svedese ormai esausto venne finalmente affrontato dai russi nella battaglia di Poltava (27 giugno 1709), dove fu sbaragliato.

La seconda guerra Anglo-Boera[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Guerre boere.

La disparità di forze fra le repubbliche boere e l'Impero britannico non lasciava molte speranze agli afrikaans, che dopo la perdita delle due capitali decisero di continuare la guerra con una guerriglia di logoramento. I britannici furono obbligati a frazionare dispendiosamente le loro forze per presidiare il territorio, ma non riuscirono ad aver ragione dei kommandoes boeri fin quando non applicarono una tattica di spietata rappresaglia sulle popolazioni civili, che furono internate nei campi di concentramento come ostaggi. Solo a quel punto i guerriglieri boeri - colpiti nelle loro famiglie e nei loro beni - furono obbligati a cedere dopo un anno e mezzo di guerra d'attrito.

La Prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Prima guerra mondiale e Guerra di trincea.
Una trincea

In seguito alla battaglia della Marna la guerra di movimento si arenò e i fronti si stabilizzarono - soprattutto in Occidente e poi in Italia e nei Balcani trasformando il conflitto in una Guerra di posizione. La realizzazione di lunghe e profonde linee di trincee spinse i comandi superiori a cercare coscientemente il logoramento del nemico, sia tatticamente - fidando in massicci attacchi preceduti da spaventosi bombardamenti anche di più giorni consecutivi - sia strategicamente, imponendogli il consumo di mezzi, uomini e risorse. Si utilizza questa tattica bellica per sfinire il nemico.

Questa maniera di condurre la guerra - detta tatticamente "delle spallate" in Italia e strategicamente identificata come Materialschlacht in tedesco ("guerra di materiali") - rendeva essenzialmente la guerra una questione di consumo di uomini e materiali. Solo l'introduzione di tattiche di infiltrazione da parte prima dei russi, poi, più perfezionatamente, dei tedeschi, consentì il ritorno ad una guerra manovrata e alla possibilità di rendere decisive le battaglie. Infatti, sebbene gli alti comandi tedeschi avessero già compreso la nuova natura della Grande Guerra sui fronti occidentali, come guerra di logoramento - e coscientemente ne fecero uso durante la Battaglia di Verdun - gli Alleati dell'Intesa, invece, continuarono a perseguire la strategia delle grandi battaglie risolutive, concependo il logoramento solo a livello tattico.

La strategia di logoramento venne invece deliberatamente usata da Armando Diaz sul fronte italiano respingendo più volte le pressioni alleate per un'offensiva sul Piave, fin quando non giunse il momento giusto per colpire l'esercito Imperiale-e-Regio, provato dall'insuccesso della Battaglia del solstizio e dalla successiva consunzione causata da fame, malattie e diserzioni[1].

La Guerra del Vietnam[modifica | modifica wikitesto]

Nella guerra del Vietnam le cose furono abbastanza differenti, tranne alcuni casi come l'assedio di khe Sanh oppure la conquista della collina 937 in cui rispettivamente i soldati vietnamiti a khe Sanh e i soldati statunitensi alla collina 937 combatterono e tennero i soldati nemici sotto assedio, combattendo una guerra di logoramento

Le moderne "guerre asimmetriche"[modifica | modifica wikitesto]

Le guerre asimmetriche, come dice la parola stessa sono guerre disuguali in cui i due eserciti hanno armamentario diverso come ad esempio succede nelle guerre civili. Questo è successo durante il 1848 quando i patrioti italiani nelle diverse città d'Italia combatterono contro le truppe austriache, infatti esse vinsero le battaglie grazie ad un'astuta tattica e strategia di logoramento dei nemici.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Luigi Romeo di Colloredo, La Battaglia del Solstizio - Giugno 1918, Associazione Italia, 2008

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Emilio Lussu, Un anno sul altipiano, scritto nel 1936
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