Viet Cong

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Bandiera del Viet Cong; adottata nel 1960, è una variazione della bandiera del Vietnam.

Viet Cong (Việt Cộng) era il gruppo di resistenza ai vari governi filoamericani dell'epoca. Il termine è un'abbreviazione e significa comunista del Vietnam, in virtù del fatto che il comunismo (il partito Lao Dong - partito dei lavoratori) era la maggiore componente della resistenza.

La parola Việt cộng apparve sui giornali di Saigon agli inizi del 1956[1] ed è una contrazione del termine Việt Nam Cộng-sản[1] o Việt gian cộng sản[2]. La prima citazione per "Vietcong" risale al 1957[3]. I soldati americani si riferivano ai Vietcong utilizzando la parola Victor Charlie o V-C.

Relazioni con Hanoi[modifica | modifica wikitesto]

Le relazioni fra i Vietcong ed il governo di Hanoi furono molto controverse durante la guerra del Vietnam. I portavoce comunisti e coloro che erano contro la guerra cercavano di far credere che i Vietcong fossero una resistenza indigena del Sud[4]. Queste fonti identificarono i Vietcong con il Fronte di Liberazione Nazionale, un'organizzazione multipartitica[4]. C'erano altri due partiti nel FLN, il Partito Democratico e il Partito Radicale Socialista.

Gli anticomunisti consideravano i Vietcong come una mera emanazione di Hanoi.[4] Numerose comunicazioni rilasciate dai leader comunisti negli anni Ottanta e Novanta confermavano che le forze comuniste del sud erano fortemente sotto il controllo di Hanoi[4]. Nguyen Huu Tho era una figura di punta[5]. Secondo le memorie di Trần Văn Trà, il comandante dei Vietcong e ministro della difesa, lui seguiva gli ordini impartiti dalla "Military Commission of the Party Central Committee"[6].

Fronte di liberazione nazionale[modifica | modifica wikitesto]

L'FLN (Fronte di Liberazione Nazionale del Vietnam del sud) era una delle componenti fondamentali della resistenza. Formato da una buona componente nazionalista, in essa confluivano diverse correnti di pensiero, sia comuniste, sia abbastanza neutrali. Il suo leader era Nguyen Huu Tho.

Nato nel 1960, dai resti dell'organizzazione Viet Minh, i suoi obiettivi erano quelli dell'indipendenza del Vietnam del sud dalla dittatura del regime filostatunitense di Ngo Dinh Diem e dei suoi successori, la realizzazione di un governo che risollevasse il paese (inteso come Vietnam del sud) sia sul piano politico che su quello economico/sociale, prima della riunificazione pacifica del Vietnam. Questi obiettivi vengono esposti dettagliatamente nel manifesto dell'FLN redatto nel 1960.

L'FLN era la componente più autorevole dell'intero movimento di resistenza, tanto che la bandiera del movimento viene associata all'intero gruppo di resistenza. La bandiera si rifaceva alla bandiera del Vietnam del nord, con l'aggiunta di una metà blu.

Durante la guerra questo movimento venne fortemente appoggiato dall'RDVN (Repubblica democratica del Vietnam del nord) e nutriva forti consensi nella popolazione. Dopo la fine del conflitto i rapporti tra FLN e RDVN precipitano per via del cambiato atteggiamento da parte dell'RDVN.

Governo rivoluzionario provvisorio[modifica | modifica wikitesto]

Il GRP (governo rivoluzionario provvisorio) è stato fondato l'8 giugno 1969, come alternativa al governo di Saigon. In seguito avrebbe preso parte, seppur in misura limitata, alle trattative di pace. Il GRP era stato fondato durante l'esilio nella giungla delle componenti di resistenza dall'FLN e dal COSVN (quartier generale militare del Lao Dong).

Dopo la fine della guerra il GRP viene considerato un intralcio da parte dell'RDVN, la futura vita politica del Vietnam del sud venne decisa solamente dall'RDVN (che quindi risultava essere l'unico vincitore), infatti si passò direttamente ad una riunificazione forzata del Vietnam, in cui il GRP poteva avere solo un'utilità propagandistica[7].

I combattenti[modifica | modifica wikitesto]

Il braccio armato dell'FLN era la FALP (forze armate della liberazione del popolo). I nemici che si trovarono ad affrontare erano oltre alle forze armate le ostilità della giungla, anzi secondo alcuni il nemico più pericoloso sul piano militare era rappresentato dal vivere nella giungla, e non dagli avversari.

Chiunque prendesse parte alla lotta per la resistenza perdeva il contatto diretto con i familiari (venendo così a mancare anche un sostegno morale), in alcuni casi i guerriglieri rividero i propri familiari solamente dopo la fine della guerra, mentre generalmente i guerriglieri che provenivano dalle campagne riuscivano a vedere i propri familiari in occasione della concessione delle licenze, recandosi loro stessi nelle campagne. Per quanto riguardava i guerriglieri che provenivano dalle città il discorso era molto più complicato, infatti spesso in questi casi erano le famiglie a venire nella giungla (a volte queste visite si rivelarono drammatiche).

C'è da dire infine che buona parte dei combattenti vietcong non aveva alcun movente politico, infatti erano in molti che si arruolavano con i guerriglieri solo per motivi strettamente personali, per migliorare le condizioni di vita proprie e dei familiari. In alcuni casi i combattenti si schieravano nelle file dei vietcong per vendicarsi della distruzione dei propri villaggi da parte delle forze filoamericane. Per questo motivo alcuni ritenevano che i vietcong talvolta inducessero gli americani ad attaccare un villaggio (attaccando degli avamposti americani in alcuni casi quest'ultimi si ritorcevano nei confronti di qualche particolare villaggio nella zona)[8].

Vivere nella giungla rappresentava per i vietcong un vero problema. Infatti alcune delle maggiori preoccupazioni in ambito militare del conflitto derivavano dal vivere nella giungla: nella giungla il primo nemico non erano gli americani o gli nguy ("fantocci", termine con cui indicavano il governo di Saigon e le sue truppe), ma la malaria, che pochissimi riuscivano ad evitare (Truong Nhu Tang: 2008). Infatti i bombardamenti dei B-52, seppur arrecassero danni di certo non trascurabili, tra il 1968 e il 1970 non uccisero nessun capo civile o militare. I principali problemi erano rappresentati dalla malnutrizione e dalle malattie, quali ad esempio la succitata malaria, la diarrea o la dissenteria.

Per quanto riguarda la nutrizione, le razioni giornaliere comprendevano pochi chilogrammi di riso, acqua, e assoluta mancanza di carne, quindi la nutrizione garantita dalle razioni era carente sia dal punto di vista della quantità che della qualità. Per colmare questa mancanza molti guerriglieri cercarono, qualora gli eventi glielo consentissero, di allevare polli o maiali, in altri casi la malnutrizione porterà i guerriglieri a cercare cibo nella giungla, e quindi a cacciare (e mangiare) animali esotici come elefanti o leopardi. Nei casi più fortunati arrivava qualche rifornimento speciale dalla Cambogia.

Anche la presenza dei serpenti velenosi, al cui morso i vietcong erano particolarmente esposti per via delle calzature leggere, rappresentava un grave problema. Il rettile più letale era il "cham guap" (Bungaro fasciato): il suo veleno era quasi istantaneo richiedendo così ottimo tempismo nell'applicazione dell'antidoto.

Ovviamente vivere nella giungla in una guerra non era l'unico problema. Per quanto riguarda gli scontri militari con l'esercito di Saigon era sentito tra le file dei vietcong il problema delle incursioni aeree. Inizialmente i guerriglieri erano particolarmente indifesi, molti dei rudimentali bunker cedevano all'esplosione di una bomba ad un chilometro di distanza e soprattutto i guerriglieri non erano capaci di prevederli.

L'armamento[modifica | modifica wikitesto]

Il movimento di resistenza non poteva contare su un arsenale simile a quello posseduto dalle truppe di Saigon o dall'esercito americano: era pur sempre un movimento di resistenza.

Le armi e i rifornimenti venivano recuperati attraverso canali clandestini, per esempio dalla Cambogia e persino dall'esercito nemico, oppure dal nord (attraverso il famoso "sentiero di Ho Chi Minh") i materiali forniti da cinesi e sovietici. Sia i rifornimenti dalla Cambogia sia quelli dall'ARVN (Esercito della repubblica del Vietnam) furono importanti. Per quanto riguarda la Cambogia infatti degli imprenditori realizzarono una sorta di emporio o spaccio per i guerriglieri in alcune zone confinanti, mentre per quanto riguarda i rifornimenti provenienti dall'ARVN, c'è da dire che esisteva un commercio molto attivo fra i guerriglieri e gli ufficiali di più alto grado dell'ARVN.

Comunque l'arsenale rimaneva sempre limitato, infatti in molti casi i guerriglieri si armavano alla meglio, recuperando talvolta munizioni e armi tra i caduti nemici. Ad esempio i guerriglieri avevano dei veri e propri laboratori per il recupero delle bombe inesplose. I guerriglieri usavano anche armi non convenzionali, in particolare trappole di varia natura. Oltre alle semplici mine (talvolta realizzate usando granate inesplose) realizzavano trappole con il bambù che si azionavano a scatto e trafiggevano il corpo dei malcapitati. Per evitare che gli stessi guerriglieri cadessero in queste trappole si preoccupavano di porre opportuni segnali nella zona della trappola, che variavano di zona in zona rendendo l'identificazione generale da parte delle truppe nemiche molto difficile.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Origins of the Insurgency in South Vietnam, 1954-1960 in The Pentagon Papers, 1971, pp. 242–314.
  2. ^ William S. Turley, The second Indochina War: a concise political and military history, Rowman & Littlefield, 2009, xiv, ISBN 978-0-7425-5526-6.
  3. ^ "Viet Cong", Oxford English Dictionary
  4. ^ a b c d Kevin Ruane, War and Revolution in Vietnam, 1930-75, 1998, p. 51, ISBN 1-85728-323-6.
  5. ^ Stanley Karnow, Vietnam: A history, Penguin Books, 1991, p. 255, ISBN 0-670-84218-4.
  6. ^ Trà begins, "How did the B2 theater carry out the mission assigned it by the Military Commission of the Party Central Committee?" ( Trần Văn Trà, Vietnam: History of the Bulwark B2 Theatre, 1982.)
  7. ^ "Il governo rivoluzionario provvisorio è sempre stato una semplice emanazione dell'RDVN. Se noi [la RDVN] abbiamo finto che fosse diversamente per tanto tempo, è stato solo perché durante la guerra non eravamo tenuti a scoprire le nostre carte" (Truong Nhu Tang: 2008), queste sono le parole dello storico nordvietnamita Nguyen Khac-Vien che dimostrano chiaramente le relazioni tra l'ARVN e il GRP
  8. ^ La guerra del Vietnam - i Vietcong.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Truong Nhu Tang, Memorie di un vietcong, Casale Monferrato (AL), Edizioni Piemme, 2008, ISBN 978-88-384-8627-2.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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