Alfabeto fonetico NATO

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Alfabeto fonetico ICAO

L'alfabeto fonetico radiotelegrafico, chiamato spesso anche alfabeto fonetico NATO, venne sviluppato negli anni cinquanta dall'Organizzazione Internazionale dell'Aviazione Civile (ICAO) per essere comprensibile (e pronunciabile) per tutti i piloti e gli operatori dell'aviazione civile; il suo utilizzo è prescritto dagli standard fraseologici aeronautici internazionali.[1][2]

Rimpiazzò altri alfabeti fonetici, ad esempio quello dell'esercito statunitense ("able baker") e diverse versioni dell'alfabeto fonetico della RAF.

Viene a volte erroneamente indicato come Alfabeto fonetico internazionale, che è in realtà il nome ufficiale di un alfabeto usato in linguistica, creato alla fine del XIX secolo e costituito da segni, anche disegnati appositamente.

Venne adottato, con piccole modifiche, dalla NATO. L'alfabeto fonetico NATO è ampiamente utilizzato negli affari e nelle telecomunicazioni, in Europa e Nord America. È stato adottato dall'Unione internazionale delle telecomunicazioni (ITU).[3] Anche se è composto da parole inglesi, le lettere codificate possono essere riconosciute facilmente da persone che parlano altre lingue.

L'alfabeto viene usato per scandire parti di un messaggio o di una segnalazione che sono critiche o difficili da riconoscere durante una comunicazione vocale. Ad esempio il messaggio "procedere alle coordinate DH98" può essere trasmesso come "procedere alle coordinate Delta-Hotel-Niner-Eight" e un C-130 che vola dritto di fronte a voi può essere descritto come "Charlie One Three Zero a ore dodici".

Oltre agli alfabeti fonetici della RAF e dell'esercito statunitense citati in precedenza, molti altri alfabeti sono stati usati in passato. Ad esempio quello adottato dalla marina reale britannica durante la prima guerra mondiale oppure quello gergale di trincea della prima guerra mondiale (fronte occidentale) dell'esercito britannico.

Quest'ultimo sembra essere l'origine di alcune espressioni colloquiali del personale della aviazione britannica come ack emma per mattino, pip emma per pomeriggio e ack-ack per antiaereo. Ack Emma era anche usato come 'Air Mechanic' dai Royal Flying Corps, 1914-1918.

Lettera Fonetico NATO Fonetico Royal Navy Fonetico britannico
(Prima Guerra Mondiale)
A Alfa Apples Ack
B Bravo Butter Beer
C Charlie Charlie Charlie
D Delta Duff Don
E Echo Edward Edward
F Foxtrot Freddy Freddie
G Golf George Gee
H Hotel Harry Harry
I India** Ink Ink
J Juliet Johnny Johnnie
K Kilo King King
L Lima London London
M Mike Monkey Emma
N November Nuts Nuts
O Oscar Orange Oranges
P Papa Pudding Pip
Q Quebec Queenie Queen
R Romeo Robert Robert
S Sierra Sugar Esses
T Tango Tommy Toc
U Uniform Uncle Uncle
V Victor Vinegar Vic
W Whiskey Willie William
X X-ray Xerxes X-ray
Y Yankee Yellow Yorker
Z Zulu Zebra Zebra
1 One / Unaone*
2 Two / Bissotwo*
3 Three / Terrathree*
4 Four-er / Kartefour*
5 Five / Pantafive*
6 Six / Soxisix*
7 Seven / Setteseven*
8 Eight / Oktoeight*
9 Nine-r / Novenine*
0 Zero / Nadazero*

Alcuni dei fonemi dell'alfabeto vengono trascritti in modo differente a seconda delle pubblicazioni. In particolare, si può trovare scritto Alfa anziché Alpha e Juliett anziché Juliet; poiché la pronuncia è identica e l'alfabeto è pensato per essere parlato e non per la scrittura, questo non costituisce un problema.

Per i numeri, la convenzione ITU di Atlantic City nel 1947 ha stabilito ufficialmente la pronuncia fonetica indicata con *. È tuttavia pratica comune, nelle comunicazioni internazionali, proferirli semplicemente in lingua inglese. In tal caso, talvolta il "9" è proferito niner, per evitare confusione col "no" tedesco (nein) la cui pronuncia suona identica a nine, ovvero col "five", in caso di cattiva ricezione radio.

**Per protesta contro l'arresto dei Marò italiani in India, nel luglio 2012 alcuni piloti e radiofonisti italiani hanno iniziato a utilizzare, al posto di "India", "Italy".[4]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Doc. 4444 ATM/501, Air Traffic Management, ICAO, XV Edizione 2007, Emendamento n.3, Capitolo 12
  2. ^ Doc. 9432 AN/925, Manual of Radiotelephony, ICAO, IV Edizione 2007
  3. ^ ITU, Radio Regulations,Volume 2, Appendice S14,1998, Documento pdf dal sito www.itu.int
  4. ^ Piloti cambiano l’alfabeto ICAO per i Marò: “I” di India diventa Italia. URL consultato il 3 aprile 2014.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]