X

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La lettera X

La X (chiamata ics in italiano) è la ventiquattresima lettera dell'alfabeto latino moderno e la ventiduesima dell'alfabeto latino antico. Essa rappresenta anche la lettera kha dell'alfabeto cirillico e , nella sua forma maiuscola, la chi dell'alfabeto greco; inoltre, [x] rappresenta una consonante fricativa velare sorda nell'alfabeto fonetico internazionale. Non fa parte dell'alfabeto italiano, essendo presente solo in parole prestate da altre lingue, latinismi, grecismi, cognomi e toponimi.


Alfabeto fonetico NATO Codice Morse
X-ray –··–
ICS X-ray.svg Semaphore X-ray.svg ⠭
Bandiera di segnalazione marittima Alfabeto semaforico Braille

Indice

[modifica] Storia

Proto-semiticX-01.png Samekh Chi uc lc.svg La lettera X
Samekh proto-semitica Samekh fenicia Chi greca (si legge /kh/) X latina


La X latina deriva dalla lettera greca Chi (maiuscolo X, minuscolo χ), che trascriveva la gutturale sorda aspirata (pronuncia /kh/), ma che già nella Magna Grecia assunse il valore fonetico di /ks/[1].

[modifica] Uso nelle lingue

In quasi tutte le lingue che usano l'alfabeto latino la lettera X viene usata per indicare il suono [ks], o qualche volta [gz]. Fanno però eccezione: il veneto, dove viene utilizzata per indicare il suono IPA: [z], come la s sonora in rosa (in Veneto 'roxa'); lo spagnolo dove viene pronunciata IPA:[x] come la j, ossia come una forte aspirazione gutturale; il portoghese dove la pronuncia varia da IPA: [z], cioè s sonora in esame ('exame'), a [ʃ] ('peixe') ed a [ks] (anexo); il ligure, che per alcuni nomi propri e toponimi (Bixio, Oxilia, Luxardo, Piana Crixia) adotta la pronuncia [ʒ] (fricativa postalveolare sonora); il sardo, in cui parimenti tale lettera viene utilizzata per la pronuncia [ʒ] (cognome Maxìa, pane civraxiu, toponimi Trexenta e Simaxis) e il catalano, dove si pronuncia generalmente [ʃ] (deixar, caixa); in albanese dove si legge [dz].

[modifica] Utilizzo informale nella lingua italiana

In italiano, nel linguaggio scritto informale, come SMS, Post-it, appunti, la lettera X può venire impropriamente utilizzata in luogo di "per", sia quando lo si intende come preposizione, sia quando questa terna di lettere si trova all'interno di parole (ad es. xché anziché perché oppure anziché però). Ciò è dovuto al fatto che il simbolo X è utilizzato per denotare la moltiplicazione in aritmetica (l'operatore di moltiplicazione, all'interno di espressioni, si pronuncia infatti "per"). Altro utilizzo, sempre negli SMS, è l'utilizzo della X per rappresentare la doppia "S", ad esempio adexo anziché adesso. Infine, è usata anche al posto della C e della S quando, scritta la prima davanti alla seconda, sono omofone alla X, per esempio fuxia invece di fucsia. Rimangono comunque degli utilizzi scorretti all'interno della lingua italiana.

[modifica] Note

  1. ^ Luigi Castiglioni e Scevola Mariotti,IL-vocabolario della lingua latina,Torino,Loescher editore,2007.

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