Lingua francoprovenzale

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Francoprovenzale, Arpitano (francoprovençâl, arpitan, arpetan, patois)
Parlato in Francia, Svizzera, Italia
Regioni Valle d'Aosta Valle d'Aosta
Puglia Puglia
Piemonte Piemonte
Persone 70.700 in Italia, 7.000 in Svizzera, 77.000 in Francia
Filogenesi Lingue indoeuropee
 Lingue romanze
  Lingue galloromanze
   Francoprovenzale
Statuto ufficiale
Nazioni Valle d'Aosta Valle d'Aosta (Italia)
Codici di classificazione
ISO 639-2 roa (Lingue romanze)
ISO 639-3 frp  (EN)
Estratto in lingua
Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, art. 1
Tôs los étres homans nêssont libros et ègals en dignitât et en drêts. Ils ant rêson et conscience et dêvont fâre los uns envèrs los ôtros dedens un èsprit de fraternitât.
FRP-Map4.png
Blu scuro:Protetto
Blu:Regioni generali
Azzurro:Regione storica di transizione

Il francoprovenzale o franco-provenzale o arpitano (nome autoctono: francoprovençâl, arpitan, arpetan, patois) è una lingua romanza parlata in Francia (media valle del Rodano, Giura e Savoia), nella maggior parte della Svizzera romanda e in Italia (Valle d'Aosta, alcune valli piemontesi e due comuni della Capitanata, Faeto e Celle San Vito). Assieme al francese ed all'occitano, appartiene al gruppo delle lingue galloromanze. L'arpitano (o francoprovenzale) fa parte delle lingue minoritarie riconosciute e tutelate dalla legge italiana n. 482 del 1999.

La denominazione della lingua[modifica | modifica sorgente]

Non esiste una denominazione unitaria della lingua presso i locutori dell'arpitano (salvo la parola patois), sia perché tale lingua è caratterizzata da una forte frammentazione dialettale, sia perché la relativa area geografica di diffusione non ha mai costituito un'unità politica a sé stante.

La definizione "franco-provenzale" venne coniata nel 1873 dal glottologo italiano Graziadio Isaia Ascoli per accomunare tutti quei dialetti galloromanzi che in base a criteri dialettologici non erano riconducibili né alla lingua francese, né a quella occitana (che a quell'epoca era chiamata "provenzale").

Visto che questo terzo gruppo di dialetti presentava analogie sia col francese, sia con il "provenzale", Ascoli lo chiamò "franco-provenzale". Questo termine, impostosi rapidamente nella letteratura specialistica, è tuttavia ambiguo e tende a creare l'impressione che si riferisca ad una zona grigia di transizione o ad un ammasso di dialetti ibridi, piuttosto che ad una varietà linguistica indipendente.

Per ovviare a questo problema si tende oggi a parlare di "francoprovenzale" (senza trattino) oppure ad utilizzare la dizione "arpitano". Questo neologismo,inventato da Henriet Joseph,fondatore del Movimento Politico Harpitano, operativo in Valle d'Aosta negli anni '70, è stato creato a partire dalla radice ARP (dal preindoeuropeo kar-pe = "sotto le rocce") e TAN= "abitante, terminazione che ricalca il termine "occitano".

Caratteristiche linguistiche[modifica | modifica sorgente]

Tabella di comparazione[modifica | modifica sorgente]

Latino Arpitano Francese Valdostano Piemontese Catalano Occitano Italiano Francoprovenzale
Celle di San Vito, in - Puglia
clavis clâ clef / clé clliou ciav clau clau chiave chià
cantare chantar chanter tsanté canté cantar cantar (nord occ. chantar) cantare ciantà
capra cabra / chiévra chèvre tchëvra crava cabra cabra (nord occ. chabra, gasc. craba) capra ciévre
lingua lenga langue lènva lenga llengua lenga lingua lén
nox, noctis nuet nuit nèt neuit nit nuèch (nuèit, gasc. nueit) notte néje
sapo, saponis savon savon savon savon sabó sepén (gasc. sablon) sapone sapùn
sudare suar suer sué strasué, sudé suar susar (suar, gasc. sudar) sudare sià
vitae via vie vìa vita vida vida (gasc. vita) vita vìte
pacare payer payer payé paghé pagar pagar (nord Occ. paiar) pagare paìje
platea place place place piassa plaça plaça piazza piàzze
ecclesia églésé église éillise gesia església glèisa chiesa ghjìse
caseus (formaticus) tôma / fromâjo fromage fromadzo formagg formatge formatge (gasc. hromatge) formaggio Càse

Agnus Dei in patois[modifica | modifica sorgente]

Tratto dalla messa in patois celebrata in occasione della settima Fête internationale des patois[1], svoltasi a Aosta il 4 e 5 settembre 2010.

Latino Italiano Francese Valdostano Celle Di San Vito
Agnus Dei, qui tollis peccata mundi,

Miserere nobis.

Agnus Dei, qui tollis peccata mundi,

Dona nobis pacem.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,

Abbi pietà di noi.

Agnello di Dio, che togli i peccati del mondo,

Dona a noi la pace.

Agneau de Dieu, qui enlèves les péchés du monde,

Prends pitié de nous.

Agneau de Dieu, qui enlèves les péchés du monde,

Donne-nous la paix.

Agnë de Dzeu, que te toute le pètsà di mondo,

Prèn pédia de no.

Agnë de Dzeu, que te toute le pètsà di mondo, Bailla-no la péce.

Ayene Salvattàue che te scìglye lu sang pe luà lo piccià,

tin pietà de nusse.

Ayene Salvattàue che te scìglye lu sang pe luà lo piccià, fàsse teniye la pace.

Aferesi ed epitesi dei nomi propri[modifica | modifica sorgente]

Questo fenomeno si riscontra perlomeno nei dialetti della Valle d'Aosta: i nomi propri che cominciano per vocale nelle lingue ufficiali subiscono aferesi in arpitano. La cosa non accade però con i nomi bisillabici.

I nomi propri che terminano con e muta in francese, e che sono quindi ossitone, subiscono l'epitesi vocale, nel senso che la e muta si sente per rendere la parola piana.

Esempi:

  • Adolphe diventa Dolphe
  • Albert diventa Berto
  • Auguste diventa Guste
  • Émile diventa Mile
  • Étienne diventa Tcheunne
Cartello bilingue (francese-patois) a Introd.

Concours Cerlogne[modifica | modifica sorgente]

Distribuzione geografica dell'arpitano (in arpitano)

In collaborazione con il Centre d'études francoprovençales "René Willien" di Saint-Nicolas, il BREL (Bureau Régional pour l'Ethnologie et la linguistique, l'Ufficio regionale per l'etnologia e la linguistica della Regione autonoma Valle d'Aosta) organizza il Concours de Patois (concorso di dialetto) Abbé Cerlogne. A partire dalla prima edizione del 1963, il concorso coinvolge ogni anno numerosi alunni (circa 2.000) delle scuole materne, elementari e medie della Valle d'Aosta ed ultimamente anche scolaresche della Savoia, del Vallese, delle valli arpitane del Piemonte e delle comunità di lingua madre Francoprovenzale tutt'oggi in uso a Celle di San Vito e Faeto in provincia di Foggia. Esso si propone di iniziare gli allievi alla ricerca di documenti in Arpitano appartenenti alla tradizione orale, attorno ad un tema annuale riguardante la civiltà alpestre, nonché di creare nelle nuove generazioni l'interesse per il dialetto. Il Concours Cerlogne inizia con due giornate di preparazione ed aggiornamento destinate agli insegnanti interessati. Durante l'anno scolastico, insegnanti e alunni svolgono ricerche presso i loro genitori e parenti. Il materiale (vecchi documenti, foto, oggetti, testimonianze orali, ecc.) viene raccolto, analizzato e il risultato della ricerca viene presentato sotto forma di album illustrati, cdrom, cassette audio e video. I lavori del Concours Cerlogne sono conservati e consultabili presso il Centre d'études francoprovençales. Il concorso si conclude nel mese di maggio con una festa di tre giorni che si svolge ogni anno in un diverso comune della Valle d'Aosta.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Vedi pagina sul sito ufficiale del patois valdostano

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gente nostra luoghi tradizioni e lingua dei francoprovenzali a Ceres e nelle Valli di Lanzo a cura di Diego Genta Toumazìna, Claudio Santacroce, Giovanni Gugliermetti editrice il Punto Torino 2008
  • Aimé Chenal, Le franco-provençal valdôtain. Morphologie et syntaxe, Quart, Musumeci, 1986, ISBN 88-7032-232-7.
  • Floran Corradin, Lo Temps, Sciez (Savoia), Arpitania, 2008, ISBN 978-2-9523473-1-0.
  • Marco Rey, Spiri Fouleut e Soursie an Dzalhoun - Vecchi racconti di folletti e streghe in francoprovenzale ed italiano, Giaglione, Morra, 2003.
  • De Simone Vincenzo Auì m-est' do vu Cunt' e Pu'sij'-Oggi sono con voi racconti e poesie in Francoprovenzale/italiano Euromediterranea - Provincia di Foggia Assessore alla Cultura e Politiche Scolastiche Celle di San Vito, Fg. 2010
  • Rubino Vincenzo Celle San Vito Colonia francoprovenzale di Capitanata Leone Editrice Foggia a cura Assessorato Pubblica Istruzione Regione Puglia
  • Pirozzoli Ausilia e Nicola I mulini ad acqua dell'alta valle del Celone Artigrafiche Foggia Faeto 2004
  • Hergé, Les Aventures de Tintin (en arpitan): L'afére Pecârd, Editions Casterman, Bruxelles, 2007, ISBN 2-203-00931-4
  • Harrieta Joze (Henriet Joseph), LA LINGUA ARPITANA ,Ferrero stampatore in Romano Canavese - 1976.
  • Edur Kar (Henriet Joseph), HARPEITANYA , Lausanne - 1971
  • Nava Leon (Henriet Joseph) DE LA PRATEKA (traduction en arpitan de deux textes de Mao Dze Doung), Gilardengo (AL) - 1974

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]