V
V (chiamata vu in italiano: meno bene vi[1]) è la ventesima lettera dell'alfabeto italiano e la ventiduesima dell'alfabeto latino. Il grafema v indica normalmente in italiano una consonante fricativa labiodentale sonora nell'alfabeto fonetico internazionale (/v/).
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Indice |
Storia [modifica]
La distinzione grafica fra u e v, introdotta dall'umanista Gian Giorgio Trissino (1478-1550) nel 1524, divenne di uso comune solo alla fine del XVII secolo e definitiva alla fine del XVIII secolo. Ancora oggi, nelle epigrafi, si preferisce V invece di U maiuscola.
In latino e nell'italiano più antico la v come lettera distinta non esisteva, ma si usava u. Per distinguere i due suoni si diceva u vocale e u consonante (cioè v).[senza fonte]
Per l'evoluzione del grafema, vedi la voce U.
Curiosità [modifica]
- Il segno delle dita a V indica vittoria se il palmo è rivolto verso l'osservatore. In Gran Bretagna lo stesso segno fatto con il dorso della mano rivolto all'osservatore vuol dire "vai al diavolo".
- La lettera V è utilizzata per rappresentare testualmente la cosiddetta erre moscia. Esempio: «Tventatve tventini entvavono a Tvento tutti e tventatve tvottevellando».
Note [modifica]
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