Telecomunicazione

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Copia del telefono originale di Alexander Graham Bell al Museo delle Arti e Mestieri a Parigi

La telecomunicazione, abbreviazione TLC, è l'attività di comunicazione a distanza (tele) tra due, tre o più soggetti mediante dispositivi elettronici che utilizzano tecniche di trasferimento dell'informazione oggetto della comunicazione attraverso segnali.

La relativa industria delle telecomunicazioni fa parte, insieme all'informatica, della cosiddetta ICT ovvero l'Information and Communication Technology la cui ampia diffusione nell'attuale società ha dato vita alla cosiddetta Società dell'Informazione attraverso mezzi di comunicazione di massa come telefono, radio e televisione nonché uno dei settori trainanti della cosiddetta terza rivoluzione industriale.

Etimologia

La parola telecomunicazione fu adattata dalla parola francese télécommunication. È un composto del prefisso greco tele- (τηλε-), che significa "lontano da" e del latino communicare, che significa 'avere in comune', 'condividere'.

Determinante inoltre è l'influsso delle moderne telecomunicazioni e in generale dell'ICT nella nascita e nello sviluppo della cosiddetta New economy e ancor più in generale sull'evoluzione tecnologica e socio-economica della società moderna citando ad esempio l'avvento di tre grandi rivoluzioni tecnologiche negli ultimi 10-15 anni quali i telefoni cellulari, la rete Internet e il GPS.

Le infrastrutture di telecomunicazioni sono diventate dunque una risorsa talmente strategica, e allo stesso tempo critica, all'interno di ciascuno Stato al punto da permetterne lo sviluppo socio-economico nonché la rispettiva forza economico-politica a livello internazionale fino a richiedere il ricorso a forme specifiche di protezione o sicurezza.

Generalità[modifica | modifica sorgente]

Classificazione[modifica | modifica sorgente]

Le telecomunicazioni offrono fondamentalmente tre tipi di servizio all'utente:

Dal punto di vista del trasporto dell'informazione sul canale una comunicazione può essere di due tipi:

A seconda del numero di utenti destinatari di una trasmissione una comunicazione può essere:

  • unicast cioè da un utente ad un altro singolo utente (point to point, es. la telefonata)
  • multicast cioè da un mittente a molti destinatari (punto-multipunto, ad es. videoconferenza)
  • broadcast cioè inviate a tutti gli utenti abilitati alla ricezione di un certo servizio (punto-tutti, ad es. radio e televisione).

Ciascuna di queste può a sua volta viaggiare a distanza su diversi mezzi trasmissivi che rappresentano a livello fisico il canale di comunicazione, e quindi possono essere:

In generale tutte queste forme di comunicazione, dal punto di vista informativo, possono essere realizzate attraverso trasmissioni di tipo:

Infrastruttura[modifica | modifica sorgente]

L'infrastruttura utilizzata per implementare una telecomunicazione tra due utenti è chiamata sistema o impianto di telecomunicazioni mentre le telecomunicazioni tra più di due persone situate in più punti spaziali sono implementate attraverso quella che è chiamata rete di telecomunicazioni.

La progettazione e lo sviluppo di un sistema di telecomunicazioni e di una rete di telecomunicazioni è campo di studio e indagine dell'Ingegneria delle Telecomunicazioni la quale lavora usualmente ad un livello logico-sistemico astratto occupandosi della progettazione e sviluppo funzionale dei relativi sottosistemi di trasmissione e di ricezione-elaborazione, la cui implementazione fisica ricade in parte nel campo di studio dell'Ingegneria Elettronica attraverso l'ampio uso di conoscenze e tecniche di realizzazione a partire dagli elementi circuitali di base (analogici e digitali) (elettronica per Telecomunicazioni), ed in parte nell'Ingegneria Informatica per quanto riguarda l'implementazione di protocolli di comunicazione sotto forma di software per telecomunicazioni.

I sistemi di telecomunicazioni sono dunque progettati dagli ingegneri delle telecomunicazioni. Cruciale sotto questo punto di vista è la conoscenza della teoria dei segnali, della teoria dell'informazione, e delle tecniche di trasmissione analogiche e digitali. Tra i pionieri in questi campi si ricordano: Antonio Meucci, Elisha Gray, Alexander Graham Bell, Nikola Tesla, Guglielmo Marconi, John Logie Baird, Claude Shannon, Harry Nyquist.

Diffusione[modifica | modifica sorgente]

Oggi le telecomunicazioni sono molto diffuse e strumenti che consentono le comunicazioni a lunga distanza come la radio e la televisione sono comuni in tutto il mondo. Esiste poi anche un vasto insieme di reti che collegano tra loro dispositivi di ricetrasmissione, come le reti televisive e radiofoniche, la rete telefonica, le reti radiomobili cellulari, le reti di computer. La comunicazioni attraverso Internet, come la posta elettronica o la messaggistica istantanea sono un altro esempio di telecomunicazione. Le telecomunicazioni sono una parte importante dell'economia mondiale e i ricavi dell'industria delle telecomunicazioni ammontano a circa il 3% del prodotto interno lordo (PIL) mondiale.[senza fonte]

Sviluppi recenti[modifica | modifica sorgente]

Dagli anni '70 l'utilizzo delle fibre ottiche ha notevolmente aumentato la banda disponibile per le comunicazioni intercontinentali nelle tratte di trasporto delle reti dati, contribuendo a rendere più rapido e ricco l'utilizzo di Internet. Inoltre la televisione digitale ha consentito di ottenere trasmissioni ad alta definizione eliminando molti dei difetti delle trasmissioni analogiche.

Clientela/Utenza[modifica | modifica sorgente]

Ad oggi nelle telecomunicazioni, in ambito commerciale ovvero nella fornitura/fruizione di servizi finali all'utente, si individuano essenzialmente due fasce di mercato ovvero due diverse tipologie di utenti/clienti con varie esigenze:

  • clientela business ovvero aziendale;
  • clientela privati ovvero tutti i restanti utenti privati;

Le offerte, ovvero tipologie di servizi e costi imponibili, dei vari gestori di telecomunicazioni si differenziano a seconda di queste due categorie di utenti.

Descrizione/funzionamento[modifica | modifica sorgente]

Obiettivo di una comunicazione a distanza tra due o più utenti è il trasferimento di informazione attraverso segnali da un mittente ad un destinatario in maniera tale che il messaggio in ricezione possa essere ricostruito il più possibile fedele al messaggio originario trasmesso dal mittente.

Gli elementi base di un sistema di telecomunicazioni sono:

A secondo se la trasmissione è di tipo analogica o digitale si aggiungono altri sottosistemi di elaborazione del segnale in trasmissione e in ricezione.

Se si uniscono tra loro più sistemi di telecomunicazioni end to end in un insieme topologicamente connesso si ottiene invece una rete di telecomunicazioni con una tipica architettura di rete a strati o multilivello.

Trasmettitore e ricevitore[modifica | modifica sorgente]

Ad esempio, consideriamo un sistema di trasmissione radio. In questo caso l'antenna della stazione è il trasmettitore, la radio è il ricevitore ed il mezzo trasmissivo è lo spazio libero. Spesso i sistemi di telecomunicazione ed i canali di trasmissione sono bidirezionali (full-duplex) ed i dispositivi che li compongono si comportano sia come trasmettitori che come ricevitori; si dice cioè che sono ricetrasmettitori. Un telefono cellulare è un esempio di ricetrasmettitore. La comunicazione su una linea telefonica è chiamata comunicazione punto-punto, poiché avviene tra un trasmettitore ed un ricevitore, la comunicazione attraverso una stazione radio base è chiamata in generale multicast (da uno a molti), ma più frequentemente broadcast (da uno a tutti, diffusiva) poiché avviene tra un singolo trasmettitore ad alta potenza e numerosi ricevitori.[1]

Segnali[modifica | modifica sorgente]

I segnali sono grandezze fisiche che variano nel tempo e a cui è affidato il trasporto di informazione a distanza sul canale o mezzo trasmissivo; essi possono essere sia analogici che digitali. Un segnale analogico può assumere con continuità qualunque valore e l'informazione viene direttamente impressa su una qualche grandezza caratteristica del segnale (ampiezza, fase, etc.); al contrario in un segnale digitale l'informazione è codificata mediante un insieme di valori discreti che il segnale può assumere (ad esempio '1' e '0').[2]. In particolare sono segnali che trasportano informazione i segnali che variano in maniera aleatoria nel tempo secondo appunto l'informazione da trasmettere.

Tipicamente un segnale informativo generato da un apparato trasmittente è sempre di tipo elettrico, eventualmente successivamente convertito o trasdotto in segnale acustico e trasmesso direttamente in etere (segnale audio) oppure in segnale elettromagnetico (ottico, a microonde o a radiofrequenza) e trasmesso sul mezzo radio o in strutture guidanti. In quest'ultimo caso in ricezione avviene il processo inverso di riconversione in segnale elettrico poi trasdotto in segnale acustico o visivo (segnale audio e/o video) per l'utente finale.

Canale e mezzo di trasmissione[modifica | modifica sorgente]

I dispositivi per le telecomunicazioni convertono diversi tipi di informazione, come suono e immagini in:

Quando un segnale raggiunge la destinazione, il dispositivo al terminale di arrivo converte il segnale in un messaggio comprensibile, come il suono in un telefono, immagini su una televisione o parole sullo schermo (monitor) di un computer.

Il canale è l'unità fondamentale utilizzata per far propagare il segnale dal mittente o sorgente al destinatario. Si è soliti suddividere le risorse del mezzo di trasmissione in modo che più flussi di informazione possano propagarsi contemporaneamente senza interferire tra loro (multiplazione). Ad esempio una stazione radio può trasmettere a 96 MHz, mentre un'altra a 95 MHz. In questo caso le risorse del canale sono state divise in frequenza e ciascun canale ha ricevuto una specifica frequenza o banda su cui trasmettere (Frequency Division Multiplexing o FDM). In alternativa sarebbe possibile allocare a ciascuna stazione un intervallo temporale periodico (slot) su cui trasmettere; in questo caso si parla di divisione nel tempo (Time Division Multiplexing o TDM). Esistono poi altri modi di dividere un mezzo in vari canali, ad esempio facendo ricorso al Code Division Multiplexing (CDM).

Codifica dell'Informazione[modifica | modifica sorgente]

Nelle trasmissioni digitali, pur rimanendo il canale di comunicazione di tipo analogico, il segnale sorgente viene convertito in formato digitale e successivamente trattato con elaborazioni particolari quali la codifica di sorgente, la codifica di canale, la codifica crittografica e la codifica di linea prima della riconversione in formato analogico da parte del modulatore numerico per la trasmissione sul canale ad onde continue. In ricezione il ricevitore opererà come al solito in maniera duale ovvero inversa, ricostruendo il segnale digitale tramite una demodulazione numerica per poi applicare una decodifica di canale, una decodifica di sorgente ed una decifratura, fino alla riconversione finale in formato analogico.

Modulazione[modifica | modifica sorgente]

La tecnica di variare un segnale portante per trasmettere informazione è nota come modulazione. La modulazione è un concetto chiave nelle telecomunicazioni ed è frequentemente usata per imprimere l'informazione associata ad un segnale su un altro. Usata in origine nelle trasmissioni analogiche come modulazione analogica, nel campo delle comunicazioni digitali la modulazione numerica è usata per rappresentare su un segnale analogico un segnale digitale. Esistono diverse tecniche, ad esempio la modulazione di fase (Phase Shift Keying o PSK), o di frequenza (Frequency Shift Keying o FSK). Ad esempio il Bluetooth usa il PSK.[3]

La modulazione tuttavia svolge anche un'altra funzione, ossia quella di aumentare la frequenza di un segnale analogico. Questo si rende spesso necessario poiché un segnale tipicamente non è adatto ad essere trasmesso per lunghe distanze a bassa frequenza. Quindi la sua informazione deve essere impressa su un segnale a frequenza maggiore (noto come portante) prima della trasmissione. Ad esempio nel caso delle trasmissioni radio, il segnale acustico ha una banda di circa 20 – 25 kHz, ma prima di essere trasmessa l'informazione è modulata su una portante che nel caso dell'FM è dell'ordine di circa 100 MHz.

Amplificazione, filtraggio, equalizzazione[modifica | modifica sorgente]

Al sistema di trasmissione, oltre ai sottosistemi sopra elencati, si aggiungono, specie nelle trasmissioni analogiche, sottosistemi o elementi circuitali deputati a superare l'attenuazione del segnale lungo il canale ovvero gli amplificatori, sistemi deputati alla pulizia del segnale da componenti non desiderate come il rumore introdotto dal canale e dagli apparati di ricetrasmissione oppure alla sintonia ovvero i filtri, convertitori di frequenza ed infine sistemi anti-distorsione del segnale lungo il canale tramite equalizzatori.

Rumore e interferenza[modifica | modifica sorgente]

Un fattore indesiderato nei sistemi di telecomunicazioni è il rumore tipicamente presente nel canale di comunicazione e nei dispositivi elettronici di ricezione ed elaborazione a valle della trasmissione. Tale rumore corrompe il segnale utile spesso sommandovisi in maniera additiva, in grado dunque di alterare il corretto flusso informativo tra mittente e destinatario. Altro fattore di disturbo può essere l'eventuale interferenza dovuta ad altri segnali informativi non utili.

La rete[modifica | modifica sorgente]

Un insieme di più trasmettitori, ricevitori o ricetrasmettitori che comunicano tra loro prende il nome di rete. Questa può essere una rete fissa cablata con terminali fissi oppure una rete mobile con accesso radio da parte di terminali mobili. In questi casi le funzionalità logico/fisiche di trasmissione/ricezione non sono di per sé sufficienti ovvero non sono le uniche funzioni in grado di assicurare il funzionamento della rete nella sua interezza in quanto sono necessarie funzionalità aggiuntive quali ad esempio l'accesso al mezzo di trasmissione condiviso tra più utenti, la commutazione nei nodi di transito ovvero l'indirizzamento/instradamento, l'affidabilità della comunicazione se non precedentemente garantita, e l'interfacciamento con l'utente, il tutto secondo uno schema logico noto come architettura di rete.

In particolare una rete di telecomunicazioni a commutazione di circuito consiste di almeno due terminali interconnessi tramite uno o più nodi intermedi (come ad esempio gli switch) che stabiliscono una connessione punto-punto ricreando un circuito fisico dedicato: è questo il caso della rete telefonica generale. Le reti di telecomunicazioni a commutazione di pacchetto consistono invece di due o più nodi di rete terminali interconnessi tramite nodi intermedi (come ad esempio i router) necessari per convogliare l'informazione verso il giusto destinatario: è questo il caso delle reti dati. Per entrambe le tipologie di rete può essere necessario l'utilizzo di uno o più ripetitori per amplificare o rigenerare un segnale quando questo viene trasmesso per lunghe distanze.

Attualmente, dal punto di vista dei servizi e dell'infrastruttura, si va verso la convergenza delle reti dati (es. Internet), e della rete telefonica con in aggiunta servizi multimediali quali servizi di IPTV, radio (triple play) ovvero quindi reti multimediali integrate nei servizi e a commutazione di pacchetto. Sono proprio le reti di telecomunicazioni, vere e proprie autostrade informatiche, a consentire attualmente una forte diffusione dell'ICT nella società a lo sviluppo della new economy attraverso la rete internet. Una recente applicazione della tecnologia delle reti al mondo degli oggetti reali è invece la cosiddetta Internet delle cose.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Durante la storia l'informazione ha cambiato forma e in epoca moderna viene trasferita prevalentemente nella forma di segnale elettrico o elettromagnetico, ma le prime telecomunicazioni possono essere considerate quelle utilizzanti segnali di fumo o di tamburi.

Prime telecomunicazioni[modifica | modifica sorgente]

Una replica delle torri telegrafiche di Chappe

Le prime forme di telecomunicazioni includevano i segnali di fumo e i tamburi. I tamburi erano utilizzati dai nativi in Africa, Guinea e Sud America, mentre i segnali di fumo sono stati introdotti dagli indigeni di Nord America e Cina. Contrariamente a quanto si pensa questi sistemi spesso non erano usati solo per segnalare la presenza di un campo, ma anche per scopi diversi.[4][5]

Telegrafo e telefono[modifica | modifica sorgente]

Nel 1792 un ingegnere francese, Claude Chappe costruì il primo telegrafo ottico tra Lilla e Parigi.[6] Tuttavia questo sistema di comunicazione necessitava di operatori con competenze molto elevate e costose torri, spesso ad intervalli tra i 10 ed i 30 chilometri. Di conseguenza l'ultima linea commerciale venne abbandonata nel 1880.

Il primo telegrafo elettrico commerciale fu costruito da Sir Charles Wheatstone e Sir William Fothergill Cooke ed aperto il 9 aprile 1839. Sia Wheatstone che Cooke consideravano il loro dispositivo un miglioramento del telegrafo elettromagnetico esistente e non un nuovo dispositivo.

Dall'altra parte dell'Oceano Atlantico, Samuel Morse sviluppò indipendentemente una versione del telegrafo elettrico, dimostrata senza successo il 2 settembre 1837. Poco dopo Morse venne affiancato da Alfred Vail che sviluppò il registro, ossia un terminale per il telegrafo che integrava un dispositivo utile a registrare i messaggi su carta. Questo dispositivo fu dimostrato con successo il 6 gennaio 1838.[7] Il primo cavo sottomarino telegrafico transatlantico fu completato il 27 luglio 1866, consentendo così per la prima volta telecomunicazioni transatlantiche.[8] Grazie alle sue doti di affidabilità e semplicità, il telegrafo è stato, fino ai primi decenni del Novecento, il mezzo di telecomunicazione più diffuso presso gli uffici postali.

Il telefono fu inventato nel 1849 da Antonio Meucci. L'apparecchio da lui ideato fu il primo in grado di trasmettere la voce su una linea elettrica. Nel 1876, Alexander Bell creò in maniera indipendente un dispositivo simile in principio a quello di Meucci ma migliorato in alcuni aspetti. Bell brevettò il suo telefono (a differenza di Meucci che non fu mai in grado di farlo per problemi economici) e diede l'impulso decisivo alla nascita della telefonia. I primi servizi telefonici commerciali furono inaugurati nel 1878 3 nel 1879 sui due lati dell'Atlantico, nelle città di New Haven e Londra.[9][10]

Radio e televisione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Radiocomunicazione.

Nel 1832, James Lindsay diede una dimostrazione in classe della telegrafia senza fili ai suoi studenti. Nel 1854 egli fu in grado di dimostrare una trasmissione attraverso l'estuario del Tay da Dundee a Woodhaven, su una distanza di due miglia, usando l'acqua come mezzo di propagazione.[11] Nel dicembre del 1901, Guglielmo Marconi stabilì una comunicazione senza fili tra St. John's (Canada) e Poldhu (Inghilterra), ottenendo il Premio Nobel per la Fisica nel 1909 (che divise con Karl Braun).[12]

Il 25 marzo del 1925, John Logie Baird per la prima volta dimostrò la trasmissione di immagini in movimento rappresentanti silhouette al centro commerciale londinese Selfridges. L'apparecchio di Baird si basava sul disco di Nipkow e divenne quindi noto come televisione meccanica; tale dispositivo pose le basi per gli esperimenti di trasmissione della BBC (British Broadcasting Corporation), iniziati il 30 settembre, 1929.[13] Tuttavia la gran parte delle televisioni del XX secolo si basa sul tubo catodico inventato da Karl Braun. La prima versione di tale televisione in grado di ottenere risultati promettenti fu prodotta da Philo Farnsworth e dimostrata alla sua famiglia il 20 settembre 1927.

Reti di computer e Internet[modifica | modifica sorgente]

L'11 settembre 1940, George Stibitz riuscì per la prima volta ad inviare un problema usando la telescrivente al Calcolatore di Numeri Complessi a New York e ricevere il risultato al Dartmouth College in New Hampshire.[14] Questa configurazione, che prevedeva un computer centrale (o mainframe) e terminali remoti privi di capacità di calcolo rimase popolare per tutti gli anni cinquanta. Tuttavia non fu prima degli anni sessanta che i ricercatori cominciarono ad investigare la commutazione a pacchetto, una tecnologia che consentiva di inviare piccole quantità di dati a diversi computer, senza passare per un mainframe centralizzato. Una rete di quattro nodi venne per la prima volta realizzata e testata il 5 dicembre 1969; questa rete prese in seguito il nome di ARPANET e nel 1981 arrivò a mettere in comunicazione 213 nodi.[15]

Lo sviluppo di ARPANET si basò sul meccanismo delle RFC (Request For Comments, Richiesta di commenti) ed il 7 aprile 1969, fu pubblicata la RFC 1.Questo processo è importante poiché ARPANET in seguito si fuse con altre reti per dare vita ad Internet e numerosi protocolli su cui oggi Internet si basa furono specificati mediante il meccanismo delle RFC. Nel settembre del 1981, la RFC 791 introdusse l'Internet Protocol versione 4 (IPv4) e la RFC 793 introdusse il Transmission Control Protocol (TCP), dando così vita al protocollo TCP/IP su cui poggia la gran parte di Internet.

Tuttavia non tutti gli sviluppi importanti di Internet avvennero tramite le RFC. Due popolari protocolli di livello 2 per reti locali (LAN, Local Area Network) comparvero negli anni settanta. Il 29 ottobre 1974, Olof Soderblom richiese un brevetto per il protocollo token ring; nel luglio 1976, un articolo sul protocollo Ethernet fu pubblicato da Robert Metcalfe e David Boggs per la rivista Communications of the ACM.[16] Questi protocolli sono discussi in maggior dettaglio nella prossima sezione.

Telecomunicazioni in età moderna[modifica | modifica sorgente]

Telefono[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Telefono.

In un sistema telefonico fisso tradizionale, il chiamante è connesso con la persona con cui vuole parlare, mediante switch posti nelle varie centrali telefoniche. Gli switch formano una connessione tra due utenti ed il settaggio degli switch avviene elettronicamente quando il chiamante digita il numero, grazie agli impulsi o ai toni generati dal telefono del chiamante. Una volta che la connessione è creata, la voce del chiamante è trasformata in un segnale elettrico mediante un piccolo microfono posto nell'apparecchio telefonico. Questo segnale elettrico viaggia quindi attraverso i vari switch nella rete fino all'utente posto all'altro capo, dove il segnale viene ritrasformato in onde sonore da un altoparlante. Questa connessione elettrica funziona in entrambe le direzioni, consentendo agli utenti di comunicare.

I telefoni fissi in numerose case funzionano esattamente in questo modo; la voce del parlante determina cioè direttamente il voltaggio del segnale. Chiamate su brevi distanze possono essere trattate da un capo all'altro come segnali analogici; tuttavia generalmente i fornitori di servizi telefonici convertono i segnali in digitale (in modo trasparente all'utente) allo scopo di rendere migliore la trasmissione e l'instradamento, prima di riconvertirli in segnali analogici per la ricezione. Il vantaggio e che la voce digitalizzata può viaggiare ad un costo minore, insieme ai dati generati dal traffico Internet, e soprattutto che i segnali digitali possono essere riprodotti perfettamente in comunicazioni su lunghe distanze, a differenza dei segnali analogici che sono inevitabilmente affetti dal rumore.

L'arrivo dei telefoni cellulari ha avuto un impatto significativo sulle reti telefoniche. La sottoscrizione di abbonamenti o carte prepagate per telefoni cellulari ha ormai superato il numero di abbonati alla rete fissa in numerosi mercati. Le vendite di cellulari nel 2005 è stata pari a 816,6 milioni di unità, così suddivise tra Asia/Pacifico 204 milioni, Europa Occidentale 164 milioni, Centro Europa, Medio Oriente ed Africa 153,5 milioni, Nord America 148 milioni ed America Latina 102 milioni.[17] In termini di tasso di crescita, l'Africa ha superato tutti gli altri mercati con un progresso del 58,2% tra il 1999 ed il 2005.[18]

Si è poi verificato un altro cambiamento radicale nelle comunicazioni telefoniche, invisibile ai comuni utenti. A cominciare dalla messa in opera del sistema TAT-8 del 1988, gli anni novanta hanno visto la generale adozione di sistemi di telecomunicazione basati sulle fibre ottiche. Il vantaggio nell'utilizzo delle fibre consiste nel drastico aumento della capacità di trasportare dati. Il TAT-8 stesso era in grado di trasportare 10 volte le telefonate dell'ultimo sistema basato su rame e i sistemi moderni hanno una capacità fino a 25 volte superiore.[19] Questo enorme aumento della capacità di trasporto è dovuto a numerosi fattori: Innanzitutto le fibre ottiche sono molto più piccole delle tecnologie che hanno soppiantato; inoltre non risentono di interferenze elettromagnetiche, il che consente di affasciare anche centinaia di fibre in un solo cavo. Ma soprattutto il vantaggio della fibra sta nel fatto che la sua banda di trasmissione è centinaia di volte superiore a quella del rame e quindi è possibile trasmettere decine e decine di canali su una singola fibra.[20]

Il protocollo di rete attualmente utilizzato in queste reti è l'Asynchronous Transfer Mode (ATM), che consente di creare canali di comunicazione da capo a capo e di associare ad essi una quantità di risorse messe a disposizione dalla rete; in questo modo è possibile essere sempre sicuri che una volta accettata la chiamata, essa sarà caratterizzata da alcuni parametri (ritardo massimo, banda) costanti lungo tutta la chiamata. Nel caso la rete non sia in grado di riservare tali risorse, semplicemente la chiamata viene scartata. In futuro tuttavia è probabile che anche le chiamate telefoniche vengano gestite mediante protocolli di comunicazione a commutazione di pacchetto; questa tendenza è già oggi visibile con l'imporsi delle cosiddette tecnologie VoIP.

Radio e televisione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Radiodiffusione e Telediffusione.

L'industria dei media sta affrontando un importante punto di svolta nella sua evoluzione, ossia il passaggio dalla trasmissione analogica a quella digitale. Il vantaggio principale dell'utilizzo di trasmissioni digitali sta ancora una volta nella intrinseca robustezza al rumore del digitale. In altre parole il digitale consente di evitare i tipici effetti del rumore, come ad esempio il ghosting delle immagini video o il fruscio della voce nelle radio. Questo poiché i segnali digitali sono semplici cifre binarie e quindi piccole variazioni dovute al rumore sono filtrate dalla decisione a soglia al ricevitore. per fare un semplice esempio, se il messaggio binario 1011 viene trasmesso mediante un segnale con ampiezza [1 0 1 1] e viene ricevuto come un segnale con ampiezza [1,1 0,2 1,1 0,8], la sequenza decisa sarà quella corretta, ossia 1011. Se il rumore è molto elevato tuttavia anche questa strategia fallisce. In questo caso è possibile utilizzare dei codici FEC (Forward Error Correction) in grado di correggere uno o più errori consecutivi dovuti al rumore.

Nella trasmissione televisiva digitale esistono tre diversi standard in competizione, ognuno dei quali utilizza lo standard MPEG-2 per la codifica video: l'ATSC, che utilizza il Dolby Digital AC-3 per la compressione audio ed una modulazione di ampiezza a banda vestigiale 8VSB; il DVB usa tipicamente l'MPEG-1 per l'audio ma non ha uno standard, mentre per la modulazione ricorre all'OFDM (Orthogonal Frequency-Division Multiplexing); infine l'ISDB, in cui la modulazione è ancora OFDM e come formato di compressione audio si fa uso dell'MPEG-2.

Nella trasmissione di audio digitale, gli standard sono molto più unificati. Quasi tutti i paesi utilizzano lo standard Digital Audio Broadcasting (DAB, noto anche come standard Eureka 147). L'unica eccezione sono gli Stati Uniti, che hanno deciso di adottare l'HD Radio. Il vantaggio di quest'ultimo standard sta nel fatto che la tecnica di modulazione impiegata consente di modulare il segnale sulle esistenti trasmissioni analogiche (AM ed FM), evitando così la necessità di allocare nuove bande per le trasmissioni digitali. Non stante i nomi diversi, entrambi gli standard si basano sulla modulazione OFDM. Per quanto riguarda la compressione audio, il DAB come il DVB utilizza l'MPEG-1, mentre l'HD Radio usa l'High-Definition Coding.

Tuttavia, nonostante l'imminente passaggio al digitale, i ricevitori analogici rimangono molto diffusi. La TV analogica è praticamente ancora trasmessa in tutte le nazioni (gli Stati Uniti prevedono il passaggio nel febbraio del 2009). Per la TV analogica esistono tre standard, noti come PAL, NTSC e SECAM. I fondamenti di PAL e NTSC sono molto simili: una sottoportante modulata QAM (Quadrature Amplitude Modulation) che trasporta l'informazione sulla crominanza è aggiunta al segnale video che trasporta la luminanza a formare un segnale CVBS (Composite Video Baseband Signal). D'altra parte il SECAM utilizza uno schema a modulazione di frequenza sulla suo sottoportante per il colore. Il PAL si differenzia dall'NTSC per il fatto che la fase delle componenti dei colori del segnale video è rovesciata allo scopo di correggere gli errori di fase. Per la trasmissione radio, l'ostacolo principale all'adozione degli standard digitali sta nel fatto che i ricevitori digitali hanno un costo ancora diverse volte superiore a quello dei ricevitori analogici.

Telecomunicazioni satellitari[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Telecomunicazioni via satellite.

Nella seconda metà del XX secolo hanno inizio le prime telecomunicazioni via satellite appoggiandosi a reti di satelliti per telecomunicazioni in orbita o ponti radio satellitari, inizialmente per collegamenti di telefonia satellitare e in appoggio alla radiodiffusione e telediffusione, e successivamente dagli anni novanta anche per servizi dati, tanto da farle sembrare subito come la soluzione tecnologica ottimale per il futuro delle telecomunicazioni.

Comunicazioni elettriche[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Comunicazioni elettriche.

Sul fronte delle trasmissioni terrestri cablate le prime a diffondersi e svilupparsi, già a partire con la telefonia fissa, sono le comunicazioni elettriche su cavi in rame (cavo coassiale e doppino telefonico) sia su rete di trasporto sia su rete di accesso, in modalità analogica prima e digitale poi.

Comunicazioni ottiche[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Comunicazioni ottiche.

A partire dagli anni settanta del XX secolo cominciano a svilupparsi e diffondersi le comunicazioni ottiche specie in fibra ottica nelle reti cablate in sostituzione delle classiche comunicazioni elettriche su cavi in rame, prima a partire dalla rete di trasporto in sostituzione del cavo coassiale, poi a partire dagli anni 2000 anche sulla rete di accesso (NGAN) in sostituzione del doppino telefonico. I vantaggi principali sono in un'altissima ampiezza di banda e bassissima attenuazione della fibra che aumentano sensibilmente la velocità di trasmissione e al contempo riducono il numero di amplificatori/rigeneratori necessari lungo la tratta.

Reti mobili cellulari[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rete cellulare.

Gli anni ottanta del XX secolo hanno visto la nascita, la diffusione e lo sviluppo delle reti mobili cellulari dove terminali mobili accedono via radiocomunicazione all'interfaccia radio della rete, inizialmente per servizi di telefonia (TACS e GSM) e messaggistica (SMS) e successivamente anche per servizi dati anche multimediali (GPRS, UMTS e LTE) con un traffico in continua crescita, apportando una vera e propria rivoluzione tecnologica e nei costumi della società occidentale prima e mondiale poi.

Internet[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Internet.

Secondo le stime, circa il 15,7% della popolazione mondiale ha accesso ad Internet. La percentuale maggiore si riscontra in Nord America (68,6%), Oceania (52,6%) ed Europa (36,1%).[21] In termini di accesso a banda larga, i paesi in testa alle classifiche sono Islanda (26,7%), Corea del Sud (25,4%) e Paesi Bassi (25.3%).[22]

La natura stessa della comunicazioni tra computer porta ad utilizzare un approccio logico-architetturale a strati, in cui ogni livello protocollare sia largamente indipendente dagli altri. Questo consente di avere protocolli di basso livello che possono essere modificati secondo le proprie esigenze, lasciando inalterati i protocolli di livello superiore, posto che un numero limitato di funzioni sia comunque garantito. Un esempio pratico dell'importanza di questo principio è il fatto che un web browser può connettersi ad Internet utilizzando lo stesso codice, sia che sia connesso tramite una ADSL, che tramite una rete Ethernet o una rete Wi-fi.

Spesso per catalogare un protocollo in termini di basso/alto livello, si fa riferimento alla pila OSI, un modello proposto nel 1983 come primo passo di un percorso utopistico per la creazione di un insieme di protocolli di rete universalmente accettato.[23] Il modello è riprodotto nella figura a destra. È tuttavia importante sottolineare che il modello ISO-OSI, pur non essendosi mai tradotto in un'implementazione pratica, è molto utile per descrivere i moderni protocolli; anche i protocolli sui quali si basa Internet possono essere classificati alla luce di tale modello, anche se di fatto non lo seguono alla lettera.

Nel caso di Internet, il mezzo fisico ed il protocollo di livello datalink (ovvero i primi due livelli della pila OSI) possono variare numerose volte lungo il tragitto che un pacchetto percorre. Nella maggior parte dei casi Internet viaggia su fibre ottiche utilizzando il protocollo di datalink ATM, ma è possibile anche che il traffico Internet viaggi su etere o rame, utilizzando protocolli come Wi-Fi, Ethernet e PPP.

A livello di rete, la standardizzazione aumenta con l'adozione dell'IP (Internet Protocol) per l'indirizzamento logico. Per il World Wide Web, questi indirizzi IP sono derivati da una forma umanamente leggibile (es. 173.194.35.17 è ottenuto da www.google.com) mediante il DNS (Domain Name System). Al momento la versione di IP più comunemente utilizzata è la IPv4, ma già da alcuni anni, il passaggio alla versione IPv6 è considerato inevitabile ed imminente; il vantaggio principale di tale versione sta nell'elevato numero di indirizzi disponibili (3.40 × 1038 indirizzi rispetto ai 4.29 × 109 dell'IPv4) che promette di risolvere i problemi di scarsità evidenziatisi a partire dagli anni novanta. Inoltre la versione 6 supporta nativamente sistemi di sicurezza tramite IPsec e meccanismi di QoS (Quality of Service).

A livello di trasporto la maggior parte di applicazioni utilizza il TCP (Transmission Control Protocol) o l'UDP (User Datagram Protocol). Nel caso del TCP, i pacchetti che vengano persi durante la trasmissione vengono rispediti e riordinati, prima di essere presentati ai livelli superiori; in questo modo è anche possibile eliminare gli eventuali pacchetti duplicati. Al contrario nel caso dell'UDP i pacchetti non vengono riordinati e nel caso di perdite non sono ritrasmessi. Sia i pacchetti TCP che UDP trasportano il numero di porta per specificare a quale applicazione o a quale processo il pacchetto debba essere indirizzato.[24] Poiché taluni protocolli di livello applicazione utilizzano porte standard, è possibile per gli amministratori di rete limitare o favorire il flusso di traffico verso specifiche porte tramite appositi filtri.

Al di sopra del livello di trasporto, esistono diversi protocolli che sono difficili da catalogare nel livello di sessione o presentazione, ma che sono largamente diffusi come il Transport Layer Security (TLS) anche noto come (SSL). Questi protocolli assicurano che i dati in transito sulla rete rimangono completamente riservati. Tali protocolli utilizzano la crittografia asimmetrica per scambiarsi una chiave comune e successivamente proteggono i dati mediante crittografia simmetrica. Un altro protocollo di difficile posizionamento nella pila OSI è il Real-time Transport Protocol (RTP), utilizzato principalemte per il trasporto di audio o video in streaming.[25] Infine a livello di applicazione, esistono numerosi protocolli che dovrebbero risultare familiari agli utenti Internet, ossia l'HTTP per la navigazione, il POP3 per la posta elettronica, l'FTP per il trasferimento di dati, e SIP per la tele e la video conferenza.

Approssimativamente dal 2004 le ultime dinamiche legate al fenomeno Web 2.0 stanno avendo innumerevoli impatti sulle Telecomunicazioni e sui processi di convergenza tra telefonia fissa e mobile, sconvolgendo anche i classici modelli di business.

Local area network[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Local area network.
Esempio di Rete Locale.

Nonostante la crescita di Internet, le caratteristiche delle LAN (Local Area Network, Rete Locale) che misurano al più pochi chilometri, rimangono distinte.

Nella metà degli anni ottanta, sono emersi numerosi protocolli pensati per colmare il vuoto tra il livello data link e quello applicazione della pila OSI. Tra di essi i principali sono Appletalk, IPX e NetBIOS, con la predominanza di IPX all'inizio degli anni novanta, dovuta in particolare al suo utilizzo in MS-DOS. All'epoca il TCP/IP già esisteva, ma il suo utilizzo era limitato agli enti governativi ed alle grandi aziende.[26] La rapida adozione di Internet tuttavia portò alla nascita di numerose LAN legate alla nuova rete e di conseguenza all'adozione anche nelle LAN dei due principali protocolli Internet. Il passaggio al TCP/IP fu aiutato dall'introduzione di alcune tecnologie, come il DHCP, che consente ai nodi di configurare autonomamente il proprio indirizzo IP; tale funzionalità era infatti standard nelle suite AppleTalk/IPX/NetBIOS.

Tuttavia è a livello datalink che le moderne reti locali differiscono da Internet. Mentre per le reti più grandi i tipici protocolli di livello 2 sono l'ATM e l'MPLS (Multi Protocol Label Switching), per le reti locali sono utilizzati il Token Ring e soprattutto l'Ethernet; i protocolli per le LAN differiscono dai primi poiché sono più semplici (non offrono alcuni servizi come il supporto del QoS) ed offrono meccanismi di prevenzione delle collisioni (ossia evitano o limitano la contemporanea trasmissione di più pacchetti in contemporanea). Entrambe queste differenza consentono di ridurre i costi legati alla creazione della rete. Ad esempio l'assenza di QoS consente di utilizzare router più semplici e nello stesso tempo tale servizio non è strettamente necessario in una rete locale. Inoltre la prevenzione delle collisioni consente a più di due nodi di condividere un mezzo trasmissivo, riducendo i costi.

Nonostante Ethernet e Token Ring abbiano differenti formati di trama (frame), la differenza principale tra i due protocolli sta nel meccanismo di prevenzione delle collisioni. Nel Token Ring un gettone (token) viene fatto circolare tra i nodi e solo il nodo che detiene il gettone può trasmettere. È necessaria quindi la gestione del token in modo che non vada perso o duplicato, tuttavia in questo modo le collisioni sono impossibili. Al contrario nell'Ethernet, tutti i nodi possono comunicare se ritengono che il canale sia libero, ma i nodi devono ascoltare il canale in modo da poter rilevare le collisioni e sospendere la comunicazione per un tempo casuale.[27]

Nonostante la discreta popolarità del Token Ring negli anni ottanta e novanta, con l'avvento del XXI secolo, la maggior parte delle reti locali si basa ormai sullo standard Ethernet. A livello fisico la maggior parte delle implementazioni di Ethernet utilizza cavi in rame (come le diffuse reti 10BASE-T). Alcune implementazioni iniziali usavano invece il cavo coassiale. Alcune implementazioni (specialmente quelle ad alta velocità) usano invece le fibre ottiche. Le fibre si prevede avranno un ruolo fondamentale nel nuovo standard 10 gigabit Ethernet.[28] Quando si utilizzano le fibre ottiche, è necessario distinguere tra la fibre multimodo e le fibre singolo modo, Le prime sono fibre in cui il mezzo trasmissivo è più largo; ne consegue che la produzione è meno costosa ma la banda offerta è minore e l'attenuazione è maggiore.

Sistemi di radiolocalizzazione e navigazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sistema satellitare globale di navigazione.

Infine ultimi ritrovati tecnologici di telecomunicazioni a partire dagli anni 2000 sono i sistemi di posizionamento e navigazione satellitare che appoggiandosi a reti satellitari dedicate consentono a radioricevitori al suolo la loro localizzazione in termini di coordinate geografiche e la conseguente navigazione su mappe geografiche in memoria (navigatori satellitari), anch'essi vera e propria rivoluzione tecnologica e sociologica.

Telecomunicazioni e società[modifica | modifica sorgente]

Le telecomunicazioni sono una parte importante di numerose società moderne. L'esistenza di una buona infrastruttura di telecomunicazioni è largamente riconosciuta come un successo importante di un paese, sia a livello microeconomico che macroeconomico. L'importanza delle infrastrutture di telecomunicazioni è divenuta talmente cruciale e strategica che molti attuali sistemi di telecomunicazioni (dalle reti ai sistemi di radiocomunicazioni) sono spesso soggetti a ridondanza nel dimensionamento delle loro risorse trasmissive, di elaborazione e di memorizzazione aumentandone robustezza e tolleranza ad eventuali guasti/malfunzionamenti ed evitando così il più possibile disservizi verso gli utenti.

Microeconomico[modifica | modifica sorgente]

A livello microeconomico, numerose compagnie hanno sfruttato le telecomunicazioni per costruire imperi economici, come è evidente ad esempio nel caso del portale di vendita (e-commerce) su Internet Amazon.com, ma gli osservatori hanno notato che anche catene tradizionali, come Wal-Mart o Ikea hanno tratto benefici dal possedere una rete di telecomunicazioni superiore a quella dei loro concorrenti.[29] Nella moderna società occidentale, l'utilizzo delle telecomunicazioni è fondamentale anche nelle attività di tutti i giorni, come ad esempio prenotare una pizza per telefono o chiamare l'idraulico. Anche comunità relativamente povere, ricorrono oggi alle telecomunicazioni per migliorare la loro vita quotidiana. Nel distretto di Narshingdi, in Bangladesh, gli abitanti di villaggi isolati utilizzano i telefoni cellulari per parlare direttamente con i grossisti ed ottenere prezzi migliori per le loro merci. In Costa d'Avorio i coltivatori di caffè utilizzano telefoni cellulari in comune per seguire le variazioni orarie del prezzo del caffè e vendere al prezzo migliore.[30]

Macroeconomico[modifica | modifica sorgente]

A livello macroeconomico, nel 2001 Lars-Hendrik Röller e Leonard Waverman hanno suggerito l'esistenza di un legame causale tra l'esistenza di una buona infrastruttura di telecomunicazioni e crescita economica.[31] Pochi ormai negano l'esistenza di questo legame, anche se alcuni non concordano sulla sua natura causale.[32] Tuttavia il fatto che le economie traggano benefici da una buona infrastruttura di telecomunicazioni è innegabile e per tale motivo è sempre maggiore la preoccupazione per il cosiddetto digital divide.

Questa preoccupazione deriva dal fatto che l'accesso ai mezzi di telecomunicazione non è ugualmente suddiviso tra la popolazione mondiale. Una ricerca del 2003 a cura dell'International Telecommunication Union (ITU) ha rivelato che circa un terzo delle nazioni ha meno di un abbonato alla telefonia cellulare per ogni 20 abitanti e circa un terzo delle nazioni ha meno di un abbonato alla rete fissa ogni 20 abitanti. Per quanto riguarda l'accesso Internet, circa metà delle nazioni ha meno di una persona su 20 che goda di un accesso ad Internet. Da queste informazioni e da dati provenienti dalle scuole, l'ITU ha compilato l"Indice di Accesso Digitale" (Digital Access Index), che misura la capacità totale di un cittadino di accedere ed usare le tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Utilizzando questo parametro, nazioni come la Svezia, la Danimarca e l'Islanda ricevono il voto più alto, mentre al fondo classifica si piazzano paesi africani come il Niger, il Burkina Faso ed il Mali.[33]

A cavallo degli anni 2000 col nascere della New Economy si è però assistito a fenomeni di speculazione economica nell'ambito delle telecomunicazioni e in generale dell'ICT che hanno portato allo scoppio della cosiddetta bolla speculativa delle dot-com.

Enti regolatori[modifica | modifica sorgente]

Organismi internazionali[modifica | modifica sorgente]

A livello internazionale partecipano alla stesura degli standard tecnici e normativi (direttive) delle telecomunicazioni diversi enti internazionali tra i quali si ricordano:

In Italia[modifica | modifica sorgente]

In Italia l'Istituto Superiore per le Comunicazioni (ISCOM), compreso all'interno del Ministero dello Sviluppo Economico, l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) e i vari enti delegati a livello regionale (Corecom) si occupano di supervisionare il mondo ed il mercato delle Telecomunicazioni secondo le direttive giuridiche ed economiche da essi imposti con poteri sanzionatori oltre che deliberativi.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Simon Haykin, Communication Systems, 4th edition, John Wiley & Sons, 2001, pp 1 — 3, ISBN 0-471-17869-1.
  2. ^ (EN) Ashok Ambardar, Analog and Digital Signal Processing, 2nd edition, Brooks/Cole Publishing Company, 1999, pp 1 — 2, ISBN 0-534-95409-X.
  3. ^ Bluetooth 2.0 usa il PSK per l'EDR (Enhanced Data Rate). In particolare una DQPSK shiftata di 45° a 2 Mbit/s ed una 8DPSK at 3 Mbit/s. Cfr. (EN) Bluetooth Specification Version 2.0 + EDR (p 27), Bluetooth, 2004
  4. ^ (EN) Native American Smoke Signals, William Tomkins, 2005
  5. ^ (EN) Talking Drums, Instrument Encyclopedia, Cultural Heritage for Community Outreach, 1996
  6. ^ (FR) Les Télégraphes Chappe, Cédrick Chatenet, l'Ecole Centrale de Lyon, 2003
  7. ^ (EN) The Electromagnetic Telegraph, J. B. Calvert, April 2000
  8. ^ (EN) The Atlantic Cable, Bern Dibner, Burndy Library Inc., 1959
  9. ^ (EN) Connected Earth: The telephone, BT, 2006.
  10. ^ (EN) History of AT&T, AT&T, 2006
  11. ^ (EN) James Bowman Lindsay, Macdonald Black, Dundee City Council, 1999
  12. ^ (EN) Tesla Biography, Ljubo Vujovic, Tesla Memorial Society of New York, 1998
  13. ^ (EN) The Pioneers, MZTV Museum of Television, 2006
  14. ^ (EN) George Stlibetz, Kerry Redshaw, 1996
  15. ^ (EN) Katie Hafner, Where Wizards Stay Up Late: The Origins Of The Internet, Simon & Schuster, 1998, ISBN 0-684-83267-4.
  16. ^ (EN) Ethernet: Distributed Packet Switching for Local Computer Networks, Robert M. Metcalfe and David R. Boggs, Communications of the ACM (pp 395 — 404, Vol. 19, No. 5), July 1976
  17. ^ (EN) Gartner Says Top Six Vendors Drive Worldwide Mobile Phone Sales to 21% Growth in 2005, Gartner Group, 28 February 2006
  18. ^ (EN) Africa Calling, Victor and Irene Mbarika, IEEE Spectrum, May 2006
  19. ^ (EN) Milestones in AT&T History, AT&T Knowledge Ventures, 2006
  20. ^ (EN) Fundamentals of DWDM Technology, CISCO Systems, 2006
  21. ^ (EN) World Internet Users and Population Stats, internetworldstats.com, 2006
  22. ^ (EN) OECD Broadband Statistics, Organisation for Economic Co-operation and Development, December 2005
  23. ^ (EN) History of the OSI Reference Model, The TCP/IP Guide v3.0, Charles M. Kozierok, 2005
  24. ^ (EN) Stallings, pp 683 — 702
  25. ^ (EN) RTP: About RTP and the Audio-Video Transport Working, Henning Schulzrinne, July 2006
  26. ^ (EN) Martin, Michael (2000). Understanding the Network (The Networker's Guide to AppleTalk, IPX, and NetBIOS), SAMS Publishing, ISBN 0-7357-0977-7
  27. ^ (EN) Stallings, pp 500 — 526
  28. ^ (EN) Stallings, pp 514 — 516
  29. ^ (EN) A Communication Theory Perspective on Telecommunications Policy, Edward Lenert, Journal of Communication, Volume 48, Issue 4, Page 3-23, Dec 1998
  30. ^ (EN) The Effect of Income Inequality on Mobile Phone Penetration, Mareille Samaan, Boston University Honors thesis, April 2003
  31. ^ (EN) Telecommunications Infrastructure and Economic Development: A Simultaneous Approach, American Economic Review, Volume 91, Number 4, Page 909-923
  32. ^ (EN) The role of telecommunications in economic growth: proposal for an alternative framework of analysis, Ali Riaz, Media, Culture & Society, Volume 19, Number 4, Page 557-583, 1997
  33. ^ (EN) World Telecommunication Development Report 2003, International Telecommunication Union, 2003

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • A.S. Tanenbaum, "Reti di computer", Prentice Hall International - UTET, 1997
  • A. Bruce Carlson, Paul B. Crilly, e Janet C. Rutledge: Communication systems, 4ª edizione, McGraw Hill, 2002.
  • P. Stella, Codice dell'editoria e delle comunicazioni, LED Edizioni Universitarie, Milano, 2008, ISBN 978-88-7916-370-5

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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