Ripetitore

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Antenne di Ripetitori in ponte radio sul Mont Aigoual, Cevennes Francia

Nelle telecomunicazioni il termine ripetitore indica un dispositivo elettronico che riceve in ingresso un segnale e lo ritrasmette in uscita tipicamente con un segnale a potenza maggiore cosicché la propagazione di questo può essere garantita anche a lunghe distanze senza eccessiva attenuazione/degradazione.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Esistono in realtà tre tipi di ripetitori:

  1. ripetitore trasparente: un dispositivo analogico che riceve, amplifica e ritrasmette un segnale di ingresso indifferentemente dalla sua natura (analogica o digitale), evitandone l'eccessiva attenuazione fisica in potenza;
  2. ripetitore rigenerativo: un dispositivo digitale che riceve, demodula, rigenera ovvero filtra, amplifica, rimodula e ritrasmette un segnale digitale permettendone oltre all'amplificazione anche una rigenerazione completa (reshaping) contro eventuali effetti di distorsione.
  3. ripetitore passivo: un dispositivo non alimentato che ha il solo scopo di cambiare direzionalità al segnale radio ricevente senza amplificazione e rigenerazione.

Il termine "ripetitore" è nato con il telegrafo e riferito ad un dispositivo elettromeccanico usato per rigenerare i segnali telegrafici. L'uso del termine è continuato nell'ambito della telefonia e della comunicazione dati ed ha validità sia nell'ambito delle comunicazioni cablate che in quelle wireless come ad esempio nelle comunicazioni in ponte radio.

Con il termine digipeater (digital repeater) si intende invece un ripetitore digitale, particolarmente usato dai radioamatori.

Applicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Sistemi radio[modifica | modifica wikitesto]

Esempio di ripetitore in ponte radio con tipiche antenne paraboliche direttive

Nelle radiocomunicazioni i ripetitori sono usati in maniera estensiva nel fornire radiosegnali in un'ampia area, mentre nei sistemi di emergenza (es. in dotazione a polizia, vigili del fuoco, ambulanza, taxi e altri servizi) sono sinonimi di stazione base che forniscono entrambe le funzioni.

Un ripetitore simplex usa una sola frequenza sia in ricezione che in trasmissione (isofrequenza): riceve, memorizza, e ritrasmette immediatamente dopo ripetendo i segnali ricevuti ad una maggiore potenza elettromagnetica, ma ritardati nel tempo di una certo tempo di latenza. Sono utilizzati a fini didattici e da sperimentatori/hobbisti (es. PMR 446) in virtù della loro semplicità costruttiva e basso costo; sono conosciuti anche come "pappagalli elettronici" o "parrot"[1].

Un ripetitore duplex usa invece due radiofrequenze: una frequenza di "input" che riceve e controlla i segnali in ingresso, e una frequenza di "output" su cui si ritrasmettono in uscita ad una maggiore potenza i segnali ricevuti in ingresso.

In quanto sottosistemi di un'infrastruttura in ponte radio i ripetitori possono implementare tecniche di radiotrasmissione in diversità di spazio o di frequenza, al pari del nodo di origine o destinazione finale.

I ripetitori radio tipicamente sono piazzati in zone che massimizzano gli effetti radiopropagativi per i loro scopi. Si hanno:

  • ripetitori low-level, usati per la comunicazione locale e piazzati ad una grande altezza per ridurre le interferenze con altri utenti/sistemi operanti alle stesse radiofrequenze. Sono usati per aree ampie come città intere o piccoli edifici.
  • ripetitori high-level sono piazzati su alte torri o in cima alle montagne per massimizzare l'area di copertura. Con questi sistemi gli utenti con radio poco potenti (come un "walkie-talkie") possono comunicare con altri anche su parecchi chilometri.

Nel campo radioamatoriale, i ripetitori sono tipicamente non usati come stazione-base per un singolo utente o gruppo; ciononostante forniscono altri servizi come una connessione autopatch per una linea telefonica POTS/PSTN per utenti remoti. Questi tipi di ripetitori tipicamente hanno un tono squelch (CTCSS o PL tone) implementato, per prevenirli dall'essere utilizzati accidentalmente per interferenza da altri ripetitori.

Broadcasting[modifica | modifica wikitesto]

I ripetitori sono anche usati estensivamente nel broadcasting, dove sono conosciuti come traslatori o amplificatori. Ripetitori sono anche gli access point Wi-Fi delle WLAN quando questi ripetono in broadcast, a livello fisico, nella propria area di copertura il segnale verso altri access point limitrofi per consentire la propagazione del segnale fino a destinazione (modalità Extended Service Set (ESS)) lavorando però anche a livello datalink.

Reti cellulari[modifica | modifica wikitesto]

Nelle reti cellulari le cosiddette stazioni di rilancio assolvono le funzionalità di ripetitori del segnale radio da e verso una stazione radio base di riferimento attraverso un collegamento direttivo (antenne paraboliche o mini-link) offrendo una copertura radio verso una nuova cella permettendo un aumento di banda grazie al riuso di frequenza.

Ripetitore passivo[modifica | modifica wikitesto]

Esempio di ripetitore passivo: soluzione per la realizzazione di reti radio a microonde, in aree dove la visibilità radioelettrica tra i terminali è annullata o fortemente ridotta da ostacoli interposti alle tratte radio (montagne, palazzi, alberi etc).

Il termine ripetitore passivo indica invece un particolare tipo di ripetitore, utilizzato per poter superare ostacoli naturali che ostruirebbero la linea di vista tra due terminali radio, senza operare alcun tipo di amplificazione o rigenerazione operando quindi in maniera del tutto passiva. Esso consiste dunque in una coppia di antenne opportunamente collocate che ricevono e ritrasmettono il segnale cambiandone solamente la direzione di irradiazione. Può essere collocato in punti elevati ovviando all'installazione di apparati elettronici che richiederebbero energia di alimentazione e la cui manutenzione risulterebbe più complicata e costosa.

In casi particolari, normalmente con angoli di ripetizione inferiori ai 90º, si può utilizzare uno specchio metallico che riflette le onde elettromagnetiche con area di diversi metri quadrati opportunamente orientato, invece di due antenne accoppiate. In alcuni casi particolarmente critici per la presenza di ostacoli difficilmente superabili, si può utilizzare l'inserimento di doppi o addirittura tripli ripetitori passivi. La tecnica risulta particolarmente vantaggiosa se il punto di ripetizione passiva è vicino a uno dei due terminali attivi, in modo da ridurre le perdite totali del collegamento.

Sistemi cablati[modifica | modifica wikitesto]

I ripetitori sono spesso usati nei cavi transcontinentali e transoceanici (cavi sottomarini), perché l'attenuazione del segnale (signal loss) su tali distanze potrebbe essere completamente inaccettabile senza di essi ai fini della ricetrasmissione. I ripetitori sono usati sia nei cavi in rame che trasportano segnali elettrici sia nelle fibre ottiche che trasportano la segnali ottici. In questo ambito sono più noti come amplificatori e rigeneratori.

Reti di computer[modifica | modifica wikitesto]

Tra le reti di broadcast vanno ricordate le LAN dove il repeater viene usato soprattutto con un particolare dispositivo di rete che è l'hub cioè un repeater multiporta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Anfy preview

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]