Frequency Division Multiplexing

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In telecomunicazioni la multiplazione a divisione di frequenza,[1][2] anche conosciuta come FDM (acronimo inglese di frequency division multiplexing), è una tecnica di multiplazione ovvero di condivisione delle risorse trasmissive di un canale di comunicazione (cioè la banda) secondo la quale l'intero canale trasmissivo disponibile è diviso in sottocanali, ognuno costituito da una banda di frequenza e separato da un altro grazie ad un piccolo intervallo di guardia. Questo rende possibile la condivisione dello stesso canale da parte di diversi dispositivi che utilizzano diverse regioni di frequenze e utenti che possono così comunicare contemporaneamente senza incorrere nella mutua interferenza.[1]

Applicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Questa tecnica è utilizzata comunemente nelle trasmissioni televisive, radiofoniche (radiodiffusioni), telefoniche o dati. Nei conduttori semplici usati per le linee telefoniche, col sistema di multiplazione a divisione di frequenza, si riescono a inoltrare nello stesso tempo più di una dozzina di conversazioni telefoniche, nei cavi coassiali invece, sempre tramite multiplazione a divisione di frequenza, se ne possono trasmettere più di mille.[3] Nelle trasmissioni via etere ogni emittente trasmette contemporaneamente attraverso lo stesso mezzo, in questo caso il canale di comunicazione condiviso (ma questo non cambia se viene utilizzato un cavo). Ad ogni canale è associata una determinata frequenza. Il ricevente per selezionare la trasmissione deve solamente sintonizzarsi sulla frequenza appropriata tramite apposito circuito di sintonia.

Anche le reti cellulari utilizzano in parte questo tipo di multiplazione per suddividere ed assegnare l'intera capacità trasmissiva o banda radio disponibile alle varie celle di copertura servite da stazioni radio base.

Un'altra applicazione di questo tipo di multiplazione è l'accesso ad Internet a banda larga PowerLine communication. Power Line Communication non è altro che la trasmissione di dati tramite linee elettriche. Prendiamo ad esempio l'allacciamento alla linea elettrica di un qualsiasi edificio; l'unico segnale che troviamo è la tensione elettrica di 220 /230 Volt d'ampiezza (alternata) a 50 Hertz. Questo per quanto riguarda l'Europa. Questo vuol dire che tutto il resto dello spettro delle frequenze da 0 Hz a 49 Hz e da 51 Hz a infinito è libero. Alcuni fornitori di energia elettrica hanno implementato una connessione a banda larga utilizzando questo media.

In ambito industriale è molto usato ed è conosciuto come standard x10. Il grossissimo vantaggio è che questo tipo di rete è prossimo al 100% di tasso di penetrazione, praticamente qualsiasi edificio dispone di un allacciamento alla rete elettrica. Lo svantaggio è che la presenza di capacità parassita possa perturbare il segnale cioè aumentare il BER aumentando la probabilità d'errore corrompendo così la trasmissione.

Per aumentare l'affidabilità della comunicazione ad ogni dispositivo può essere assegnata più di una portante. Se esiste una forte fonte di rumore su di una gamma di frequenze che interessa una portante, i dati possono essere trasmessi attraverso l'altra. Tale tecnica è chiamata diffusione dello spettro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Alessandro Falaschi, Elementi di Trasmissione dei Segnali e Sistemi di Telecomunicazione, p.252
  2. ^ Vavassori, I principali metodi di multiplazione di sensori a fibra ottica, lezioni, Università di Perugia
  3. ^ La Civiltà cattolica, Edizioni 3169-3174, 1982 p.264

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]