Cavo coassiale
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| Livello di trasporto | TCP, UDP, SCTP, DCCP ... |
| Livello di internetworking | IPv4, IPv6, ICMP, ICMPv6, IGMP, IPsec, OSPF ... |
| Livello di collegamento | Ethernet, WiFi, PPP, Token ring, ARP, ATM, FDDI, LLC, SLIP, WiMAX, HSDPA, MPLS ... |
In telecomunicazioni il cavo coassiale (in inglese coax) è un mezzo trasmissivo di segnali informativi, appartenente alle linee di trasmissione e molto usato nelle comunicazioni elettriche.
Indice |
[modifica] Descrizione
È composto da un singolo conduttore di rame posto al centro del cavo (anima) e da un dielettrico (generalmente in polietilene o PTFE) che separa l'anima centrale da uno schermo esterno di metallo intrecciato (maglia) garantendo costantemente l'isolamento tra i due conduttori. Lo schermo di metallo intrecciato aiuta a bloccare le interferenze. Il cavo è munito poi di connettori ai suoi estremi di connessione.
Il segnale viaggia sotto forma di campo elettromagnetico tra l'anima e la maglia ad una velocità v che è una frazione di quella della luce nel vuoto e pari c/n con n indice di rifrazione del dielettrico frapposto. L'analisi della propagazione del campo elettromagnetico nel cavo coassiale fa parte della teoria delle linee di trasmissione, mentre l'effetto di convogliamento è paragonabile a quello di una guida d'onda metallica. In particolare in esso si propaga il modo elettromagnetico TEM.
[modifica] Caratteristiche
I cavi coassiali vengono prodotti in diverse tipologie in funzione della frequenza del segnale da trasportare e della potenza dello stesso. I valori di impedenza sono principalmente due:
- 50 ohm, utilizzato per le trasmissioni digitali (come le prime versioni di Ethernet) o radioamatoriali, nonché per segnali standard nel campo degli strumenti di misura elettronici;
- 75 ohm, utilizzato per il segnale video analogico, per la televisione (collegamento con l'antenna di ricezione terrestre o satellitare) e per le connessioni Internet via cavo.
Esistono anche cavi con impedenza caratteristica di 93 ohm e 105 ohm utilizzati per reti di connessione dati.
Il cavo coassiale, nato per le trasmissione analogiche e simile al cavo che trasporta i segnali radio e TV su lunghe distanze, fu in seguito adattato alla comunicazione dati digitali. I dati digitali sono molto più suscettibili rispetto ai dati analogici al rumore e alle distorsioni di segnale che vengono introdotte quando i segnali viaggiano su grandi distanze.
Quindi, le reti che usano come mezzo trasmissivo il cavo coassiale possono estendersi solo per distanze limitate a meno che non vengano utilizzati dei ripetitori di segnale che rigenerano il segnale periodicamente (repeater). Semplici amplificatori non sarebbero adatti, perché questi amplificherebbero anche il rumore e la distorsione che il segnale raccoglie mentre viaggia sul mezzo.
Per molto tempo il cavo coassiale è stata inoltre la sola scelta economica da usare nella cablatura di reti locali ad alta velocità perché rispetto al classico doppino garantisce una capacità di banda e dunque una velocità di trasmissione superiore.
Gli svantaggi di installare e mantenere un sistema in cavo coassiale includono il fatto che il cavo è complesso e costoso da fabbricare, è difficile da utilizzare in spazi confinati in quanto non può essere piegato eccessivamente intorno ad angoli stretti ed è soggetto a frequenti rotture meccaniche ai connettori.
Va però segnalata l'alta resistenza all'interferenza del segnale. In tali ambiti il cavo coassiale è stato soppiantato dalla fibra ottica e dalle relative comunicazioni ottiche.
[modifica] Voci correlate
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