Amplificatore

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bussola Disambiguazione – Se stai cercando il dispositivo elettronico utilizzato in musica, vedi amplificatore acustico.

Un amplificatore è un dispositivo che modifica l'ampiezza, di un fattore moltiplicativo, del segnale che lo attraversa. Viene caratterizzato dal guadagno A, a volte espresso in dB. Più specificamente un generico amplificatore (lineare) ha un ingresso in cui entra il segnale da amplificare ed una uscita da cui esce il segnale amplificato, che è pari a A volte il segnale originale. Se il guadagno dell'amplificatore non è costante ma varia in base a determinate caratteristiche del segnale si parla di amplificatore non lineare.

Di solito si parla di amplificatori in elettronica, considerando come segnale una tensione o una corrente: la casistica degli amplificatori elettronici (vedi) è molto vasta.

Una caratteristica fondamentale degli amplificatori è quella di essere dei componenti attivi, cioè l'energia utilizzata per fornire il guadagno dell'uscita proviene da una sorgente differente dall'ingresso: in altre parole viene sfruttata una fonte esterna (in genere di energia, ma non necessariamente) per conferire al segnale in ingresso la maggiore ampiezza necessaria. Se non c'è una fonte di energia esterna, l'aumento della grandezza da amplificare viene ottenuto a spese di qualche altra caratteristica del segnale, e quindi l'apparecchio sarebbe un trasformatore ma non un amplificatore in senso proprio: per esempio una leva non può essere considerata un amplificatore.

Gli amplificatori non sono limitati al campo dell'elettronica: anche il servosterzo di un'auto è un esempio di amplificatore di determinati "segnali" in ingresso.

Un tipo di amplificatore è quello operazionale.

Indice

[modifica] Tipologie

[modifica] Amplificatori elettronici

Per approfondire, vedi la voce Amplificatore (elettronica).

Gli amplificatori elettronici hanno un vasto campo di applicazioni, dal pilotaggio di dispositivi elettromeccanici al pilotaggio di motori elettrici, dai sistemi di trasmissione radiotelevisiva e telefonia mobile alle apparecchiature per amplificare la musica; quest'ultima è forse la tipologia più diffusa e conosciuta, quella presente in tutti gli impianti stereo, piccoli, medi e grandi. Nell'alta fedeltà di classe elevata, l'amplificatore può essere composto da due apparecchi distinti collegati insieme: il preamplificatore e il finale di potenza. Il primo si incarica di aumentare di una certa misura il livello in tensione del segnale da amplificare, mentre il secondo ne aumenta ulteriormente il livello, fornendo al segnale anche una corrente adeguata, che si tradurrà in potenza elettrica (watt) se ai morsetti di uscita del finale è collegato un altoparlante o un diffusore acustico.

[modifica] Blocco amplificatore

Nella progettazione di apparecchiature elettroniche complesse, costituite da molteplici funzioni circuitali interagenti fra di loro (pensiamo ad un oscilloscopio o ad un hard disk), il costruttore, per agevolarne il progetto, l'ingegnerizzazione ed i successivi interventi di manutenzione, usa suddividere l'intero schema elettrico dell'apparecchio in blocchi distinti fra di loro, ognuno preposto a svolgere una precisa funzione. Fra questi possono esserci uno o più circuiti di amplificazione ognuno dei quali, nella documentazione tecnica fornita dal costruttore, sarà denominato Blocco amplificatore A-B-C et....

Un esempio di apparecchio complesso contenente più circuiti amplificatori è il televisore; uno di questi serve ad amplificare il debole segnale proveniente dall'antenna, un secondo serve ad amplificare il segnale audio necessario per gli altoparlanti, un terzo serve ad amplificare il segnale costituente l'immagine, prima di essere inviata al tubo catodico. Sono circuiti che funzionano con tensioni, correnti e frequenze diverse, ma sono tutti degli amplificatori.

[modifica] Amplificatori di portata

[modifica] Efficienza

Ogni amplificatore, a seconda della sua classe di funzionamento ha un'efficienza teorica massima, determinata nel seguente modo: si applica in ingresso il massimo segnale sinusoidale tale che in uscita si abbia la massima potenza senza distorsione; si misura la potenza sul carico; si misura la potenza erogata dall'alimentatore. Si calcola il rapporto fra la potenza ricevuta dal carico e la potenza erogata.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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