Elettrosmog

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Pericolo: microonde ad alta potenza

Con il termine elettrosmog si intende l'inquinamento derivante in genere da radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti. Parliamo quindi dell'intervallo di frequenze che va da 0 Hz (campi statici) alle frequenze della radiazione visibile (laser e luce incoerente).

Introduzione[modifica | modifica wikitesto]

Le radiazioni comprendono quelle prodotte dai radar, in particolare quelle civili e da diporto, per le quali vennero scoperti i primi, evidenti effetti biologici delle microonde durante la seconda guerra mondiale (malattia dei radaristi) e da cui vennero sviluppate le tecnologie alla base dei forni a microonde, dalle infrastrutture di telecomunicazioni come la radiodiffusione e la telediffusione (emittenti radiofoniche e televisive), ponti radio, reti per telefonia cellulare, dagli stessi telefoni cellulari, dagli apparati wireless utilizzati soprattutto in ambito informatico (campi EM ad alta frequenza) e dalle infrastrutture di trasporto dell'energia elettrica tramite cavi elettrici percorsi da correnti alternate di forte intensità come gli elettrodotti della rete elettrica di distribuzione (campi EM a bassa frequenza).

L'opinione pubblica ha concentrato la sua attenzione su questo tema grazie alle campagne di sensibilizzazione promosse da comitati di cittadini, associazioni, partiti, movimenti ambientalisti, che hanno espresso preoccupazione per la salute dei cittadini. L'esistenza di un rischio rilevante per la salute è a tutt'oggi complessa e controversa, vista anche la dimensione e la durata degli studi epidemiologici.

Nel 2001 IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro), parte dell'Organizzazione mondiale della sanità delle Nazioni Unite, ha inserito i campi magnetici in bassa frequenza in categoria 2B considerando un raddoppio del fattore di rischio (leucemia infantile) per esposizioni a valori di campo magnetico superiori a 0,4 microTesla. IARC nel 2011 ha inserito anche i campi elettromagnetici in alta frequenza in categoria 2B (senza definire una dose). La categoria 2B è definita classe cancerogena possibile per l'uomo[1]; l'International Commission for Electromagnetic Safety (Icems), sottolinea, nel 2012, la possibilità di aumenti a due cifre di alcune incidenze tumorali[2]. Tuttavia, effetti biologici non oncologici sono universalmente riconosciuti.

L'Organizzazione mondiale della sanità afferma che "ad oggi, nessun effetto dannoso per la salute è stato riconosciuto come causato dall'uso di telefoni mobili."[3] Alcune autorità nazionali hanno raccomandato ai loro cittadini, come semplice norma precauzionale, di minimizzarne l'esposizione.[4]

Elettrosmog e salute[modifica | modifica wikitesto]

Il termine popolare elettrosmog, più correttamente descrivibile come "relazione tra radiazioni elettromagnetiche e stato di salute", congloba una moltitudine di agenti fisici inquinanti e di diverse patologie potenzialmente correlabili. La pletora di interazioni è difficilmente raggruppabile, passando dagli effetti di campi statici di altissima potenza (dove sono noti ad esempio gli effetti di stimolazione del nervo periferico, PNS, dove la commutazione rapida e lo spegnimento dei gradienti di campo magnetico come in alcuni potenti apparati di risonanza magnetica nucleare, è in grado di causare stimolazione del nervo) a campi di altissima frequenza anche di bassa potenza coinvolta come le Extremely high frequency, la radiazione Terahertz dove, anche se le forze coinvolte sembrano essere piccole, le risonanze non lineari potrebbero consentire alle onde terahertz per decompattare il DNA, creando "bolle" nella doppia elica che potrebbe significativamente interferire con processi come l'espressione genica e la replicazione del DNA, ai laser.
Molte delle fonti prese in considerazione, al di là degli eventuali effetti negativi sulla salute, possiedono comunque effetti biologici, essendo spesso utilizzate a scopo terapeutico, dalle dubbie magnetoterapie, alle Pulsed electromagnetic field therapy (PEMFT), o pulsed magnetic therapy, pulse magnetotherapy (PEMF), Transcranial magnetic stimulation, alla fototerapia, la terapia fotodinamica, eccetera.

Tipologie di possibili danni[modifica | modifica wikitesto]

In aggiunta alla variabilità degli agenti causali, i danni provocati possono essere di tipo tumorale, benigno o maligno:

  • di tipo specifico e localizzato, come tumori indotti in loco per innalzamento termico dei tessuti, esempio studiato per i telefoni cellulari, il glioma;
  • di tipo organico, come le leucemie, ad esempio sotto indagine per gli effetti delle basse frequenze degli elettrodotti.

Il danno tumorale è stato associato al fatto che i campi elettrici e magnetici inibiscono nella ghiandola pineale la produzione di melatonina, nell'uomo e nei ratti [5][6][7], fattore oncostatico. In seguito fu messa in relazione l'esposizione ai campi magnetici con l'inibizione notturna dell'attività della NAT ed il contenuto di melatonina nella ghiandola pineale del ratto[8].

Si possono avere danni di tipo non tumorale come:

  • danni per trasferimento di potenza, esempio ustione da laser di potenza, da irradiamento infrarosso, da microonde
  • danni da interferenza con segnali di tipo elettrico ed elettrochimico naturalmente presenti nell'organismo, come trasmissione del segnale nervoso, e flussi ionici intra- ed extra- cellulari.

Studi epidemiologici[modifica | modifica wikitesto]

Uno studio epidemiologico serio e affidabile richiede:

  • un campione statistico scelto accuratamente per essere il più possibile rappresentativo della popolazione da cui è estratto;
  • un tempo di studio molto lungo (10-15 anni) in quanto oltre agli effetti diretti a breve periodo di tali radiazioni si tratta di studiare gli effetti statistici a medio e lungo termine;
  • ingenti investimenti finanziari;

La ricerca finanziata da privati è guardata con scetticismo da alcuni, poiché un privato in genere è restio a sostenere risultati sfavorevoli ai propri interessi economici (conflitto di interessi).

Gli studi che sostengono di aver trovato correlazioni statistiche significative tra l'esposizione a radiazione elettromagnetica a bassa frequenza e l'insorgenza di effetti a lungo termine (quali leucemia e vari tipi tumore) sono spesso contestati sulla base della presunta non significatività statistica del risultato, dovuta principalmente alla ristrettezza del campione scelto o a tempi di studio non sufficientemente lunghi. Si ricorda, in questo contesto, che le insorgenze a lungo termine di tumori prevedono latenze di decenni. Emblematicamente il mesotelioma concernente l'esposizione ad amianto, un altro agente i cui effetti acuti si discostano per meccanismi biologici di insorgenza della malattia da quelli a lungo termine, prevede uno sviluppo del tumore con un ritardo massimo rispetto al periodo di esposizione di 45 anni.

Nel 2007 è stata svolta una ricerca specifica su "uso del cellulare e tumori cerebrali"[9]. Si tratta di un lavoro che ha comparato e analizzato gli studi compiuti in 6 anni sull'uso dei cellulari, e non ha trovato correlazione tra l'insorgenza di tumori al cervello e un utilizzo medio del telefono cellulare a breve termine (10 anni)[10] sottolineando tuttavia che vi sono ancora significative incertezze che possono essere risolte soltanto monitorando la salute di un grande gruppo di utenti di telefonia per un lungo periodo di tempo.

Una ricerca svolta nel 2014 su circa 5000 casi di tumore, e in corso di stampa sulla rivista Pathophysiology, rileva un aumento significativo di rischio di glioma conseguente l'uso di telefoni cellulari o cordless. Il rischio maggiore riguarderebbe il glioma al lobo temporale. Inoltre, l'uso di cellulari o cordless prima dei 20 anni comporterebbe un rischio superiore che in altre fasce d'età.[11]

Nel 2014 è stato pubblicato uno studio del Childhood Cancer Research Group dell'Università di Oxford su 16.500 bambini britannici a cui è stata diagnosticata la leucemia tra il 1962 e il 2008. Tale analisi non ha rilevato un aumento del rischio di sviluppo della malattia per i bambini nati dopo il 1980 e che hanno abitato nei pressi delle linee elettriche ad alta tensione.[12]

Effetti accertati[modifica | modifica wikitesto]

Partendo dalle fotosensibilità e fototossicità in campo umano, come nella dermatite attinica, nelle ustioni da laser e infrarossi, passando per i danni termici da esposizione alle microonde o malattia dei radaristi, per finire ai danni di indagine molto più complessa, imputabili alle frequenze radio e ultrabasse a bassa potenza, esistono dimostrati effetti biologici coinvolgenti le radiazioni non ionizzanti.
Un effetto accertato e fisicamente elementare delle onde elettromagnetiche cosiddette ad alta frequenza, anche se non ionizzanti, è l'innalzamento della temperatura dei tessuti biologici attraversati, soprattutto quelli più ricchi di acqua con effetto di maggior penetrazione e assorbimento nei tessuti interni tanto più bassa è la frequenza, tipici ad esempio nell’intervallo delle microonde dei comuni fornetti domestici. Nel caso dei telefoni cellulari, la potenza irradiata è bassa (solitamente minore di 1 watt) così che il riscaldamento prodotto è dell'ordine di poche frazioni di grado, quasi interamente localizzato nella testa dell'utente, inferiore in teoria e comunque all'effetto di un'esposizione diretta di pari durata alla radiazione solare, che però ovviamente agisce solo a livello di superficie, essendo i tessuti non trasparenti all'infrarosso, contrariamente a quanto avviene per le onde radio. Il calore superficiale si propaga nei tessuti nel primo caso solo per conduzione, e non per irraggiamento.

Negli anni, nonostante la normativa, ad esempio in Italia, ancora nel 2012, non ne tenga conto, sono rilevati effetti atermici, biologici: "abbiamo indicatori precisi che ci forniscono l'evidenza dell'effetto biologico che i campi elettromagnetici hanno sull'uomo, così come su piccoli animali e su cellule osservati" (Settimio Grimaldi, CNR, novembre 2011). Si sono ipotizzati effetti implicanti l'interferenza con frequenze di risonanza del flusso ionico relativo alle pompe ioniche cellulari, e gli studi sull'argomento teorico sono tuttora in corso[13][14]

I soggetti portatori di pacemaker dovrebbero rispettare una distanza maggiore di 1 metro fra il telefono e il dispositivo medico, poiché le onde E.M. prodotte potrebbero generare problemi di compatibilità elettromagnetica ovvero creare dei falsi impulsi nei circuiti da scoordinare il ritmo cardiaco prodotto con genesi di aritmie.

Esistono studi che documentano svariati effetti dei campi elettromagnetici sulla salute umana.

I limiti imposti dall'ente americano[quale? dare una citazione] tengono finora esclusivamente in considerazione gli effetti termici, di riscaldamento cutaneo causato dalle microonde.

  1. Le radiazioni di microonde causano almeno due meccanismi che sono alla base dello sviluppo di un cancro: micronuclei e shock termico delle proteine.
    1. Shock termico delle proteine: Quando avviene il surriscaldamento di punti nei tessuti umani, il corpo produce proteine per far fronte allo shock termico nel tentativo di proteggere e riparare le cellule surriscaldate[15]. Queste proteine proteggono anche le cellule cancerose rendendole resistenti alle terapie[16]. In molti tumori il numero di queste proteine risulta altissimo.
    2. Formazione di micronuclei: I micronuclei sono filamenti spezzati del DNA ed indicano che le cellule non sono più in grado di ripararsi correttamente. Gli studi condotti dall'industria delle telecomunicazioni confermano che le radiazioni dei cellulari producono micronuclei nelle cellule ematiche umane a livelli ben più bassi rispetto a quelli previsti dalle normative in materia di esposizione del governo statunitense[17]. Tutti i tumori sono causati da un danno genetico e la presenza di micronuclei nelle cellule è il primo segnale d'allarme del cancro. I medici che curavano le vittime del disastro di Černobyl' del 1986 usavano l'esame dei micronuclei per determinare l'estensione del danno causato dalle radiazioni. A proposito, David de Pomerai, tossicologo molecolare britannico, ha confermato che le cellule con danni genetici non risanati possono diventare cancerogene in maniera molto più aggressiva[18]. Il ricercatore britannico Alisdair Phillips ha effettuato un'analisi più quantitativa che dà un'idea di questo aumento di aggressività delle cellule cancerogene con danni genetici, ed ha scoperto che pochi minuti di esposizione a radiazioni simili a quelle emesse dei cellulari possono trasformare un cancro attivo al 5% in uno attivo al 95%, il tutto durante l'esposizione e per un po' di tempo dopo[19]. Sommando i risultati di questi studi, alcune ore di esposizione a microonde molto basse rispetto ai limiti di legge attuali causerebbero un forte aumento dell'attività delle cellule tumorali, e danni genetici a queste non più sanabili, e trasmessi alle generazioni di cellule successive. Infatti, nel 2004, una serie di studi commissionati dall'Unione Europea ha confermato che i danni causati dalle onde emesse dai cellulari vengono trasmessi alla generazione successiva di cellule[20].
  2. Effetti sulla tiroide: le radiazioni di microonde producono sul cervello effetti quali il rallentamento o l'arresto della produzione da parte della ghiandola pituitaria, detta anche ipofisi, dell'ormone stimolante tiroideo (TSH), determinando così una drastica riduzione degli ormoni tiroidei T4 e T3[21]
  3. Differenza fra radiazioni ionizzanti e radiazioni non ionizzanti: spesso viene operata una distinzione fra gli effetti di queste due categorie. Gli effetti dei cellulari sarebbero più contenuti, dipendendo da radiazioni non ionizzanti. Riguardo agli effetti delle radiazioni ionizzanti c'è un sostanziale accordo (un esempio di studio documentato[22], dell'Accademia Nazionale delle Scienze, il quale ha confermato che anche dosi molto basse di radiazioni ionizzanti, dai raggi X ai raggi gamma, nel corso di tutta la vita, causano il cancro).
  4. Effetti maggiori nei bambini. Gli effetti delle radiazioni elettromagnetiche sono più gravi se si accumulano nel tempo, ma esistono delle età più sensibili di altre. In altre parole, avere un'esposizione dai 30 ai 40 anni, ha un effetto minore di una subita dai 20 ai 30 anni, sebbene la durata sia la stessa. I bambini assorbono molte più radiazioni degli adulti[23].

La distruzione fin dalla giovane età di cellule neuronali annulla una "riserva cerebrale" che nella vecchiaia potrebbe compensare la morte di neuroni causata dalla malattia di Alzheimer o da altre malattie degenerative. Se il cervello ha un eccesso di neuroni utilizzati poco o nulla, questi possono tornare utili per sostituire quelli morti a causa di malattia della tarda età[24]. I ricercatori dell'Università dello Utah hanno scoperto che il cervello di un bambino di 5 anni assorbe una quantità di radiazioni quattro volte maggiore rispetto al cervello di un adulto, ed il fluido oculare di un bambino di 5 anni assorbe una quantità di radiazioni oltre 10 volte maggiore rispetto all'occhio di un adulto[25].

Nel 2011 la IARC - Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, ha indicato i campi elettromagnetici a radiofrequenza, tipici dei telefoni cellulari come possibili cause di alcuni tipi di cancro come glioma e neuroma auricolare per gli utilizzatori abituali di telefoni cellulari, anche se per quanto riguarda l'esposizione professionale e quella ambientale[1] si rimanda a ulteriori studi, essendo ancora inadeguato trarre conclusioni. La conseguenza è stata l'inserimento delle radiofrequenze nella classe 2B, che include gli agenti con possibili effetti carcinogeni. Nella stessa classe si trovano oltre 250 agenti, alcuni dei quali di ampia diffusione, che possono diventare cancerogeni come il nichel (che produce reazioni individuali molto intense, per interazione con le proteine), acetaldeide, acrilonitrile, aflatossina M1, Benz[a]antracene, alcuni papillomavirus umani, isoprene, piombo, composti di metilmercurio, policlorofenoli, tioacetammide, il caffè ad altissime dosi (la caffeina è letale fra 150 ed i 200 mg/Kg, ma la IARC, nella monografia sottolinea che bere il caffè non può essere classificato come cancerogenico in quanto vi è una evidenza per la vescica urinaria e una relazione inversa per l'intestino crasso), il nero di carbone (che come molti prodotti della combustione è ricco di idrocarburi policiclici aromatici noti cancerogeni per l'uomo), il talco ( silicati come l'amianto e il talco che è un fillosilicato sono via via sostituiti da prodotti meno tossici come polveri proteiche)[26]; nel 2012 nel volume 102 Radiofrequency electromagnetic fields, si è poi esposto compiutamente lo stato dell'arte delle indagini relative. Altri agenti non ionizzanti, come campi elettrici e magnetici a estremamente bassa frequenza erano già stati esaminati e pubblicati nel volume 80, classificandosi rispettivamente di classe 3 (impossibilità con gli studi finora svolti di classificazione degli agenti come cancerogeno o non cancerogeno), e di classe 2B.

Il Tasso d'assorbimento specifico varia a seconda del modello di cellulare, e in generale l'antenna esterna, perché è di tipo omnidirezionale, è più efficiente e impiega quindi un segnale più debole di quello dell'antenna incorporata. Le esposizioni sono maggiori quando:

  • a) il segnale di ricezione non è ottimale, per cui l'emissione dell'antenna è massima, ad esempio nei veicoli in movimento;
  • b) nei luoghi chiusi (veicolo fermo i movimento, mura domestiche, ecc) in cui l'effetto gabbia di Faraday riflette le radiazioni sulle persone presenti all'interno;
  • c) in presenza di ogggetti metallici, magnetici e non, vicino alla testa o al suo interno, per evitare fenomeni potenzianti gli effetti del segnale quali i fenomeni di riflessione, amplificazione, risonanza, ri-emissione passiva: mezzi per camminare, sedie a rotelle, stampelle metalliche, otturazioni odontoiatriche in amalgama e ponti dentali, placche metalliche, viti, ganci, ornamenti del corpo, orecchini, occhiali con montature metalliche.

Legislazione[modifica | modifica wikitesto]

Varie leggi specificano i limiti per i campi elettromagnetici, vedi per esempio: Normativa.

I limiti riguardano l'intensità e la frequenza dei campi. Il limite all'intensità è volto a mitigare gli effetti termici del campo con una elevazione della temperatura corporea minore di 1 °C, mentre il limite alla frequenza è inerente agli effetti non termici del campo elettromagnetico, ovvero all'ipotesi di una sua interferenza con la biologia e la fisiologia degli esseri viventi in termini di una cessione di energia a certe frequenze e di un'attività elettromagnetica, che modifica il flusso di ioni, fornisce l'energia di attivazione di determinate reazioni chimiche, ovvero il rallentamento/inibizione di quelle dove il campo magnetico svolge un ruolo-guida.

La legge quadro 36/01[27] prevede per le intensità dei campi:

  • (1) un limite di esposizione;
  • (2) un valore di attenzione;
  • (3) un obiettivo di qualità.

Il limite di esposizione è il valore che non deve mai essere superato per le persone non professionalmente esposte (quindi il pubblico).

Il valore di attenzione si applica, in pratica, agli ambienti residenziali e lavorativi adibiti a permanenze non inferiori a quattro ore giornaliere, e loro pertinenze esterne, che siano fruibili come ambienti abitativi quali balconi, terrazzi e cortili esclusi i lastrici solari. Sono quindi escluse, ad esempio, strade e piazze, per le quali si applica il limite di esposizione. L'obbiettivo di qualità è un valore che dovrebbe essere raggiunto nel caso di nuove costruzioni.

Per i campi ad alta frequenza (da 0,1 MHz a 300 GHz) il limite di esposizione previsto dal DPCM 8.7.2003 (G.U. n. 199) è compreso fra 20 V/m e 60 V/m a seconda della frequenza. Il valore di attenzione e l'obiettivo di qualità sono invece di 6 V/m, valori pari al doppio di quelli previsti in altre nazioni fuori dalla UE. Nel canton Ticino il valore è di 3 V/m alla base dell'antenna. Trattandosi di campi ad alta frequenza non è necessario specificare a parte il valore del campo magnetico, essendo questo semplicemente proporzionale a quello elettrico. Da notare che questi valori si applicano alle stazioni radio base e non ai dispositivi mobili come i cellulari per i quali invece non esiste una normativa. A titolo di esempio, un cellulare con una potenza tipica di 1 W crea un campo di circa 6 V/m a un metro di distanza e di 60 V/m a 10 cm.

Per la tabella con i valori si veda [1]

Esistono sia limiti da misurare sul singolo impianto (rilevazioni a banda stretta) sia limiti puntuali che riguardano il campo totale generato da più impianti (rilevazioni a banda larga). Tuttavia non sono previste sanzioni per gli impianti che superano i limiti di legge, ma che contribuiscono a generare una somma di campi magnetici superiori al limite consentito per un'area abitata. In ogni caso se sono superati i limiti totali o puntuali si applicano comunque procedure cosiddette di "riduzione a conformità" almeno per gli impianti di telecomunicazioni. L'adeguamento degli impianti è imposto da province e regioni ed è a carico del titolare dell'impianto.

Per i campi a frequenza industriale (50 Hz) ossia quelli generati dalle linee elettriche e cabine di trasformazione, il DPCM 8 luglio 2003 nº 200 prevede un limite di esposizione di 100 µT per l'induzione magnetica e 5000 V/m per il campo elettrico; lo stesso DPCM fissa un valore di attenzione per l'induzione magnetica a 10 µT e per l'obbiettivo di qualità a 3 µT. Questi limiti vanno applicati, come per le alte frequenze, a tutti i luoghi ad alta frequentazione e dove si prevede una permanenza non inferiore alle quattro ore giornaliere ma, rispettivamente, per le condizioni preesistenti alla data di emanazione del DPCM e, relativamente all'obbiettivo di qualità, ai nuovi progetti successivi a tale data.

La Cassazione ha pronunciato una delle prime sentenze al mondo[28] che riconosce un nesso di causalità fra uso intenso del cellulare e tumore al cervello, obbligando l'INAIL a indennizzare un manager bresciano.

Enti di controllo[modifica | modifica wikitesto]

L'ente ARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambiente) coordina campagne di misura di elettrosmog a campione in diverse località italiane o su richiesta delle autorità locali o della popolazione. Lo stesso ente ARPA è responsabile dell'autorizzazione riguardo l'installazione e la modifica degli impianti Radio-TV-Cellulari in coerenza con gli attuali standard di campo elettromagnetico previsto.

Legislazioni estere[modifica | modifica wikitesto]

Nel caso delle onde non ionizzanti, emesse ad esempio da antenne radio-televisive o da antenne di stazioni radio base di operatori telefonici, il valore di attenzione italiano, pari a 6 V/m, è notevolmente più alto rispetto ad altri paesi europei e alle raccomandazioni dell'Unione Europea. Nel Canton Ticino, per esempio, il valore è di 3 V/m.

Stati Uniti[modifica | modifica wikitesto]

Il Telecommunications Act, approvato dal Congresso americano nel 1996, è la legge quadro vigente negli Stati Uniti per le tecnologie wireless. La legge, proposta dal senatore John McCain, alla sezione 704 (II) (B) (iv) della legge precisa che: “Nessun governo statale o locale può regolare il posizionamento, la costruzione e la modifica di servizi wireless privati sulla base degli effetti che le emissioni di radio frequenze possono avere sull'ambiente, nella misura in cui tali servizi sono conformi alle norme previste dalla Commissione in materia di emissioni”.

In questo modo, cittadini e governi locali sono stati privati della possibilità di bloccare la collocazione di ripetitori.

La Federal Communications Commission (FCC), ha il compito di fissare le norme per la riduzione del livello di disturbo di energia elettrostatica emessa da strumenti elettrici.

Inefficienze del libero mercato nelle TLC[modifica | modifica wikitesto]

La competizione fra operatori nel mercato delle telecomunicazioni ha portato in molti Paesi all'esistenza di molte reti concorrenti, e a una proliferazione del numero di antenne e dell'impatto in termini di elettrosmog.

Tale modello risulta meno efficiente rispetto alla costruzione di pochi impianti e infrastrutture condivise dai vari operatori, in termini di costi dei servizi che ricadono sui consumatori, di impatto ambientale e paesaggistico, di possibili effetti sulla salute umana ed infine di copertura della banda larga. A causa di questa "concorrenza" troviamo molte reti delle quali nemmeno una copre interamente il territorio italiano.

Segnali provenienti da impianti di eguale potenza e frequenza e ravvicinati nel territorio rischiano di creare interferenze, oscurarsi a vicenda e portare all'uso di potenze trasmissive crescenti. Simile problema si è incontrato negli anni ottanta in Italia con la diffusione senza regole di radio, TV locali e stazioni radio ricetrasmittenti operate più o meno illegalmente da privati cittadini.

Libertà di antenna ed enti locali[modifica | modifica wikitesto]

Le normative in tema di elettrosmog tentano una conciliazione fra il diritto a costruire infrastrutture di questo tipo e la salute delle persone. Nel primo caso è garantita la libertà di iniziativa economica degli operatori e la "libertà di antenna".

La Costituzione italiana e quelle di altri Paesi affidano la gestione del territorio alle amministrazione locali. L'installazione di apparati di radiotelecomunicazioni è parte di queste scelte di gestione.

Un insieme di veti incrociati o il singolo divieto di un'amministrazione di attraversare il suo territorio rischia di bloccare la costruzione di importanti infrastrutture. Le scelte in alcuni casi sono dettate più dal parere degli abitanti-elettori del luogo che dall'interesse generale. A questi si contrappone la critica per cui da un lato si desidera un servizio, ma dall'altro nessuno vuole le strutture che lo rendono possibile (è l'atteggiamento NIMBY).

A un modello che rispetta la responsabilità degli enti locali si contrappone un altro in cui il Governo avoca completamente le scelte di sviluppo. Ciò è accaduto per la rete UMTS e negli Stati Uniti d'America, dove le amministrazioni locali non possono opporsi all'installazione di antenne in luoghi di proprietà del demanio, anche se vicini ai centri abitati. In Italia vale un principio analogo nella servitù coattiva di elettrodotti (cfr. Referendum abrogativi del 2003 in Italia).

La scelta di una completa deregulation può dipendere da operazioni di lobbying dell'industria e da atti degli enti locali.

Un modello intermedio è quello in cui i governi fissano comunque dei limiti validi a livello nazionale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b 31/05/2011: IARC classifies Radiofrequency Electromagnetic Fields as possibly carcinogenic to humans http://www.iarc.fr/en/media-centre/pr/2011/pdfs/pr208_E.pdf URL consultato il 3 marzo 2013 (archiviato il 3 marzo 2013) .
  2. ^ Aumenti del 200% della possibilità di tumori cerebrali per le microonde dei telefoni cellulari. Livio Giuliani, International Commission for Electromagnetic Safety (Icems), convegno Campi elettromagnetici e salute: c'è il rischio di un disastro ambientale con il decreto crescita, Roma - Universita' di Roma Tre - ateneo della Tuscia, - Associazione malattie da intossicazione cronica e ambientale programma
  3. ^ WHO | Electromagnetic fields and public health: mobile phones
  4. ^ (DE) Information: Wie gefährlich sind Handystrahlen wirklich?, Marktgemeinde Pressbaum. URL consultato il 23 gennaio 2008.
  5. ^ Semm P, Schneider T, Vollrath L, Effects of eart-strenght magnetic field on electrical activity of pineal cells. Nature 228, 607, 1980
  6. ^ Welker HA, Semm P, Wilig RP, Commenty JC, Wilyschko W, and Vollrath L, Effects of artificial magnetic field on serotonin N-Acetiltransferase and melatonin content of the rat pineal gland, Exp Brain Res, 50:426, 1983
  7. ^ . Olcese J, Reuss S, and Vollrath L, Evidence for the involvement of the visual systemin mediating magnetic field effects on pineal melatonin syntesis in the rat, Brain Res, 333:382, 1985
  8. ^ Welker HA, Semm P, Wilig RP, Commenty JC, Wilyschko W, and Vollrath L, Effects of artificial magnetic field on serotonin N-Acetiltransferase and melatonin content of the rat pineal gland, Exp Brain Res, 50:426, 1983
  9. ^ Elisabeth Cardis (Corresponding author), Brain tumour risk in relation to mobile telephone use: results of the INTERPHONE international case–control study, Int. J. Epidemiol. (2010) 39 (3): 675-694. doi: 10.1093/ije/dyq079
  10. ^ ...short term (less than ten years) exposure to mobile phone emissions is not associated with an increase in brain and nervous system cancers. However, there are still significant uncertainties that can only be resolved by monitoring the health of a large cohort of phone users over a long period of time. The Committee is convinced that the best way to address these uncertainties is to carry out a large cohort study of mobile phone users, an approach that has also been rated as a high priority by the World Health Organisation.
  11. ^ (EN) Lennart Hardell, Michael Carlberg, Cell and cordless phone risk for glioma - Analysis of pooled case-control studies in Sweden, 1997-2003 and 2007-2009 in Pathophysiology, (in press), 29 ottobre 2014, DOI:10.1016/j.pathophys.2014.10.001. URL consultato il 9 novembre 2014.
  12. ^ (EN) Overhead powerlines do not raise leukaemia risk in children, Cancer Research UK. URL consultato il 23 febbraio 2014 (archiviato il 23 febbraio 2014).
  13. ^ M.Fleischmann et al, : QED coherence and electrolyte solutions, The Journal of electrolyte chemistry, 482, 110-116, 2000
  14. ^ A. R. Liboff et al, Cyclotron resonance in membrane transport, Interactions between electromagnetic fields and cells, New York & London, Plenum Press, 1985
  15. ^ fonte: "ROS release and Hsp70 expression after exposure to 1,800 MHz radiofrequency electromagnetic fields in primary human monocytes and lymphocytes," Lantow M, et al., Radiat Eviron Biophys, 03-22-06. See also: Cell Phones: Invisible Hazards in the Wireless Ag, op. cit.
  16. ^ fonte: "Cancer Biology: On Heat Shock Proteins and Tumor Cells," Science Week, Nature 2003, 425:357) scienceweek.com
  17. ^ fonte: Cell Phones: Invisible Hazards in the Wireless Ag, op. cit.
  18. ^ fonte: New Scientist, 10-24-02
  19. ^ fonte: "Mobile Phones Linked to Cancer," BBC News, 11-9-1998. Article contains court testimony by cancer expert Alisdair Phillips
  20. ^ fonte: "Cell Phone Radiation Harms DNA, Study Claims," (Reuters) MSNBC, 12-04-04
  21. ^ fonte: "Effects of 900 MHz electromagnetic field on TSH and thyroid hormones in rats," Koyu A. et al, 2005 July 4;157 (3):257-62
  22. ^ fonte: "Panel Affirms Radiation Link to Cancer," Associated Press, 06-29-05
  23. ^ fonte: "Cell Phone Risks Cited in Studies: Three Groups find Danger of Tumors," N. McVicar, South Florida Sun-Sentinel, 02-01-05
  24. ^ fonte: "Neuropathology in Aging," D. G. Davis et al, University of Kentucky Medical Center, report presented at the Second Kuopio Alzheimer Symposium, Kuopio, Finland, January 2001. La sorprendente ricerca ha mostrato che i cervelli sottoposti ad autopsia di 89 anziani cognitivamente normali presentavano la stessa patologia riscontrata nei cervelli colpiti dall'Alzheimer, compresi decomposizione necrotica, depositi di amiloide e placche senili. I ricercatori hanno ipotizzato che queste persone siano andate avanti comunque normalmente perché possedevano un'ampia riserva cerebrale che ha loro permesso di funzionare normalmente malgrado il carico patologico
  25. ^ fonte: Cell Phones: Invisible Hazards in the Wireless Age, Dr. George Carlo and Martin Schram, Carroll & Graf Publishers, 2001.
  26. ^ Agents Classified by the IARC Monographs
  27. ^ L 36/2001
  28. ^ Cassazione Lavoro sentenza n. 17438 del 12 ottobre 2012

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