Raccolta differenziata

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Contenitori della raccolta differenziata Singapore
Contenitori per la raccolta differenziata in Italia

La raccolta differenziata, nell'ambito della suddivisione dei rifiuti, indica un sistema di raccolta dei rifiuti solidi urbani che prevede, per ogni tipologia di rifiuto, una prima selezione o differenziazione in base al tipo da parte dei cittadini diversificandola dunque dalla raccolta totalmente indifferenziata, prevalente sino a pochi anni fa.

Il fine ultimo è dunque la separazione dei rifiuti in modo tale da reindirizzare ciascuna tipologia di rifiuto differenziato verso il rispettivo più adatto trattamento di smaltimento o recupero che va dallo stoccaggio in discarica o all'incenerimento/termovalorizzazione per il residuo indifferenziato, al compostaggio per l'organico e al riciclo per il differenziato propriamente detto (carta, vetro, plastica, metallo ecc...).

Per quanto detto dunque la raccolta differenziata è propedeutica alla corretta e più avanzata gestione dei rifiuti costituendone di fatto la prima fase dell'intero processo, ma perde di senso in mancanza degli impianti di trattamento/smaltimento dei rifiuti differenziati.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

La raccolta differenziata, già diffusa nei paesi del Nordeuropa, fu imposta implicitamente a tutto il territorio della CEE dalla direttiva 75/442 del 1975[1] (oggi sostituita da direttive più recenti), la quale all'art.3 imponeva di promuovere la riduzione dei rifiuti, il recupero e il riuso e all'art.7 la "razionalizzazione" della raccolta, della cernita e del trattamento.

In attuazione di tale direttiva, il DPR 915 del 1982[2] stabiliva degli obblighi relativi al riciclo, al riuso e al recupero.

La legge 475 del 1988[3] fu più specifica, istituendo una serie di consorzi obbligatori per il riciclo e imponendo esplicitamente la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani.

Alcuni esempi di raccolta differenziata risalgono già agli anni immediatamente successivi (p.es. in Friuli[4]), ma nella maggior parte del territorio nazionale la raccolta differenziata è partita con maggior ritardo.

Nel 2009 è stato previsto l'obbligo per tutti i Comuni di raccogliere in maniera differenziata almeno il 35% dei rifiuti (in origine tale percentuale era da raggiungere nel 2003); la nuova normativa prevede l'obbligo di raggiungere il 65% entro il 2012[senza fonte].

In Italia esistono molti Comuni che ottengono ottimi risultati superiori all'80% di materiale differenziato; tra le grandi città con più di 500.000 abitanti il primato spetta a Torino, che nel 2010 ha raggiunto il 42,4% di raccolta differenziata[5]. Nel 2009, invece, Salerno ha raggiunto il primato di capoluogo d'Italia con la più alta percentuale di raccolta differenziata (72%)[6] raggiungendo, poi, a fine ottobre il 74,16%[7].

Necessità della raccolta differenziata[modifica | modifica wikitesto]

I problemi ecologici e di difesa ambientale rendono sempre più difficile reperire aree per le discariche di tipo tradizionale, nelle quali immettere materiali di tutti i generi, indifferenziati, talvolta inquinanti (come medicinali, batterie, solventi) o più spesso utili come fonte di materie prime (come ad esempio alluminio, carta, plastica, vetro).

Il riciclaggio dei rifiuti, oltre a risolvere il problema delle discariche, consente dunque importanti risparmi di energia e di materie prime (p.es. la produzione di 1 t di carta riciclata richiede circa 400.000 litri d'acqua e 5000 kWh in meno di una stessa quantità di carta nuova - oltre a risparmiare 15 alberi[8]). Anche il conferimento in discarica tradizionale dell'umido risulta uno spreco, poiché può essere utilizzato per produrre compost.

La composizione media dei rifiuti è un dato difficile da stabilire in quanto varia con la zona, la ricchezza e la cultura del cittadino, nonché con la produzione industriale del luogo. Un dato certo è che la produzione giornaliera media per abitante è in aumento, e nel 2006, in Italia si avvicinava a 1,5 kg al giorno[9].

Scopo finale delle norme nazionali e regionali in materia di rifiuti è di ridurre quanto più possibile la quantità di residuo non riciclabile da portare in discarica o da trattare con inceneritori o termovalorizzatori, e, contemporaneamente, recuperare, mediante il riciclaggio dei rifiuti, tutte le materie prime riutilizzabili, che divengono così fonte di ricchezza e non più di inquinamento.

Modalità di raccolta differenziata[modifica | modifica wikitesto]

Raccolta in strada[modifica | modifica wikitesto]

Quando la raccolta differenziata viene condotta in strada, i cittadini devono conferire i loro rifiuti in contenitori presenti sul marciapiede.

Differenziando la tipologia dei rifiuti, sono necessari anche diversi tipi di contenitori. Un contenitore utilizzato comunemente è la campana la cui forma ricorda proprio la classica campana di bronzo che vediamo nei campanili delle chiese. È destinato solitamente alla raccolta di vetro o plastica. A differenza del cassonetto, che deve essere ribaltato per lo svuotamento, la campana viene svuotata dal basso, sollevandola e aprendo la base inferiore con un comando meccanico situato accanto al gancio di sollevamento.

Ovviamente, anche i cassonetti, eventualmente modificati, possono servire alla raccolta differenziata.

I colori dei cassonetti della raccolta differenziata[modifica | modifica wikitesto]

Fino a tempi recenti non è esistita una standardizzazione del colore per la raccolta differenziata[10], mentre nel 2012 è stata emessa la norma EN 16403:2012 (Waste management - Waste visual elements) che al punto 5 affronta il tema della codifica dei colori nei rifiuti. Nella situazione attuale, lo schema maggiormente diffuso nei vari paesi dell'Unione europea è questo[senza fonte]:

colore Tipo di rifiuto Tipo di trattamento
  verde Vetro e latta/lattine (a volte) Riciclabile
  blu o giallo o bianco Giornali, riviste, cartone (a volte) Riciclabile
  giallo o blu Imballaggi di plastica, metallo, cartone (a volte) Riciclabile
nero o grigio o marrone Rifiuti organici (parte umida) Riciclabile
  rosso Metalli (alluminio, ecc.) Riciclabile

Questo schema non è seguito in Italia per cui ogni comune o azienda decide autonomamente[11], cosa che alcuni ritengono di ostacolo per una corretta pratica della raccolta differenziata.

Raccolta porta a porta[modifica | modifica wikitesto]

Nella raccolta differenziata porta a porta, non sono i cittadini a portare i rifiuti nei cassonetti, ma sono gli incaricati del servizio che passano a domicilio a ritirarli. Per facilitare le operazioni, vengono spesso forniti alle famiglie, sacchi in plastica, bioplastica o carta, cestini e bidoni a secondo della tipologia del rifiuto o del volume dello stesso da conferire.

Raccolta multimateriale[modifica | modifica wikitesto]

La raccolta differenziata presuppone che in uno stesso contenitore o sacco vengano inseriti rifiuti omogenei (solo carta o solo plastica o solo vetro e così via). Tuttavia, per comodità degli utenti, è possibile abbinare prodotti facilmente separabili a valle (raccolta multimateriale): per esempio, vetro, plastica e metallo.

Differenze regionali[modifica | modifica wikitesto]

Area di raccolta differenziata all'area verde Bel-Air a Les Îles (Gressan, Valle d'Aosta)

Per quanto riguarda la diffusione territoriale dei metodi di raccolta differenziata si passa dalla raccolta con sistema “multimateriale pesante” (imballaggi metallo, vetro, plastica) largamente diffuso in Toscana, Emilia-Romagna, Lazio e Veneto a quella di lattine e vetro attuata in Piemonte, Liguria, parte della Lombardia e parte della Calabria (precisamente solo nella zona di Reggio), alla raccolta dei soli imballi metallici in parte dell’Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige, fino ad arrivare alla più recente e innovativa raccolta “multimateriale leggera” (imballaggi in metallo e plastica) attuata in parte della Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Puglia, Calabria, Sicilia, Campania, Marche e in parte del Piemonte[senza fonte].

Grandi città[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda le grandi città, riportiamo alcune informazioni sintetiche:

  • A Milano la raccolta differenziata viene praticata con la modalità "porta a porta" in tutto il territorio comunale[12]; il gestore ha fornito agli abitanti bidoni carrellati condominiali (verdi per il vetro e bianchi per carta e cartone) e sacchi (gialli per plastica e metallo e trasparenti per l'indifferenziato); la raccolta differenziata dell'organico è stata progressivamente introdotta ed è diventata obbligatoria per tutti dal 2014[13].
  • A Roma si usano per la raccolta differenziata[14] cassonetti stradali a più bocche (bianchi per la carta, blu per vetro+plastica+metallo) o con una sola bocca a battente (verdi, per l'indifferenziato e l'organico); la raccolta porta a porta è stata avviata recentemente in forma sperimentale per alcuni quartieri[15].
  • A Napoli, dove ci sono stati problemi legati proprio alla raccolta indifferenziata, è in funzione un sistema di raccolta differenziata porta a porta in alcuni quartieri[16]; i rifiuti sono divisi in cinque categorie: carta, vetro, multimateriale (plastica e lattine) , organico e indifferenziato. Nella parte restante, maggioritaria, della città, si pratica la raccolta stradale con campane gialle per plastica+lattine e verdi per il vetro, nonché bidoncini bianchi per la carta e cassonetti grigi per l'indifferenziato[17].
  • A Torino la raccolta differenziata porta a porta è stata estesa progressivamente a una vasta parte della città[18][19]; nei quartieri dove continua la raccolta stradale, esistono cinque tipologie di cassonetti: indifferenziato, organico, carta, plastica, vetro+lattine[20].
  • A Firenze la raccolta differenziata avviene con modalità piuttosto articolate[21], essendo previsto l'uso, a secondo delle zone, di cassonetti, bidoncini, raccolta porta a porta, e anche postazioni interrate[22].
  • A Palermo la raccolta differenziata viene praticata con la modalità porta a porta nel centro e in alcuni quartieri residenziali mentre nelle altre zone prevede[23] contenitori stradali divisi in quattro categorie: carta, plastica, vetro+metalli, indifferenziato.
  • A Bologna la raccolta differenziata è effettuata in periferia con cassonetti gialli per plastica, blu per carta, marroni per organico, grigi per l'indifferenziato e campane verdi per vetro e lattine. Nel centro storico, per la carta (sacco blu) e la plastica (sacco giallo), è attiva la raccolta domiciliare, mentre sono presenti campane verdi per vetro e lattine e cassonetti grigi per l'indifferenziato. Sono presenti anche isole ecologiche interrate, nelle quali viene raccolto anche l'organico. Nelle zone collinari è attiva la raccolta domiciliare per carta (sacco blu), plastica (sacco giallo), organico (bidone carrellato marrone) e indifferenziato (bidone carrellato grigio); vetro e lattine vengono raccolti nelle campane verdi.

In questa sintesi sono stati omessi farmaci scaduti, pile esaurite, oli di cottura, rifiuti ingombranti, per i quali in tutte le città valgono modalità speciali di raccolta o conferimento. In diverse città esistono anche particolari contenitori per la raccolta differenziata dagli abiti usati.

Incentivi al riciclaggio[modifica | modifica wikitesto]

In molti dei Comuni che primeggiano nella raccolta differenziata viene applicato un incentivo diretto alla selezione. In pratica viene applicato il principio "più inquini più paghi". Per contro più ricicli più risparmi. Per applicare una misura precisa di quanto il cittadino sia bravo, il comune vende (talvolta con distributori automatici) gli unici sacchetti abilitati allo smaltimento dei rifiuti non riciclabili al costo del sacchetto più il costo dei rifiuti che questo contiene. Quindi se un cittadino differenzia bene i suoi rifiuti dovrà acquistare meno sacchi. Nel Comune di Terni in Umbria si utilizza la banda magnetica del tesserino del servizio sanitario nazionale per identificare il cittadino durante l'uso del distributore automatico di sacchi[senza fonte].

Tipologie dei rifiuti[modifica | modifica wikitesto]

I rifiuti separabili (differenziabili) differiscono da quelli non separabili (indifferenziato) per caratteristiche proprie di trattabilità/riciclabilità o meno.

Organico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Compostaggio.
Bidoncino per la raccolta differenziata dell'organico

Talvolta chiamato "umido" la frazione compostabile dei rifiuti domestici è spesso la prima componente dei rifiuti (~25-30%). In discarica genera il cosiddetto biogas (metano) che talvolta è utilizzato come fonte energetica e il percolato cioè il liquame che si raccoglie sul fondo della discarica. Le discariche hanno il fondo creato con fogli di Pvc termosaldato che incanala il percolato verso il fondo dove viene raccolto e portato ad impianti di depurazione. È per questo che la discarica deve essere sorvegliata fino a 20 anni dopo la chiusura. Gli impianti di compostaggio possono "pretrattare" il rifiuto prima di disporlo in discarica recuperando il metano ed evitando la formazione di percolato.

L'organico in molti comuni è gestito in casa dai cittadini, che lo riciclano in proprio attraverso il compostaggio domestico. In giardino con un contenitore apposito detto composter, anche autocostruito, si raccoglie la frazione organica di cucina e dell'orto/giardino che mediante un processo aerobico di decomposizione si trasforma in concime adatto ad essere riutilizzato direttamente nell'orto. Molti comuni riconoscono al cittadino compostatore uno sconto sulla tassa/tariffa dei rifiuti per la gestione in proprio di questa frazione.

Carta[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Riciclaggio della carta.

La carta, che è fatta di cellulosa, può essere riciclata: la cellulosa si estrae dal legno e da altri vegetali, in questo caso viene ricavata dalla carta della raccolta differenziata e la si riutilizza per produrre la carta riciclata.

Nel riciclaggio della carta vi sono procedure per l'eliminazione dell'inchiostro (procedure possibilmente non inquinanti o a bassissimo impatto ambientale) che devono essere applicate.

Ai fini del riconoscimento esiste la marchiatura volontaria di riconoscimento del materiale prevalente da parte dei produttori. Nel caso della carta il simbolo che rappresenta tutti i contenitori a base carta (a partire dal 25%) è CA, che indica carta accoppiata ad altro materiale, ad esempio i prodotti della Tetra Pak, non riciclabile, almeno nella maniera classica, ma che necessita di tecniche particolari.

La raccolta differenziata della carta è importante in un'ottica di risparmio delle risorse ambientali, in quanto, per fare una tonnellata di carta da cellulosa vergine occorrono ben 15 alberi, 440.000 litri d'acqua e 7.600 kWh di energia elettrica[24]

Tipi di carta non adatti alla raccolta[modifica | modifica wikitesto]

  • tutti i materiali non cellulosici, i contenitori di prodotti pericolosi;
  • carte sintetiche;
  • ogni tipo di carta, cartone e cartoncino che sia stato sporcato, ad esempio carta oleata (quella che contiene affettati e formaggi), carta e cartone unti (anche le scatole della pizza) e fazzoletti di carta usati; questi ultimi possono finire nella raccolta differenziata della frazione organica;
  • carte termiche (scontrini);
  • carte speciali (in genere quelli particolarmente lisci) come la carta chimica dei fax, quella autocopiante e quella carbone.

Vetro[modifica | modifica wikitesto]

Istruzioni bilingue (in italiano e cinese) per la raccolta del vetro (Barge, CN)
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Riciclaggio del vetro.

Affinché il vetro raccolto possa essere riciclato in vetreria è necessario sottoporlo a un'operazione di selezione presso un impianto di trattamento specializzato. Il trattamento è composto di varie operazioni di cernita (manuale o meccanica), frantumazione, vagliatura. In particolare, vengono eliminati nell'ordine:

  • corpi estranei di grosse dimensioni
  • frammenti di ceramica, porcellana, pietre, corpi metallici, plastica, ecc.
  • corpi magnetici
  • corpi leggeri (carta, alluminio, legno, ecc.)
  • corpi metallici non ferrosi (alluminio, piombo, rame)
  • corpi opachi.

Plastica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Riciclaggio della plastica.

Anche per la raccolta differenziata della plastica bisogna seguire certe regole di base.

Teoricamente tutti i tipi di plastica sono adatti al riciclaggio, a meno di contaminazioni che lo rendano sconveniente. Nei prodotti sicuramente riciclabili vi è comunque il simbolo caratteristico (tre frecce a formare un triangolo) con all'interno il numero SPI (Society of the Plastics Industry) identificativo del polimero specifico (pe polietilene; pet polietilentereftalato; pvc polivinilcloruro; pp polipropilene; ps polistirene).

Alcuni tipi di plastica sono inadatti al riciclaggio diretto, così come viene attualmente svolto in molti comuni; per esempio, un tubetto di dentifricio non può essere riciclato a causa della difficile rimozione interna del residuo di prodotto e così alcuni giocattoli, custodie di CD, ma in alcuni casi si possono indirizzare alla produzione di plastiche di bassa qualità come riempitivi, imballaggi industriali, alcune tipologie di arredi urbani.

Dal 1º Maggio 2012, in seguito a vari accordi internazionali, anche piatti e bicchieri di plastica possono essere conferiti nella raccolta differenziata della plastica. In genere sono sicuramente differenziabili le resine termoplastiche, quali i contenitori per liquidi in plastica (contenitori di detersivi, bagnoschiuma e bottiglie) e tutti quelli definiti imballaggi. Anche gli stessi sacchi in plastica utilizzati per raccolta differenziata, in alcuni casi, sono riciclati e generano nuova materia prima per poter fabbricarne di nuovi utilizzabili per la raccolta differenziata.

Da gennaio 2014 si possono conferire nella plastica anche le grucce appendiabiti, anche se hanno il gancio di metallo.

Sono non direttamente riciclabili, cioè non avviabili alla produzione di nuovo pellet per produrre plastica di buona qualità, le resine termoindurenti come la bachelite (tutta la vecchia plastica isolante elettrica e termica), resine ureiche (di uso più recente), la melammina (piatti di plastica rigidi), le resine epossidiche (di uso più tecnologico, come colle ad alta resistenza) e molte resine poliestere, il kevlar ed altre.

Plastiche molli[modifica | modifica wikitesto]

Le plastiche molli sono a differenza della semplice plastica, delle plastiche che vanno differenziate in un macchinario differente. Si possono trovare in contenitori che contengono frutta.

Alluminio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Riciclaggio dell'alluminio.

Gli imballaggi in alluminio, salvo casi molto particolari, vengono raccolti insieme ad altre tipologie di materiali (p.es. vetro, plastica , imballaggi ferrosi), con modalità che variano da comune a comune.

Gli imballaggi più comuni che circolano in casa e in cui l’alluminio è quasi sempre presente sono: lattine per bevande, bombolette aerosol, scatolette e vaschette per alimenti, tubetti flessibili come i tubetti della maionese. A questi vanno aggiunti il cosiddetto "foglio sottile" (per esempio i fogli d'alluminio in rotoli) e i tappi o similari con chiusura a vite. Gli imballaggi in alluminio sono identificati dal simbolo alu oppure ‘AL’. In caso di dubbio, il modo più semplice per accertarsi della natura di un oggetto in metallo è l’uso d'una calamita: l’alluminio è totalmente amagnetico.

La legge 475/88 ha istituito il Consorzio Obbligatorio Alluminio e Ambiente (COALA)[25], sostituito nel 1997 dal Consorzio Imballaggi Alluminio (CIAL)[26].

Al 31 dicembre 2008 il Consorzio serviva il 53% dei comuni italiani e il 67% della popolazione (dati CiAL).

Il CiAL ha comunicato[27] che nel 2010 sono state riciclate in Italia circa 46000 t di imballaggi alluminio, pari al 72% del quantitativo immesso sul mercato. (Numeri più grandi riguardano il complesso del riciclaggio dell'alluminio, che non deriva solo dai rifiuti domestici, ma anche da quelli industriali e speciali.) Il numero di comuni serviti è salito da 4305 (anno 2008) a 5800.

Rifiuti di imballaggi[modifica | modifica wikitesto]

L'art. 183 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 che contiene le norme in materia ambientale definisce in questo modo la raccolta differenziata:

« la raccolta idonea, secondo criteri di economicità, efficacia, trasparenza ed efficienza, a raggruppare i rifiuti urbani in frazioni merceologiche omogenee, al momento della raccolta o, per la frazione organica umida, anche al momento del trattamento, nonché a raggruppare i rifiuti di imballaggio separatamente dagli altri rifiuti urbani, a condizione che tutti i rifiuti sopra indicati siano effettivamente destinati al recupero. »

La raccolta differenziata dei rifiuti di imballaggio oltre che un obbligo di legge è anche un obbligo di convenienza e organizzazione economica. Lo stesso decreto legislativo dedica il titolo II alla gestione degli imballaggi e dispone che i produttori e utilizzatori degli imballaggi devono obbligatoriamente organizzarsi in consorzi con l'incarico recuperare gli imballaggi dopo il loro uso. Nei costi definitivi dei prodotti destinati al consumatore finale sono compresi quelli necessari al recupero degli imballaggi.

Per questo motivo è necessario e conveniente conferire separatamente i rifiuti di plastica, vetro (bottiglie) e carta e cartone serviti da imballaggio nei contenitori stradali, dai medesimi rifiuti in plastica (giocattoli) vetro (vetri rotti) e carta (giornali) che non sono stati utilizzati per imballaggio che invece vanno conferiti nei centri di raccolta materiali o dove indica il soggetto gestore del servizio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Testo della direttiva CEE 75/442[1]
  2. ^ DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 10 settembre 1982, n. 915 - Attuazione delle direttive (CEE) n. 75/442 relativa ai rifiuti, n. 76/403 relativa allo smaltimento dei policlorodifenili e dei policlorotrifenili e n. 78/319 relativa ai rifiuti tossici e nocivi.[2] (GU n.343 del 15-12-1982)
  3. ^ Legge ordinaria del Parlamento n° 475 del 09/11/1988 - Conversione in legge, con modificazioni, del D.L. 9 settembre 1988, n. 397, recante disposizioni urgenti in materia di smaltimento dei rifiuti industriali(GU n.264 del 10/11/1988)
  4. ^ CSR Bassa Friulana - Storia
  5. ^ Dati del Comune di Torino su fonte Amiat
  6. ^ Salerno Primo Capoluogo d'Italia per Raccolta Differenziata
  7. ^ Aumento percentuale differenziata Salerno
  8. ^ Differenziata.org - Perché fare la differenziata
  9. ^ Osservatorio Nazionale Sui Rifiuti
  10. ^ Raccolta differenziata: troppi colori per i cassonetti - Consumi - Kataweb - Soluzioni quotidiane
  11. ^ Raccolta differenziata: troppi colori per i cassonetti. URL consultato il 1 aprile 2011.
  12. ^ AMSA - Milano, Home page. URL consultato il 23 agosto 2011.
  13. ^ AMSA, AMSA - raccolta frazione umida.
  14. ^ AMA - Roma, Raccolta differenziata. URL consultato il 23 agosto 2011.
  15. ^ AMA - Roma, Domande frequenti. URL consultato il 23 agosto 2011.
  16. ^ Asia + Comune di Napoli, Ci facciamo in quattro. URL consultato il 23 agosto 2011.
  17. ^ NaPulita - La Nuova Raccolta Differenziata, per Te
  18. ^ AMIAT - Torino, Zone di attivazione e relative ordinanze. URL consultato il 23 agosto 2011.
  19. ^ Amiat SpA - L’adozione di un sistema integrato di raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta nelle aree metropolitane; l'esperienza di Torino
  20. ^ Comune di Torino - Raccolta rifiuti stradale (consultato 23-08-2011)
  21. ^ Quadrifoglio - Raccolti Rifiuti - Firenze (consultato 23-08-2011)
  22. ^ Quadrifoglio - Postazioni interrate
  23. ^ AMIA - Palermo, Home Page. URL consultato il 23 agosto 2011.
  24. ^ Repubblica - Un maglione per una torta e il baratto salva l'ambiente
  25. ^ CIAL
  26. ^ CiAL - Profilo del Consorzio
  27. ^ Comunicato Stampa CiAL del 2 maggio 2011 - Nel 2010 riciclo record di alluminio nel nostro Paese

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