Rifiuti Zero

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il simbolo internazionale per i materiali riciclabili (Unicode U+267B)

Lo Zero rifiuti o Rifiuti Zero (in inglese Zero Waste) è una strategia di gestione dei rifiuti che si propone di riprogettare la vita ciclica dei rifiuti considerati non come scarti ma risorse da riutilizzare come materie prime seconde, contrapponendosi alle pratiche che prevedono necessariamente processi di incenerimento o discarica, e tendendo ad annullare o diminuire sensibilmente la quantità di rifiuti da smaltire. Il processo si basa sul modello di riutilizzo delle risorse presente in natura.[1]

Tra i suoi maggior teorizzatori vi è il prof. Paul Connett, professore emerito della St. Lawrence University.[2]

Metodologia[modifica | modifica wikitesto]

Nell'industria questo processo coinvolge la creazione di attrezzature differenti da quelle utilizzate nella normale produzione capaci di rigenerare prodotti già utilizzati. Un esempio può essere il ciclo di una bottiglia di vetro per il latte. La risorsa iniziale è la sabbia silicica, la quale viene trasformata in vetro e successivamente in una bottiglia. La bottiglia viene riempita di latte e distribuita al consumatore. Al momento, i normali metodi di gestione dei rifiuti dispongono che la bottiglia venga gettata in discarica. Ma con il metodo Rifiuti Zero la bottiglia può essere affittata al momento dell'acquisto tramite un deposito, e viene riportata indietro dopo l'utilizzo. La bottiglia viene quindi lavata, riempita e rivenduta. L'unico materiale sprecato è l'acqua di risciacquo e l'energia utilizzata viene ridotta al minimo.

Rifiuti Zero può rappresentare un'alternativa economica al sistema dei rifiuti tradizionale, dove nuove risorse vengono continuamente utilizzate per rimpiazzare le risorse finite in discarica. Può anche rappresentare un'importante alternativa per l'inquinamento visto che la discarica produce una quantità significativa di inquinamento ambientale.

Schematicamente è possibile riassumere la strategia Rifiuti Zero in tre punti:

  1. eliminare incenerimento dei rifiuti e strutturare un sistema di raccolta che aumenti la quantità di materiale differenziabile ed ottimizzi la qualità del materiale da riciclare, diminuendo contestualmente la quantità di rifiuti prodotti;
  2. incentivare il riuso del materiale riciclato, la riparazione di oggetti e operare scelte di vita che diminuiscano la percentuale di scarti (es. uso di prodotti alla spina);
  3. sostenere la progettazione e la produzione di prodotti totalmente riciclabili, riutilizzabili e riparabili (o strategie di riutilizzo come il cosiddetto vuoto a rendere).

Rifiuti zero in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo comune italiano ad aderire alla strategia Rifiuti Zero è stato Capannori, (LU, in Toscana) il 14 giugno 2007.[3][4] Al 28 agosto 2014 sono 206 i comuni italiani aderenti alla strategia Rifiuti Zero, per un bacino complessivo di 4.324.934 abitanti.[5]

Area Comune Provincia ab.
Nord Aviano (PN) 9250
Nord Colorno (PR) 8775
Nord La Spezia (SP) 95378
Nord Levanto (SP) 5560
Nord Portovenere (SP) 3890
Nord Mirabello Monferrato (AL) 1368
Nord Monte San Pietro (BO) 10976
Nord Sasso Marconi (BO) 14517
Nord Vinchio (AT) 677
Centro Anguillara Sabazia (Roma) 18256
Centro Borgo a Mozzano (LU) 8500
Centro Bracciano (Roma) 19058
Centro Calcinaia (PI) 11039
Centro Capannori (LU) 46503
Centro Carrara (MS) 65441
Centro Cerveteri (Roma) 36165
Centro Corchiano (VT) 3826
Centro Forte dei Marmi (LU) 7760
Centro Massarosa (LU) 22334
Centro Monsano (AN) 3211
Centro Ladispoli (Roma) 41035
Centro Manziana (Roma) 6520
Centro Montignoso (MS) 10439
Centro Oriolo Romano (VT) 4000
Centro Pietrasanta (LU) 24833
Centro Porcari (LU) 8753
Centro Seravezza (LU) 13440
Centro Trevignano Romano (Roma) 5819
Centro Umbertide (PG) 16879
Centro Vicopisano (PI) 8253
Centro Villa Basilica (LU) 1768
Centro Senigallia (AN) 45027
Sud Agerola (NA) 7456
Sud Alessano (LE) 6552
Sud Benevento (BN) 62035
Sud Boscoreale (NA) 26939
Sud Boscotrecase (NA) 10666
Sud Casal Velino (SA) 4995
Sud Castelnuovo Cilento (SA) 2575
Sud Cerignola (FG) 59103
Sud Cerzeto[6] (CS) 1249
Sud Corsano (LE) 5693
Sud Frigento (AV) 4017
Sud Gagliano del Capo (LE) 5485
Sud Giffoni Sei Casali (SA) 5272
Sud Maiori (SA) 5649
Sud Morciano di Leuca (LE) 3460
Sud Napoli (NA) 959279
Sud Patù (LE) 1740
Sud Piano di Sorrento (NA) 13136
Sud Portici (NA) 53888
Sud Salve (LE) 4708
Sud San Sebastiano al Vesuvio (NA) 9549
Sud Somma Vesuviana (NA) 35238
Sud Tiggiano (LE) 2931
Sud Torre del Greco (NA) 87388
Sud Trecase (NA) 9314
Sud Venafro (IS) 11561
Isole Alcamo (TP) 45985
Isole Biancavilla (CT) 23737
Isole Buseto Palizzolo (TP) 3141
Isole Calatafimi Segesta (TP) 7258
Isole Carbonia (CI) 29796
Isole Collesano (PA) 4254
Isole Marineo (PA) 6791
Isole Villa Verde (OR) 354

Legge di iniziativa popolare[modifica | modifica wikitesto]

In Italia è partita un'iniziativa di raccolta firme per una legge di iniziativa popolare.[7] Al 28 agosto 2014, l'iniziativa ha raccolto 86.794 firme.[8]

Rifiuti zero nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

Non mancano nel mondo esempi di attuazione di tale strategia, uno fra tutti quello della città di San Francisco (San Francisco Mandatory Recycling and Composting Ordinance).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ William Domenichini, Dobbiamo invidiare le ciminiere perché hanno sempre da fumare? in Informazionesostenibile.info, 26 ottobre 2010. URL consultato il 28 agosto 2014.
  2. ^ Paul Connett, PhD: Curriculum Vitae, americanhealthstudies.org, agosto 2013. URL consultato il 24 agosto 2014.
  3. ^ Delib. C.C. n. 44 del 14/06/07. URL consultato il 28 agosto 2014.
  4. ^ William Domenichini, Verso Rifiuti Zero: intervista ad Alessio Ciacci in Informazionesostenibile.info, 6 febbraio 2013. URL consultato il 28 agosto 2014.
  5. ^ Comuni Rifiuti Zero, rifiutizerocapannori.it. URL consultato il 28 agosto 2014.
  6. ^ Il comune di cerzeto aderisce al progetto rifiuti zero
  7. ^ Legge Rifiuti Zero, leggerifiutizero.it. URL consultato il 28 agosto 2014.
  8. ^ Riepilogo firme, leggerifiutizero.it. URL consultato il 28 agosto 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]