Toner
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Il toner è una polvere finissima contenente particelle di carbone, ossidi di ferro e resina. Viene usato nel processo di stampa laser e/o nelle fotocopiatrici: un tamburo lo deposita inizialmente sui fogli da stampare e successivamente, passando attraverso un riscaldatore, il toner viene fuso imprimendosi sulla carta ed andando a costituire il testo e le immagini stampate.
Inizialmente era essenzialmente polvere di carbone ma successivamente, per migliorarne le prestazioni, alle particelle carboniose è stato mescolato un polimero.
La composizione del polimero varia da un produttore all'altro, ma solitamente è un copolimero stirene acrilato oppure una resina poliestere.
Per inserire in maniera ordinata il pigmento nero o colorato (carbone, polimero, poliestere) entra nel processo, il componente "ferro", che viene catturato dal magnetismo indotto in punti precisi del foglio di carta, viene quindi fuso dal calore del forno fusore (si veda xerografia) attaccandosi alle fibre della carta.
Le particelle di toner avevano originariamente una dimensione media di 12 micrometri, ma con l'aumento della risoluzione delle stampanti a 600 DPI, fu necessario ridurre la dimensione a 8 µm.
Il toner classico è di colore nero, ma naturalmente per le stampanti a colori esistono toner nei colori fondamentali giallo, magenta e cìano.
Nelle prime macchine il toner doveva essere versato da una bottiglia in una apposita apertura; oggigiorno invece si utilizzano apposite cartucce usa e getta che includono il toner, i meccanismi per la sua distribuzione e a volte il tamburo fotosensibile. Queste cartucce, una volta esaurite, possono essere rigenerate da aziende specializzate.
La stampante a toner rilascia nell'aria un particolato con particelle di dimensioni che possono andare da 1 fino a 1/10 di µm (e recentemente rilevate fino a 23/1000 di micron [1]).
Siamo nelle dimensioni fisiche delle Nanoparticelle, sostanze che possono creare seri problemi di salute, ambientali, di riciclaggio e conferimento in discarica.
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[modifica] Sicurezza
Il tema della sicurezza conosce due aspetti diversi:
- il toner come materia prima;
- l'emissione di inquinanti delle stampanti a toner.
Come materia prima, il toner sussiste in molteplici brevetti industriali registrati.
Notizie sui singoli brevetti possono essere reperiti nel web nel sito: patent genius vedi anche questo esempio di brevetto.
Assume quindi un'importanza centrale la scheda tecnica del toner che contiene l'elenco delle sostanze chimiche in esso contenute.
Una corretta valutazione del rischio può realizzarsi solo se si conoscono tutti i componenti del singolo brevetto di toner.
La scheda tecnica del toner quando entra nel merito della tossicità, può anche segnalare che i componenti non sono classificati dagli organismi internazionali di controllo delle sostanze
Questa non classificazione non significa che la sostanza sia innocua, questi organismi infatti, segnalano una sostanza e la classificano, solo dopo aver avuto riscontri oggettivi e per segnalare un eventuale effetto tossico, cancerogeno o mutageno possono impiegare anche alcuni anni, di ricerca e studio.
L'industria produce per contro e registra nuovi brevetti di toner periodicamente, nessun nuovo brevetto, avrà indicata alcuna classificazione negativa.
Un toner che ad esempio contiene 'stirene copolimero acrilico tipo 1', pur emettendo dopo i processi fotochimici interni alla stampante, sostanze non diverse da un altro che contiene stirene, nei fatti non è classificato come cancerogeno come lo stirene.
Quindi se una sostanza classificata come cancerogena viene rielaborata e rinominata può essere brevettata come una sostanza chimica nuova, continuare così a circolare fino a nuovi rilievi degli organismi preposti alle classificazioni.
La scheda poi, non sempre accompagna il prodotto, esistono nel regolare commercio, cartucce di toner rigenerate e cartucce non originali, il quadro complessivo è articolato e merita l'attenzione del Legislatore.
Il secondo aspetto della sicurezza riguarda la valutazione del rischio chimico rappresentato dalle emissioni complessive di una stampante a tecnologia laser che non si esauriscono nei fumi e nelle polveri dei componenti del toner.
Nessuna scheda tecnica di toner indica infatti le sostanze realmente emesse da una stampante laser.
Negli ultimi anni diversi studi internazionali hanno avuto per oggetto tali emissioni.
Il toner contenendo sempre un 50% di derivati del carbone o del petrolio, sottoposto a combustione incompleta libera nell'aria benzene. fonte I.S.P.R.A. .
I processi fotochimici di stampa poi, sollecitano con il calore anche la carta, provocando il rilascio di formaldeide.
Queste due sostanze sono classificate dallo IARC in classe 1 tra i cancerogeni certi.
Potete verificare le classificazioni di tutte le sostanze chimiche presso questo sito della Comunità Europea: ecb.jrc.--. (ecb = European Chemicals Bureau e jrc = Joint Research Centre).
Qui trovate ad esempio, la scheda del benzene e qui della formaldeide .
Basta inserire il numero CAS, o altro numero contemplato nei criteri del E.S.I.S. European Substances Information System, o il nome della sostanza o la sua formula molecolare.
Altre sostanze emesse da questo tipo di stampanti e che in base alla loro concentrazione possono essere potenzialmente dannose sono l'ozono e il monossido di carbonio.
Tre studi internazionali hanno dimostrato e rilevato le reali emissioni, delle stampanti laser:
-Lidia Morawska vedi articolo su Morawska della Queensland University of Technology di Brisbane in Australia;
-Dimitris Kotzias del Centro Comune di Ricerche della Commissione Europea a Ispra;
-Hamed Adetunji , della Oxford Brookes University, School of Health & Social Care.
Nei tre studi, in un ambiente tecnico, privo di emissioni proprie, si sono registrati i valori dei principali inquinanti ambientali monitorando prima, durante, dopo la stampa di un preciso numero di copie, ripetendo le misurazioni per diversi modelli di stampanti laser.
Degno di nota è il laboratorio Idoortron presso il Centro Comune di Ricerche della Commissione Europea a Ispra (comune lombardo della provincia di Varese), usato dal prof. KOTZIAS.
Segnaliamo in riferimento ai lavori di questo laboratorio un articolo in lingua italiana pubblicato nel numero di marzo 2004 di Newton (rivista), e le considerazioni in esso contenute di Roberto Bono professore di Igiene ambientale dell' Università di Torino:
Conferma e sintesi autorevole nel VII Convegno Nazionale di Medicina Legale e Previdenziale del 22-10-2008, uno studio preciso e completo dell'INAIL sull'inquinamento in-door, con chiari riferimenti all'inquinamento da stampanti laser.
Questi studi hanno rilevato che le stampanti liberano contaminanti, le emissioni hanno valori tali, da destare non poche preoccupazioni e richiedono un approccio prudente e soluzioni tecniche.
[modifica] Consigli e precauzioni
Il Testo Unico Sicurezza Lavoro, decreto legislativo 9-4-2008 n. 81, contempla precise norme e linee guida a tutela della salute nei luoghi di lavoro, per la valutazione del rischio chimico.
Non è invece regolato l'utilizzo di tali stampanti nelle case, dove un approccio non professionale o l'uso da parte di minori, rappresenta un pericolo emergente e attuale.
Quando si manipola il toner e la stampante occorre sempre adoperare gli appositi dispositivi di protezione individuale (DPI) guanti e mascherina;
Collocare la stampante in luogo quanto più separato possibile da dove si soggiorna lungamente;
Garantite un ricambio d'aria continuo all'ambiente;
Tenete lontano dai bambini e dalle loro camerette le stampanti laser;
Dotate la stampante di un sistema di cattura delle emissioni inquinanti, certificato dall' ISPESL;
Comprate il toner solo se è provvisto di etichetta che indichi tutti i componenti;
Il toner ha come altre polveri la capacità, di percorrere le correnti d'aria naturali degli ambienti chiusi, la cartuccia del toner una volta inserita nella stampante resta aperta, altra polvere rimane dispersa nei meccanismi, ne consegue che anche spenta la stampante immette polvere nell'aria quindi si consiglia di coprire la stampante quando è inattiva. La copertura della stampante è senza dubbio un sistema non efficace per contenere il toner internamente ma limita il movimento d'aria e quindi l'inquinamento da dispersione della polvere.
L'operatore incaricato della pulizia degli apparati munito di guanti e mascherina deve comunque ben areare i locali dopo eventuali interventi tecnici.
[modifica] Approfondimenti
Fonte attendibile sull'inquinamento in-door, da consultare è il sito tematico governativo italiano: dell'ISPRA ex Apat Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale.
Per un approccio medico-legale aggiornato al 30-11-2008, su toner e stampanti laser, consultate uno studio del SUVA ente governativo svizzero divisione medicina del lavoro:PDF.
Fonte per valutare l'inquinamento ambientale da benzene e formaldeide è reperibile negli studi del Dr. Dimitris Kotzias: Exposure to Air Pollution;
Per ricercare articoli scientifici (in ligua inglese) di Morawska, Kotzias, Adetunji, Bono e altri ricercatori , consultare il National Center for Biotechnology Information.
Viene segnalata in tema di malattie professionali, la probabile capacità del toner di provocare la M.C.S. O Sensibilità chimica multipla questa patologia si concretizza con stadi di iper sensibilità a diverse sostanze chimiche anche di uso comune, certe sono le basi genetiche dell'individuo che predispongono a questa sensibilità ma contestualmente può concorrere all'isorgere dela malattia, la presenza di inquinamento nei luoghi di vita e lavoro. fonte studio INAIL.
Nel mondo sono molteplici le denominazioni di questa patologia quindi invitiamo a cercare anche: EI "Environmental Illness", MCS "Multiple Chemical Sensitivity", SBS "Sick Building Syndrome", CI "Chemical Injury", TI "Toxic Injury", MCS "Multiple Chemical Sensitivities", BRI "Building Related Illness", IEI "Idiopathic Environmental Intolerance", "Chemical Hypersensitivity", TA "Total Allergy", ES "Environmental Sensitivities", TILT Toxicant Induced Loss of Tolerance.

