Ciclostile
| Questa voce è parte della serie Evoluzione della stampa |
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Il ciclostile, o duplicatore stencil (o anche mimeografo, raro in lingua italiana) è un sistema di stampa meccanico oramai obsoleto, utilizzato in passato per produrre stampe di bassa qualità in piccola tiratura a costi estremamente contenuti, se paragonati con quelli della stampa industriale.
La stampa a ciclostile lega il suo nome in modo indissolubile alla pratica delle fanzine sino agli anni ottanta, quando anche per queste edizioni fu sostituita dalla xerografia (fotocopia). Tuttavia, non richiedendo energia elettrica per il suo funzionamento, trova ancora applicazione nel cosiddetto terzo mondo.
Indice |
[modifica] Principio di funzionamento
Si basa fondamentalmente sullo stencil, il trasferimento del colore attraverso una maschera sagomata. La maschera è costituita da un foglio estremamente sottile (carta di riso) rivestito da uno strato di cera agganciato sul lato superiore ad una striscia di cartoncino. Il foglio incerato è protetto da un ulteriore foglio di carta velina, che deve essere rimosso prima di iniziare il processo di stampa.
L'impressione del profilo dei caratteri, ottenuta attraverso una macchina per scrivere meccanica o penna, distrugge lo strato di cera sottostante, rendendo permeabile la carta in quel punto.
Il foglio risultante, chiamato matrice, viene agganciato al tamburo della macchina di stampa, riempito di inchiostro denso (oleoso). Il meccanismo di rotazione del tamburo sincronizza il trascinamento dei fogli vuoti, sui quali si ha il trasferimento dell'inchiostro nelle sole parti prive di cera.
La bassa qualità di stampa è dovuta essenzialmente alla trama del foglio matrice, che si traduce in una grossolana puntinatura degli elementi in stampa. Influenza la qualità del risultato anche l'abilità nella battitura dei caratteri con la macchina per scrivere, poiché un'azione del martelletto particolarmente forte distrugge anche la cera nelle vicinanze, producendo un carattere sbiadito e privo di dettagli. Naturalmente il nastro inchiostratore della macchina da scrivere deve essere rimosso.
Il sistema può permettere, in una certa misura, stampe a colori: per ciascun colore deve essere preparata una matrice dedicata, ed il processo di stampa ripetuto riprocessando i fogli per ciascuno dei colori.
[modifica] Origine
Thomas Alva Edison ricevette il brevetto US 180.857 per la Autographic Printing l'8 agosto 1876[1]. Il brevetto copriva la penna elettrica utilizzata per realizzare gli stencil ed una macchina duplicatrice a piano orizzontale (flatbed).
Nel 1880 Edison ottenne un successivo brevetto, US 224.665: Method of Preparing Autographic Stencils for Printing, che copriva la realizzazione degli stencil attraverso una serie di piastre metalliche scanalate ed uno stilo metallico[2].
Altri che lavorarono indipendentemente allo sviluppo del duplicatore stencil furono David Gestetner e Eugenio de Zaccato, entrambi in Inghilterra. I nomi commerciali delle due macchine furono, rispettivamente, Cyclostyle e Rotary Neostyle (normalmente contratto in Roneo). All'epoca entrambi i nomi commerciali si trasformarono in nomi comuni, ed il primo è tuttora vivissimo in italiano. Il secondo, invece, si è quasi completamente perso. Se ne trova traccia solo nel gergo burocratico della Banca d'Italia, dove "roneata" è sinonimo di circolare[3].
[modifica] Note
- ^ http://edison.rutgers.edu/patents/00180857.PDF
- ^ http://edison.rutgers.edu/patents/00224665.PDF
- ^ Spiegazione del termine Roneata sul sito dell'Accademia della Crusca
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