Acetaldeide

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Acetaldeide
formula di struttura
modello molecolare
Nome IUPAC
etanale
Nomi alternativi
aldeide acetica
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C2H4O
Massa molecolare (u) 44,05
Aspetto liquido incolore
Numero CAS 75-07-0
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.) 0,78
Solubilità in acqua completa
Temperatura di fusione (K) 150 (-123°C)
Temperatura di ebollizione (K) 293,6 (20,4°C)
Tensione di vapore (Pa) a 293 K 1,006 × 105
Proprietà termochimiche
ΔfH0 (kJ·mol-1) -192,2
ΔfG0 (kJ·mol-1) -127,6
S0m(J·K-1mol-1) 160,2
C0p,m(J·K-1mol-1) 89
Indicazioni di sicurezza
Flash point (K) 253 (-20°C)
Limiti di esplosione 4 - 57% vol.
Temperatura di autoignizione (K) 413 (140°C)
Simboli di rischio chimico

Estremamente infiammabile. Nocivo.   


frasi R: R 12-36/37-40
frasi S: S 16-33-36/37


Le sostanze chimiche vanno manipolate con cautela
Avvertenze
Progetto composti


L'acetaldeide (nome IUPAC: etanale; nota anche come aldeide acetica) ha formula chimica CH3CHO.

A temperatura ambiente è un liquido incolore volatile e infiammabile dall'odore pungente e irritante. È una sostanza tossica, probabilmente cancerogena (vedi steatosi epatica)

È un'aldeide, ovvero la sua molecola contiene un gruppo -CHO, dove il carbonio, l'idrogeno e l'ossigeno sono complanari. Come tutte le aldeidi è facilmente ossidabile ad acido, inquesto caso, acido acetico.

In maniera analoga alla formaldeide, può formare un trimero ciclico, chiamato paraldeide, che temperatura ambiente è un liquido incolore che bolle a 123°C circa.

Ugualmente può formare un tetramero ciclico (CH3CHO) 4 chiamato metaldeide o meta, che a temperatura ambiente è un solido bianco, cristallino, sublimante a 112°C, utilizzato come lumachicida, e come combustibile solido, in particolare nei fornelli da campo (in inglese drying white spirits ), in analogia con l'altrettanto diffuso Esbit (praticamente urotropina).

È un importante reattivo impiegato nelle sintesi industriali organiche.

Nel corpo umano, l'acetaldeide si forma per iniziale ossidazione dell'etanolo nel fegato ad opera dell'enzima alcol deidrogenasi; viene successivamente convertita in acido acetico dall'enzima aldeide deidrogenasi. Essendo più tossica dell'alcol etilico, l'acetaldeide è responsabile di molti dei malesseri associati ad un dopo-sbornia. I farmaci concepiti per combattere l'abuso di alcol (come il disulfiram) agiscono su quest'ultimo stadio rallentando l'ossidazione dell'acetaldeide ad acido acetico con conseguente prolungamento del malessere.

Tracce di acetaldeide sono contenute anche nel fumo di tabacco.


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