Guglielmo Marconi

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« La scienza è incapace di dare la spiegazione della vita; solo la fede ci può fornire il senso dell'esistenza: sono contento di essere cristiano »
(Guglielmo Marconi[1])
sen. Guglielmo Marconi
Stemma del Regno d'Italia Parlamento del Regno d'Italia
Senato del Regno d'Italia
Marconi.jpg
Luogo nascita Bologna, bandiera Italia
Data nascita 25 aprile 1874
Luogo morte Roma, bandiera Italia
Data morte 20 luglio 1937
Titolo di studio Autodidatta
Professione Scienziato
Senatore a vita
Investitura Categoria 20 (Coloro che con servizi o meriti eminenti hanno illustrata la Patria)
Data 30 aprile 1914
Pagina istituzionale
Medaglia del Premio Nobel Nobel per la fisica 1909

Il marchese Guglielmo Giovanni Maria[2] Marconi (Bologna, 25 aprile 1874Roma, 20 luglio 1937) è stato un fisico, inventore, imprenditore e politico italiano.

È conosciuto per aver sviluppato per primo un efficace sistema di comunicazione con telegrafia senza fili via onde radio o radiotelegrafo che ottenne notevole diffusione, la cui evoluzione portò allo sviluppo dei moderni sistemi e metodi di radiocomunicazione, come la radio, la televisione e in generale tutti i sistemi che utilizzano le comunicazioni senza fili, e che gli valse il premio Nobel per la fisica nel 1909.

Anche altri scienziati e inventori hanno contribuito all'invenzione della telegrafia senza fili o hanno effettuato esperimenti simili negli stessi anni, come ad esempio Heinrich Hertz nel 1886,[3] Nikola Tesla nel 1893,[4] Carl Ferdinand Braun, Thomas Edison, Aleksandr Popov[5][6] e altri, ma gli esperimenti di Marconi portarono alle prime applicazioni commerciali su vasta scala di tale tecnologia.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Primi anni[modifica | modifica sorgente]

Guglielmo Marconi con i genitori e il fratello Alfonso fotografati nel parco di Villa Griffone
Villa Griffone, Mausoleo e Museo Marconiano di Sasso Marconi.
Il Marconi Memorial a Ballycastle.

Guglielmo Marconi nacque a Bologna il 25 aprile 1874. Suo padre Giuseppe Marconi (Capugnano, 8 luglio 1823Bologna, 26 marzo 1904), un proprietario terriero che viveva nelle campagne di Pontecchio, era al secondo matrimonio. Vedovo con un figlio, aveva conosciuto una giovane irlandese, Annie Jameson, nipote del fondatore della storica distilleria Jameson & Sons in visita in Italia per studiare bel canto, sposandola il 16 aprile 1864 a Boulogne-sur-Mer. Un anno dopo il matrimonio nacque Alfonso e, nove anni più tardi, Guglielmo.

Atto originale di nascita di Guglielmo Marconi.

L'avere avuto una madre irlandese[7] permette di comprendere meglio le molte attività di Guglielmo che si svolsero in Gran Bretagna e Irlanda. Avrebbe potuto optare per la cittadinanza britannica in qualsiasi momento, in quanto figlio di entrambi i genitori con tale cittadinanza.[8] Quando il piccolo Guglielmo aveva tre anni, il 4 maggio 1877, Giuseppe Marconi aveva infatti deciso di assumere a sua volta la cittadinanza inglese (non la riacquisirà più).

Gli esperimenti[modifica | modifica sorgente]

Marconi, appena ventenne, cominciò i primi esperimenti lavorando come autodidatta, aiutato dal maggiordomo Mignani. Nell'estate del 1894 costruì un segnalatore di temporali costituito da una pila, un coesore (detto anche coherer, un tubetto con limatura di nickel e argento posta fra due tappi d'argento) e un campanello elettrico, che emetteva uno squillo in caso di fulmine.

In seguito riuscì, premendo un tasto telegrafico posto su un bancone, a far squillare un campanello posto dall'altro lato della stanza.[9] Una notte di dicembre, Guglielmo svegliò la madre, la invitò nel suo rifugio segreto e le mostrò l'esperimento che aveva realizzato. Il giorno dopo anche il padre assistette all'esperimento. Quando si convinse che il campanello suonava senza collegamento con fili, regalò al figlio i soldi necessari per l'acquisto di nuovi materiali.[senza fonte] Il giovane Marconi proseguì nei suoi esperimenti anche all'aperto. In campagna aumentò la potenza delle emissioni e la distanza che separa il trasmettitore dal ricevitore, capace di ricevere i segnali dell'alfabeto Morse.

L'8 dicembre 1895, dopo vari tentativi, l'apparecchio che aveva costruito si dimostrò valido nel comunicare e ricevere segnali a distanza, ma anche nel superare gli ostacoli naturali (in questo caso, la collina dietro Villa Griffone). Il colpo di fucile che Mignani sparò in aria per confermare la riuscita dell'esperimento (l'apparecchio vibrò e cantò come un grillo per tre volte) viene considerato l'atto di battesimo della radio in Italia; altri sperimentatori avevano infatti ottenuto simili risultati in precedenza, come Nikola Tesla, che trasmise a 50 km di distanza all'inizio dello stesso anno in un collegamento a West Point,[10] mentre il russo Aleksandr Popov aveva realizzato un ricevitore di onde radio nel maggio dello stesso anno[6][11].

Il brevetto[modifica | modifica sorgente]

Prevedendo l'occorrenza di capitali per proseguire negli esperimenti, Marconi scrisse al ministero delle Poste e Telegrafi, al tempo guidato dall'on. Pietro Lacava, illustrando l'invenzione del telegrafo senza fili e chiedendo finanziamenti. La lettera non ebbe risposta e venne liquidata dal ministro con la scritta «alla Longara», intendendo il manicomio di via della Lungara a Roma.[12]

Nel 1896, Marconi parla con l'amico di famiglia Carlo Gardini, console degli Stati Uniti a Bologna, dell'idea di lasciare l'Italia per andare nel Regno Unito. Gardini scrive una lettera all'Ambasciatore d'Italia a Londra, Annibale Ferrero suo conoscente, per presentare il giovane e le sue straordinarie scoperte. Con risposta, l'ambasciatore Ferrero, consiglia di non rivelare a nessuno i risultati ottenuti se non dopo la presentazione del brevetto. Inoltre lo incoraggia a recarsi nel Regno Unito, dove ritiene che gli sarà più facile trovare i capitali necessari per l'impiego pratico della sua invenzione. Il 12 febbraio del 1896, Marconi parte con la madre per il Regno Unito. A Londra, il 5 marzo dello stesso anno, presenta la prima richiesta provvisoria di brevetto, col numero 5028 e col titolo "Miglioramenti nella telegrafia e relativi apparati". Da sottolineare che tale richiesta avvenne con 21 giorni di anticipo rispetto alla data della prima trasmissione radio realizzata dal russo Popov.[13] Il 19 marzo, Marconi ricevette dall'Ufficio Brevetti conferma dell'accettazione della prima domanda. Il 2 giugno dello stesso anno depositò all'Ufficio Brevetti di Londra una domanda definitiva per un sistema di telegrafia senza fili, n. 12039, dal titolo "Perfezionamenti nella trasmissione degli impulsi e dei segnali elettrici e negli apparecchi relativi". Nel farlo, Marconi rinunciò a tre mesi di priorità sull'invenzione.

Durante gli anni vi sono state molte dispute, sia teoriche nell'ambito dei fisici, sia in campo legale, per stabilire chi debba essere effettivamente considerato il primo inventore della radio, e ancora oggi la questione è controversa.

Il successo[modifica | modifica sorgente]

Inno A Guglielmo Marconi, ed. Riuniti stabilimenti musicali primi 900, composto da Francesco Paolo Frontini.

Marconi, intanto, effettua dimostrazioni pubbliche alla presenza di politici e industriali: colloca ad esempio un trasmettitore sul tetto dello stabile della direzione delle Poste e un ricevitore in una casa su una banchina del Tamigi, a quattro chilometri di distanza. Per l'Ammiragliato stabilisce un contatto attraverso il canale di Bristol, largo 14 chilometri. Collabora con il Daily Express in occasione delle regate di Kingstown. I giornalisti seguono le regate al largo, a bordo di un rimorchiatore, poi passano le notizie a Marconi che le trasmette ad una stazione a terra da dove vengono telefonate rapidamente al giornale.

Nel luglio 1897 Marconi fondò a Londra la Wireless Telegraph Trading Signal Company (successivamente rinominata Marconi Wireless Telegraph Company), che aprì il primo ufficio in Hall Street a Chelmsford, in Inghilterra, nel 1898 e impiegava circa 50 persone.

Egli effettuò la prima trasmissione senza fili sul mare da Ballycastle (Irlanda del nord) all'isola di Rathlin nel 1898. Stabilì un ponte radio tra la residenza estiva della regina Vittoria e lo yacht reale sul quale c'era il principe di Galles, il futuro Edoardo VII convalescente per una brutta ferita al ginocchio. Nel dicembre dello stesso anno, da un battello attrezzato con radio parte una richiesta di soccorso: è il primo caso di richiesta di salvataggio. Il 29 maggio i segnali attraversano il canale della Manica superando la distanza di 51 chilometri.

Marconi concentra successivamente le sue ricerche verso l'Atlantico, convinto che le onde possano varcare l'oceano seguendo la curvatura della Terra. Nel novembre 1901 a Poldhu, in Cornovaglia, installa un grande trasmettitore la cui antenna di 130 metri è costituita da 60 fili tesi a ventaglio tra due piloni alti 49 metri e distanti fra di loro 61. Poi s'imbarca per St. John's di Terranova con gli assistenti Kemp e Paget. I due luoghi, separati dall'oceano Atlantico, distano fra di loro oltre 3.000 chilometri. Il 12 dicembre 1901 ci fu la comunicazione che costituì il primo segnale radio transoceanico. Il messaggio ricevuto era composto da tre punti, la lettera S del codice Morse. Per raggiungere Terranova avrebbe dovuto rimbalzare due volte sulla ionosfera. Una contestazione recente è stata presentata dal dottor Jack Belrose basandosi sia su considerazioni teoriche che su tentativi di ripetizione dell'esperimento; egli crede che Marconi udì solamente disturbi atmosferici scambiati per un segnale.[14]

Marconi installò un analogo trasmettitore a scintilla nel Centro Radio di Coltano, presso Pisa, nel 1903, che venne utilizzato fino alla seconda guerra mondiale prima per comunicare con le colonie d'Africa, quindi con le navi in navigazione, e in seguito ampliata e potenziata tanto da diventare una delle più potenti stazioni radio d'Europa. In quell'anno, come ricorda la stampa coeva (La Gazzetta della Spezia) Marconi fu alla Spezia, presso la struttura della Marina Militare di San Bartolomeo, località militarizzata fra il capoluogo e Lerici: issò antenne dotate di palloni gonfiati ad elio, sulle plance di imbarcazioni inviate sempre più lontane dalla costa del golfo spezzino, e dalla base di San Bartolomeo dove Marconi operava per ottimizzare trasmissioni e ricezioni. Il 25 settembre 1912, alle ore 12:30 circa, Marconi transitava alla guida della sua automobile, una Fiat 50 HP, nel paese di Borghetto Vara in direzione di Genova, per attraversare il Passo del Bracco. Appena fuori dall'abitato di Borghetto Vara, in prossimità di una curva secca, la sua vettura si scontrò frontalmente con un'altra automobile, una Isotta Fraschini, rimanendo incastrata fra le lamiere di quest'ultima[15]. L'urto fu molto violento e Marconi fu ferito all'occhio destro dalle schegge di vetro del parabrezza della sua vettura, frantumatosi nello scontro. Ricoverato presso l'Ospedale militare della Spezia in Viale Fieschi, Marconi fu operato nella serata dello stesso giorno a causa dell'aggravarsi delle sue condizioni; i medici furono costretti ad estirpare l'occhio leso. In seguito fece una lunga degenza riabilitativa presso lo stesso ospedale. La curva nei pressi dell'abitato di Borghetto Vara, luogo dell'incidente, è detta ancor oggi dai vecchi abitanti curva Marconi.

Guglielmo Marconi
25 aprile 1874 - 19 luglio 1937
Nato a Bologna
Morto a Roma
Cause della morte Naturale
Dati militari
Paese servito Flag of Italy (1861-1946).svg Regno d'Italia
Forza armata Emblem of the Regia Marina.svg Regia Marina
Arma Marina
Corpo Istituto Radiotelegrafico della Marina
Specialità Telegrafista
Anni di servizio 1915 - 1919
Grado al congedo: capitano di corvetta
Rank insignia of contrammiraglio of the Regia Marina.svg
promosso contrammiraglio della riserva nel 1938
Guerre Prima guerra mondiale

[senza fonte]

voci di militari presenti su Wikipedia

Nel 1904 effettuò esperimenti sul colle Cappuccini di Ancona, al fine di studiare l'influenza della luce solare sulla trasmissione delle onde radio, evidenziando che esse hanno una migliore propagazione durante la notte[16][17].

Il 16 marzo 1905 sposò Beatrice O'Brien, figlia di Edward Dunnough (O'Brien), quattordicesimo barone di Inchiquin. Ebbero tre figlie, Lucia, che sopravvisse solo tre settimane, Degna e Gioia, e un figlio, Giulio. Divorziarono nel 1924.[18]

Marconi completò gli esperimenti per ottenere comunicazioni transoceaniche attendibili fino al 1907 e fondò la Marconi corporation, che nell'ottobre del 1907 inaugurò il primo servizio pubblico regolare di radiotelegrafia attraverso l'Oceano Atlantico, dando la possibilità alle navi transatlantiche di lanciare l'SOS senza fili.

L'utilità del radio soccorso in mare si dimostrò il 23 gennaio del 1909, con il primo eclatante soccorso navale che portò al salvataggio degli oltre 1700 passeggeri del transatlantico americano "Republic", che stava per affondare dopo essere stato speronato dal piroscafo italiano "Florida". L'operatore radiotelegrafico Binns, che lavorava per la compagnia Marconi, continuò a lanciare per 14 ore ripetute l'SOS, finché uno di essi fu ricevuto dall'operatore del piroscafo "Baltic", il cui comandante ordinò di cambiare rotta e diede il via all'operazione di salvataggio. All'indomani nel porto di New York, salvi tutti i passeggeri, Binns fu festeggiato come un eroe e la gratitudine coinvolse la figura del marconista, accelerando la popolarità di Marconi.

Nello stesso anno, il 10 dicembre 1909, a Stoccolma Guglielmo Marconi ricevette il premio Nobel per la fisica, condiviso con il fisico tedesco Carl Ferdinand Braun. La motivazione della Reale Accademia delle Scienze di Svezia recitò: “... a riconoscimento del contributo dato allo sviluppo della telegrafia senza fili”.

Nell'autunno 1911 Marconi visitò le colonie italiane in Africa per sperimentare i collegamenti a lunga distanza con la stazione di Coltano; in particolare fu a Tripoli da poco occupata dalle truppe italiane dove effettuò in collaborazione con Luigi Sacco, comandante della locale stazione radio, alcuni esperimenti di collegamento radio con Coltano, che diedero impulso all'allestimento da parte dell'arma del Genio del primo servizio di radiotelegrafia militare su larga scala.

Quando, nel 1912, il Titanic affondò dopo aver lanciato il segnale SOS via radio, Marconi si trovava negli Stati Uniti e accorse al porto di New York per ricevere i 705 superstiti. Intervistato dalla stampa disse «Vale la pena di aver vissuto per aver dato a questa gente la possibilità di essere salvata». Prima di tornare in Italia, venne organizzata una cerimonia ufficiale in cui i superstiti sfilarono nelle strade di New York incolonnati, recando in omaggio a Guglielmo Marconi una targa d'oro, realizzata dallo scultore Paolo Troubetzkoy, quale segno di riconoscenza. L'inventore conferì un premio al marconista del Titanic Harold Bride che rimase al proprio posto a lanciare messaggi di soccorso, anche quando l'acqua aveva raggiunto il ponte superiore.[19]

Dal foglio matricolare custodito presso il distretto militare di Bologna, risulta inoltre, che il giovane Marconi scelse di fare il soldato nell'esercito per un anno; lo espletò invece nella Regia Marina, pur essendo nato in una città dell'entroterra (fu inserito nel corpo Reali Equipaggi in qualità di operaio).

Una rara immagine di Guglielmo Marconi (secondo da sinistra) in divisa da ufficiale della Regia Marina, a Washington nel 1917. Al centro, il capodelegazione Ferdinando di Savoia (terzo da sinistra) e Francesco Saverio Nitti.

Svolse il servizio militare all'ambasciata di Londra dal 1º novembre 1900. Trasferito poi in Italia fu congedato il 1º novembre 1901, ma per età fu trasferito nell'esercito il 31 dicembre 1906. Venne nominato senatore a vita del Regno d'Italia il 30 dicembre 1914. In data 19 giugno 1915 Marconi si arruola come volontario nel Regio Esercito con il grado di tenente di complemento del Genio, indi promosso capitano il 27 luglio 1916 e, benché ufficiale dell'esercito, prestava servizio nell'Istituto Radiotelegrafico della Marina; in seguito a regolare domanda, datata Livorno 14 agosto 1916 presentata al Ministro della Marina, fu nominato Capitano di Corvetta della Regia Marina con R.D. del 31 agosto 1916, congedato con tale grado il 1º novembre 1919, e promosso Capitano di Fregata in congedo con R.D. 28 marzo 1920, e poi Capitano di Vascello con R.D. 7 luglio 1931. Ambedue tali promozioni rientravano nelle norme di avanzamento degli ufficiali di complemento in congedo.

Nel 1920 lo stabilimento di Marconi di Chelmsford fu sede della prima trasmissione audio annunciata pubblicamente del Regno Unito; una delle annunciatrici fu Nellie Melba. Nel 1922 il primo servizio regolare di trasmissioni di intrattenimento cominciò dal Marconi Research Centre a Writtle, vicino Chelmsford.

Fu nominato presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche nel 1927 e della Regia Accademia d'Italia (l'attuale Accademia Nazionale dei Lincei) il 19 settembre 1930, diventando automaticamente membro del Gran Consiglio del Fascismo, pur partecipando ad una sola seduta.

Marconi e l'immagine dell'Italia all'estero[modifica | modifica sorgente]

La figura di Marconi fu utilizzata dal governo italiano per valorizzare il ruolo degli italiani all'estero. Il presidente del consiglio Boselli nei difficili anni della prima guerra mondiale aveva proposto di nominare Marconi commissario per curare la rappresentanza diplomatica italiana negli Stati Uniti, ma il progetto non ebbe seguito per le resistenze dei diplomatici di carriera.[20][20]

Marconi e il fascismo[modifica | modifica sorgente]

Marconi durante l'unica seduta del Gran consiglio del fascismo a cui partecipò.

Venne poi utilizzato dalla propaganda del regime fascista come esempio di patriottismo e genialità italica. Benito Mussolini, in un discorso al Senato del 9 dicembre 1937, affermò: "Nessuna meraviglia che Marconi abbracciasse, sin dalla vigilia, la dottrina delle Camicie Nere, orgogliose di averlo nei loro ranghi".[21] Lo stesso Marconi non nascose le sue simpatie per il regime, affermando: "Rivendico l'onore di essere stato in radiotelegrafia il primo fascista, il primo a riconoscere l'utilità di riunire in fascio i raggi elettrici, come Mussolini ha riconosciuto per primo in campo politico la necessità di riunire in fascio le energie sane del Paese per la maggiore grandezza d'Italia".[22] In occasione della 19ª riunione della Società Italiana per il Progresso delle Scienze che si tenne dal 7 al 15 settembre 1930 congiuntamente a Bolzano e a Trento, iniziò il suo discorso inaugurale con le parole: "Il mio saluto è esultante per il compiacimento di trovarmi tra i fratelli del Trentino in una grande manifestazione prettamente italiana che si svolge sul suolo riconquistato alla grande Madre sotto la guida del Re vittorioso, mentre il segnacolo della Patria sventola sicuro sul Brennero e al compimento dei nostri destini presiede e provvede la mente vigile e alerte del Duce."[23]

Il nuovo matrimonio e gli anni successivi[modifica | modifica sorgente]

Guglielmo Marconi con la moglie Cristina e la figlia Elettra nel 1930.

Il 15 giugno 1927 sposò Maria Cristina Bezzi-Scali.[24] La loro figlia fu chiamata Maria Elettra Elena Anna. Anche il panfilo che ospitò molte ricerche in varie parti del mondo si chiamava Elettra. Gli esperimenti effettuati nel golfo del Tigullio avevano come postazione a terra una torre, posta sulla penisola di Sestri Levante, che successivamente prese il nome di "Torre Marconi", mentre nelle carte ufficiali della Marina italiana il golfo del Tigullio assunse il nome di "Golfo Marconi". Lo affianca in questi anni l'assistente Adelmo Landini.

Il 17 giugno 1929 Vittorio Emanuele III conferisce a Marconi il titolo ereditario di marchese.

Nel 1929, su richiesta di Pio XI, si incaricò di sovrintendere alla costruzione della prima Stazione Radio del Vaticano. L'inaugurazione di quella che nei decenni successivi assumerà il nome di Radio Vaticana avvenne il pomeriggio del 12 febbraio 1931. G. Marconi volle introdurre personalmente la prima trasmissione radiofonica di un Pontefice, Pio XI, annunciando al microfono: "Con l'aiuto di Dio, che tante misteriose forze della natura mette a disposizione dell'umanità, ho potuto preparare questo strumento che procurerà ai fedeli di tutto il mondo la consolazione di udire la voce del Santo Padre"[1].
Alle 16,49 Pio XI pronunciò in latino il primo radiomessaggio e Marconi, in collegamento diretto con New York, Melbourne, Québec e altre città del mondo, introdusse le parole del Papa affermando fra l'altro: "Per circa venti secoli il Pontefice Romano ha fatto sentire la parola del suo divino magistero nel mondo, ma questa è la prima volta che la sua viva voce può essere percepita simultaneamente su tutta la superficie della terra".

Al termine della cerimonia Pio XI lo decorò con le insegne della Gran Croce dell'Ordine Piano, consegnandogli anche il Diploma di socio della Pontificia Accademia delle Scienze."[25] In questo periodo ideò e fece costruire un radiocomando con cui il Papa Pio XI poté azionare per la prima volta l'illuminazione della stele votiva dedicata alla Madonna della Lettera a Messina

Dal Centro di Coltano partì il segnale, nel 1931, che accese le luci al Cristo Redentore di Rio de Janeiro, in una dimostrazione sull'efficienza della radio in comunicazioni transoceaniche.

Dal 1933 alla morte fu presidente dell'Istituto Treccani. Nel 1934 fu nominato primo presidente del CIRM che era nato su iniziativa sua e del suo medico, il dottor Guido Guida.

Sempre nel 1933 mostrò nelle vicinanze di Castel Gandolfo ad alcuni alti ufficiali dell'esercito, un apparato radio che permetteva di rilevare oggetti metallici nelle vicinanze (il passaggio di automobili), di fatto un primo abbozzo del radar che Marconi aveva preconizzato già nel 1922. Nonostante gli ufficiali fossero rimasti positivamente impressionati, non riuscirono a comprendere l'importanza strategica di quella invenzione che così non ricevette investimenti da parte dello Stato. Negli anni seguenti Marconi continuò queste ricerche per proprio conto, in parallelo a quelle di Ugo Tiberio.

Il primo servizio di televisione regolare al mondo fu inaugurato a Londra dalla BBC il 2 novembre 1936; dopo una breve sperimentazione dei due sistemi (quello a scansione meccanica dello scozzese John Logie Baird e quello elettronico della Marconi-EMI Television), la BBC adottò definitivamente il sistema elettronico Marconi-EMI dal 1º febbraio 1937. La stessa BBC nel 1935, dopo l'invasione italiana dell'Etiopia, aveva bandito Marconi per questioni politiche dalle trasmissioni.[senza fonte]

Gli furono conferite 16 lauree honoris causa (di cui due in legge), 25 onorificenze di alto rango, 13 cittadinanze onorarie[26][27]. Con Regio Decreto del 18 luglio 1936 Marconi fu promosso contrammiraglio nella riserva per meriti eccezionali.

La morte[modifica | modifica sorgente]

Funerale di stato di Guglielmo Marconi a Roma.

A Roma, la mattina del 19 luglio 1937, Guglielmo Marconi accompagnò alla stazione la moglie, diretta a Viareggio per festeggiare il settimo compleanno della figlia Elettra, facendo poi ritorno nella casa del suocero, in via Condotti, dove ebbe una crisi cardiaca. Dopo che il suo medico personale, il dottor Cesare Frugoni, gli comunicò la gravità delle sue condizioni, Marconi fece chiamare un sacerdote, ricevette l'estrema unzione e morì alle 3:45 del mattino del 20 luglio.[28] In segno di lutto, quello stesso giorno le stazioni radio di tutto il mondo interruppero contemporaneamente le trasmissioni per due minuti.

Ai funerali di Stato, tenutisi a Roma il 21 luglio, parteciparono la gran parte delle autorità politiche e del mondo accademico, compreso il Capo del Governo Benito Mussolini, oltre a una impressionante folla di 500.000 persone.

Le sue spoglie sono custodite a Sasso Marconi presso la casa paterna di Villa Griffone, dove hanno sede anche un museo e una fondazione a lui dedicati.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

100 lire raffigurante Guglielmo Marconi del 1974.
Banconota da 2000 lire raffigurante Guglielmo Marconi sul recto, mentre sul verso si vedono la nave Elettra, un apparecchio radio e 4 tralicci di antenne radio.
  • Con la legge n. 276 del 28 marzo 1938, Vittorio Emanuele III di Savoia decretò che "il giorno 25 aprile, anniversario della nascita di Guglielmo Marconi, è dichiarato, a tutti gli effetti, giorno di solennità civile".[29] Alcuni anni prima, il Regio Decreto n. 1386 del 20 giugno 1935 aveva mutato la denominazione del paese di Praduro e Sasso in Sasso Bolognese. Successivamente, il Regio Decreto n. 293 del 7 marzo 1938, a ricordo della terra dove "ebbero luogo i primi esperimenti della prodigiosa invenzione che donò immensi benefici all'umanità intera, e rese immortale il nome di Guglielmo Marconi", mutò la denominazione del comune in Sasso Marconi e quella della frazione di Pontecchio in Pontecchio Marconi.

Celebrazioni ufficiali del centenario dell'invenzione della radio[modifica | modifica sorgente]

Guglielmo Marconi con padre Guido Alfani all'inaugurazione della stazione radiotelegrafica dell'Osservatorio Ximeniano di Firenze.

In Italia con Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 30 maggio 1991 venne istituito un comitato primo centenario dell'invenzione della radio.[30] Nelle premesse del decreto si afferma

« considerato che nell'anno 1995 ricorrerà il 1º centenario dell'invenzione della Radio, avvenuta com'è noto per opera di Guglielmo Marconi nel 1895; »

Vi è una netta presa di posizione sull'attribuzione a Marconi dell'invenzione della radio

La legge 14 febbraio 1992, n. 156 Celebrazione del primo centenario dell'invenzione della radio usa invece una diversa formulazione[31]

« Art. 1 Le celebrazioni del primo centenario dell'invenzione della radio hanno lo scopo: di favorire i rapporti di cooperazione internazionale per lo studio dell'opera di Guglielmo Marconi ecc. »

Si sottolinea, pertanto, la necessità di favorire i rapporti di cooperazione internazionale, additata come strumento per superare la disputa che coinvolge gli ambienti scientifici di molte nazioni: la necessità di studiare a livello internazionale l'opera di Guglielmo Marconi viene svincolata dall'attribuire l'invenzione della radio a questo o a quest'altro esperimento.[32] Nell'ambito di questi interventi legislativi si è realizzato, a cura della RAI, un museo affiancato da iniziative minori in varie località.[33]

Le contestazioni di Nikola Tesla[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi invenzione della radio e cronologia della radio.

La rivendicazione dell'invenzione della radio di Marconi fu sempre contestata da Nikola Tesla. Nel 1943 una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti riconosce a Nikola Tesla la paternità del brevetto della radio.[34] La sentenza della Corte Suprema Statunitense tuttavia non è universalmente riconosciuta.

Molto tempo prima, nel 1911, l'High Court britannica nella persona di Mr. Justice Parker deliberò in un analogo procedimento[35] la validità dei brevetti di Marconi e negli anni prima del 1943 molte altre sentenze sono state pronunciate con andamenti altalenanti per le parti in causa. Sulla causa della Corte Suprema Statunitense vi sono critiche dovute anche al fatto che all'epoca la società Marconi aveva una causa legale in atto con l'esercito statunitense e la sentenza della Corte Suprema rese nulle le richieste della società Marconi sulle presunte violazioni intellettuali dell'esercito. In realtà ciò non è vero del tutto visto che il governo Usa pagò la somma di circa 43.000 dollari di allora, oltre agli interessi, alla società di Marconi per un brevetto di Oliver Lodge che la suddetta società aveva comprato da quest'ultimo[36].

I sostenitori di Marconi sostennero che Marconi non fosse a conoscenza del lavoro di Nikola Tesla negli Stati Uniti. Comunque i lavori "Sulla luce e altri fenomeni di altra frequenza" (Philadelphia/St. Louis; Franklin Institute in 1893) e "Esperimenti con correnti alternate ad alto potenziale e frequenza" (London; 1892) furono diffusi in tutto il mondo e quindi è possibile che in realtà Marconi conoscesse i lavori.[37]

Cronologia e proprietà dei brevetti secondo la giurisdizione statunitense.

Tesla nel marzo 1900 brevettò (consegnato nel 1897[38]) un sistema di trasmissione di energia elettrica che poteva essere anche usato per trasmissione di segnali radio.[39] Nel 1898 brevettò un radiocomando multicanale che permetteva, su breve distanza, di comandare vascelli ed il cui sistema base di controllo era formato da quattro circuiti sintonizzati alla stessa frequenza.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Grand'Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Cavaliere di Gran croce dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran croce dell'Ordine della Corona d'Italia
Cavaliere dell'Ordine Civile di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Civile di Savoia
Cavaliere del lavoro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere del lavoro
— 26 ottobre 1902[40]
Cavaliere di Gran Croce Magistrale dell'Ordine di Malta - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce Magistrale dell'Ordine di Malta
Croce al merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria Croce al merito di guerra
Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 18 (4 anni di campagna)
Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa dell'Unità d'Italia
Medaglia commemorativa italiana della vittoria - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa italiana della vittoria
Cittadinanza onoraria del Comune di Crotone - nastrino per uniforme ordinaria Cittadinanza onoraria del Comune di Crotone
— 1925

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Principe Danilo I (Regno del Montenegro) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Principe Danilo I (Regno del Montenegro)
Cavaliere di II Classe dell'Ordine di Sant'Anna (Impero russo) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di II Classe dell'Ordine di Sant'Anna (Impero russo)

Documentazione[modifica | modifica sorgente]

  • L'archivio che era presso la Gec-Marconi è stato donato al Museo della Scienza[41]
  • La Fondazione Guglielmo Marconi sta provvedendo a raccogliere tutta la documentazione digitale ovunque disponibile[42]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Guglielmo Marconi • La scienza è incapace di dare la spiegazione della vita; solo la fede ci può fornire il senso dell'esistenza: sono contento di essere cristiano
  2. ^ atto originale di nascita
  3. ^ Università di Gerusalemme
  4. ^ Twenty-first century box due anni prima di Marconi
  5. ^ IEEE 1894-95
  6. ^ a b Computer museum
  7. ^ La madre, di religione protestante, aveva nel matrimonio avuto la promessa che i figli sarebbero stati educati in tale religione Marconi Valdese
  8. ^ Documenti rari su Guglielmo Marconi
  9. ^ Guglielmo Marconi, padre della radio
  10. ^ Nikola Tesla On His Work With Alternating Currents - Chapter IV
  11. ^ http://www.ieee.org/portal/site/tionline/menuitem.130a3558587d56e8fb2275875bac26c8/index.jsp?&pName=institute_level1_article&TheCat=1008&article=tionline/legacy/inst2005/may05/5w.fhistory.xml&
  12. ^ Luigi Solari, Guglielmo Marconi e la Marina Militare Italiana, Rivista Marittima, febbraio 1948
  13. ^ Controversia Popov-Marconi
  14. ^ Radio's First Message - Fessenden and Marconi
  15. ^ Dal sito del Comitato Guglielmo Marconi International
  16. ^ a b Elettra Marconi inaugura il museo dedicato al padre Guglielmo, Il Resto del Carlino, 7 maggio 2009. URL consultato il 7 maggio 2009.
  17. ^ Relazione dell'esperimento
  18. ^ Il divorzio fu emesso dal tribunale di Fiume: già il 27 gennaio, dello stesso anno, il Trattato di Roma aveva posto fine all'indipendenza di Fiume, con definitiva annessione il 16 marzo. La situazione dei cittadini italiani che avevano acquisito la cittadinanza fiumana solo per ottenere il divorzio, era stata vista con particolare sfavore. I fiumani per elezione - Prassi Italiana di Diritto Internazionale
  19. ^ Luigi Solari, Marconi la radio in pace e in guerra, Mondadori, Milano, 1949
  20. ^ a b Marconi e l'immagine dell'Italia all'estero tratto da 100 anni della radio Edizioni Marsilio
  21. ^ radiomarconi.com
  22. ^ Franco Monteleone, La radio italiana nel periodo fascista: studio e documenti, 1922-1945, Marsilio Editore, 1976, p. 44.
  23. ^ Lucio Silla (a cura di), Atti della Società Italiana per il Progresso delle Scienze, XIX Riunione, Bolzano-Trento, 7-15 settembre 1930, Roma, Società Italiana per il Progresso delle Scienze, 1931, p. 44.
  24. ^ Lo scioglimento del matrimonio di Guglielmo Marconi da parte della Sacra rota fu oggetto di molte critiche. Sulla posizione cattolica del caso vedi Apologetica
  25. ^ Fernando Bea, "Qui la Radio Vaticana - Mezzo secolo della Radio del Papa", Città del Vaticano, Tipografia Poliglotta Vaticana, 1981, p. 44-48.
  26. ^ Onorificenze tributate a Marconi
  27. ^ Monumenti - CarloRipolo.com
  28. ^ Quotidiano la Stampa del 21 luglio 1937, pag. 1
  29. ^ La legge nr. 276 del 28/3/1938: "Il giorno 25 aprile è anniversario della nascita di Guglielmo Marconi, è dichiarato, a tutti gli effetti, giorno di solennità civile" è stata abrogata con il Decreto-legge 22 dicembre 2008, n. 200 "Misure urgenti in materia di semplificazione normativa" pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 298 del 22 dicembre 2008 - Suppl. Ordinario n. 282/L
  30. ^ D.P.C.M. 30 maggio 1991 1º centenario dell'invenzione della radio
  31. ^ L. 14 febbraio 1992, n. 156 Celebrazione del primo centenario dell'invenzione della radio
  32. ^ Per la cronologia vedi Cisi-Università di Torino
  33. ^ Museo della Radio e della Televisione - RAI Radiotelevisione Italiana
  34. ^ MARCONI WIRELESS T. CO. OF AMERICA v. U.S., 320 U.S. 1 (1943) La sentenza riguarda una disputa tra la società Marconi e l'esercito USA riguardo l'utilizzo di quattro brevetti. La sentenza americana si basa anche sulle applicazioni pratiche preesistenti prior arts di Tesla che sono datate dal 1891 al 1893 prima di tutti gli altri sperimentatori
  35. ^ La disputa era tra Marconi e Stone e risale al 1911 prima della sentenza della Corte Suprema USA. Il caso è discusso ampiamente nella sentenza e riguarda due diversi componenti usati da entrambi i contendenti per regolare la sintonia nei quattro circuiti base della radio. Stone ottenne lo stesso risultato inserendo una capacità variabile, quindi per questo motivo la Corte USA nel 1943 affermò che entrambi i brevetti erano validi e quindi la causa era da rivedere.
  36. ^ Sito interamente dedicato a Guglielmo Marconi. Pubblica documenti inediti sull'opera tecnico scientifica dell'inventore della radio. i primi cinque paragrafi della sentenza
  37. ^ nel suo brevetto 676,332 PAT2PDF - Free PDF copies of patents: Download and print! a pag 2 riga 69 compare il termine "Tesla Coil", bobina di Tesla. Nonostante ciò Marconi non citò l'inventore nel suo discorso al Nobel
  38. ^ pdf
  39. ^ U.S. Patent 645,576, March 20, 1900 - System Of Transmission Of Electrical Energy primo esempio brevettato di quattro circuiti sintonizzati alla stessa frequenza due utilizzati come trasmittente e due come ricevente
  40. ^ Sito Federazione nazionale Cavalieri del lavoro: dettaglio decorato.
  41. ^ Salvo l'archivio Marconi
  42. ^ Documentazione digitale su Guglielmo Marconi

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Università di Bologna
Nobel


Predecessore Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche Successore CNR.png
Vito Volterra 1927 - 1937 Pietro Badoglio
Predecessore Presidente della Reale Accademia d'Italia Successore
Tommaso Tittoni 1930 - 1937 Gabriele D'Annunzio

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