Teoria dei segnali
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La teoria dei segnali studia le proprietà matematiche e statistiche dei segnali, definiti come funzioni matematiche. In generale un segnale è una variazione temporale dello stato fisico di un sistema, che serve per rappresentare e trasmettere messaggi; il sistema in questione può essere il più disparato. In elettronica un segnale viene studiato attraverso un modello matematico in cui il tempo (o il suo inverso, la frequenza) è considerato variabile indipendente.
In generale esistono diversi tipi di segnali, ma tutti sono accomunati dall'essere in natura segnali casuali e continui e quasi mai deterministici. La teoria dei segnali studia la rappresentazione dei segnali in modo da poter poi manipolarli e trattarli matematicamente. Questa rappresentazione richiede l'uso di matematica astratta e, nel caso di segnali stocastici, della teoria della probabilità.
Si divide in due grandi branche a seconda del tipo di segnali in esame: i segnali determinati o deterministici, di cui è possibile predire il valore in un qualunque istante a piacere, e i segnali stocastici o aleatori, il cui valore non è prevedibile, ma su cui è possibile fare soltanto delle stime statistiche.
I segnali periodici possono essere trattati mediante l'astrazione in uno spazio vettoriale lineare quale lo spazio di Hilbert e quindi con l'utilizzo della serie di Fourier. Per quanto riguarda i segnali non periodici, questi hanno bisogno della trasformata di Fourier.
[modifica] Voci correlate
- Rappresentazione dinamica dei segnali
- Rappresentazione spettrale dei segnali
- Trasformata di Fourier
- Serie di Fourier
- Banda passante
- Campionamento (teoria dei segnali)
- Codifica
- Distorsione
- Informazione
- Modulazione
- Coppia di Poiret
- Rumore
- Rumore bianco
- Rumore rosa
- Segnale
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[modifica] Bibliografia
- Marco Luise, Giorgio M. Vitetta (2003): Teoria dei segnali, Mc graw - Hill

