AK-47

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« Paragonato alla linea essenziale, elegante, che contraddistingue le più moderne armi automatiche in dotazione alla fanteria, il Kalashnikov appare tozzo e compatto. […] È un'arma semplice e rozza. […] Usato a distanza ravvicinata, può letteralmente segare in due un uomo. »
(George Jonas, incipit di Vendetta)
« I vari modelli di Kalashnikov erano le armi da combattimento preferite da rivoluzionari, soldati regolari, mercenari e gangster di tutto il mondo. »
(Gregory David Rob Shantaram, pag. 910)


AK-47
AK-47 secondo modello
AK-47
Nazione Unione Sovietica/Russia - varianti: Cina - Finlandia - DDR - Ungheria - Corea del Nord - Polonia - Romania - Jugoslavia
Tipo Fucile d'assalto
Era moderna
Storia
Data di progettazione 1947
Progettista Michail Timofeevič Kalašnikov
Periodo di produzione 1949- presente
Esemplari prodotti oltre 100 milioni
Durata in servizio 1949 - presente
Paesi utilizzatori è l'arma da fuoco più diffusa, in almeno 50 paesi è in dotazione alle forze armate, è inoltre impiegata da tutti i gruppi e organizzazioni armate del mondo tra cui Vietcong, Fronte di liberazione nazionale, Irish Republican Army
Guerre Guerra del Vietnam, guerra fredda
Varianti Russia: AK-47, AKS, AKM, AKMS, AK-74, AK-101, AK-102, AK-103, AK-104, AK-105, AK-107, AK-108. Cina: Type 56. Finlandia: M60, M62. DDR: MPiK, MPiKS. Corea del Nord: Type 58. Polonia: PMK. Jugoslavia: M70.
Specifiche tecniche
Tipo
Calibro
Munizioni 7,62 × 39 mm
Azionamento operato a gas
Cadenza di tiro 600 rnd/min
Velocità alla volata 710 m/s
Gittata 800 m
Lunghezza 869 mm
Lunghezza della canna 414 mm
Larghezza {{{larghezza}}}
Altezza {{{altezza}}}
Peso 4,3 kg
Alimentazione caricatore da 30 colpi; compatibile con caricatore da 40 colpi dell'RPK
Organi di mira mire metalliche, staffa per mirino ottico opzionale
Note {{{note}}}
Fonti non citate
Portale:Guerra

L'AK-47, la cui sigla sta per Avtomat Kalašnikova obrazca 1947 goda (dal russo Автомат Калашникова образца 1947 года: fucile automatico Kalašnikov modello 1947) è un fucile mitragliatore (o fucile d'assalto), progettato appunto nel 1947 da Michail Kalašnikov, allora sottufficiale dell'Armata Rossa dell'Unione Sovietica.

L'AK-47 (o "Kalashnikov", come è popolarmente noto) fu il capofila di una vastissima serie di armi ispirate alle sue concezioni meccaniche, balistiche e d'impiego, per lo più adottate da paesi in qualche misura legati all'Unione Sovietica.

È stato affermato che non meno di 50 eserciti regolari lo adottino come arma d'ordinanza e che ne siano stati prodotti più di 100 milioni di esemplari.[1] La sua robustezza e semplicità l'hanno resa un'arma popolare anche tra i soldati di quelle nazioni che usano armi diverse dall'AK 47 (M16,G3,M14,Srl) tanto che sia nel Vietnam come nell'Iraq odierno i soldati statunitensi sono soliti sostituire le loro armi con AK, arma meno raffinata ma più affidabile.

In Italia, viene spesso utilizzato da criminali, poiché è facilmente reperibile sul mercato clandestino, come "residuato bellico" dei vari conflitti che hanno accompagnato la dissoluzione della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia.

Indice

[modifica] La creazione

Consci del potere della suggestione e del valore tecnologico dell'arma, i sovietici fecero circolare, durante la guerra fredda, una leggenda sulle modalità della sua ideazione.

Secondo la versione "ufficiale", il sergente dei carristi Kalashnikov, ferito durante la seconda guerra mondiale, nel suo letto d'ospedale avrebbe a lungo riflettuto sulla possibilità di realizzare un'arma che potesse garantire all'Unione Sovietica un'adeguata supremazia d'armamento. Avendo saputo che i comandi strategici del Cremlino erano alla ricerca di un'arma da breve raggio che potesse usare una cartuccia di calibro 7,62 mm, già usata per il poco soddisfacente Simonov SKS, avrebbe subito pensato alla possibilità di realizzare qualcosa di simile all'StG-44, lo strabiliante sturmgewehr tedesco nel frattempo messo in campo, mantenendone le qualità e correggendone i difetti.

La CIA, ribatté che la leggenda fosse pura propaganda, sostenendo che si cercasse di sfruttare il nome di un eroe di guerra per ammantare di sentimenti idealistici una frenetica ricerca condotta da diversi gruppi di armaioli; comunque la ricerca, anche secondo gli americani, puntava a costruire l'arma intorno al calibro, ed il progetto fu sviluppato con questo preciso obiettivo.

[modifica] Descrizione

Per approfondire, vedi la voce Arma da fuoco#Nomenclatura e tipologie.

L'AK-47 è particolarmente all'avanguardia relativamente agli anni del suo sviluppo ed entrata in servizio. Prende molte delle sue soluzioni tecniche dallo StG-44 (o MP44) del quale costituisce, secondo alcuni, l'evoluzione.[2] Il sistema di presa di gas dell'AK-47 è posto superiormente alla canna poco oltre la metà della lunghezza di questa e connesso diagonalmente, spesso ai lati sono presenti 4 fori per lo sfogo del gas eccedente, all'interno trova posto il pistone che produce l'arretramento dell'otturatore.

[modifica] Cartuccia

7,62 x 39mm

L'AK-47 è camerato per la cartuccia 7,62 × 39 mm di produzione russa.

[modifica] Otturatore

Per approfondire, vedi la voce Arma automatica.

Il meccanismo operativo è a chiusura geometrica a presa di gas con otturatore rototraslante. Il sistema di chiusura è formato da due pezzi maggiori, l'otturatore e il portaotturatore, che lavorano "in solido" con il pistone della presa di gas. Il portaotturatore è dotato di un incavo sagomato per contenere l'otturatore, munito di guida a camma per contollarne la rotazione. L'otturatore di tipo rotante possiede due alette o tenoni di chiusura (quindi la rotazione necessaria è di 90 gradi) i quali vanno a impegnare due recessi nella culatta della canna.

[modifica] Canna

La canna dell'AK-47 è — nella configurazione standard — lunga 414 mm (senza eventuale compensatore), le rigature sono 4 con andamento destrorso, la tecnica di rigatura è variabile e possono trovarsi esecuzioni per brocciatura (intaglio a punto singolo con broccia elicoidale) oppure per rotomartellatura. La foratura della canna degli AK-47 è varia, vista la molteplicità delle produzioni: generalmente si può affermare che (con buona pace della dicitura del calibro) la normale foratura è 310 millesimi di pollice.

[modifica] Meccanismo di sparo

Poche armi hanno esercitato un'influenza culturale quanto l'AK-47. Nell'immagine, il fucile è riprodotto sulla bandiera del Mozambico. In alcuni paesi africani, è diffuso il nome proprio "Kalash", diminutivo di Kalashnikov.[3]

La catena di scatto[4] si distingue per semplicità e funzionalità. Essa si basa sull'azione di tre denti d'arresto sul cane (infatti l'arma ha un sistema di percussione indiretto con cane interno). Il dente d'arresto e quello disconnettore sono automaticamente azionati dal grilletto mentre il dente ritardatore è attivato dal movimento del portaotturatore.

Il dente ritardatore funge da dispositivo di sicurezza in quanto evita che il cane possa colpire il percussore se non ad otturatore chiuso; il dente disconnettore può venir bloccato da un'appendice del selettore (prevenendo così il riaggancio del cane fino a grilletto premuto).

[modifica] Organi di mira

Le mire del Kalašnikov sono di tipo aperto e pertanto assimilabili a quelle tradizionalmente adottate dalle forze armate russe dal 1891 su praticamente ogni arma leggera.[5] Esse sono formate da un mirino e da una tacca di mira. La tacca di mira è installata su di un alzo tangente graduato in metri e con un fondo scala di 800 m, il mirino invece è formato da un piolo inserito su una struttura vicino alla volata della canna ed è protetto da due generose alette laterali. Per il tiro notturno sono in dotazione tacca di mira e mirino fosforescenti agganciabili rapidamente alle corrispondenti parti dell'arma.

[modifica] Caricatore

Per la sua diffusione universale, l'AK-47 è "materia di studio" per le truppe speciali di tutto il mondo. Nella foto: un marine USA si addestra con il Kalashnikov.

Il sistema di alimentazione del Kalashnikov è formato da un caricatore bifilare[6] dalla capienza di 30 cartucce. I caricatori sono realizzati in lamiera stampata e hanno forma ricurva (detta anche a banana),[7] con un sistema di aggancio estremamente robusto, composto da un attacco anteriore e uno posteriore.

Dietro alla sede del caricatore si trova il relativo pulsante di sgancio, che ritrae l'attacco posteriore svincolando il pezzo.

[modifica] Castello

Il castello è probabilmente una delle parti più interessanti dell'arma.

I russi tentarono di copiare la costruzione in lamiera stampata dello StG-44, ma in questo campo le tecnologie tedesche erano molto più avanzate di quelle di ogni altra nazione; perciò la prima versione dell'AK-47, montante un castello stampato, si rivelò un fiasco visti i problemi di accoppiamento tra le parti macchinate (fresate) e quelle stampate. Così dopo pochissimo tempo i russi cominciarono la produzione di un castello in acciaio ricavato dal pieno, proprio per questo l'AK pesa 4,3 kg scarico, nonostante ciò la lamiera stampata tornò con l'introduzione dell'AKM, versione più diffusa di questa arma. Il castello è aperto superiormente, l'apertura viene chiusa da un elemento in lamiera stampata che contribuisce a contenere la molla di recupero del portaotturatore.

[modifica] Calcio

Un M-16 (sopra) ed un AK-47 (sotto) scomposti nelle relative parti.

Il calcio è solitamente realizzato in legno come l'astina guardamano e l'impugnatura, sono comunque ugualmente comuni versioni dotate di un calcio pieghevole a stampella (AKS) realizzato per saldatura di tubi di acciaio. Le finiture sono solitamente una brunitura chimica oppure una parkerizzazione[8] al biossido di manganese per le parti metalliche eccetto per l'otturatore che viene lucidato (negli AKM anche l'otturatore è parkerizzato). Le parti lignee invece sono verniciate, la presa di gas, la canna e tutte le parti a contatto coi gas sono cromate a spessore per aumentarne la resistenza in condizioni ostili e con munizionamento corrosivo.

[modifica] Compensatore

L'AK-47 non ha compensatore. Sull'AKM è stato escogitato un sistema per compensare la tendenza dell'arma a impennare a destra in alto durante il fuoco automatico: la volata è stata tagliata nella sua parte superiore leggermente sulla destra. In questo modo i gas di sparo, uscendo, imprimono una spinta intesa a stabilizzare la direzione del fucile, contrastando l'impennamento.

Volata del fucile d'assalto AKM. Si noti il freno di bocca obliquo a forma di "salame tagliato"

Lo spostamento è determinato dal fatto che il complesso otturatore-portaotturatore ha una massa molto rilevante ed è asimmetrico: il suo baricentro è spostato verso destra e quindi tende a spostare l'arma in questa direzione.

[modifica] Evoluzione

L'enorme diffusione ostacolò un ripensamento radicale dell'arma, consentendo perciò solo minime revisioni che giunsero con le varianti:

[modifica] Armi derivate dal Kalashnikov

Comparazione delle versioni con cassa in legno rigida e con calciolo metallico ripiegabile.
AK-47 con il calciolo ripiegato (si tratta di un AKS polacco).

In Unione Sovietica, i concetti di fondo dell'arma furono sviluppati anche per la produzione di altri tipi di arma:

Inoltre, già dalle prime serie, l'AK-47 destò l'attenzione di eserciti diversi da quello sovietico, e ben presto l'arma cominciò ad essere letteralmente copiata per la produzione di modelli pressoché uguali in altri paesi. In quasi tutti i paesi del blocco comunista si ebbero versioni "nazionali" del fucile.

Dalle case d'armi che riprodussero loro versioni del Kalashnikov, vennero una pletora di modelli strettamente apparentati con il progenitore:

[modifica] Galleria iconografica (loghi includenti l'AK-47)

[modifica] Simboli di stati

[modifica] Organizzazioni

[modifica] Altri progetti

[modifica] Note

  1. ^ "Weaponomics: The Economics of Small Arms"
  2. ^ Malgrado l'importanza evidente dello Sturmgewehr, oggetto che sostanzialmente segnò la nascita di una categoria di armi tuttora dominatrici della scena operativa, sul piano prettamente storico l'influenza dell'arma tedesca è stata ovviamente tarpata dall'infelicissima congiuntura storica (da un punto di vista germanico, naturalmente: la sorte del Terzo Reich era in ogni caso già segnata) in cui aveva visto la luce, sicché il "testimone" di questa innovazione passò nelle (metaforiche) mani del tedoforo sovietico.
  3. ^

    «Born in 1947, the AK-47 has been best friend to hundreds of millions of men, driving the popularity of the boy’s name Kalash in war-torn countries.»

    Gizmag.com
  4. ^ Peraltro mutuata da quello dello StG-44.
  5. ^ Escluse le armi per il tiro di precisione.
  6. ^ Ossia: è un serbatoio in cui i proiettili sono disposti su due file parallele ed alternate, in modo da aumentare la capienza pur contenendo l'ingombro "lineare", e pertanto la sporgenza dalla sagoma. Negli anni '20 si era cercato di risolvere il problema con l'adozione di grossi caricatori a tamburo, che — pur raggiungendo talora la ragguardevole quota di 100 "colpi" (Mitra Thompson Modello 1919) — penalizzavano tuttavia eccessivamente la maneggevolezza dell'arma.
  7. ^ Soluzione che lo accomuna ad un'altra arma celeberrima, la Vz 61 Skorpion, tristemente associata alle Brigate Rosse, vecchie (fu usata per uccidere Aldo Moro) e nuove (è una delle armi recentemente sequestrate alle "nuove BR di Padova").
  8. ^ Definizione di "parkerizzazione" da La Rizzoli Larousse Enciclopedia Universale

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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