SVT-40

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SVT-40 Tokarev
SVT-40 1941 Izhevsk 01.jpg
Tipo Fucile semiautomatico
Origine URSS URSS
Produzione
Varianti SVT-38, AVT-40
Descrizione
Peso 3,95 kg
Lunghezza 1226 mm
Lunghezza canna 610 mm
Calibro 7,62 × 54 mm R
Azionamento operato a gas, otturatore inclinato
Cadenza di tiro Semiautomatica
Velocità alla volata 840 m/s
Tiro utile 500 m
Alimentazione Caricatore da 10 colpi

[1]

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L'SVT-40 Tokarev (cirillico: Самозарядная Винтовка Токарева образетс 1940, Samozaryadnaya Vintovka Tokareva obrazets 1940: "fucile semiautomatico Tokarev modello 1940") è un fucile semiautomatico russo in uso durante la seconda guerra mondiale (più precisamente a partire dall'aprile del 1940).

A causa della scarsità di fondi, l'Armata Rossa sovietica poté permettersene ben pochi, lasciando come arma base dei reparti di fanteria il Mosin-Nagant.

Il caricatore contiene 10 colpi, l'azionamento è a presa di gas regolabile, camera di cartuccia con solchi di galleggiamento, pistone a corsa breve (23 mm). Il meccanismo di recupero del gas era pratico e funzionale, a tal punto che i tedeschi lo copiarono con il Gewehr 43.

Esiste anche una versione completamente automatica (AVT-40); la si riconosce per la sicura che presenta due posizioni, da una per il fuoco semi automatico, l'altra per quello automatico, e dal differente freno di bocca. Di questa versione ne furono prodotti pochi esemplari in quanto il loro utilizzo non era molto efficace, vista la difficoltà a controllare il tiro a raffica con una munizione così potente. Sembra che del modello AVT, durante la seconda guerra mondiale, ne venisse assegnato solo uno ogni capo squadra. Molti SVT-40 quando venivano riarsenalizzati e riparati spesso venivano riparati con parti di AVT, non è quindi inusuale trovare SVT-40 che montano calci e/o freni di bocca del "fratello" AVT e raramente se ne trovano "monomatricola".

L'SVT-40 rimase in servizio fino al 1942, utilizzato anche come fucile da cecchino fino a quando, con la ripresa della produzione del Mosin Nagant 91/30, fu rimpiazzato dai 91/30 PU. Effettivamente l'SVT presentava vari problemi, tra i quali l'attacco della slitta porta ottica poco efficiente che tendeva a spostarsi facendo perdere la taratura all'arma, difetti di alimentazione causati dalla munizione orlata, l'eccessiva forza di rinculo, malamente assorbita dal leggero peso dell'arma, pur essendo dotata di un prominente freno di bocca. Era un'arma relativamente complessa, anche nello smontaggio, la presa di gas poteva non avere sufficiente potenza per azionare l'arma in ambienti freddi. Tutto considerato, quindi, l'affidabilità era relativamente scarsa, pur essendo migliore del suo predecessore, l'SVT-38[2].

Note [modifica]

  1. ^ Produzione totale di 5,823,795 secondo due fonti Steve Kehaya; Joe Poyer, The SKS Carabine (CKC45g), 4th, North Cape Publications, Inc., 1996, pp. 226. ISBN 1882391144Edward Clinton Ezell, Small Arms of the World: A Basic Manual of Small Arms, 12th, Stackpole Books, 1983, pp. 894. ISBN 0811716872
  2. ^ Armi della fanteria, serie Big Set, di John Weeks, Ermanno Albertelli editore, Parma, 30 aprile 1972

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