PPS (mitra)

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PPS
Un PPS-43 con calcio esteso.
Un PPS-43 con calcio esteso.
Tipo pistola mitragliatrice
Origine URSS URSS
Impiego
Utilizzatori vedi utilizzatori
Conflitti Seconda guerra mondiale, Guerra del Vietnam, Guerra di Corea
Produzione
Progettista I.K. Bezruchko-Vysotsky
Alexei Sudaëv
Data progettazione 1942
Date di produzione 1942 – 1946
Numero prodotto circa 2.000.000 (U.R.S.S.)
Varianti vedi varianti
Descrizione
Peso 2,95 kg (PPS-42)
3,04 kg (PPS-43)
Lunghezza 641-907 mm (PPS-42)
615-820 mm (PPS-43)
Lunghezza canna 273 mm (PPS-42)
243mm (PPS-43)
Calibro 7,62 mm
Munizioni 7,62 × 25 mm Tokarev
Cadenza di tiro 600-900 colpi al minuto (ciclico)
100 colpi al minuto (effettivo)
Velocità alla volata 500 m/s
Tiro utile 150 m
Alimentazione caricatore rimovibile da 35 colpi
Organi di mira mire metalliche

World Guns.ru[1]

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Le PPS (in russo ППС - Пистолет-пулемёт Судаева, Pistolet-pulemyot Sudaëva, “pistola mitragliatrice Sudaëv") sono una famiglia di pistole mitragliatrici sovietiche calibro 7,62 × 25 mm Tokarev prodotte durante la Seconda guerra mondiale e progettate da Alexei Sudaëv come armi da difesa, per i carristi o reparti di pattuglia[2].

I vari PPS furono usati intensivamente dall’Armata Rossa durante la Seconda guerra mondiale e furono in seguito adottati da svariati paesi del Patto di Varsavia, oltre che da alcuni paesi dell’Africa e dell’Asia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L’arma vide la luce come alternativa compatta e semplice al simile PPSh-41, ma più economica a scapito di rateo di fuoco e peso: un’arma che potesse essere usata anche da personale non addestrato[2].

A Sudaëv venne ordinato dalla Commissione per gli Armamenti di adattare alla produzione su larga scala di uno dei due progetti presentati nel 1942 dal tenente I. K. Bezruchko-Vysotsky[3].

Nel processo, si cercò di eliminare tutti quei processi superflui, come le lavorazioni a macchina: l’arma presentava quindi una buona parte di componenti in metallo stampato. Le migliorie ridussero il tempo di lavorazione da 7,3 ore (PPSh-41) ad appena 2,7 ore; lo spreco di acciaio veniva ridotto del 50%, con una quantità totale di metallo grezzo pari a 6,2 kg (contro i 13,9 necessari in precedenza); la manodopera richiesta era sensibilmente inferiore. Secondo le stime del governo sovietico le semplificazioni avrebbero permesso un incremento della produzione mensile di mitra da 135.000 unità a ben 350.000[4].

I primi prototipi furono testati nella primavera del 1942, con grande apprezzamento dell’arma da parte degli esperti, che suggerirono tuttavia alcune modifiche volte a rafforzare la struttura dell’arma, che risultava piuttosto fragile[3]. Per luglio fu pronto anche il nuovo prototipo di Shpagin (denominato PPSh-2) che venne messo a confronto con il PPS-42 (e altri 20 prototipi di vario genere): l’arma di Sudaëv si dimostrò superiore negli aspetti più importanti, come precisione, affidabilità e scarso ingombro[5][6].

Il 28 luglio 1942, l’arma venne presentata al Comitato per la difesa nazionale per l’approvazione[4]. L’arma entrò in servizio come PPS-42[2] .

Già durante l’assedio di Leningrado erano disponibili alcuni esemplari, ma l’arma entrò in produzione su larga scala solo nei primi mesi del 1943 nell’arsenale di Sestroretsk (in cui vennero prodotte oltre 45.000 pistole mitragliatrici prima del rimpiazzo con il PPS-43[2].

Il primo lotto di armi venne presentato per le ispezioni preliminari a Andrei Zhdanov e Leonid Govorov. La produzione in massa cominciò nel 1943, e il numero ufficiale di PPS-42 prodotti fu di 46.572 esemplari. Molti vennero usati dai soldati durante l’assedio di Leningrado[4] The military trials officially took place between January and April 1943.[5].

A causa dei massicci investimenti nei macchinari per la produzione di PPSh-41, la cui produzione superava già il milione di esemplari annui, si giunse alla conclusione che non sarebbe stato intelligente interrompere del tutto la produzione dell’arma in favore dei PPS[5]. Fino alla fine del guerra vennero prodotti circa 2.000.000 di PPS-43. A causa del grande numero di pistole mitragliatrici con cui l’Unione Sovietica si ritrovò subito dopo la guerra, la produzione di PPS cessò immediatamente nel 1946[6].

Negli ultimi due anni di guerra, Sudaëv continuò i suoi “esperimenti”: sei dei suoi prototipi, tutti progettati tra il 1944 e il 1945, sono stati ritrovati nel Museo Storico dell’Artiglieria. I cambiamenti riguardano in particolare forma e peso, ma si riscontrano differenze per quanto riguardano calci in legno fissi o baionette ripiegabili[7].

Il PPS rimase in servizio nelle forze sovietiche fino alla metà degli anni ’50. Gli ultimi corpi ad abbandonarlo furono i carristi e la fanteria navale sovietica[5]. Diverse armi del periodo della Seconda guerra mondiale finirono in Cina, e furono catturate dalle forze alleate durante la Guerra di Corea[8].

Dettagli del progetto[modifica | modifica sorgente]

Immagine in sezione di un PPS-42.

Funzionamento[modifica | modifica sorgente]

I PPS erano armi automatiche a massa battente che sparavano da otturatore aperto[2]. L’otturatore cilindrico contiene anche l’estrattore a molla, con la leva di armamento saldata e solidale (reciprocante). La pressione del grilletto rilascia l’otturatore, che nel movimento in avanti estrae un colpo dal caricatore, lo inserisce in camera e lo innesca in un solo movimento.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Caricatori a confronto. PPSh (sinistra) e PPS (destra).

Il grilletto dei PPS permetteva unicamente il fuoco automatico, con una sicura che disconnette il grilletto dalle meccaniche per prevenire spari accidentali[2].

L’arma era alimentata da caricatori bifilari da 35 colpi calibro 7,65 mm Tokarev, non intercambiabili con quelli usati dal coevo PPSh-41 (allo stesso modo non potevano essere montati caricatori a tamburo)[2].

La canna dell’arma era protetta da una guardia traforata anticalore, terminante in un semplice spegnifiamma che deviava i gas verso il basso e lateralmente per ridurre il rinculo avvertito dal tiratore[2].

L’arma era dotata di calcio pieghevole, che poteva essere ripiegato sopra l’arma permettendo comunque l’azionamento dell’arma. Era presente un grip a pistola per l’azionamento ma non uno anteriore: l’alloggiamento del caricatore doveva fungere da appoggio[2].

Varianti[modifica | modifica sorgente]

Esemplare di Type 54 cinese.
  • URSS URSS PPS-42 (ППС обр.1942 г.)
  • URSS URSS PPS-43 (ППС обр.1943 г.): verso la metà del 1943 entrò in produzione la versione aggiornata del PPS-42, che prevedeva un’ancora maggiore semplicità e sicurezza[2]. La protezione per il calore era ora unita con la copertura del castello, la canna e il alcio erano stati accorciati, il meccanismo di bloccaggio del calcio era stato semplificato, la porta di espulsione spostata indietro sull’arma, l’alloggiamento per il caricatore dotato di un angolo maggiore per favorire l’ingresso dei colpi nell’arma e un sistema di bloccaggio grilletto era stato inserito per prevenire spari accidentali in caso di urti[2].
  • Finlandia KP m/44: variante prodotta in Finlandia, camerato per il 9 mm Parabellum, poteva essere usata con i caricatori del Carl Gustav M/45 o del Suomi M/31[2].
  • Polonia 7.62 mm pm wz.43: copia prodotta su licenza in Polonia a partire dal 1948.
  • Polonia PPS wz. 1943/1952: versione polacca modificata del PPS-43 con calcio in legno non ripiegabile[9]. La modifica era volta migliorare le prestazioni dell’arma, ma il leggero incremento in precisione si manifestò a discapito di leggerezza e comodità, rendendo l’arma complessivamente inferiore all’originale.
  • Cina Type 54: copia cinese prodotta su licenza[2].
  • Germania Nel 1953, la Repubblica Federale di Germania adottò l’arma spagnola DUX-53 (e il suo miglioramento DUX-59), copia del PPS-43 sovietico per tramite del finnico M/44.
  • VietnamIl K-50M vietnamita prendeva in prestito diverse soluzioni del PPS-43 sovietico.
  • BulgariaLa mitragliatrice bulgara denominata M53 è risultata dall’unione delle caratteristiche del PPS-43 e PPSh-41.
  • PoloniaNel 2010 la Pioneer Arms di Radom (Polonia) ha avviato la produzione di una replica semiautomatica dell’arma, denominata PPS-43(c). L’arma è operata (in modo che sia legale) da otturatore chiuso.

Utilizzatori[modifica | modifica sorgente]

  • Albania Albania
  • Cambogia Cambogia
  • Cina Cina
  • Guinea-Bissau Guinea-Bissau
  • Bulgaria Bulgaria
  • Indonesia Indonesia
  • Liberia Liberia
  • Mongolia Mongolia
  • Corea del Nord Corea del Nord[10]
  • Polonia Polonia[9]
  • São Tomé e Príncipe São Tomé e Príncipe[11]
  • URSS Unione Sovietica
  • Flag of South-West Africa People's Organisation.svg South-West Africa People's Organisation[12]
  • Germania Germania Germania Nazista: gli esemplari catturati venivano riconvertiti e denominati Maschinenpistole 719(r).
  • Vietnam del Nord Vietnam del Nord
  • Ucraina Ucraina: arma da fianco usata dalle forze del Ministero degli Affari Interni[13].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://world.guns.ru/smg/rus/ppp-43-e.html
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m (PL) Woźniak, Ryszard (ed.): Encyklopedia najnowszej broni palnej—tom 3 M-P, page 272. Bellona, 2001.
  3. ^ a b Юрий Александрович Нацваладзе, "ППС-43". Ружье. Оружие и амуниция, 1997/2 (Web transcriptions of the article: [1][2]) (RU)
  4. ^ a b c Давид Болотин, История советского стрелкового оружия и патронов, Полигон, 1995, pp. 119-120. ISBN 5-85503-072-5. (RU)
  5. ^ a b c d Сергей Монетчиков. Русские оружейники: Жизнь, оборвавшаяся на взлете "Братишка", October 2002 issue
  6. ^ a b Юрий Пономарёв, ППС, Kalashnikov magazine 2001/2, pp. 10-16
  7. ^ Ю.А.Нацваладзе (1988) Оружие победы. Коллекция стрелкового оружия системы А.И. Судаева в собрании музея, Военно-исторического ордена Красной Звезды музея артиллерии, инженерных войск и войск связи (Military Historical Museum of Artillery, Engineers and Signal Corps), pp. 43-50
  8. ^ PPS 43 submachine-gun (FIR 6123) at the Imperial War Museum
  9. ^ a b Woźniak, 273
  10. ^ http://www.fas.org/nuke/guide/dprk/nkor.pdf
  11. ^ Richard Jones, Jane's Infantry Weapons 2009-2010, Jane's Information Group, 2009, p. 902. ISBN 0-7106-2869-2.
  12. ^ http://www.militaryphotos.net/forums/showthread.php?144590-A-couple-of-questions-about-the-Polish-PPS-wz-1943-1952-submachine-gun
  13. ^ Игорь Яценко. Железяку на пузяку // «Солдат удачи», № 6, 1996. стр.40-42

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Edward Clinton Ezell, The AK47 Story: Evolution of the Kalashnikov Weapons, Harrisburg, PA, Stackpole Books, 1986. ISBN 978-0-8117-0916-3.
  • (PL) Ryszard Woźniak, Encyklopedia najnowszej broni palnej—tom 3 M-P, Warsaw, Poland, Bellona, 2001. ISBN 83-11-09149-8.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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