M1 Garand
| M1 Garand | |
|---|---|
| Tipo | fucile semi-automatico |
| Origine | |
| Impiego | |
| Utilizzatori | Esercito Americano |
| Conflitti | seconda guerra mondiale, Guerra di Corea |
| Produzione | |
| Progettista | John C. Garand |
| Date di produzione | 1936 |
| Numero prodotto | circa 5,4 milioni |
| Varianti | M1C/D fucile da cecchino |
| Descrizione | |
| Peso | 4,3 kg |
| Lunghezza | 1 100 mm |
| Lunghezza canna | 610 mm |
| Calibro | 7,62 mm |
| Tipo di munizioni | .30-06 Springfield (7.62 x 63 mm), .276 Pedersen, 7,62 × 51 mm NATO |
| Azionamento | a recupero di gas |
| Cadenza di tiro | Semi-automatico |
| Velocità alla volata | 865 m/s |
| Tiro utile | 500 m |
| Alimentazione | clip da 8-colpi "en-bloc" (.30-06); clip da 10 colpi "en-bloc" (.276 Pedersen) |
| Organi di mira | diottra regolabile in brandeggio e distanza (tacche da 10 mt) e mirino fisso |
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L'M1 Garand, il cui nome originale in produzione era United States Rifle, Caliber .30, M1, è stato il primo fucile militare semiautomatico a presa di gas (ovvero con i gas di sparo che vengono recuperati per riarmare l'otturatore e ricaricare) ad essere consegnato in servizio per la fanteria nella U.S. Army. Costruito inizialmente dalla Springfield Armory andò a rimpiazzare ufficialmente lo Springfield M1903 come fucile d'ordinanza standard nel 1936, e a sua volta venne sostituito dall'M14 (derivato dall'M1) nel 1957. Il fucile M1 è stato usato massicciamente nella seconda guerra mondiale, nella guerra di Corea e, più limitatamente, nella guerra del Vietnam. Divenuto il fucile d'ordinanza del soldato americano, diede ottima prova in tutti i teatri di guerra e si guadagnò la fama di arma efficiente, robusta e precisa. Non era comunque esente da difetti: il caricatore conteneva solo 8 colpi e il sistema di caricamento dall'alto, tipo Mannlicher, era criticabile e talvolta fonte di inconvenienti.
La gran parte degli M1 prodotti furono consegnati alle truppe americane, sebbene molti siano stati ceduti ad altre nazioni e ricamerati, nel dopoguerra, nel calibro 7,62×51 mm; oggi è utilizzato da diversi drill teams ed è un'arma da fuoco civile molto popolare.
Il termine "Garand" viene pronunciato alternativamente [gûr-ǎnd'] o [gâr'-ənd], tuttavia i discendenti e gli amici stretti di John Garand, il progettista, generalmente si trovano d'accordo sulla seconda versione.
Indice |
[modifica] Storia
L'M1 venne progettato da John Garand, della Springfield Armory, nel 1924, ed affinato durante gli anni venti e trenta. Sebbene facesse parte della dotazione ufficiale già dal 1932, non entrò in servizio fino al 1936, e solo grazie a una decisione del Generale Douglas MacArthur. Il primo modello di produzione venne testato con successo il 21 luglio 1937.[1]
La Springfield Armory produsse modeste quantità di M1 Garand nei tardi anni trenta, e via via in numeri crescenti tra il 1940 e la fine del 1945. Inoltre, per soddisfare la grande richiesta di armi in Europa per via della seconda guerra mondiale, tra il 1941 e il 1945 venne prodotto anche dalla Winchester Repeating Arms Company (New Haven, Connecticut).
Anche se l' M1 Garand sostituì lo Springfield 1903, quest'ultimo non scomparve completamente dall'armamento militare americano, principalmente perché veniva usato come ottimo fucile di precisione, per la sua robustezza e potenza. Garand e Springfield continuarono a convivere fino alle prime fasi della Guerra del Vietnam, quando lo Springfield fu sostituito del tutto da fucili di precisione migliori e il Garand cominciò ad essere ceduto agli alleati degli americani nelle versioni ricalibrate in 7,62x51mm NATO.
Il generale G.S.Patton lo definì la migliore arma da combattimento fornita a un fante, riferendosi alla sua velocità di fuoco unita a potenza, precisione e semplicità di manutenzione.
[modifica] Specifiche
È sottile e ben bilanciato, il calibro è 0.30 pollici (7,62x63 mm), mentre 06 si riferisce all'anno di adozione della munizione in quel calibro (1906) ha una lunghezza di 110,7 cm, pesa 4,3 kg, il caricatore bifilare contiene 8 cartucce, il proiettile ha una velocità iniziale di 855 m/s. Gli accessori principali sono la baionetta e un tromboncino lancia bombe che si innestano sulla canna. Esiste anche un modello speciale, modificato per tiratori scelti, prodotto in piccole quantità in due versioni successive denominate M1C – M1D. Secondo molti fu il fucile che vinse la guerra perché a differenza dei Kar 98k tedeschi, gli M1 americani potevano sparare 8 colpi in modalità semiautomatica (sparavano un colpo alla volta, ma senza bisogno di ricaricare manualmente, quindi si potevano sparare fino a 8 colpi in rapida successione).
Quello che causava qualche preoccupazione era che se c'era ancora qualche colpo nel caricatore, l'arma non poteva essere ricaricata in modo normale; l'arma doveva essere vuota per essere automaticamente predisposta per essere ricaricata. La mancata vista dell'emissione della clip esaurita poteva compromettere tentativi di fuoco.
Un problema minore derivava dal fatto che, esauriti i colpi, il fucile emetteva un forte rumore metallico, dovuto all'espulsione del clip, lasciando intendere al nemico che il fucile andava ricaricato. Durante la seconda guerra mondiale si diffuse infatti la leggenda che i soldati giapponesi, dopo aver attaccato una pattuglia di americani, si nascondevano nella giungla e aspettavano quel rumore per attaccare di nuovo. (In realtà pare molto difficile che i soldati nemici riuscissero a sentire il rumore dell'espulsione del clip nella confusione di uno scontro a fuoco e questa sembra più che altro una notizia falsa diffusa dai detrattori dell'arma).
In ogni caso era possibile estrarre un caricatore parzialmente utilizzato (cosa molto utile in situazioni di cecchinaggio o simili) aprendo il castello manualmente (azionando l'asta di caricamento all'indietro) ed azionando il pulsante del meccanismo di ritenzione della clip posto sulla sinistra del castello.
L'unico problema derivante dall'espulsione del caricatore è che un soldato non molto addestrato può mettere il pollice in una posizione non corretta e ferirselo durante le operazioni di caricamento. Infatti l'otturatore potrebbe chiudersi (se l'asta di caricamento fosse rilasciata di scatto) mentre ancora si trattiene in posizione il caricatore nella sua sede.
Quando l'arma era ancora in dotazione all'Esercito Italiano le operazioni di sorveglianza, prevedevano di utilizzare il Garand senza il colpo in canna. Per questo motivo, al momento del caricamento, veniva sottratta una cartuccia al caricatore da otto e durante il caricamento, si accompagnava la chiusura dell'otturatore evitando che questo, nel chiudersi, portasse nella camera il primo proiettile. Questa operazione, dopo gli inevitabili problemi iniziali, dava confidenza nel caricamento del caricatore e nella gestione dell'otturatore.
[modifica] Il Garand giapponese
Nel corso della seconda guerra mondiale le truppe nipponiche richiesero con insistenza un fucile semiautomatico col quale contrastare l'M1 Garand dei soldati americani; nel 1945 la Marina imperiale fece realizzare alcune copie leggermente modificate del Garand camerate per la cartuccia da 7,7 mm. Quest'arma, chiamata Tipo 5, usava un caricatore da 10 colpi che si riempiva con due lastrine da 5 al posto del pacchetto bifilare da 8 colpi dell'M1 originale; la messa a punto di questo fucile trovò un ostacolo pressoché insormontabile nella qualità scadente dei materiali disponibili e nelle difficoltà causate dal disastroso evolversi del conflitto, alla fine del quale non ne erano stati realizzati più di una ventina di esemplari.
[modifica] Il Garand in Italia
Negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale l'Italia adottò il fucile M1 Garand, che ricevette la denominazione di Modello 51 (veniva usato come fucile sia di addestramento che di battaglia dalle truppe regolari dell'Esercito) e che in un primo momento fu fornito dagli USA, ma in seguito venne prodotto in Italia su licenza americana. La costruzione dei Garand fu affidata alla Beretta ed alla Breda Meccanica Bresciana, ma diversi altri subcontraenti fornirono parti di ricambio, onde consentire alle imprese commissionarie di mantenere gli elevati livelli produttivi richiesti dalle forze armate italiane e, in un secondo momento, anche da quelle danesi ed indonesiane, che ritennero vantaggioso, sia sul piano economico sia su quello qualitativo, approvvigionarsi in Italia piuttosto che negli Stati Uniti. Il Garand rimase in servizio presso l'Esercito italiano fino agli anni novanta del secolo scorso.
[modifica] Altri progetti
[modifica] Note
- ^ (EN)M1 Garand su Olive-Drab.com. URL consultato il 29-09-2009.
[modifica] Voci correlate
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