Carabina

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Carabina dei corazzieri austriaci - XVII secolo.
Moderna carabina da caccia

Una carabina è un'arma da fuoco simile[1] ad un fucile o ad un moschetto, ma relativamente più corta e meno potente di un fucile. Il termine carabina deriva dalla parola araba karab, arma da fuoco più il diminutivo "ina", nel senso di piccolo. Questo tipo di arma venne ideato sul finire del XVI secolo per venire incontro ai bisogni dei soldati a cavallo: dragoni e carabinieri.

Molte delle carabine derivano da fucili accorciati, dotati della stessa munizione, sebbene di solito con una velocità di uscita del proiettile più bassa. In altri casi, la carabina e il fucile d'ordinanza di un particolare paese in un determinato periodo sono armi dal design completamente differente[non chiaro: perché tale paragone?], con una meccanica interna o con una munizione dissimile (malgrado per carabina si intenda sempre, in comparazione, un'arma più corta o meno potente del fucile). Bisogna notare però che l'accezione moderna del termine indica una qualsiasi arma lunga a canna rigata, senza tenere in considerazione la lunghezza della canna stessa.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Origini[modifica | modifica sorgente]

Manuale Drill per archibugieri a cavallo - 1616.

Nel corso del XVI secolo, mentre si diffondeva capillarmente tra le forze di fanteria l'uso dell'archibugio (v. lanzichenecchi e tercios), anche la cavalleria approcciava all'uso delle armi da fuoco. L'invenzione del meccanismo di accensione basato sull'acciarino a ruota, invece che miccia, garantì al soldato a cavallo un sistema di caricamento più rapido e la concreta possibilità di utilizzare un'arma da fuoco. Il sistema a miccia infatti richeideva di tenere la miccia sempre accesa (infastidendo spesso il cavallo), non permettendo il fuoco improvviso e richiedendo che la miccia non giungesse mai per sbaglio in contatto con la polvere. Il sistema a ruota (e poi con una normale pietra focaia su un cane) permetteva invece il fuoco immediato premendo il grilletto (quindi era pratico anche in imboscate, dove il fumo degli archibugi era spesso traditore), o anche in condizioni di grande umidita. Ma soprattutto non avendo la miccia non rischiava di spegnerla durante una cavalcata ad alta velocità o durante il guado di un corso d'acqua. Era però notevolmente più costoso, adatto ad un corpo d'élite e di pregio come la cavalleria.

Le prime forme di pistola (v. pistola a ruota e petrinale) vennero appunto sviluppate per le nuove forze di cavalleria pesante (pistolieri, o Swarze Reiter, e corazzieri), cui poi si affiancarono, nel XVII secolo, corpi di archibugieri a cavallo (v. harquebusier). L'abbondante utilizzo di fucilieri montati da parte di strateghi di successo come Oliver Cromwell e Gustavo II Adolfo di Svezia impose, nel Seicento, lo sviluppo di una nuova arma da fuoco, meno ingombrante dell'archibugio e del moschetto ma più pratica del petrinale. Fu in questo contesto che venne sviluppata la carabina.

Il nome "carabina" pare derivi dai carabinieri[senza fonte], la prima tipologia di truppa ad utilizzare in pianta stabile questo tipo di arma da fuoco. Il vocabolo in lingua francese carabin indicava il soldato armato di moschetto: etimologicamente, la parola potrebbe essere derivata dall'arabo karab ("arma da fuoco").

I primi modelli di carabina erano meno potenti e meno precisi dei più lunghi archibugi e moschetti, questo a causa degli inadatti organi di mira e della canna più corta. Le dimensioni totali della carabina non avrebbero dovuto idealmente superare, in lunghezza, quelle della sciabola inguainata. Entrambe le armi venivano assicurate alla sella con l'impugnatura rivolta verso l'alto.

Il XIX secolo[modifica | modifica sorgente]

Una carabina a leva Winchester mod. 1873

Nel corso del XIX secolo le carabine venivano sviluppate indipendentemente rispetto ai fucili destinati alla fanteria. Questa netta distinzione aveva come immediato difetto un problema di munizionamento. L’avanzamento tecnologico imposto dai continui conflitti tra potenze europee nel corso dell'Ottocento, spinse ben presto verso un superamento di questi limiti. Molto interessante in questo senso la Carabina Spencer, sviluppata negli Stati Uniti d'America durante la Guerra di Secessione: un'arma a leva con caricatore a sette colpi nel calcio espressamente disegnata per le forze di cavalleria. Nel tardo 19° secolo divenne comune per gli armaioli intensificare la produzione di armi lunghe sia in formato fucile che in formato carabina. Il passo successivo fu la geniale trovata dei progettisti Winchester di realizzare armi a canna lunga capaci di ospitare le medesime cartucce utilizzate dai revolver prodotti dalla compagnia: la celebre carabina Winchester, sviluppata pare dal modello della Volcanic di Horace Smith, si rivelò arma affidabile e versatile per i cowboys e gli esploratori impegnati nella colonizzazione del Far West, finendo con il venire prodotta in diverse varianti.

L'invenzione della polvere infume, nel 1884, permise di compiere il passo definitivo per colmare il divario di prestazioni tra la carabina ed il fucile. Ormai un'arma affidabile e potete ma più leggera e maneggevole rispetto ad un fucile, la carabina iniziò ad essere utilizzata non solo dalle forze di cavalleria.

Il XX secolo: Prima e Seconda Guerra Mondiale[modifica | modifica sorgente]

Carabina italiana Carcano Mod. 91 per le truppe speciali
Lee-Enfield No. 5 Mk I "Jungle Carbine" con munizionamento calibro .303.

Concomitantemente con la crisi della cavalleria durante la prima guerra mondiale, il drastico riscontro delle dure condizioni di lotta nelle trincee convinse i fabbricanti d'armi di un po' tutto il mondo a rivedere il loro approccio al design dei fucili. Già durante il primo conflitto mondiale, alcuni dei belligeranti ordinarono la riduzione di alcuni fucili d'ordinanza, armando le loro truppe di fanteria, normalmente dei reparti speciali, con carabine. L'Esercito italiano ordinò la modifica del fucile Carcano Mod. 91, ottenendo una carabina per le forze speciali.

Nelle decadi del Primo Dopoguerra, gli eserciti di tutto il mondo modificarono il loro approccio alle dimensioni dei fucili, optando per armi dalle dimensioni più contenute. La carabina, sino a quel momento arma destinata alla cavalleria, si vide riconfigurata come arma di fanteria proprio in virtù della sua maggior maneggevolezza e praticità.

L'Unione Sovietica ridusse il Mosin-Nagant (пехотная винтовка образца 1891-гo года in lingua russa), "storico" fucile dell'Impero russo, passando da una canna lunga 80 cm ad una di 73 cm prima (1930) e 51 poi (1938) per la Carabina M1938 (Karabin obrazets 1938-ogo goda). La Germania ridusse la lunghezza della canna del fucile d'ordinanza prussiano, il Mauser Model 98, da 74 cm a 60 cm, realizzando la Mauser Karabiner 98k (K98k o Karabiner Kurz) nel 1935.

Negli Stati Uniti d'America il vecchio Springfield M1903 aveva la medesima canna del M1 Garand utilizzato durante la seconda guerra mondiale, 61 cm, ma si trattava di un'arma che agli inizia del XX secolo aveva destato scalpore proprio per le sue ridotte dimensioni. Rispetto al Garand, la Carabina M1 era significativamente più piccola e leggera, con una canna di 457 mm, e dotata di munizionamento differente. Si trattava cioè di due armi ben distinte.

Il Regno Unito sviluppò una Jungle Carbine partendo dal fucile d'ordinanza Lee-Enfield, con una canna più corta, spegnifiamma flash e modifiche di produzione progettate per ridurre il peso del fucile. Chiamato ufficialmente "Fucile No. 5 Mk I", apparve nei mesi finali del secondo conflitto mondiale ma non venne di fatto utilizzato prima della Guerra di Korea, della Rivolta Mau Mau e dell'Emergenza del Malayan.

Steyr AUG rifle.
Steyr AUG carbine - il passaggio dal fucile alla carabina si realizza con una modifica nella lunghezza della canna.

Diffusione ed Uso[modifica | modifica sorgente]

Esistono carabine ad aria compressa, che non necessitano di porto d'armi: è il caso della Baikal IZH 61.

Esistono altri tipi di carabine utilizzate per il Soft Air, queste armi sono ad aria compressa e, per regolamento, i proiettili non devono superare 1 Joule di energia all'uscita della canna. In commercio si trovano anche le carabine, sempre ad aria compressa, con potenze molto maggiori, basta pensare che nelle armi con 1 Joule di energia il pallino (proiettile in plastica usato nelle armi ad aria compressa di bassa potenza) percorre all'incirca 82 m/s e sono di libera vendita, nelle armi più potenti può arrivare ad una energia di 7,5 Joule di velocità a 170 m/s sul vivo di volata, quest'ultime sono dotate di proiettili in piombo da circa 0,50 g e possono provocare seri danni a qualsiasi essere vivente che si presenti in traiettoria di tiro. Queste armi ritenute nella loro categoria di modesta capacità offensiva sono esclusivamente per uso ludico/sportivo e l'acquisto è consentito solo a maggiorenni e senza la necessità di una licenza di porto di armi, ma solo la registrazione della vendita da parte del commerciante sul registro di carico e scarico del negozio.

M4 Carbine (alto) e sub-carbine Close Quarters Battle Receiver (basso).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il fucile ha una lunghezza maggiore di 1060 mm, la carabina va da 1060 mm a 951 mm, infine il moschetto è lungo fino a 950 mm.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Peterson H., Armi da Fuoco nei Secoli, Milano, Mondadori, 1964
  • Cadiou R., Alphonse R., Armi da Fuoco, Milano, Mondadori, 1978
  • Musciarelli L., Dizionario delle Armi, Milano, Oscar Mondadori, 1978