Lee-Enfield

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Short Magazine Lee-Enfield (SMLE) No.1 Mk III
Un No. 1 Mk III, notare la cassa di legno che continua fino alla Volata
Un No. 1 Mk III, notare la cassa di legno che continua fino alla Volata
Tipo Fucile d'ordinanza ad otturatore girevole-scorrevole
Origine Regno Unito Regno Unito
Impiego
Utilizzatori Impero Britannico - Gran Bretagna - India Australia Canada Egitto Sudan Kenya Nigeria Sudafrica Malesia Iraq Siria Yemen Cipro Malta ed altri paesi del Commonwealth
Conflitti prima guerra mondiale, seconda guerra mondiale, varie guerre coloniali, altri
Produzione
Progettista James Paris Lee, RSAF Enfield
Date di produzione 1907-???
Numero prodotto più di 7 milioni
Varianti SMLE Mk III*, Mk III* (HT) Telescopic Sighted Sniper Rifle, Mk III* Grenade-Launching Rifle
Descrizione
Peso 3,9 kg (scarico)
Lunghezza 1130 mm
Lunghezza canna 640 mm
Calibro .303 British
Tipo munizioni .303 Mk VII SAA Ball
Azionamento Ad otturatore girevole-scorrevole
Cadenza di tiro 20-30 al minuto
Velocità alla volata 740 m/s
Tiro utile 500 m
Alimentazione Caricatore integrale da 10 colpi, alimentato tramite due stripper clip da 5 colpi
Organi di mira Alzo regolabile posteriore con correzione laterale (windage knob), alzo per lunga distanza (volley sight), diottria da combattimento fissa

Modern Firearm.ru

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Il Lee-Enfield è stata un'arma di ordinanza della fanteria britannica per più di mezzo secolo, dal 1895 al 1956. Ha avuto larga diffusione durante la prima e la seconda guerra mondiale, dovuta al fatto che venne utilizzata da quasi tutti i paesi del Commonwealth e delle colonie britanniche. Il Lee-Enfield era un fucile di tipo bolt-action con il classico calibro .303 inglese ed una capacità di 10 munizioni, in due caricatori separati da 5 colpi. Tuttora è utilizzato in servizio in molte parti dell'ex impero britannico. La sua produzione totale, di oltre 17 milioni nei differenti modelli, è una delle più ingenti nella storia delle armi bolt-action, seconda solo al russo Mosin-Nagant.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il Lee-Enfield derivava dai primi Lee-Metford, un fucile a polvere nera dalla meccanica quasi identica. Il suo meccanismo di azione migliorava di molto i precedenti design bolt-action ed era in qualche modo superiore all'azione dei fucili Mauser, in quanto era più facile e veloce da ricaricare.

A seguito dei primi esperimenti con polvere senza fumo, si decise di adottare in nuovo sistema di rigatura della canna progettato dalla Royal Small Arms Factory (RSAF Enfield), in quanto il vecchio sistema di Metford si tendeva a consumare per il maggiore calore e la maggiore pressione.

Il nuovo fucile fu introdotto nel novembre 1895 con il nome completo di .303 calibre, Rifle, Magazine, Lee-Enfield o più semplicemente Magazine Lee-Enfield (MLE). L'anno successivo fu introdotta una versione più corta con il nome di Lee-Enfield Cavalry Carbine Mk I (LEC) con la canna di 538 mm contro i 767 mm della versione "lunga". Entrambe vennero leggermente modificate nel 1899, diventando Mk I*.

Short Magazine Lee-Enfield (SMLE)[modifica | modifica sorgente]

Nel 1 gennaio 1904 venne introdotta una ulteriore versione dell'originale MLE con il nome di Rifle, Short, Magazine, Lee-Enfield o SMLE (pronunciato a volte come "smelly", "puzzolente"). La lunghezza della canna diventava di 640 mm, una via di mezzo tra quella della carabina LEC e del MLE. Il nuovo fucile incorporava il sistema a caricatore.

Successive modifiche (mirino posteriore semplificato, guida del caricamento fissa, piccole modifiche al caricatore) portarono nel 1907 allo SMLE Mk III, una delle versioni più utilizzate del Lee-Enfield. Diversi altri modelli, come il Magazine Lee-Enfield (MLE), Magazine Lee-Metford (MLM) e gli altri SMLE, vennero modificati per il nuovo standard Mk III e vennero designati Mk IV Cond., con vari asterischi a identificare i sottotipi.

Durante la prima guerra mondiale lo standard SMLE Mk III si dimostrò troppo complesso per la produzione di massa e si cercarono varie semplificazioni. Nel 1916 fu introdotto l'Mk III*, che incorporava diverse modifiche, tra cui le più importanti l'eliminazione della lamella per il caricamento singolo (cutoff) e del meccanismo di correzione laterale del tiro (windage knob) e una differente diottria per il tiro a lunga distanza. Lo SMLE Mk III* fu impiegato fino a tutta la seconda guerra mondiale, soprattutto in Nord Africa, nel Pacifico e in Birmania. L'esercito australiano e quello indiano mantennero lo SMLE Mk III* come fucile di ordinanza durante tutta la guerra per la familiarità dei propri soldati con quel modello e per facilitarne la produzione.

Nel 1926 l'esercito britannico modificò la classificazione delle armi e lo SMLE acquisì il nuovo nome di Rifle No. 1 Mk III. Gli originali MLE e LEC vennero dismessi in quanto obsoleti, insieme con i primi modelli di SMLE. Molti Mk III e Mk III* vennero ricamerati in .22 rimfire ed utilizzati per l'addestramento con il nome di Rifle No. 2.

Il design dello SMLE era abbastanza dispendioso in produzione a causa delle numerose operazioni meccaniche necessarie per la realizzazione. Negli anni venti furono portati avanti numerosi esperimenti per risolvere questo problema e ridurre la complessità delle parti, che portarono al progetto dello SMLE Mk V (in seguito conosciuto come Rifle No.1 Mk V), ma si rivelò un fallimento in quanto addirittura più dispendioso da produrre del vecchio Mk III. Il Rifle No.1 Mk VI introdusse invece una "canna flottante", non saldamente connessa al corpo, ma il modello venne prodotto in piccoli numeri.

Fucili SMLE furono utilizzati anche dal Portogallo. In Italia, dopo il termine della seconda guerra mondiale, alcuni No.1 Mk III vennero convertiti in calibro .22 e dotati di versioni modificate del receiver, dello zoccolo del mirino e del bocchino. Tutto ciò aveva lo scopo di creare una versione del fucile adatta ad addestrare i fanti nell'impiego del più moderno M1 Garand.

P13/P14/M1917 Enfield[modifica | modifica sorgente]

Il Pattern 14
L'Enfield M1917

Durante la Seconda Guerra Boera i soldati dell'Impero Britannico si confrontarono con il fuoco a lungo raggio molto preciso dei Mauser da 8 mm. Nel 1910 svilupparono un fucile calibro.276 (Pattern 13 o P13) prendendo a modello il fucile canadese Ross, ma lo scoppio della guerra ne impedì la produzione.[1] Adottando lo stesso meccanismo di fuoco ma impiegando le munizioni .303 si ottenne il Pattern 14 (P14), ma la mancanza di una adeguata capacità produttiva (il produttore iniziale dei P14, la Vickers, ne riuscì a costruire solo in piccolo numero e la produzione venne commissionata a stabilimenti americani) e la ragionevole avversione nel cambiare la dotazione della fanteria nel mezzo della guerra furono ragioni valide per non escluderlo dal diventare un valido rimpiazzo dello SMLE. Il modello fu invece utilizzato con successo come fucile da cecchino e come dotazione per le riserve, mentre alle truppe regolari giunsero solo in piccolo numero. Quando gli Stati Uniti entrarono in guerra, il P14 venne standardizzato e modificato ed entrò in produzione col nome di M1917 Enfield (anche chiamato P17) dopo essere stato ricamerato per la munizione 30.06. Il P17 ebbe un largo utilizzo da parte degli americani, sorpassando nettamente l'M1903 in numero di modelli prodotti. Prima e durante la seconda guerra mondiale il P14 venne adoperato dagli inglesi nelle retroguardie, mentre all'interno del programma Lend-Lease gli americani spedirono numerosi M1917 agli alleati britannici che, però, a causa della differente munizione, ne fecero scarso uso.

Rifle No.4 e No. 5[modifica | modifica sorgente]

Rifle No.4 Mk I[modifica | modifica sorgente]

Lee-Enfield No. 4 Mk I
Un No. 4 Mk I, notare che il calcio è più corto e la cassa finisce un po' prima della volata
Un No. 4 Mk I, notare che il calcio è più corto e la cassa finisce un po' prima della volata
Tipo Fucile d'ordinanza ad otturatore girevole-scorrevole
Origine Regno Unito Regno Unito
Impiego
Utilizzatori Gran Bretagna - Vari paesi del Commonwealth
Conflitti seconda guerra mondiale, guerra di Corea, varie guerre coloniali, altri
Produzione
Progettista RSAF Enfield
Date di produzione 1941-1955
Numero prodotto circa 5 milioni
Varianti No 4 Mk I*, No 4 Mk II, No 4 Mk I (T) Telescopic Sighted Sniper Rifle
Descrizione
Peso 4,7 kg (scarico)
Lunghezza 1130 mm (senza baionetta)
Lunghezza canna 640 mm
Calibro .303 British
Tipo munizioni .303 Mk VII SAA Ball
Azionamento Ad otturatore girevole-scorrevole
Cadenza di tiro 20-30 al minuto
Velocità alla volata 774 m/s
Tiro utile superiore ai 600 m
Alimentazione Caricatore integrale da 10 colpi, alimentato tramite due stripper clip da 5 colpi
Organi di mira alzo regolabile posteriore, diottria da combattimento fissa

Modern Firearm.ru[2]

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Alla fine degli anni trenta crebbe la necessità di nuovi modelli e nel 1939 venne adottato il Rifle, No. 4 Mk I, anche se la produzione di massa non partì fino al 1941. Il No.4 era simile al No. 1 Mk VI, ma più leggero, più robusto e, cosa molto importante, più facile da produrre.

A differenza dello SMLE, la canna del No. 4 si protendeva in maniera più decisa dal corpo del fucile e fu progettata una nuova baionetta. Il risultato (una baionetta a punta) era essenzialmente una bacchetta in acciaio con la punta acuminata e fu soprannominata "pigsticker" ("infilza-maiali") dai soldati. Verso la fine della seconda guerra mondiale, tuttavia, fu sviluppata una baionetta a lama per il No.4.

Durante il corso della guerra, il fucile No.4 fu ulteriormente semplificato per esigenze di produzione di massa, portando al design No.4 Mk I*. Venne prodotto solamente nel Nord America.

Rifle No.4 Mk 2 e varianti da cecchino[modifica | modifica sorgente]

Negli anni successivi alla seconda guerra mondiale, gli inglesi progettarono il Rifle No. 4 Mk 2 (dal 1944 nelle designazioni ufficiali i numeri romani vennero sostituiti dai numeri arabi), una versione rifinita e perfezionata. I vecchi modelli vennero ricondizionati nel rispetto delle nuove specifiche: il No. 4 Mk I venne rinominato No. 4 Mk I/2 mentre il No.4 Mk I* prese il nome di No. 4 Mk I/3.

Sia il No. 4 che il No. 5 servirono in Corea (come lo SMLE Mk III*, tuttavia soprattutto nelle truppe australiane).

Durante entrambe le Guerra Mondiali e la Guerra di Corea, un certo numero di Lee-Enfield vennero modificati per ospitare le ottiche da cecchino. Gli australiani modificarono all'incirca 500 Lithgow SMLE Mk III* aggiungendo una nuova canna ad alta penetrazione, un poggiaguancia e una ottica telescopica (SMLE Mk III* HT, dove HT sta per "Heavy barrel, Telescopic Sight" ovvero "Canna pesante, Mirino telescopico"), che servirono nella Prima e seconda guerra mondiale, in Corea e nella Malesia. Gli inglesi ed i canadesi, invece, modificarono il fucile No.4 Mk I aggiungendo un poggiaguancia e un'ottica telescopica, creando il No. 4 Mk I (T), che rimase in servizio fino alla fine degli anni sessanta, ben dentro l'era dei 7.62x51 mm NATO. Il Lee-Enfield venne rimpiazzato in servizio nel 1955 dal L1A1 SLR, un derivato del FN FAL, sebbene il Lee-Enfield continuò per molti anni ad essere utilizzato come arma da esercitazione e da addestramento.

Rifle No. 5 Mk 1 "Jungle Carbine"[modifica | modifica sorgente]

Durante la seconda guerra mondiale l'esigenza di un fucile più corto e meno pesante per l'utilizzo nelle giungle dell'Estremo Oriente portò allo sviluppo del Rifle, No. 5 Mk I (altrimenti conosciuto come "Jungle Carbine", ovvero "Carabina da giungla"). Il design risultante fu un fucile di 130 mm più corto e di 907 g più leggero, attraverso l'alleggerimento del corpo, e fu aggiunto un soppressore di fiammata. La pallottola da.303, a dispetto del poggiaspalla in gomma, produceva troppo rinculo per un fucile così leggero, e quindi questo modello non diventò mai popolare tra le truppe.

Una versione sperimentale australiana della Jungle Carbine, chiamata Rifle, No. 6, Mk I, fu inoltre sviluppata partendo dallo SMLE Mk III* (al contrario del fucile No. 5 Mk I che uso come base il No. 4 Mk I). Il No. 6 Mk I, tuttavia, non entrò mai in piena produzione ed oggigiorno gli esemplari sono molto rari e di alto valore per i collezionisti.

Rifle No.5 Mk 1 "Jungle Carbine"

Il termine "Jungle Carbine" divenne popolare durante gli anni cinquanta negli Stati Uniti da parte di un importatore di fucili in surplus, nel tentativo di incrementare le vendite di un fucile che non aveva grande mercato. Malgrado, comunque, questo termine non era in alcun modo una designazione ufficiale, le truppe del Commonwealth nei teatri del Pacifico e di Burma chiamavano confidenzialmente il No. 5 Mk I con il nome di "Jungle Carbine".

I fucili Charlton[modifica | modifica sorgente]

Nel 1941 il neozelandese Philip Charlton brevettò un congegno di sua ideazione destinato a trasformare il fucile Lee-Enfield in un'arma automatica a tiro selettivo. Data la scarsità di armi automatiche disponibili al momento, fu dato immediato inizio alla produzione per la quale furono utilizzati i vecchi Lee-Enfield Long allora disponibili; a tale fine fu realizzato uno stabilimento nella località di Hastings dove furono trasformati circa 2000 Lee-Enfield Long prima che fosse interrotta la produzione. Le armi modificate da Charlton funzionavano a recupero di gas, erano dotate di un caricatore da 30 colpi o quello da 10 del Lee-Enfield, pesavano circa 7,5 kg ed avevano una cadenza di tiro di 700 colpi al minuto. Veniva anche montata un'impugnatura a pistola.La conversione Charlton fu utilizzata anche dagli australiani, che fecero modificare i loro Lee-Enfield dalla Electrolux Company.Charlton realizzò anche una trasformazione che consentiva il funzionamento semiautomatico del fucile No.1 Mark 3*; le forze armate britanniche eseguirono dei test in merito a questo progetto, ma senza alcun esito nella produzione.

Il passaggio al 7.62x51 mm NATO[modifica | modifica sorgente]

Truppe indiane armate con l'Enfield

Durante gli anni sessanta il Ministero della Difesa britannico ricamerò un certo numero di Lee-Enfield No. 4 al calibro 7.62x51 mm NATO all'interno di un programma di utilizzo del Lee-Enfield come arma di riserva e come fucile di emergenza per l'esercito inglese e le forze della difesa civile nel caso in cui l'Unione Sovietica e il Patto di Varsavia avesse invaso l'Europa occidentale e l'esercito britannico fosse stato carente di L1A1 SLR. I nuovi fucili acquisirono la denominazione di L8.

A seguito dei test condotti sugli L8 il governo britannico decise, però, di non convertire le scorte esistenti di No. 4 al nuovo calibro, ma solo dei fucili da cecchino No. 4 (T), portando alla creazione della serie L42A1. Questo modello continuò ad essere utilizzato come arma standard per i tiratori scelti sino agli inizi degli anni novanta, quando vennero rimpiazzati dagli Arctic L96.

Truppe malesi in esercitazione con la baionetta

La RSAF Enfield negli anni settanta produsse una serie di fucili da cecchino per l'uso da parte della polizia, gli Enfield Enforcer. Questi fucili furono prodotti in piccolo numero, rendendo questa arma molto ricercata tra i collezionisti, anche a causa della politica della polizia inglese di distruggere i quantitativi di armi non più utilizzati invece di venderli sul mercato.

Ad un certo punto, dopo la Guerra Sino-Indiana del 1962, la Ishapore Rifle Factory in India cominciò a produrre un nuovo modello di fucile conosciuto come Rifle 7.62 mm 2A, basato sugli SMLE Mk III* e ricamerati per il 7.62 mm NATO. Esternamente il fucile si presentava molto simile al classico SMLE Mk III* con l'eccezione del caricatore, più "quadrato" e contenente di solito 12 cartucce invece di 10. Internamente il fucile era prodotto con acciaio rinforzato, per contenere la maggiore pressione dei 7.62 mm NATO, mentre venne ridisegnato l'estrattore per contenere cartucce senza bordo. Dal 1965, il mirino venne ridisegnato, portandolo da 2000 m a 800 m e il fucile prese il nome di Rifle 7.62 mm 2A1.

Il Lee-Enfield ai giorni nostri[modifica | modifica sorgente]

Il Lee-Enfield è ancora utilizzato oggi dalle riserve e dalle forze di polizia in molti paesi del Commonwealth, particolarmente in Canada, dove è la dotazione principale dei Ranger, ed in India, dove è largamente utilizzato dalle riserve dell'esercito e dalla polizia. Molti Mujaheddin durante l'invasione sovietica dell'Afghanistan erano ancora armati di Lee-Enfield; il fucile è tuttora molto comune in Medio Oriente, dove i fucili bolt-action rimangono efficaci in ambienti desertici in cui la precisione dalla lunga distanza è più importante del volume di fuoco. Un discreto numero viene inoltre prodotto presso il passo Khyber, anche se la loro qualità è decisamente molto scadente.

Le foto della guerra civile in Nepal mostrano come le truppe governative, che combattono i ribelli Maoisti, sono ancora armate di SMLE Mk III/III*. I fucili Lee-Enfield vennero inoltre usati da diverse fazioni durante gli scontri dei primi del 2000 nelle Isole Salomone, sottratti dalle armerie del governo.

Nel 1997 la compagnia britannica Armalon impiegò come base il Lee-Enfield No.4 per la realizzazione della Pistol Carbine, carabina adatta all'impiego di varie munizioni progettate per le pistole.[3]

La famiglia di fucili Lee-Enfield è il più vecchio design ancora in servizio, dopo la dismissione dei Mosin-Nagant nel 1998 nel blocco sovietico: una dimostrazione del valore del progetto originale e della forte influenza che ebbe l'Impero Britannico.

Il Lee-Enfield nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Un ulteriore motivo per cui non si inizio la produzione del P13 era data dal fatto che la munizione .276 caricata a cordite a causa delle elevate velocità della palla causavano un notevole deterioramento della canna.
  2. ^ Rifle Short, Magazine, Lee-Enfield - SMLE (Great Britain). URL consultato il 23 dicembre 2012.
  3. ^ Armalon pistol carbine (Great Britain). URL consultato l'08 aprile 2014.
  4. ^ Call of Duty 3. URL consultato il 23 dicembre 2012.
  5. ^ Mummy, The. URL consultato il 2 aprile 2013.
  6. ^ Patton. URL consultato il 5 aprile 2013.
  7. ^ Bridge on the River Kwai, The. URL consultato il 6 aprile 2013.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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