Sten

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Sten
Uno Sten Mk. II
Uno Sten Mk. II
Tipo Mitra
Origine Regno Unito Regno Unito
Impiego
Utilizzatori Regno Unito, Commonwealth, Francia, Partigiani
Conflitti Seconda guerra mondiale, guerra di Corea, crisi di Suez e altri
Produzione
Progettista Royal Small Arms Factory (principale), più altri
Date di produzione 1941-???
Numero prodotto circa 4 milioni
Varianti Mk. I, II, IIS, III, IV, V, VIS
Descrizione
Peso 3,18 kg
Lunghezza 760 mm
Lunghezza canna 196 mm
Calibro 9 mm
Tipo munizioni 9 × 19 mm Parabellum
Azionamento chiusura a massa battente, molla di recupero
Cadenza di tiro ~500 colpi/min
Velocità alla volata 365 m/s
Tiro utile 50 m
Alimentazione caricatore amovibile da 32 colpi (può anche prendere il caricatore da 50 colpi dello Sterling)

Modern Firearms.ru[1]

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Lo Sten è un mitra a canna corta, che è stata in passato in dotazione ad eserciti di molti paesi, con un caricatore laterale da 32 colpi e un elementare calcio in acciaio. Fu utilizzato dalla Gran Bretagna, da molti paesi del Commonwealth, dalla Francia e da varie formazioni partigiane. In Italia i partigiani lo ricevevano dai lanci paracadutati dell'aviazione britannica.

Fu usato anche dall'esercito britannico in Africa, in contrapposizione all'MP 40.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Uno Sten Mk III

Il nome Sten unisce le iniziali dei cognomi dei suoi disegnatori (maggiore Reginald Shepherd e Harold Turpin) e Enfield, la località sede della fabbrica che lo produceva.

Il gran numero di armi perse nella battaglia di Dunkerque e il notevole allargamento che ebbe l'esercito britannico dopo l'entrata in guerra fecero aumentare notevolmente le richieste per l'americano Thompson ma, non riuscendo a riceverne a sufficienza, fu commissionata alla Royal Small Arms Factory la realizzazione di una pistola mitragliatrice semplice ed economica.

Il risultato fu un'arma composta da pochi pezzi, realizzati principalmente per stampaggio, in modo da ridurre il più possibile le saldature. I componenti venivano realizzati da piccole industrie e assemblati poi nello stabilimento di Enfield. Le versioni successive furono ulteriormente semplificate, fino a ridurre a cinque le ore di lavoro necessarie per realizzarlo.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Lo Sten era un mitra dalla meccanica semplice ed economica, dalle dimensioni ridotte e dal peso contenuto, con una discreta capienza di munizionamento. Utilizzava proiettili 9 × 19 mm Parabellum, le stesse usate dalle pistole (mitragliatrici e no) di produzione tedesca, in modo da consentire l'utilizzo anche di munizioni eventualmente reperite sul campo o requisite dai depositi e dagli arsenali nemici. Il caricatore conteneva 32 colpi posti su due file con disposizione alternata, spesso causa di malfunzionamenti a causa della semplicità con cui era realizzato il meccanismo di scorrimento dei proiettili. Oltre a questo i soldati lamentavano spesso la mancanza di precisione, dovuta all'eccessiva semplicità del sistema di mira. Il calibro, le dimensioni e la meccanica dell'arma la rendevano valida principalmente a corta distanza. Le versioni silenziate come lo Sten Mk II-S o lo Sten Mk VI, in dotazione ad esempio ai commando britannici, consentivano di esplodere non più di due o tre colpi in fuoco automatico, dopo i quali il silenziatore diventava inefficace.

Varianti[modifica | modifica sorgente]

Le varianti dello Sten, in rapporto al numero di esemplari prodotti, non furono molte.

  • Sten Mk I. Adottato nel 1941, il Mk I Ha la canna completamente protetta da un manicotto, un rompifiamma, un'astina in legno ed un'impugnatura anteriore che può essere ribaltata in avanti sotto la canna. Su quest'arma possono essere montati due diversi tipi di calcio, il Mk I costruito in profilato di acciaio con un inserto in legno nel punto di presa della mano, e il Mk II realizzato in tubo di acciaio.
  • Sten Mk I*. È una versione semplificata del Mk I, priva di rompifiamma e di astina in legno, sostituita da una scanalatura di lamiera. La maggior parte dei Mk I* sono privi dell'impugnatura anteriore in legno.
  • Sten Mk II. Differisce dal Mk I solo esteriormente. La canna e il suo manicotto sono stati accorciati; è stata modificata la forma della manetta d'armamento e semplificato il calcio, che può essere di parecchi tipi, intercambiabili tra loro. Il bocchettone del caricatore dello Sten Mk II può essere ruotato, cosicché il suo manicotto di supporto funziona come coperchio di protezione delle feritoie di alimentazione e di espulsione.
  • Sten Mk II S. È la versione provvista di silenziatore del Mk II, rispetto al quale presenta un otturatore più leggero e canna e molla di recupero accorciate. Disponibile il tiro a raffica, che però mette rapidamente fuori uso il silenziatore.
  • Sten Mk III. Il modello Mk III è probabilmente lo Sten il più economico. Castello e manicotto sono ricavati da un semplice tubo d'acciaio, al quale viene saldato il bocchettone del caricatore; la canna non è asportabile.
  • Sten Mk IV. Di quest'arma furono costruite due varianti, A e B, per un totale di circa 2000 esemplari. Il Mk IV era un'arma molto compatta, particolarmente adatta per reparti speciali. Il tipo B è dotato di un'impugnatura a pistola posta in posizione molto più avanzata del normale, mentre il tipo A ha l'impugnatura a pistola posta in posizione analoga a quella degli altri Sten, dei quali conserva anche il tipico coperchio del gruppo di scatto. Ambedue hanno canna corta, rompifiamma e calcio pieghevole.
  • Sten Mk V. È l'ultimo modello dello Sten e rimase in dotazione fino all'adozione dello Sterling Patchett nel 1953. Il Mk V ha alcune caratteristiche che non si trovano sugli Sten precedenti: impugnatura a pistola e calcio in legno, mirino con alette di protezione e canna provvista di attacco per le baionette Mk 1 e Mk II. I primi esemplari sono dotati di un'impugnatura a pistola anteriore in legno.
  • Sten Mk VI. Si tratta del Mk V con canna accorciata e dotato di silenziatore. Anche in questo caso, il tiro a raffica deteriora rapidamente il silenziatore.
  • Austen (AUstralian STEN). Variante dello Sten Mk II prodotta in Australia. Esteriormente simile allo Sten, era meccanicamente simile all'MP40 tedesco. Inoltre aveva due impugnature a pistola, una anteriore e una posteriore. Durante la seconda guerra mondiale ne furono costruiti circa 20.000 esemplari.
  • Gerät Potsdam. La Mauser produsse una copia dello Sten Mk II. Queste armi, conosciute come Gerät Potsdam, erano probabilmente destinate a qualche impiego clandestino, poiché venivano imitati anche i marchi inglesi. Un'altra copia dello Sten, l'MP 3008, destinata ad armare il Volkssturm, fu realizzata in numerose versioni.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Per un corretto utilizzo dell'arma il manuale raccomandava che l'arma fosse sorretta con la mano sinistra alla base della canna e non sul caricatore: sparando in automatico si correva infatti il rischio che il caricatore si sfilasse, interrompendo la raffica, o che si alterasse il bocchettone d'inserimento del caricatore stesso.
  • Per evitare che la molla di alimentazione forzasse troppo le cartucce nel caricatore, alcuni utilizzatori erano soliti caricare l'arma con soli 29 o 30 colpi anziché i regolari 32.
  • Per costruire uno Sten bastavano 9 dollari dell'epoca (una cifra irrisoria anche ai giorni nostri).
  • Il Monumento al partigiano di Parma immortala un partigiano con uno Sten.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ STEN submachine guns (Great Britain). URL consultato il 24 dicembre 2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Hogg I.V., Weeks J., Armi militari portatili del XX secolo, Milano, De Vecchi, 1977
  • Cadiou R., Alphonse R., Armi da Fuoco, Milano, Mondadori, 1978
  • Musciarelli L., Dizionario delle Armi, Milano, Oscar Mondadori, 1978

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