Silenziatore (armi)

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Vari tipi di silenziatore. Dall'alto in basso Uzi, M4, Heckler & Koch USP, Beretta 92FS, SIG Mosquito

Viene definito silenziatore il soppressore o moderatore di suono delle armi da fuoco.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I primi silenziatori vennero progettati all'inizio del '900 ed utilizzati negli anni immediatamente successivi (1900-1910). I primi tentativi dell'austriaco Hutfless nel 1900 e il sistema brevettato nel 1902 dal tedesco Baudisch non ebbero seguito ma furono ripresi nel 1907, e successivamente evoluti, dall'americano Hiram Percy Maxim (figlio di Hiram Stevens Maxim) che arrivò nel 1910 alla prima produzione in serie di silenziatori. Ancora più perfezionato fu il suo modello del 1915 che venne adottato dall'esercito degli stati Uniti durante la prima guerra mondiale utilizzandolo sui fucili Springfield M1903 assegnati ai tiratori scelti. La prima arma con silenziatore integrato fu progettata dall'americano Walther Westfall, un fucile che aveva la canna racchiusa in un silenziatore ad espansione.

Durante la seconda guerra mondiale ci fu una rapida evoluzione dei silenziatori, con applicazioni che andavano dalle pistole, ai fucili e ai mitra. Realizzarono silenziatori e armi corte silenziate la Beretta, la Walther, la CZ e la Nagant con il modello M1895, rara eccezione di revolver facilmente silenziabile. Nei fucili troviamo ancora lo Sprigfield nelle versioni M1903A3 e M1903A4 silenziata ed il tedesco K98k sul quale vennero applicati vari tipi di silenziatori della serie SD (SchallDämpfer). Tra i mitra è da citare particolarmente lo STEN nella versione MkIIS del 1942 prodotto in diverse migliaia di esemplari, seguito dal modello MkVI del 1943, versione silenziata del MkV.

Negli USA venne realizzata nel 1942 per l'OSS la silenziosissima pistola OSS High Standard H-DM Bell Silenced in calibro.22 LR che rimase in servizio fino al 1965. Quest'arma divenne particolarmente nota nel 1960 quando i Sovietici abbatterono l'U-2 pilotato dal Cap. Francis Gary Powers, agente della CIA, che aveva in dotazione tale arma.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Nell'utilizzo militare il silenziatore ha il duplice scopo di non allarmare l'avversario e di impedire che vengano individuate con immediatezza e precisione la direzione e la distanza da cui parte il colpo. In quest'ottica si ottiene anche l'effetto secondario di ridurre la vampa, ovvero l'emissione di luce (e fumi) e pertanto rende meno visibile il tiratore in condizioni di scarsa luminosità. Non trascurabile, per il tiratore stesso, l'eliminazione del fastidio dovuto allo sparo. Quest'ultimo aspetto, dove consentito (non in Italia), è l'unico da considerare in ambito sportivo.

Nell'immaginario comune si pensa erroneamente al sibilo con rumore pressoché nullo dei film o telefilm polizieschi e d'azione, nei quali spesso chi spara avvita un piccolo cilindro alla volata della canna.

Esempi di applicazione[modifica | modifica wikitesto]

Un'arma di calibro medio, per esempio un 9 mm come quello in dotazione alle nostre forze dell'ordine, produce un rumore di circa 140/150 dB e, per avere un termine di paragone, un martello pneumatico vicino circa 100 dB.

Per ridurre il rumore a valori ragionevoli, indicativamente ad un terzo, si devono utilizzare silenziatori con un diametro tra i 25 e 40 mm e di una lunghezza di 20/35 cm circa, ovvero ben più lunghi di una comune pistola ed evidentemente ingombranti rispetto all'arma.

Tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Il silenziatore è sostanzialmente un tubo di metallo, generalmente acciaio o alluminio, applicato alla canna e suddiviso in un numero variabile di camere di espansione separate da deflettori forati, sorta di rondelle metalliche con un foro di norma di 1 mm più largo del calibro, attraverso le quali passa il proiettile. Su questa base esistono diverse varianti, alcuni per esempio sono dotati di membrane di gomma o plastica che si richiudono al passaggio del proiettile, idonei per i piccoli calibri come il .22 oppure con deflettori mobili collegati da una molla in modo che possano assorbire l'espansione dei gas dello sparo per poi ritornare allo stato iniziale.

Silenziare un'arma non è facile: prima di tutto è necessario che il suono esca in massima parte dal vivo di volata, cioè la parte terminale della canna dalla quale fuoriesce anche il proiettile (ciò non è vero, per esempio, per le armi a tamburo), quindi come già spiegato sopra, il sistema di silenziatura deve essere dimensionato al rumore prodotto (cioè più il colpo è potente, più il silenziatore dovrà essere voluminoso o usare materiale maggiormente fonoassorbente). Occorre inoltre che la volata dell'arma permetta l'inserimento del silenziatore, in genere a vite o a baionetta. Ciò può comportare necessarie modifiche alla canna ed a volte la sostituzione della canna stessa.

Un altro dei problemi nella silenziatura di un'arma si ha nel fatto che molte cartucce sono supersoniche (superano cioè la velocità del suono) ed il rumore secco dato dal superamento del muro del suono non è silenziabile. Per ovviare a questo inconveniente fino dalla seconda guerra mondiale sono state prodotte da americani, britannici, tedeschi e sovietici, munizioni subsoniche espressamente dedicate alle armi silenziate.
Per munizione subsonica si intende un proiettile che non superi la soglia di 330 m/s:una volta raggiunta tale velocità, infatti, il proiettile infrange il muro del suono, producendo il tipico suono dello sparo.

Se l'arma in questione presenta sia un silenziatore delle dimensioni corrette che il tipo di munizione subsonica corretta, allora il rumore prodotto sarà notevolmente ridotto (da 120-150 dB a 40-70 dB). Ad esempio, considerando uno sparo prodotto da un fucile di medio calibro (5,56 mm NATO) con munizioni di tipo sd (silenced) e un silenziatore adatto all'arma: il rumore prodotto ad una distanza di 50 m da chi ascolta è simile allo sbattere violento di una porta.
Bisogna inoltre considerare che i gas e le particelle di polvere combusta che escono dalla canna vanno a depositarsi sul materiale fonoassorbente riducendone col tempo l'efficacia.

Legislazione[modifica | modifica wikitesto]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Al momento attuale l'unico riferimento legale ai silenziatori è compreso nel d.lgs 26 ottobre 2010 n. 204 ("Recepimento direttiva 2008/51/CE, relativa al controllo dell'acquisizione e della detenzione di armi e modifiche alla leggi sulle armi ")[1] che per la prima volta definisce esplicitamente come parte di arma da fuoco ogni dispositivo progettato o adattato per attenuare il rumore causato da uno sparo di arma da fuoco sia effettivamente classificabile come parte d'arma[2] e quindi soggetto a denuncia.

La costruzione di dette parti d'arma sarà riservato a titolari di apposita licenza di fabbricazione armi. Si tenga presente quanto, dall'eliminazione del catalogo nazionale delle armi, modifiche strutturali quali filettatura delle canne non sia più potenzialmente perseguibile - così come l'apposizione di freni di bocca o rompifiamma.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.vv., Enciclopedia Universale Rizzoli Larousse, Milano, Rizzoli, 1971.
  • Musciarelli L., Dizionario delle Armi, Milano, Oscar Mondadori, 1978.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana 10 dicembre 2010 n. 288
  2. ^ Art. 12 comma 2 lett. f) d.lgs 26 ottobre 2010 n. 204

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