Francis Gary Powers

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Francis Gary Powers
Francis Gary Powers

Francis Gary Powers (Jenkins17 agosto 1929 – 1 agosto 1977) è stato un aviatore statunitense.

Capitano USAF, nel 1960 fu abbattuto nei cieli dell'Unione sovietica causando la crisi degli U-2.

[modifica] Biografia

Nacque a Jenkins, Kentucky e fu cresciuto a Pound, Virginia. Dopo la laurea al Milligan College nel Tennessee, Gary fu arruolato nell'USAF nel 1950. Completato l'addestramento fu assegnato al 468° squadrone alla base aerea di Turner, Georgia come pilota dei F-84. Date le sue ottime doti di pilota (secondo il figlio) fu notato ed arruolato nella CIA già durante la guerra di Corea. Lasciò ufficialmente l'aeronautica nel 1956, per unirsi al programma U-2.

I piloti degli aerei spia U-2 dovevano sorvolare ad alta quota paesi ostili per effettuare riprese fotografiche di obiettivi militari e strategici. Il 1° maggio del 1960, durante un volo sull'Unione Sovietica fu abbattuto con un missile terra-aria presso Sverdlovsk; catturato e poi processato come spia, fu condannato a tre anni di reclusione e sette di lavori forzati. Tuttavia dopo solo ventuno mesi fu scambiato insieme con lo studente americano Frederic Pryor, presso il ponte di Glienicke a Potsdam, Germania, per il colonnello del KGB Vilyam Fisher (Rudolf Abel).

Al suo ritorno in patria fu aspramente criticato per non aver attivato l'autodistruzione della macchina fotografica, della pellicola e delle altre parti segrete del velivolo. Altri lo criticarono anche per il mancato utilizzo di una capsula di veleno nascosta in un dollaro d'argento, in dotazione agli agenti CIA per evitare la sofferenza in caso di tortura.

Dopo essere stato chiamato a rapporto dalla CIA, dalla Lockheed, dall'USAF, fu infine chiamato a rispondere alla commissione del senato presieduta dal senatore Richard Russell: durante l'audizione fu appurato che Powers seguì gli ordini e che non aveva divulgato notizie sensibili al nemico e perciò aveva avuto una condotta esemplare.

In seguito continuò a lavorare come pilota collaudatore per la Lockheed fino al 1970. Nello stesso anno partecipò alla stesura di un libro che raccontava l'incidente intitolato Operation Overflight: A Memoir of the U-2 Incident. Morì il 1° agosto 1977 in un incidente di volo, mentre lavorava come giornalista su un elicottero della televisione americana KNBC. Si appurò successivamente che il guasto era stato causato da un giunto del carburante riparato male senza che Gary ne avesse conoscenza. Lasciò la moglie Sue e due figli, Dee e Francis Gary Jr, fu seppellito nel cimitero nazionale di Arlington.

Nel 1998, dopo la declassificazione dei documenti, fu rivelato che la fatale operazione era stata decisa di comune accordo tra i servizi segreti e le forze armate aeree. Nel 2000, a quarant'anni dall'abbattimento, alla sua famiglia è stata consegnata la Medaglia del Prigioniero di Guerra e la Distinguished Flying Cross e la National Defense Service Medal. Quando gli chiedevano quanto alto stava volando il primo maggio del 1960 egli soleva rispondere: «non abbastanza in alto».

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