Sciabola

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Sciabola da ufficiale di marina francese del XIX secolo.
Szable ungaro-polacche.
Briquet, tipica sciabola da fante delle Guerre napoleoniche.
Sciabola d'abbordaggio della marina francese - XIX secolo.
Generale degli ussari britannici con kilij ottomano - 1812.
Sciabola della guardia marina francese durante il Primo Impero francese.
Sciabola da ufficiale dell'Esercito italiano.
Sciabola da ufficiale dell'Esercito italiano.

La sciabola (da szabla, lingua polacca) è un'arma bianca manesca del tipo spada destinata ai reparti di cavalleria, con lama monofilare curva, affilata sul lato convesso, di lunghezza variabile a seconda del paese di provenienza, e guardia molto pronunciata, atta a coprire tutta la mano. Era normalmente portata in un fodero a due punti di sospensione appeso ad una apposita fascia ma alcuni esemplari venivano portati fissi sulla sella: tale fu il caso della szabla in uso agli Ussari alati di Polonia, vero e proprio archetipo della sciabola moderna, e di altre tipologie più recenti come la Sciabola Patton dell'esercito degli Stati Uniti (entrata in servizio nel 1913).

Il vocabolo "sciabola", in lingua italiana come in altre lingue, finì però per indicare anche altre forme di arma bianca del tipo spada in uso alla cavalleria pesante dell'Europa pre-Industriale, come la squadrona dei corazzieri, o di fanteria, come il coltellaccio d'abbordaggio della marina militare europea del XVIII secolo. A partire dal XIX secolo, la sciabola divenne attributo precipuo per gli ufficiali e tale è ancora il suo utilizzo in ambito militare contemporaneo.

Dalla sciabola originò uno dei tre stili fondamentali della scherma moderna, la sciabola.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

La diffusione negli eserciti dell'Europa Orientale, fondamentalmente il Granducato di Moscovia ed il Regno d'Ungheria, ivi compresi i voivodati (principati) di Moldavia, Valacchia e Transilvania, di spade a lama ricurva simili alla scimitarra orientale si dovette ai contatti con i Tartari prima (XIV secolo) e con gli Ottomani poi (XV secolo). Solo nel XVI secolo però le lame ricurve iniziarono a diffondersi anche nelle terre del vecchio Regno di Polonia e del Granducato di Lituania, sostituendo la spada a lama diritta in uso presso le forze di cavalleria. La prima forma di spada occidentale da cavalleria a lama ricurva fu la szabla, diffusasi tra le truppe di cavalleria della Confederazione Polacco-Lituana durante il regno di Stefan Batory (1576-1586), già voivoda di Transilvania.

Nella quasi totalità dei paesi dell'Europa Occidentale, la parola "sciabola" (sabre in inglese e francese, säbel in tedesco, sable in spagnolo etc.) deriva appunto dal vocabolo polacco szabla.

Diffusione[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal XVIII secolo, la sciabola andò incontro ad un incredibile successo, sia pratico che etimologico:

  • La parola "sciabola" iniziò infatti ad indicare qualsiasi forma di spada in uso ai corpi di cavalleria, come la pałasz polacca, in tutto e per tutto un costoliere da cavalleria a lama diritta, e la shashka, sorta di ibrido tra un costoliere ed una scimitarra, divenuta arma d'ordinanza della cavalleria russa nella seconda metà dell'Ottocento;
  • Sciabole iniziarono ad essere definite anche quelle spade da fante o da marinaio, sviluppatesi dal modello del falcione tardo-medievale, che pur mantenendo le caratteristiche tecniche della spada da fanteria (bilanciamento fissato al punto d'incontro tra la lama e l'elsa) copiavano la linea curva della scimitarra orientale: es. Sciabola d'abbordaggio.

Nel corso del XIX secolo i continui contatti tra gli europei ed i territori africani ed asiatici gravitanti intorno al decandente Impero ottomano (v. Imperialismo) intensificarono il processo di "orientalizzazione" delle spade da cavalleria occidentali. Le sciabole di tutti i corpi di cavalleria presero a modello la curvatura del kilij turco, la scimitarra per eccellenza, pur mantenendosi fedeli all'originario modello della szabla per quanto concerne il rapporto di larghezza tra lo scarico della lama ed il falso-taglio in prossimità della punta. La sciabola occidentale mantenne quindi sempre una lama più lunga, più appuntita e meno curva rispetto alla scimitarra orientale.

La campagna d'Egitto di Napoleone (1802) consegnò agli occidentali un gran quantitativo di scimitarre (in questo caso preziose sciabole mamelucche) che colpirono, per la loro eleganza e funzionalità, gli ufficiali europei. Entro il 1803, la sciabola era ormai arma d'ordinanza tra gli ufficiali francesi ed inglesi, si trattasse o meno di ufficiali di cavalleria. La conquista di Tripoli (1805), durante la Prima guerra barbaresca, diffuse del pari la moda della sciabola anche tra gli ufficiali dell'esercito degli Stati Uniti d'America.

« SCIABLA, e SCIABOLA, s.f. In franc. Sabre. Sorta di spada grossa e pesante, col taglio da una parte sola, lunga e alquanto ricurva, la quale si porta al fianco sinistro appesa ad un cinturino da tutta la cavalleria leggera, e sostenuta da un budriere dai soldati scelti d'infanteria; ma questa è meno lunga, e meno ricurva dell'altra. L'origine della voce è dal teutonico Saebel e Sabel. »
(Grassi, Giuseppe (1833), Dizionario militare italiano, 2. ed. ampliata dall'a., Torino, Società Tipografica Libraria, v. III-IV, p. 55.)

Entro la fine dell'Ottocento le armi bianche classiche avevano definitivamente abbandonato la panoplia del soldato di fanteria europeo, sostituite dall'onnipresente baionetta. Le sciabole, in uso alle truppe di cavalleria ed ai soli ufficiali nella fanteria, mantennero invece inalterato il loro uso campale sino a che non fu il soldato a cavallo medesimo a perdere ogni funzionalità pratica sui campi di battaglia europei, tra la Prima e la seconda guerra mondiale.

Tra il XIX ed il XX secolo, la sciabola si diffuse anche tra i ranghi della polizia a cavallo di diversi paesi occidentali e tra quella appiedata in una versione più corta detta anche daga, salvo poi cadere in disuso per motivazioni pratico-umanitarie ed essere sostituita dal manganello.

Utilizzo nelle Forze Armate Italiane[modifica | modifica wikitesto]

Abolita nel 1947, la sciabola fu reintrodotta nelle Forze Armate Italiane nel 1961 per essere utilizzata quale arma di rappresentanza, portata in particolari occasioni esclusivamente da ufficiali e marescialli, con l'eccezione, per quanto riguardano i Sergenti, i graduati e la truppa dei reparti a cavallo (Carabinieri, Finanzieri, Cavalleggeri e degli appartenenti al Reggimento artiglieria a cavallo "Voloire")[1].

Le sciabole in dotazione all'Esercito italiano, ai Carabinieri ed alla Guardia di Finanza vedono una differenza nella coccia, a seconda che appartengano ad un ufficiale (coccia formata da tre elementi) o ad un sottufficiale (formata da due elementi), e nella forma della lama a seconda dell'arma o del corpo d'appartenenza[2].

Accessori della sciabola sono la dragona e il pendaglio, che serve a portarla e che viene agganciato a due anelli posti sul suo fodero e ad uno speciale passante della cintura o del cinturone, a seconda del tipo di uniforme indossata.

Ufficiali Generali[modifica | modifica wikitesto]

La sciabola per Ufficiali Generali (o Colonnelli che rivestono il grado funzionale da Generale di Brigata) ha la lama dritta o leggermente ricurva (saetta di curvatura massima 25 mm). L'impugnatura è di tipo avorio con quattro scalanature nella parte interna per adattarvi le dita ed è rivestita esternamente da una cappetta di ferro nichelato. La guardia, pure di ferro nichelato, è munita di tre branche, due delle quali oblique e ricurve, e di un incavo per il dito pollice; ha nella parte superiore un foro per assicurarvi la dragona. Il fodero della sciabola è di ferro o di acciaio nichelato ed ha un'apertura lunga 25-30 mm, con una molla doppia nell'interno per tener ferma la lama; è munito esternamente di due fascette con codetta, collocate l'una a circa 7 cm e l'altra a circa 15 cm dalla estremità superiore, a ciascuna delle quali è attaccato un anello scorrevole del diametro di 22 mm (campanella). Il fodero è munito nella parte inferiore di una cresta lunga, dalla parte del taglio della lama, 8-10 cm e dalla parte opposta 4-5 cm. Le fascette, gli anelli e la cresta sono di ferro di acciaio nichelato come il fodero. La sciabola deve essere di lunghezza proporzionata alla statura dell'Ufficiale.

Ufficiali di Fanteria[modifica | modifica wikitesto]

Viene portata dagli Ufficiali di Fanteria (esclusi i Bersaglieri), delle altre Armi (esclusa la Cavalleria) e dei Corpi (esclusi gli Ufficiali Veterinari). La sciabola per Ufficiali di Fanteria differisce da quella per Ufficiali Generali per aver l'impugnatura in ebano anziché di tipo avorio.

Ufficiali dei Bersaglieri[modifica | modifica wikitesto]

La sciabola per Ufficiali dei Bersaglieri differisce da quella sopra descritta per la maggiore curvatura e per l'impugnatura e la guardia. L'impugnatura è di ebano, con guarnizioni di metallo giallo brunito; la guardia è a cinque branche di metallo dorato.

Ufficiali di Cavalleria[modifica | modifica wikitesto]

Viene portata dagli Ufficiali di Cavalleria, dai Veterinari o dagli Ufficiali appartenenti al Reggimento Artiglieria a Cavallo. Differisce da quella di fanteria per i seguenti particolari: la leggera curvatura; la guardia è a quattro branche (tre delle quali oblique e ricurve); il fodero ha l'apertura della lunghezza di 31-36 mm; la prima fascetta dista da essa 7 cm e la seconda 20 cm circa; l'impugnatura è priva della scalanatura per adattarvi le dita.

Marescialli di Fanteria[modifica | modifica wikitesto]

Viene portata dai Sottufficiali di Fanteria del Ruolo Marescialli (esclusi i Bersaglieri), (delle Armi (escluse Cavalleria e Artiglieria) e dei Corpi. E' a lama ricurva con l'impugnatura di ebano zigrinato, avente guarnitura formata da una cappetta e da una guardia in acciaio divisa in due branche pressoché simmetriche. Il fodero è di acciaio ed è munito di due fascette con campanelle collocate l'una a 7 cm e l'altra a 15 cm dalla bocchetta. Le parti metalliche dell'impugnatura (cappetta e guardia) ed il fodero sono nichelati. La lunghezza della sciabola deve essere proporzionata alla statura.

Marescialli dei Bersaglieri[modifica | modifica wikitesto]

La sciabola per Marescialli dei Bersaglieri è identica alla precedente: ha però le parti metalliche dell'impugnatura in ottone lucido anziché in acciaio nichelato.

Marescialli di Cavalleria[modifica | modifica wikitesto]

Viene portata dai Sottufficiali di Cavalleria e di Artiglieria del Ruolo Marescialli. E' simile alla sciabola per Marescialli di Fanteria, dalla quale differisce per la guardia, le cui branche sono leggermente più larghe, per la cappetta che forma semicilindrica e per l'impugnatura che è di ebano liscio anziché zigrinato

Ufficiali della Marina Militare[modifica | modifica wikitesto]

Viene portata dagli Ufficiali e dagli Aspiranti della Marina Militare. La guardia, il dorso dell’impugnatura, le guarnizioni ed il puntale del fodero sono di metallo dorato; il fodero è in materiale plastico nero verniciato; la parte interna dell’impugnatura è di materiale plastico rigido di color bianco. La lunghezza deve essere tale da giungere con la parte superiore dell’impugnatura, quando riposta nel fodero e poggiata a terra, a circa 15 cm. al di sotto della vita. La sciabola è accessorio costitutivo delle uniformi S.A.I.1, S.A.I.3, G.U.I e G.U.E..

Marescialli della Marina Militare[modifica | modifica wikitesto]

La sciabola è accessorio costitutivo, per il 1° Maresciallo Luogotenente, 1° Maresciallo e per i Capi di 1a, 2a e 3a classe, delle uniformi S.A.I. 1-3, S.A.E. 1-3, G.U.I., G.U.E.. La guardia, il dorso dell’impugnatura, le guarnizioni ed il puntale del fodero sono di metallo dorato e completamente lisci; il fodero è di materiale plastico nero verniciato; la parte interna dell’impugnatura è in plastica nera lucida. La lunghezza deve essere tale da giungere con la parte superiore dell’impugnatura, quando riposta nel fodero e poggiata a terra, a circa 15 cm al disotto della vita.

Ufficiali dell'Aeronautica Militare[modifica | modifica wikitesto]

Elsa: La guardia è costituita da un'ala curvata e terminante in una testa d'aquila che ne forma il pomo: il tutto è dorato e sormontato da un bottone semisferico per fissare la lama. La parte interna dell'impugnatura è liscia ed assicurata con vari passi di filo di metallo dorato; per gli Ufficiali Generali detta impugnatura è in avorio, per gli Ufficiali Superiori e Inferiori è in osso nero.

Lama: Di acciaio, diritta e arabescata.

Fodero: Di colore nero, ha tre guarnizioni in metallo dorato arabescato a sbalzo: la prima, all'estremità superiore, è provvista di piolo e prima campanella; la seconda, al terzo superiore, è provvista di campanella; la terza, all'estremità inferiore, termina nel puntale arrotondato.

Pendagli: Sono formati da due strisce di tessuto grigio azzurro di mm 2 unite a due strisce in filo d’oro di mm 5 ed una centrale grigio azzurra di mm 4. Vanno assicurati con due moschettoni alle campanelle del fodero. Vanno agganciati alla cintura dei pantaloni e devono uscire dal lato sinistro sotto la giacca, oppure da apposita apertura praticata sotto la patta della tasca sinistra del soprabito impermeabile.

Dragona: E' composta da un cordone a doppino, riunito a due terzi da un nodo da frate e portante una nappa nella parte terminale. La nappa ha un'anima rigida e si compone del gambo e della nappa vera e propria; all'estremità superiore del gambo sono fissati i due capi del cordone. La nappa, a forma ovoidale, è ricoperta da frange fisse di canutiglia dorata. Il cordone è completamente intessuto d'oro: di mm 8 per gli Ufficiali Generali; di mm 6, per gli Ufficiali Superiori. In cordone intessuto d'oro con intreccio di fili di seta azzurra di mm 6, per gli Ufficiali Inferiori. Viene applicata alla guardia della sciabola con nodo scorsoio

Marescialli dell'Aeronautica Militare[modifica | modifica wikitesto]

Elsa: Piena, liscia, dorata, con impugnatura in ebano. Lama: Di acciaio, diritta. Fodero: Di colore nero, ha tre guarnizioni in metallo dorato: la prima, all'estremità superiore, è provvista di piolo e prima campanella; la seconda, al terzo superiore, è provvista di campanella; la terza, all'estremità inferiore, termina nel puntale. Pendagli: Sono formati da due strisce di tessuto grigio azzurro di mm 2 unite a due strisce di mm 5 in filo d’oro con striature oblique di colore grigio azzurro ed una striscia centrale grigio azzurra di mm 4 (Figura 69 pag. 118). Vanno assicurati con due moschettoni alle campanelle del fodero. Agganciati alla cintura dei pantaloni, devono uscire dal lato sinistro sotto la giacca, oppure da apposita apertura praticata sotto la patta della tasca sinistra del soprabito impermeabile. Dragona: In cordone azzurro del diametro di mm 6, con tre filettature d'oro poste in senso longitudinale. Viene applicata alla guardia della sciabola con nodo scorsoio.

Ufficiali dei Carabinieri[modifica | modifica wikitesto]

La sciabola ha la lama ricurva (saetta di curvatura massima è di 25 mm). L’impugnatura è di tipo di avorio per gli Ufficiali Generali (o Colonnelli che indossano il grado funzionale di Generale di Brigata), ebano per i restanti Ufficiali, con quattro scanalature nella parte interna per l’adattamento delle dita ed è rivestita esternamente da una cappetta di ferro nichelato. La guardia, anch’essa di ferro nichelato, è munita di tre branche, due delle quali oblique e ricurve, e di un incavo per il dito pollice: ha nella parte superiore un foro per assicurarvi la dragona. Il fodero della sciabola è di ferro o di acciaio nichelato ed ha un’apertura lunga 25-30 mm, con una molla doppia nell’interno per tenere ferma la lama; è munito esternamente di due fascette con codetta, collocate l’una a circa 7 cm e l’altra a circa 15 cm dalla estremità superiore, a ciascuna delle quali è attaccato un anello scorrevole del diametro di 22 mm (campanella). Il fodero è munito nella parte inferiore di una cresta lunga, dalla parte del taglio della lama, 8-10 cm e dalla parte opposta 4-5 cm. Le fascette, gli anelli e la cresta sono di ferro o di acciaio nichelato come il fodero. La sciabola deve essere di lunghezza proporzionata alla statura dell’Ufficiale (da 100 a 115 cm). Gli Ufficiali che cessano di appartenere al Reggimento Corrazzieri, dopo aver prestato servizio per cinque anni, sono autorizzati a fare uso della sciabola da Ufficiale dei Corrazzieri.

Marescialli dei Carabinieri (a piedi)[modifica | modifica wikitesto]

E' a lama ricurva con l’impugnatura in ebano zigrinato, avente guarnitura ricurva formata da una cappetta e da una guardia in acciaio divisa in due branche pressoché simmetriche. Il fodero, di acciaio, è munito di due fascette con campanelle collocate l’una a 7 e l’altro a 15 cm dalla bocchetta. Le parti metalliche dell’impugnatura(cappetta e guardia) ed il fodero sono nichelati.

Marescialli dei Carabinieri (a cavallo)[modifica | modifica wikitesto]

E' lunga, con l’impugnatura in noce, munita di fodero nichelato con due campanelle, con passante che va infilato nella cintura dei pantaloni.

Brigadieri, Appuntati e Carabinieri[modifica | modifica wikitesto]

E' lunga, con l’impugnatura in noce, munita di fodero nichelato con una campanella, con passante che va infilato nella cintura dei pantaloni.

Reggimento Corazzieri[modifica | modifica wikitesto]

Ha la lama dritta. L’impugnatura è di ebano liscio divisa in settori mediante spire di filo metallico argentato ritorto ed è rivestita esternamente da una cappetta di metallo nichelato. La guardia, pure in metallo nichelato, è decorata a volute di fogliame e reca, nella parte anteriore, un trofeo d’armi, nella parte inferiore un incavo per il dito pollice; la guardia della sciabola da Ufficiale è più ampia di quella del restante personale. Il fodero, leggermente curvo, è di metallo nichelato ed ha un’apertura di 36 mm circa con una molla doppia per tener ferma la lama; è munito esternamente di due fascette con codetta, collocate l’una a circa mm 70 e l’altra a circa mm 200 dalla estremità superiore, a ciascuna delle quali è attaccato un anello scorrevole del diametro di 22 mm circa (campanella). Il fodero è munito nella parte inferiore di una cresta lunga, dalla parte del taglio della lama, 80-100 mm e dalla parte opposta 40-50 mm. Le fascette, gli anelli e la cresta sono di metallo nichelato come il fodero. La lunghezza totale della sciabola è per tutti di 1200 mm.

Tipologie[modifica | modifica wikitesto]

La sciabola per Ufficiale di fanteria mantiene le caratteristiche della vecchia 1888 in versione vicina a quelle in uso negli anni precedenti il secondo conflitto. Impugnatura nera a tre denti di presa, lama dritta, con lungo tallone e sgusciata sui lati, incisa ad acido e con fregi comprendenti lo stemma della Repubblica. Fodero a due campanelle.

La sciabola per Ufficiale di Cavalleria è una reinterpretazione delle sciabole di cavalleria post 1900, con impugnatura nera munita di becco, leggermente rigonfia al centro; guardia a tre larghi rami e spacchi sottili, lama dritta (a richiesta e in deroga è possibile averla ricurva), tallone lungo, sgusciata sui lati e oprnata come la precedente. Fodero dritto a due campanelle.

La sciabola per Ufficiale dei Bersaglieri ha la tradizionale testa di leone, munita di occhi in cristallo rosso; il bottone a forma di corona in uso nell'epoca del Regno è stato sostituito con uno cilindrico zigrinato; guardia in ottone dorato, impugnatura nera a tre denti di presa, lama e fodero analoghi a quelli per la fanteria ma più ricurvi.

La sciabola per Ufficiale dei Carabinieri ha la guardia a tre else e conchiglia per il pollice, calotta del tipo in uso già sui modelli del 1873 con bottone tondo, impugnatura in ebanite a becco, lama leggermente curva, robusta ad un filo e punta, sgusciata sui lati e incisa ad acido con ornamenti a "fiamma" e stemma della Repubblica. Fodero a due campanelle.

La sciabola per Ufficiale di artiglieria a cavallo "Voloire": ispirata alla modello 1833 con guardia a tre rami larghi e spacchi sottili, impugnatura nera a settori zigrinati tipo 1855, calotta lunga, piatta e con bottone piatto ovale; lama larga, curva, sgusciata sui lati; fodero a due campanelle.

La sciabola per Ufficiale della Marina Militare: presenta un pomolo a forma di testa di leone, la guardia con ancora incrociata, munita di lembo mobile, bottone di forma cilindrica, piatto e zigrinato; calotta a testa di leone con occhi in cristallo rosso, impugnatura tipo pelle di squalo, lama dritta con lungo tallone, sgusciata sui lati, ornata come già detto; falso fodero in fibra rivestito di pelle nera, con tre fornimenti lavorati e dorati (cappa fascetta e puntale).

La sciabola per Ufficiale dell'Aeronautica militare si distingue invece per il pomolo a forma di testa d'aquila e la guardia decorata a ricordarne l'ala (e sono del pari dorati); il fodero in pelle nera con decorazioni dorate ai passanti è in stile con i motivi dell'Aeronautica Militare (aquile).

Sia in Marina Militare che in Aeronautica Militare, la sciabola dei sottufficiali si distingue per assenza di decorazioni.

Anche dragona e pendaglio sono distinte, per ufficiali generali, ufficiali superiori, ufficiali subalterni e sottufficiali, in base a colori e particolari che variano a seconda della forza armata. Nell'Esercito Italiano, per esempio, il pendaglio per sottufficiali è azzurro con una striscia dorata al centro, a richiamare a colori invertiti il nastro del berretto rigido, mentre quello per ufficiali è color oro e quello per generali color argento; al pendaglio vengono poi applicati tanti passanti quanti quelli sul nastro del berretto rigido, a richiamo del grado. Per gli ufficiali generali, inoltre, l'impugnatura passa da nera a bianca[3].

Costruzione[modifica | modifica wikitesto]

La sciabola ha:

  • Lama monofilare ricurva, affilata sul lato convesso. L'angolo di curvatura è sempre inferiore a quello della scimitarra e manca il contro-taglio in prossimità della punta;
  • Impugnatura ad una mano priva di pomolo, con guardia a bracci mai molto pronunciati, sviluppanti un para-mano o tramite coccia, integra o traforata, o tramite archetto;
  • A partire dal XIX secolo, il fodero interamente in metallo assicurato ad una dragona da portarsi trasversalmente al petto.

Tipi di sciabole[modifica | modifica wikitesto]

  • Karabela - variante più corta della Szabla;
  • Katana - sciabola giapponese da fante;
  • Leppa - corta sciabola (50-60 cm) della Sardegna con impugnatura in corno o in legno rivestito di lamine di ottone; faceva parte del costume sardo e veniva portata infilandola entro la cintura. Reca sovente scritte come "Vincere o morire".
  • Palà - pesante sciabola persiana;
  • Pałasz - pesante sciabola a lama diritta diffusa nell'Europa Orientale, poi sostituita dalla shashka;
  • Sciabola d'abbordaggio;
  • Shashka - pesante sciabola caucasica con lama solo leggermente curva;
  • Szabla - sciabola ungaro-polacco a lama lunga (85 cm) e larga che funse da archetipo per lo sviluppo delle sciabole europee a lama ricurva;
  • Tachi - sciabola giapponese;
  • Wakizashi - corta sciabola giapponese da fante.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lo stesso vale per gli agenti di polizia e delle polizie municipali.
  2. ^ La Lama è quasi dritta per cavalleria, artiglieria a cavallo, carabinieri e guardia di finanza (quella attualmente in dotazione è ispirata al mod.1873); leggermente incurvata per fanteria, artiglieria e genio (ispirata al mod.1888), con una curva molto pronunciata quella dei bersaglieri che tra l'altro si distingue, per gli ufficiali, dal pomolo a testa di leone e la guardia in ottone dorato (ispirata al mod.1850) Gianrodolfo Rotasso, L’armamento individuale dagli eserciti preunitari all’esercito italiano della Repubblica, in Quaderni di Oplologia,1995, n°1, p. 44
  3. ^ Così per gli ufficiali generali di tutte le Forze armate italiane e per gli ammiragli.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Boeheim, Wendelin (1890), Handbuch der Waffenkunde. Das Waffenwesen in seiner historischen Entwicklung vom Beginn des Mittelalters bis zum Ende des 18 Jahrhunders, Leipzig.
  • Burton, Richard (1884), The Book of the Sword, Londra, Chatto & Windus [1].
  • Calamandrei, Cesare, Storia dell'arma bianca italiana, Olimpia.
  • Grassi, Giuseppe (1833), Dizionario militare italiano, 2. ed. ampliata dall'a., Torino, Società Tipografica Libraria.
  • Kwaśniewicz, W. (2003), Leksykon broni białej i miotającej, Varsavia, ISBN 83-11-09617-1.
  • Kwaśniewicz, W. (1999), Dzieje szabli w Polsce, Varsavia, ISBN 83-11-08894-2.
  • Nadolski, Andrzej (1974), Polska broń. Biała broń, Varsavia.
  • Gen.C.A. Rolando Mosca Moschini (2002), G 010 Regolamento per la Disciplina delle Uniformi, Roma, Stato Maggiore della Difesa, [2].
  • Gen.C.A. Fabrizio Castagnetti (2009), 6566 Regolamento sulle Uniformi dell'Esercito, Roma, Stato Maggiore dell'Esercito, [3].
  • Amm. Bruno Branciforte (2011), S.M.M.5 Regolamento sulle Uniformi della Marina Militare per il personale maschile e femminile, Roma, Stato Maggiore della Marina, [].
  • Gen.S.A. Giuseppe Bernardis (2012), OD-4 Regolamento sull'Uniforme, Roma, Stato Maggiore dell'Aeronautica, [4].
  • Gen.C.A. Leonardo Gallitelli (2010), Regolamento sulle Uniformi per l'Arma dei Carabinieri, Roma, Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri, [5].

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]