Polizia municipale

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Esempio di segnale distintivo, utilizzato dalla polizia municipale (appartenente alla Polizia Locale), comunemente chiamato "paletta segnaletica".

Con la definizione Polizia Municipale in alcune regioni definita Polizia Locale (fino al 1986 denominati Vigili Urbani) si intende, in Italia, quel servizio di polizia amministrativa che viene fornito dagli enti locali, siano essi comuni, province o consorzi, con competenza limitata al territorio dell'ente dal quale dipende e dalle funzioni di polizia ad esso attribuite dalla legge.

Le funzioni in materia di competenza dello Stato sono specificate ed elencate all'art.18 d.P.R,. 24 settembre 1977 n.616.

Con sentenza n.115/2011 la Corte Costituzionale ha definitivamente annullato declarandone la non costituzionalità l'art.54 bis L.125/2008 sella competenza in materia di sicurezza urbana demandata ai sindaci.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Polizia municipale a cavallo in piazza della Signoria a Firenze nel 1997.
Sfilata dei motociclisti della Polizia municipale di Roma, attuale Polizia Roma Capitale (nel 2007).

Nell'Antica Roma il Vigiles era il componente della squadra di vigilanza antincendio denominata coorte con la stessa organizzazione della coorte della legione, con la milizia e il prefetto dei vigiles. Compito dei Vigiles era anche il pattugliamento delle aree urbane sanzionando direttamente le accensioni dei fuochi che potevano mettere in pericolo la sicurezza degli insediamenti, in prevalenza costruiti in legno.

Nel Regno di Sardegna con l'emanazione dello statuto albertino nel 1848, e della legge comunale e provinciale del 1859 (il c.d. decreto Rattazzi), venne confermata a livello legislativo la possibilità per questi enti di continuare a dotarsi di proprie guardie, per vigilare sul rispetto dei propri atti normativi con l'autorizzazione dei Governatori provinciali che potevano anche rifiutare la costituzione dei servizi.
Che l'origine dei vigili di polizia municipale fosse assimilata ai vigile del fuoco, venne sancito dall'emanazione nella legge 30 giugno 1889 n. 6144 ("Legge di pubblica sicurezza") dove essi venivano equiparati ai vigili urbani per quanto concerne il porto delle armi durante la loro partecipazioni manifestaioni pubblichea titolo onorifico, infatti la norma all'art. 22 stabiliva che:

« Non hanno bisogno della licenza i corpi di pompieri o vigili municipali, istituiti in forza di regolamenti debitamente approvati, per portare l'arma che i municipi somministrano loro come guardia d'onore in occasione di feste o funzioni pubbliche. »

Nel 1907 Giovanni Giolitti, ministro dell'interno del proprio governo, provvide a regolare la materia riunendo le “guardie di città” nel regio decreto 31 agosto 1907 n. 690 ("Testo unico legge sugli ufficiali ed agenti di pubblica sicurezza") riconoscendo ai comuni di poter provvedere alla vigilanza dei regolamenti locali a mezzo proprio personale che doveva essere preventivamente riconosciuto in possesso di titoli e requisiti necessari.
Lo stesso art. 19 del testo unico del regio decreto 690/1907 prevedeva (e prevede tutt'oggi) che con l'autorizzazione del Ministro dell'Interno i comuni potessero costituire un servizio di polizia municipale costituito da ufficiali, sottufficiali e guardie municipali ai quali non erano richiesti i requisiti delle altre "guardie".

Questo "Corpo di polizia municipale" era destinato dal municipio per l'esecuzione dei provvedimenti straordinari relativi all'igiene, all'edilizia e alla polizia locale e dipendeva esclusivamente dal sindaco.
Oltre queste "guardie municipali" vi erano le "guardie dei comuni" la cui disciplina era sottoposta ai prefetti ed il servizio era disposto dai questori delle province ex regio decreto legge 26 settembre 1935 n. 1952.
Questo comportava che di fatto la guardia comunale, pur pagata dal comune, veniva impiegata con modalità che non riflettevano le sue necessità, oppure alcuni prefetti imponevano la nomina di guardie a Comuni che non ne avevano necessità, gravando così sulle magre risorse locali.

I comuni mantennero così le guardie Rurali, Campestri, Urbane, ed ottennero le proprie guardie municipali e Daziarie con compiti di vigilanza sui regolamenti demandati ai comuni in materia corrispondente, ma orientati soprattutto nell'ambito delle zone agresti, e le ultime con finalità di accertare il pagamento dei tributi municipali nel movimento delle merci.

Durante il fascismo poi, con diversi regi decreti legge ( R.D.L 18 ottobre 1925 n. 1846, R.D.L 09 marzo 1936 n. 472 e R.D.L 20 febbraio 1939 n. 326) vennero istituite le divisioni speciali di pubblica sicurezza per le città di Roma, Napoli e Palermo con la conseguente soppressione dei Corpi dei vigili urbani e dei guardiani dei giardini. Tali agenti di pubblica sicurezza, definiti ai sensi di legge "Guardie metropolitane" provenienti dal Corpo degli agenti di pubblica sicurezza e dall'esercito, assunsero le funzioni di polizia urbana e di polizia campestre. Gli ufficiali, i sottufficiali e i vigili urbani dei Corpi dei vigili urbani e dei guardiani dei giardini di queste tre città in possesso dei requisiti necessari furono ammessi alla selezione per il Corpo degli Agenti di pubblica sicurezza, come stabilito dal regio decreto n. 690/1907, tutt'oggi vigente.

Solo nell'immediato dopoguerra furono ricostituiti i vari corpi dei vigili urbani e dei guardiani dei giardini e soppresse le divisioni speciali di pubblica sicurezza e le guardie metropolitane.

Con lo sviluppo esponenziale della circolazione automobilistica nei centri urbani, ai vigili urbani ed ai guardiani dei giardini, sotto la denominazione originaria di Guardie municipali che riassumeva tutti i Corpi di polizia urbana, venne anche affidato un ruolo di primo piano nella regolamentazione e nel controllo del traffico nei centri abitati, ruolo che tuttora identifica nell'immaginario collettivo questa figura professionale. Significativa è l'istituzione della rotonda elevata in piazza Venezia a Roma a ricordo di quello che furono i primi vigili del traffico.
Si veda, al proposito, il d.P.R. 5 febbraio 1953 n. 39 ("Testo unico delle leggi sulle tasse automobilistiche") che fa un elenco delle "guardie" preposte ai controlli sul pagamento delle tasse automobilistiche: tra queste spiccano le guardie di polizia urbana (guardie municipali), che diventeranno gli attuali operatori di polizia municipale.

Tuttavia, alla luce del trasferimento di competenza agli enti locali con il d.P.R. 24 luglio 1977 n. 616, che specifica all'art. 18 polizia locale urbana e rurale:

« Le funzioni amministrative relative alla materia «polizia locale urbana e rurale» concernono le attività di polizia che si svolgono esclusivamente nell'ambito del territorio comunale e che non siano proprie delle competenti autorità statali. »

Si rese necessaria un'evoluzione normativa, poiché ciò comportava per i comuni la necessità di avere un servizio che esercitasse la vigilanza di polizia sul rispetto delle materie oggetto del trasferimento.

I vigili urbani, ovvero le guardie municipali che costituivano l'area di vigilanza urbana, trovarono infine una nuova disciplina con la legge 7 marzo 1986 n. 65 ("Legge quadro sull'ordinamento sulla polizia municipale"), ed assunsero la denominazione odierna di operatori di polizia municipale.[1]
Tutt'oggi sono qualificati operatori, come da disposizione ordinamentale in via generale tratta ancora dall'art. 7 comma 3 lettera c) della legge sopra richiamata, mentre i quadri intermedi sono qualificati coordinatori ed addetti al controllo; il comandante viene definito responsabile del Corpo.

Disciplina normativa generale[modifica | modifica sorgente]

La fonte principale è costituita dalla legge 7 marzo 1986 n.65 (Legge-quadro sull'ordinamento della polizia municipale ) e dalle rispettive leggi regionali specifiche che ne disciplinanola formazione degli appartenenti, le caratteristiche delle uniformi e dei relativi distintivi di grado, le caratteristiche dei mezzi e gli strumenti operativi in dotazione ai Corpi e Servizi.

Per strumenti operativi restano esclusi dalla disciplina della legge regionali le armi e tutti gli strumenti atti ad offendere o finalizzati all'offesa, che sono soggetti ad approvazione della Commissione consultiva centrale per le armi,di cui all'art.6 della L.18 aprile 1975 n.110 ed autorizzati dal Ministro dell'interno, come stabilisce la Costituzione e la legge statale, confermato dalla sentenza della Corte Costituzionale n.167/2010 e ribadito dalla sentenza 35/2011.

Al Sindaco (o Presidente della Provincia) compete vigilare sull'espletamento del servizio di polizia municipale/locale e impartire le direttive a tal fine necessarie, spettando al Comandante del Corpo o Servizio (il Corpo viene istituito solo in presenza di almeno sette vigili) l'addestramento e l'impiego tecnico/operativo degli appartenenti.

Gli appartenenti alla Polizia Municipale o Locale svolgono nel territorio di competenza e nei limiti demandati dalle leggi le funzioni loro attribuite dall'art.3 e 5 L.65/1986.

Nello specificoi vigili hanno attribuito:

  • funzioni di polizia amministrativa (ambientale, edilizia, sanitaria, commerciale, ambientale, stradale, urbana , ecc.) stabilite all'art.18 d.P.R. 616/1977;
  • funzioni di polizia giudiziaria (ex art. 55 c.p.p.) quali ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria ai sensi art.57 co.3 codice procedura penale;
  • funzione ausiliaria di pubblica sicurezza al solo fine dell'esercizio dei controlli demandati dal d.P.R. 616/1977;
  • funzioni di polizia tributaria locale

La qualità di agente di P.S. è attribuita con decreto di approvazione rilasciato dal Prefetto su richiesta del sindaco, previo accertamento del possesso dei seguenti requisiti

a) godimento dei diritti politici e civili;

b) non aver subito condanna a pena detentiva per delitto non colposo o non essere stato sottoposto a misura di prevenzione;

c) non essere stato espulso dalle FF.AA. o dai Corpi militarmente organizzati o destituito dai pubblici uffici.

Ed il prefetto revoca la qualità ausiliaria di agente di p.s. qualora vengano meno i requisti, senza che ciò faccia venire meno la quaifica di vigile, come stabilito all'art.5 L.65/1986, . 

L'approvazione è soggetta a rinnovo annuale in quanto si tratta di una "licenza" prevista e stabilità dall'art.14 TULPS, nonché soggetta a controllo da parte di ufficiali ed agenti di p.s. (polizia di stato e carabinieri) per accertarne eventuali abusi. 

I requisiti richiesti per l'assunzione a vigile non corrispondono a quelli di cui sopra necessari esclusivamente per l'attribuzione della qualità di ausiliario di pubblica sicurezza. 

Requisiti per l'assunzione in ruolo[modifica | modifica sorgente]

La nomina del personale della polizia municipale avviene attraverso concorso pubblico, deliberato dalla giunta del comune.

Ê anzitutto necessaria, per coloro che non abbiano prestato il servizio militare obbligatorio, la frequentazione del corso di abilitazione all'uso delle armi da fuoco presso un poligono di tiro gestito dal Tiro a segno nazionale, al fine di conseguire la stesse a seguito del superamento con esito positivo del corso medesimo. Vi sono limiti per l'immissione a ruolo di operatore di polizia municipale per gli obiettori di coscienza, i quali per ricevere la qualifica di agente di pubblica sicurezza devono rinunciare al proprio status di obiettori.
Il contratto di lavoro è generalmente a tempo indeterminato. Tuttavia in alcune località turistiche vengono banditi concorsi per l'assunzione a tempo determinato di tipo stagionale o part-time. I requisiti generali per l'assunzione sono quelli previsti dalla normativa statale sul personale dipendente degli enti locali e viene applicato il CCNL Regioni ed autonomie locali.

Nella fattispecie per essere assunti nella polizia municipale, secondo il CCNL di comparto:

Per la categoria C:

  • È richiesto il diploma di maturità superiore quinquennale;
  • Salvo rare eccezioni, è di solito richiesto il possesso della patente di guida di categoria B per autovetture; in molti bandi di concorso è richiesto anche il possesso della patente A per la conduzione di motocicli; in alcune località marine e lacuali, in aggiunta può essere richiesto il possesso della patente nautica;
  • È necessaria la cittadinanza di un paese dell'Unione Europea e la conoscenza della lingua italiana.

Per l'accesso in categoria D, quella in cui sono inquadrati i comandanti, istruttori direttivi ed i coordinatori, è necessaria la laurea in giurisprudenza, economia e scienze politiche (talvolta viene richiesto solo il requisito della laurea in generale). Questo è un requisito di recente introduzione: prima della cosiddetta riforma Brunetta del 2009, potevano accedere in categoria D - tramite concorso interno - anche dipendenti non in possesso di laurea.[2]

Armamento[modifica | modifica sorgente]

Il decreto del Ministero dell'Interno 4 marzo 1987 n. 145 (Norme concernenti l'armamento degli appartenenti alla polizia municipale ai quali è conferita la qualità di agente di pubblica sicurezza), modificato dal d.m.341/1989, stabilisce le modalità di porto e detenzione e il tipo di armamento che può essere adottato con regolamento del consiglio comunale ed è per esclusiva difesa personale dell'operatore titolare dell'autorizzazione.

Inoltre, ai sensi dell'art. 8 del d.m. 4 marzo 1987 n. 145 agli operatori di polizia municipale è consentito il porto dell'arma, senza licenza, secondo i rispettivi regolamenti comunali, oltre che nel territorio del comune di appartenenza nel quale prestano servizio per raggiungere dal proprio domicilio il luogo di servizio e viceversa.
Tuttavia, la scelta di armare o meno il corpo/servizio è rimessa alla potestà decisionale del Consiglio comunale che provvede con proprio regolamento in relazione all'esigenza di difesa personale, assumendosi le responsabilità verso terzi per i danni prodotti dal dipendente.

Lo stesso d.m. 145/1987 individua nella “tessera di riconoscimento” della polizia municipale un sostitutivo di una comune licenza di porto d'armi, soggetta a rinnovo annuale previo accertamento del permanere dei requisiti stabiliti per il rilascio del porto d'armi. Non è consentito all'operatore della polizia municipale, come per gli operatori dei corpi di polizia dello Stato, portare armi non previste dalla legge nazionale e secondo le modalità stabilite dai rispettivi regolamenti locali.

La Commissione consultiva centrale per le armi di cui all'art. 6 legge 18 aprile 1975 n. 110 ha determinato che le cosiddette mazzette di segnalazione sono armi proprie comunicando, attraverso il Ministero dell'interno – Dipartimento della pubblica sicurezza – Ufficio per l'amministrazione generale – Ufficio per gli affari della polizia amministrativa e sociale n.557/PAS.12982(10) 8 datata 29 marzo 2011, le procedure di cui all'art. 4 legge 110/1975 come conseguenti l'adozione di questo strumento.

Sullo stesso argomento vedasi anche quanto stabilito in merito alle bombolette di gas OC con parere del gabinetto del ministro n. 17119/110 del gennaio 2006.[3]

L'arma assegnata dal comune secondo le modalità stabilite con regolamento dell'Ente, a norma del d.m. 4 marzo 1987 n. 145 può essere portata nell'ambito del territorio di appartenenza anche al di fuori del servizio quando questo è espressamente previsto dal regolamento approvato dal consiglio comunale che si fa carico degli effetti civili dell'utilizzo dell'arma da parte del proprio dipendente.

Nuclei, Reparti e Specializzazioni[modifica | modifica sorgente]

A seconda delle dimensioni territoriali dell'ente e dell'organico in forza presso il Comando di riferimento, l'organigramma può includere più o meni Nuclei e/o Reparti specialistici a seconda delle esigenze e delle professionalità presenti.

I vari Nuclei o Reparti cambiano denominazione a seconda delle varie realtà ma è possibile elencarne alcune presenti in maniera diffusa nei comandi di maggiori dimensioni[4]:

  • Nucleo Infortunistico o Reparto Radiomobile
  • Nucleo territoriale
  • Nucleo Tributi (locali)[5]
  • Nucleo Polizia Amministrativa (Annonaria/Edilizia)

A questo elenco, non esaustivo e puramente generico, si affiancano una serie di altri Nuclei o Reparti che si vengono a creare a seconda della volontà politica.

Nei comuni che hanno predisposto un congruo numero di dipendenti, per coordinare il personale su territorio, viene solitamente predisposta una Centrale Operativa, la quale si occupa di processare le chiamate e inviare le pattuglie ove viene richiesto l'intervento, se di competenza o inoltrando la richiesta ad altri Enti o alle Forze di polizia e dell'Ordine.

Attività Operativa[6]

La Polizia Municipale (o Locale) svolge attività anche di indagine specialistica, in talune materie attribuite dalla legge statale:

  • contrasto al commercio abusivo
  • tutela della circolazione stradale
  • tutela dell'ambiente in ambito urbano
  • tutela della salute ed igiene alimentare

Alle attività di cui sopra si aggiunge l’attività d’istituto di polizia stradale, attività in cui taluni Corpi si sono specializzati mediante l'utilizzo di strumentazioni appositamente prodotte (telelaser, autovelox, alcool test, drug test, pese mobili ecc.).

Specificando che i vigili urbani costituiti in Corpo o servizio di polizia Municipale non fanno parte delle Forze dell'Ordine, ma in più atti normativi vengono richiamati quali Forza Pubblica e Forza di Polizia, essi prestano comunque ausilio, a tali Forze, in occasione di servizi di ordine pubblico, disposti e diretti dall'autorità provinciale di pubblica sicurezza.

In tali occasioni i poliziotti locali, ai sensi della L.65/1986, acquisiscono una dipendenza funzionale diretta dalla Autorità di PS e/o giudiziaria.

Veicoli in dotazione[7][modifica | modifica sorgente]

Targa automobilistica della Polizia Locale

La Polizia Locale (o Municipale) utilizza tutta la gamma di veicoli utili per l'espletamento dei servizi dei propri nuclei e reparti.

I veicoli utilizzati sono:

  • velocipedi[8]
  • ciclomotori
  • bighe elettriche[9]
  • motocicli
  • autoveicoli e autocarri.
BMW Motorcycles Polizia Municipale 02 (raboe).jpg

Le targhe per i veicoli utilizzati dai corpi di polizia locale (provinciale e municipale) sono state adottate con decreto 27 aprile 2006 n. 209 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Queste targhe hanno dimensioni e foggia analoghe a quelle civili, sebbene i caratteri alfanumerici abbiano dimensioni più piccole delle targhe normali, e portano inoltre la scritta per esteso "POLIZIA LOCALE" in colore blu, sopra la numerazione progressiva. Quest'ultima per le autovetture è del tipo "YA 000 AA" dove la lettera "Y" è fissa mentre i restanti caratteri saranno progressivi. Il lotto inaugurale con la combinazione YA 000 AA è stata attribuita alla provincia di Ancona avvenuta in data 19 gennaio 2009.

Le targhe per i motocicli di polizia locale sono di forma quadrata, con numerazione progressiva del tipo "YA 00000" disposta su due righe, dove la lettera "Y" è fissa. Riportano la scritta per esteso "POLIZIA LOCALE" in colore blu, tra le due righe della numerazione.

Per la guida di tali veicolo è previsto il possesso della patente di guida stabilita all'art.138 codice della strada, per la conduzione di veicoli adibiti al servizio di polizia stradale.

Legislazione regionale[modifica | modifica sorgente]

Polizia municipale di Rende.

La polizia municipale è disciplinata a livello nazionale dalla succitata legge 65/1986. Poiché questo ambito comprende materie di competenza legislativa sia statale che regionale, la legge quadro è integrata in ogni regione da leggi specifiche che disciplinano, ad esempio, gli aspetti relativi ai distintivi di grado, la foggia delle uniformi e dei mezzi di servizio.

Tra queste si ricordano:

Denominazione nelle lingue minoritarie d'Italia[modifica | modifica sorgente]

Nelle regioni a statuto speciale in cui vige un regime di bilinguismo, la denominazione Polizia municipale/locale è stata resa nelle seguenti varianti:

Santo patrono[modifica | modifica sorgente]

Il 3 maggio 1957 papa Pio XII, con suo Breve apostolico, nominò San Sebastiano patrono della polizia municipale: "Che in Italia sono preposti al rispetto dell'ordine pubblico". La festa ricorre il 20 gennaio di ogni anno..

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Wikisource - L. 7 marzo 1986 n. 65 - Legge quadro sull'ordinamento della polizia municipale
  2. ^ Attuazione della riforma Brunetta negli Enti Locali. URL consultato il 19 settembre 2012.
  3. ^ Le bombolette spray secondo il Vangelo ministeriale da earmi.it, enciclopedia delle armi a cura di Edoardo Mori
  4. ^ http://www.comune.torino.it/vigiliurbani/poliziamunicipale/struttura/nuclei/ http://www.comune.fi.it/export/sites/retecivica/comune_firenze/sicurezza_emergenza/polizia_municipale/competenze/antidegrado.htm http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/CDM?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/ContentLibrary/ho+bisogno+di/ho+bisogno+di/ho+bisogno+di+_+sicurezza+_+comandi+di+zona+polizia+locale
  5. ^ http://www.comune.torino.it/vigiliurbani/poliziamunicipale/struttura/nuclei/n-tributilocali.shtml
  6. ^ http://www.polizialocale.com/2013/07/03/ruolo-e-funzioni-della-polizia-locale/
  7. ^ http://www.fiammeblu.org/
  8. ^ http://www.romacapitalenews.com/ambiente-visconti-consegna-alla-polizia-locale-12-bici-elettriche-foto/
  9. ^ http://www.larena.it/galleries/Foto/fotodelgiorno/171106/

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]