Reggimento corazzieri

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Corazzieri
Stemma dei Corazzieri
Stemma dei Corazzieri
Descrizione generale
Attiva 1557[1] - presente
Nazione bandiera Regno d'Italia
Italia Italia
Alleanza NATO
Servizio Arma dei Carabinieri
Tipo cavalleria
Ruolo guardia d'onore del Presidente della Repubblica Italiana
Dimensione reggimento
Guarnigione/QG Caserma "Alessandro Negri di Sanfront"
Equipaggiamento cavallo di pura razza irlandese e Moto Guzzi California
Motto VIRTUS IN PERICULIS FIRMIOR
Il coraggio diventa più forte nel pericolo
Comandanti
Comandante attuale colonnello Paolo Carra

[senza fonte]

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Il reggimento corazzieri è la guardia d'onore del Presidente della Repubblica Italiana.

È una forza specializzata dell'Arma dei Carabinieri. Prima del 24 dicembre 1992 il reparto era denominato Reggimento Carabinieri Guardie della Repubblica e sino al 1990 si chiamava Comando Carabinieri Guardie del Presidente della Repubblica.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Corazziere pesante (secolo XVI).

Il nome del corpo ha origine in occasione del matrimonio a Torino tra il Duca di Savoia Vittorio Emanuele II e Maria Adelaide di Lorena nel 1842, quando il corpo era rivestito da corazze.

Il corpo dei corazzieri si costituì il 7 febbraio 1868, nella città di Firenze, allora Capitale d'Italia; vennero riuniti 80 carabinieri a cavallo, provenienti dalle legioni Firenze, Milano e Bologna, con il compito di fare da scorta d'onore al corteo reale, all'ingresso della principessa Margherita di Savoia, mentre si recava al matrimonio con il principe Umberto.

In realtà il corpo dei corazzieri era già presente nel XVI secolo, sotto forma di altri corpi che tutelavano la persona del Re e la corte sabauda: la guardia d'onore del principe (Emanuele Filiberto), le Corazze del Duca, le Corazze di Madama Reale, le Guardie del Corpo e le Guardie Reali del Palazzo.

Quando il corpo fu costituito, aveva in organico 1 capitano comandante, 4 ufficiali, 9 sottufficiali (ora 12), 69 carabinieri (ora 88).

Corazziere in uniforme di fine Ottocento.

Il reparto dei corazzieri ha cambiato negli anni denominazione: Corazzieri, Guardie d'onore di Sua Maestà, Carabinieri Reali Guardie del Corpo di Sua Maestà, Drappello Guardie di Sua Maestà, Carabinieri Guardie del Re.

Nel 1870 le Compagnie Guardie Reali del Palazzo vennero sciolte e lo Squadrone Carabinieri Guardie del Re, che già allora veniva soprannominato Squadrone Corazzieri, divenne l'unico reparto con il compito di proteggere la casa reale.

Nel 1871 dato che la monarchia si trasferì da Firenze a Roma, lo Squadrone Carabinieri Guardie del Re entrò a far parte della Legione Carabinieri di Roma e si insediò nel Quirinale.

Quando il 13 giugno 1946 Umberto II di Savoia lasciò l'Italia a seguito della proclamazione della Repubblica, sciolse il giuramento al Re che lo squadrone aveva pronunciato, liberandolo così dall'obbligo di servirlo.

Lo squadrone tornò ufficialmente al Quirinale l'11 maggio 1948, quando si insediò il neo eletto presidente della repubblica Luigi Einaudi.

Con un decreto del Presidente della Repubblica, nel 1978, al reparto venne concesso lo stendardo.

Negli anni novanta il reparto diventò reggimento ed il 24 dicembre 1992 gli venne ufficialmente restituito l'appellativo corazzieri, grazie a due decreti del Presidente della Repubblica.

Personale[modifica | modifica wikitesto]

Requisiti per l'arruolamento[modifica | modifica wikitesto]

Corazzieri a cavallo in uniforme di gran gala.

I membri del reggimento, che sono una forza specializzata dell'Arma dei Carabinieri, si distinguono per le uniformi e l'altezza; per questo diventare corazziere è tutt'altro che facile. Oltre ai requisiti fisici (almeno 190 cm di altezza e una costituzione "adeguatamente armoniosa") e ad un'indiscussa moralità personale e familiare, bisogna avere eccellenti trascorsi disciplinari e di servizio, testimoniati da almeno sei mesi di impiego sul territorio ed altrettanti di tirocinio nel Reggimento (con tanto di esame finale). Bisogna saper cavalcare alla perfezione i cavalli del reparto, tutti di razza irlandese, scelta per la versatilità d'impiego; infatti vengono selezionati di taglia superiore alla media, almeno 1,70 metri al garrese, oltre che per bellezza e colore del manto. Negli ultimi tempi, tuttavia, si sta rivalutando la razza italiana, la quale sta offrendo cavalli di pari caratteristiche ma a minor prezzo.

Un corazziere deve saper guidare con grande perizia anche le imponenti Moto Guzzi California, mezzo di trasporto complementare o alternativo nei servizi quotidiani, ma anche in molti servizi d'onore.

Importante è la resistenza fisica a prolungati turni di servizio in piedi, svolti con austera immobilità ma, soprattutto, sono indispensabili capacità e prontezza, per gestire tante delicate situazioni operative caratterizzate da grande presenza di pubblico e dalla necessità di assicurare una protezione discreta, ma sempre efficace.

Stemma araldico[modifica | modifica wikitesto]

Ai Corazzieri è stato concesso un proprio stemma araldico nel dicembre 1986. In esso sono richiamati i colori delle capitali dove il corpo nel corso della sua storia ha prestato servizio e cioè: Torino, Firenze e Roma. Una parte dello stemma richiama quello dei Carabinieri. Sono anche richiamate la corona turrita, simbolo dell'Italia e presente negli emblemi delle Forze armate e lo Stendardo presidenziale italiano, cambiato nel 1990 e nel 1992. Nello stemma campeggia il motto «VIRTUS IN PERICULIS FIRMIOR».[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I Corazzieri, www.quirinale.it. URL consultato il 9 dicembre 2014.
  2. ^ Lo stemma araldico, www.carabinieri.it. URL consultato il 26 gennaio 2007.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo Di Paolo, Aldo Raciti, Abbecedario del carabiniere - Dizionario storico essenziale per la conoscenza dell'Arma, Roma, Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri, 1996.
  • Mauro Pucciarelli, Nei Secoli Fedele.

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