Corpo di polizia penitenziaria

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Polizia penitenziaria
Stemma Polizia Penitenziaria.svg
Descrizione generale
Attivo dal 18 maggio 1817
Nazione Italia Italia
Servizio Polizia
Tipo Forza di polizia ad ordinamento civile
Compiti Polizia giudiziaria
Pubblica sicurezza
Polizia stradale piantonamenti
Traduzioni
Servizio detentivo
Rieducazione del reo
Dipartimento Largo Luigi Daga, 2
Roma
Dimensione 46.411 unità
Soprannome PolPen, Fiamme Azzurre, Baschi Azzurri,
Patrono san Basilide
Motto Despondere Spem Munus Nostrum
Garantire la speranza è il nostro compito
Colori Azzurro
Anniversari 18 maggio (fondazione)
Sito internet http://www.polizia-penitenziaria.it/
Parte di
Nuclei speciali
  • Servizio cinofili antidroga
  • Gruppo operativo mobile (GOM)
  • Servizio Taduzione e Piantonamenti
  • Addetto ai Detenuti Minorenni
  • Elicotterista
  • Informatico
  • Nucleo Investigativo Centrale
  • Servizio a Cavallo
  • Servizio Polizia Stradale
  • Servizio Telecomunicazioni
  • Sommozzatori
  • Ufficio per la Sicurezza Personale e Vigilanza
Comandanti
Capo dipartimento Giovanni Tamburino
Vice capo dipartimento vicario Luigi Pagano
Vice capo dipartimento Simonetta Matone
Simboli
Fregio FregioPP.PNG

Fonte: sito ufficiale

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Il Corpo di polizia penitenziaria[1] è una delle cinque forze di polizia italiane, dipendente dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia.

Così come la Polizia di Stato e il Corpo forestale dello Stato, il Corpo di polizia penitenziaria è una forza di polizia civile ad ordinamento speciale, altresì nota come "Corpo militarmente organizzato". Quest'ultima definizione non implica la militarità del Corpo, ma l'organizzazione che si rifà chiaramente a una struttura militare. Per quanto concerne la definizione di "ordinamento speciale" si deve al fatto che il personale del Corpo di polizia penitenziaria (nonché quello della Polizia di Stato e del Corpo forestale dello Stato) è differente dal personale di qualsiasi altro ente civile o militare della Repubblica italiana.

Al 2008, il numero d'agenti appartenenti alla Polizia penitenziaria era di 46.411 a fronte dei 48.509 necessari[2] per far funzionare i 207 penitenziari italiani.[3][4]

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

La nascita della polizia penitenziaria risale alle regie patenti del Regno di Sardegna dell'anno 1817 che costituivano le Famiglie di giustizia, ovverosia il primo esempio di corpo carcerario del Regno d'Italia.

Nel 1873 fu invece creato il Corpo delle guardie carcerarie, poi riformato nel Corpo degli agenti di custodia (1890), ad ordinamento militare. Nel 1922 l'amministrazione passa dall'allora Ministero dell'Interno al Ministero di Grazia e Giustizia (oggi Ministero della giustizia). Nel 1990, con la legge n. 395 del 15 dicembre,[1] il Corpo assume la nuova denominazione e viene smilitarizzato. Nel Corpo di polizia penitenziaria confluiscono gli appartenenti e le dotazioni dell'ex Corpo degli agenti di custodia e, in parte, le ex-vigilatrici penitenziarie.

Con decreto, pubblicato sul Bollettino ufficiale del Ministero della giustizia del 31 marzo 2004, il Ministro della Giustizia ha dato attuazione al d.lgs. del 21 maggio 2000, n. 146[5], concernente la individuazione dei compiti e delle mansioni degli appartenenti ai Ruoli direttivi ordinario e speciale del Corpo di Polizia Penitenziaria.

Inoltre, un decreto ministeriale del 14 giugno del 2007 ha istituito il Nucleo investigativo centrale, un servizio centrale di polizia giudiziaria che svolge in via continuativa e prioritaria le funzioni di cui all'art. 55 del codice di procedura penale, alle dipendenze funzionali e sotto la direzione dell'autorità giudiziaria, per fatti di reato commessi in ambito penitenziario o, comunque, direttamente collegati all'ambito penitenziario. Un ulteriore passo in avanti di una Forza di polizia che può essere senza alcun dubbio considerata di altissimo livello, per la difficoltà e la cospicuità dei compiti a essa affidati.

Compiti e funzioni[modifica | modifica sorgente]

Agenti di polizia penitenziaria.

Svolge compiti di polizia giudiziaria, pubblica sicurezza, polizia stradale e di gestione delle persone sottoposte a provvedimenti di restrizione o limitazione della libertà personale. Espleta inoltre attività di polizia stradale ai sensi dell'art. 12 del Codice della strada, partecipa al mantenimento dell'ordine pubblico, svolge attività di polizia giudiziaria e pubblica sicurezza anche al di fuori dell'ambiente penitenziario, così come tutte le altre forze di polizia, svolge attività di scorta a tutela di personalità istituzionali (ministro della giustizia, sottosegretari di stato) e di magistrati.

I compiti istituzionali sono descritti nell'art. 5 della legge 15 dicembre 1990, n. 395,[1] che stabilisce che il Corpo di polizia penitenziaria, sia amministrato dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia, ed espleta quanto stabilito sia dalla legge n. 354/1975 sull'ordinamento penitenziario, nonché dal suo regolamento attualmente in vigore, il D.P.R. 30 giugno 2000, n. 230, nonché da quanto previsto dalla stessa legge n. 395/1990.

Il Corpo garantisce l'esecuzione dei provvedimenti restrittivi della libertà personale, garantisce l'ordine pubblico e la tutela della sicurezza all'interno degli istituti, partecipa alle attività di osservazione e trattamento dei detenuti; inoltre, espleta servizi di ordine e sicurezza pubblica e di pubblico soccorso, nonché di traduzione dei ristretti, da istituto a istituto, presso le aule giudiziarie per lo svolgimento dei processi e presso i luoghi esterni di cura, e in caso di ricovero espleta il servizio di piantonamenti, attribuzioni precedentemente della Polizia di Stato e dei carabinieri.

Gli appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria sono: "sostituti ufficiali di pubblica sicurezza", limitatamente agli appartenenti ai ruoli direttivi; Agenti di pubblica sicurezza, i restanti ruoli subordinati; ufficiali e agenti di polizia giudiziaria in base alle qualifiche. Numerosi sono ormai i servizi, oltre a quelli istituzionali più noti, svolti dal Corpo. Dall'ordine pubblico (su richiesta del prefetto), al controllo degli arresti domiciliari, a compiti di sorveglianza e scorta di obiettivi sensibili e personalità sottoposti a misure di protezione (Ministro della Giustizia, magistrati, collaboratori di giustizia, etc.), ed entro breve è prevista anche l'istituzionalizzazione dei ruoli tecnici, come avviene negli altri corpi di polizia. Al Corpo di polizia penitenziaria appartengono i gruppi sportivi Astrea e Fiamme Azzurre.

L'amministrazione penitenziaria ha avviato, dal maggio 2000, un piano di cooperazione con la missione internazionale delle Nazioni Unite in Cossovo[6]. Un contingente di Polizia Penitenziaria è stato assegnato al Penal Management Division Kosovo Correctional - Missione ONU (UNMIK) e impiegato presso l'istituto penitenziario di Dubrava, il più grande dei Balcani, in attività particolarmente sensibili, come la sorveglianza dell'intercinta (outside security), servizi di traduzione di detenuti e affiancamento degli operatori penitenziari cossovari nei vari servizi (servizi di addestramento).

Nel marzo 2002 il contingente ha avuto l'incarico straordinario di effettuare la traduzione dalle prigioni della Serbia dei circa 165 detenuti di etnia albanese/cossovara. Alla fine del primo semestre di impiego, i componenti del contingente di polizia penitenziaria sono stati insigniti della "medaglia della pace", speciale onorificenza delle Nazioni Unite.

Va ricordato inoltre che, nel 1997 sulla base di indicazioni già contenute in un d.m. del 1994, è nato il Gruppo operativo mobile meglio conosciuto come GOM, ossia un gruppo scelto di appartenenti alla polizia penitenziaria aventi il compito del mantenimento dell'ordine e della disciplina negli istituti penitenziari, con priorità a interventi in occasione di gravi situazioni di turbamento. Il GOM è composto da 600 unità, e gli competono anche i servizi di tutela e scorta del personale in servizio presso l'Amministrazione penitenziaria e il Ministero della giustizia esposto a particolari situazioni di rischio personale, la traduzione di tutti i detenuti "collaboratori di giustizia", ad altissimo rischio. Tali servizi sono effettuati dal Nucleo tutela e scorte, costituito da circa 50 unità.

Infine, sono in fase di trasferimento alla polizia penitenziaria i compiti relativi ai domiciliari e tutte le attività relative al controllo della Banca nazionale del DNA, strumento che verrà gestito da personale tecnico del Corpo appositamente preparato, al fine di equiparare la polizia penitenziaria a tutte le altre polizie italiane ed europee, istituendo un proprio comparto gestito da personale del Corpo inserito in ruolo tecnici.

Organizzazione[modifica | modifica sorgente]

Il Corpo di polizia penitenziaria dispone anche di mezzi navali per le funzioni di istituto; a parte le motobarche di Venezia, vi sono anche natanti per i collegamenti con i penitenziari ubicati su isole.
Alfa 159 della polizia penitenziaria.

Il Corpo dispone di vari servizi e specialità, coordinate a livello centrale, come si accennava dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria del Ministero della Giustizia:

Servizi[modifica | modifica sorgente]

  1. Servizio navale;
  2. Servizio traduzione e piantonamenti;
  3. Gruppo operativo mobile (G.O.M.)
  4. Servizio cinofili;
  5. Servizio a cavallo;
  6. Nucleo investigativo centrale; ( N.I.C. ) Specializzato in catture di latitanti
  7. Ufficio per la sicurezza personale e per la vigilanza (U.S.Pe.V.)
  8. Servizio telecomunicazioni (TLC);
  9. Gruppi sportivi "Fiamme Azzurre" e "A.S. Astrea Calcio";
  10. Banda musicale del Corpo di polizia penitenziaria.
  11. Nucleo operativo regionale; ( N.O.R. )
  12. Centrali operative regionali (C.O.R.)
  13. Centrale operativa nazionale (C.O.N.)
  14. Servizio di Polizia Stradale;

Specialità[modifica | modifica sorgente]

  1. Matricolista
  2. Informatico
  3. Casellario archiviazione beni
  4. Addetto ai detenuti minorenni
  5. Armaiolo e armaiolo capo
  6. Istruttore di tiro
  7. Tiratore scelto
  8. Elicotterista
  9. Sommozzatore
  10. Conduttore cinofilo antidroga
  11. Istruttore cinofilo antidroga
  12. Istruttore difesa personale M.G.A.

Personale[modifica | modifica sorgente]

Reclutamento[modifica | modifica sorgente]

Si diviene agente della polizia penitenziaria tramite concorso pubblico per esami attraverso un bando di concorso, che a seconda della qualifica può avere delle aliquote riservate a personale già in servizio o ai figli delle "vittime del dovere".

Prima dell'emanazione della legge 23 agosto 2004 n. 226 l'accesso era previsto per tutti civili, ed il servizio militare di leva in Italia poteva essere svolto direttamente in polizia partecipando ai concorsi per allievo agente ausiliario, riservato ai cittadini di sesso maschile chiamati al servizio militare.

Dal 1º gennaio 2005, i posti messi a concorso per allievo agente sono riservati, fino al 31 dicembre 2020, ai volontari in ferma annuale (VFP1) o quadriennale (VFP4).[7] Per i nati entro il 1985 incluso (salvi i rinvii per studio) è inoltre necessario essere in regola con gli obblighi di leva (il che vuol dire aver svolto servizio militare obbligatorio). I requisiti di L'idoneità psicofisica sono stabiliti dal D.P.R 23 dicembre 1983 n. 904.[8]

Dopo aver vinto il concorso, bisognerà sostenere obbligatoriamente un corso di formazione, di durata variabile a seconda della qualifica:

  • 12 mesi per gli allievi agenti;
  • 4 mesi per i vice sovrintendenti (limitatamente al personale appartenente al Ruolo agenti e ;assistenti);
  • 18 mesi per i vice ispettori (concorso riservato ai cittadini in possesso del diploma di ;istruzione secondaria di secondo grado);
  • 24 mesi per i commissari (concorso riservato ai cittadini in possesso di Laurea Magistrale ;in Giurisprudenza, Economia, Scienze politiche o equipollenti).

Qualifiche del Corpo di polizia penitenziaria[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Qualifiche del Corpo di polizia penitenziaria.

Uniforme[modifica | modifica sorgente]

La Polizia penitenziaria, dopo la riforma del 1990, ha abbandonato le vecchie divise grigio-verdi del disciolto Corpo degli agenti di custodia, per indossare uniformi blu e tute operative prima grigio-verde e attualmente blu. L'uniforme invernale consta di giacca con bottoni argentati e fregio del Corpo, bavero e spalline con bordo azzurro, pantaloni blu, camicia manica lunga di colore bianca e cravatta color blue. Il vestiario comprende anche una giacca a vento in goretex munita di ampie tasche e spalline bordate di celeste. La giacca è munita di termofodera in pile, comodamente staccabile e indossabile come corpetto. L'uniforme ordinaria estiva invece è composta da camicia celeste a maniche corte, con taschini sul petto e bottoncini argentati con fregio, pantaloni di cotone blu e cintura in tessuto blu con fibbia e fregio di colore argento. Con queste uniformi sono previsti basco azzurro con fregio, oppure berretto rigido blu con fregio. La tuta operativa invernale consta di una giubba di colore blu e pantalone dello stesso colore con bordature azzurre catarifrangente, entrambe con termofedera staccabile, la termofederadella giubba è comodamente staccabile e indossabile come corpetto-gilet essendo possibile rimuovere le maniche mediante cerniere lampo interne. La tuta operativa estiva è composta da pantaloni di colore blu (quelli invernali senza termofedera) e una polo con cerniera di colore celeste con bordature azzurre. Stivaletti invernali (tipo polacchine) per l'ordinaria, e anfibi per l'operativa[9].

Vi sono poi anche capi di vestiario come il maglione blu con collo a V e toppe di rinforzo su spalle/gomiti e scritta "Polizia Penitenziaria" da indossare in luogo della giacca e per i soli servizi interni, un maglione sottogiacca blu a scollo a V, il maglioncino a collo alto con cerniera lampo e toppe di rinforzo su spalle/gomiti e scritta "Polizia Penitenziaria" , un cappotto a doppia abbottonatura e tutti gli accessori per le uniformi di servizio.

Fregi[modifica | modifica sorgente]

Mostreggiature[modifica | modifica sorgente]


Simboli[modifica | modifica sorgente]

Il Corpo di polizia penitenziaria è rappresentato da:

  1. uno Stemma araldico, concesso con D.P.R. del 31 maggio 1999;
  2. una Bandiera d'Istituto;
  3. una Marcia d'ordinanza, intitolata semplicemente Marcia d'ordinanza del Corpo di Polizia Penitenziaria;
  4. un Santo Patrono: San Basilide;
  5. la Banda del Corpo di Polizia Penitenziaria, che è stata formalmente istituita nel 1985.

In precedenza, dal 1955, l'ex Corpo degli Agenti di Custodia disponeva di una fanfara, che accompagnava le cerimonie di giuramento degli allievi.

Banda musicale[modifica | modifica sorgente]

Si esibisce in occasione delle celebrazioni più importanti nella vita delle istituzioni: essa rappresenta il Corpo di Polizia Penitenziaria in occasione di manifestazioni pubbliche nazionali e internazionali.

L'elevato livello artistico raggiunto dal complesso bandistico contribuisce a diffondere l'immagine del Corpo e a rappresentarlo degnamente in occasione di manifestazioni pubbliche nelle quali la presenza di essa è in sintonia con le finalità istituzionali del Corpo di Polizia Penitenziaria, riscuotendo unanime apprezzamento dalla critica e un grande successo di pubblico.

Tra le numerose partecipazioni a eventi prestigiosi della vita istituzionale, culturale e sportiva del nostro Paese, si segnala il concerto tenuto dalla Banda il 6 luglio 1992 nell'ambito del Festival dei Due Mondi di Spoleto, nella spettacolare cornice dell'Anfiteatro Romano. La Banda si è esibita anche in occasione dei Campionati Mondiali di Nuoto, a Roma, ai Campionati Mondiali Militari ed ai Giochi Mondiali delle Polizie. Tra le uscite pubbliche della Banda, particolarmente apprezzato è stato il Concerto tenuto presso il Teatro dell'Opera di Roma, il 7 aprile 1999, alla presenza del Ministro della Giustizia. La Banda della Polizia Penitenziaria ha sede a Portici, presso la Scuola di Formazione e Aggiornamento del Corpo di Polizia e del Personale dell'Amministrazione Penitenziaria, ospitata nel prestigioso Palazzo Valle, già sede delle guardie del corpo di Ferdinando IV di Borbone, re delle Due Sicilie.

Medaglie e decorazioni concesse dalla Polizia Penitenziaria[modifica | modifica sorgente]

PenitenziariaM1.png Medaglia al merito di servizio della Polizia Penitenziaria (20 anni)
PenitenziariaM2.png Medaglia al merito di servizio della Polizia Penitenziaria (15 anni)
PenitenziariaM3.png Medaglia al merito di servizio della Polizia Penitenziaria (10 anni)
(decreto Presidente della Repubblica 15 febbraio 1999, n.82)
PenitenziariaA1.png Croce di anzianità servizio della Polizia Penitenziaria (35 anni)
PenitenziariaA2.png Croce di anzianità servizio della Polizia Penitenziaria (30 anni)
PenitenziariaA3.png Croce di anzianità servizio della Polizia Penitenziaria (20 anni)
(decreto Presidente della Repubblica 15 febbraio 1999, n.82)
PenitenziariaN1.png Medaglia al merito di lunga navigazione della Polizia Penitenziaria (20 anni)
PenitenziariaN2.png Medaglia al merito di lunga navigazione della Polizia Penitenziaria (15 anni)
PenitenziariaN3.png Medaglia al merito di lunga navigazione della Polizia Penitenziaria (10 anni)
(decreto Presidente della Repubblica 15 febbraio 1999, n.82)
NoNastro2.png Medaglia di commiato
Distintivo encomio solenne ruolo direttivo, dirigenti e commissari coordinatori FF.PP. italiane 2.svg Distintivo dorato per l'encomio solenne per il ruolo direttivo, dirigenti e commissari coordinatori (assimilati agli ufficiali superiori) delle forze di polizia italiane
Distintivo encomio solenne ruolo direttivo, commissari FF.PP. italiane 2.svg Distintivo argentato per l'encomio solenne per ruolo direttivo, commissari (assimilati agli ufficiali inferiori e subalterni) delle forze di polizia italiane

Onorificenze alla bandiera della Polizia Penitenziaria[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere BAR.svg Cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia (1989)
Valor civile silver medal BAR.svg Medaglia d'argento al Valor Civile (1982)
Merito civile gold medal BAR.svg Medaglia d'oro al Merito Civile (2006)
RedenzioneSociale.png Medaglia al merito della redenzione sociale (1989)
ProtezioneMer1.png Medaglia d'oro al Merito del Dipartimento della Protezione Civile (2009)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Legge 15 dicembre 1990, n. 395: "Ordinamento del Corpo di polizia penitenziaria."
  2. ^ La mancanza di agenti della Polizia penitenziaria su www.wikio.it. URL consultato il 29-09-2009.
  3. ^ Fonte: Calendario atlante De Agostini, De Agostini, 2008, p. 207.
  4. ^ Rapporto tra detenuti presenti e agenti in forza: situazione al 13 febbraio 2009
  5. ^ Decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 200: "Attuazione dell'art. 3 della legge 6 marzo 1992, n. 216, in materia di riordino delle carriere del personale non direttivo del Corpo di polizia penitenziaria." (testo in vigore al 18 ottobre 2010)
  6. ^ Grafia e dizione corretta in lingua italiana come riportato dal DOP. La pronuncia classica, Còssovo /ˈkɔssovo/, è variamente attestata: cfr. «La battaglia di Còssovo in cui l'impero di Serbia perì» (Giosuè Carducci); «Ti chiaman di Còssovo al piano» (Gabriele d'Annunzio). L'accentazione Cossòvo /kosˈsɔvo/, all'albanese, è invece priva di riscontro storico, sebbene attestata nell'uso giornalistico contemporaneo. In effetti il nome "Cossovo" deriva dal toponimo in lingua serba Kosovo Polje, la "Piana dei Merli".
  7. ^ Art. 165 comma 1 legge 23 agosto 2004 n. 226
  8. ^ Art. 1 comma 1 lett. da a) a f) D.P.R 23 dicembre 1983 n. 904
  9. ^ Vi è da dire che sarebbe auspicabile l'utilizzo di queste tute anche all'interno delle Sezioni Detentive, dato che l'uniforme ordinaria con il passare del tempo è risultata scomoda e poco funzionale per il tipo di servizio svolto dagli agenti.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • G. Agati, Elementi di Diritto Penale e attività di Polizia Giudiziaria nella pratica di Polizia Penitenziaria, CEDAM, Padova, 2000.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]