Ministero della Giustizia
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Ministero della Giustizia della Repubblica Italiana |
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| Ministro | Angelino Alfano |
| Istituito nel: | 1861 |
| Istituito da: | Governo Cavour |
| Sede | Palazzo Piacentini |
| Indirizzo | Via Arenula, 70 Roma |
| Sito web | www.giustizia.it |
Il Ministero della Giustizia è il dicastero del Governo Italiano che si occupa dell'Amministrazione Giudiziaria e di quella Penitenziaria.
La sede centrale del Ministero è il Palazzo Piacentini a Roma, in Via Arenula n. 70.
Ministro della Giustizia del presente governo è Angelino Alfano (PDL).
Indice |
[modifica] Cenni Storici
Già denominato Ministero di Grazia e Giustizia, ha assunto l'attuale denominazione nel 1999 anticipando in parte l'entrata in vigore della Riforma Bassanini sull'organizzazione del Governo. Il Ministero è presente sin dal Governo Cavour nel 1861, quale ministero che si occupava anche degli affari del culto, ossia delle attività legate all'ambito religioso ed ecclesiastico. Infatti la denominazione varia col tempo in relazione a tale attività. A far data dal 1932, col Governo Mussolini, le attività ecclesiastiche e del culto passano al Ministero dell'Interno, più legato all'esecutivo, ove sono tutt'ora, e il ministero assunse la denominazione "di Grazia e Giustizia".
Molte competenze sono variate con l'istituzione del Consiglio Superiore della Magistratura nel 1958, che ha sottrato al ministro tutti i poteri in relazione al reclutamento, nomina, trasferimento, promozioni, sanzioni disciplinari e dimissioni dei magistrati, tanto ordinari che onorari. Dal 1990, assume anche le competenze sulla Polizia penitenziaria. Viene pertanto creato il DAP, o Dipartimento per l'Amministrazione Penitenziaria.
[modifica] Il Ministro della Giustizia
A capo del Ministero è il Ministro della Giustizia, l'unico ad essere citato direttamente nella Costituzione. Essa ne prevede, all'art. 110, le due funzioni fondamentali: l' organizzazione dei servizi e la titolarità dell'azione disciplinare nei confronti dei magistrati. Le altre funzioni sono definite con legge ordinaria. Sul modello francese anche il Ministro della Giustizia italiano ha il titolo di Guardasigilli in quanto custode del sigillo dello Stato. In questa veste controfirma le leggi e i decreti al fine di provvedere alla loro pubblicazione.
[modifica] Organizzazione del Ministero
L'Organizzazione del Ministero è disciplinata dal decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 2001 n. 55[1]. Esso è organizzato in Uffici di diretta collaborazione del Ministro e in quattro Dipartimenti. Sono uffici di staff i seguenti:
- Segreteria del Ministro
- Gabinetto del Ministro
- Ufficio legislativo
- Ispettorato generale
- Ufficio per il coordinamento dell'attività internazionale
- Servizio del controllo interno
- Portavoce del Ministro
- Ufficio stampa ed informazione
I Dipartimenti sono:
- Dipartimento per gli Affari di Giustizia (DAG)
- Dipartimento dell'Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi, (DOG)
- Dipartimento per la Giustizia Minorile (DGM)
- Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria (DAP)
[modifica] Polizia Penitenziaria
| Per approfondire, vedi la voce Polizia Penitenziaria. |
Alle Dipendenze del DAP, opera il Corpo di Polizia penitenziaria quale corpo organizzato ad ordinamento civile, assimilato alle forze di Polizia sulla base della legge di riforma del 1990, che ha smilitarizzato il Corpo degli Agenti di Custodia.
Il Capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria è assimilato per l'indennità di funzione al Capo della Polizia (in qualità di Capo del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero degli Interni), al Comandante Generale dei Carabinieri, al Comandante Generale della Guardia di Finanza, ed è membro effettivo del Comitato Nazionele per l'Ordine e la Sicurezza.
[modifica] Uffici giudiziari
| Per approfondire, vedi la voce Ordinamento della giustizia in Italia. |
Il Ministero sovraintende al personale e all'organizzazione di tutti gli Uffici giudiziari ordinari, in qualità di uffici territoriali del dicastero, e fermo restando le funzioni sui magistrati del Consiglio Superiore della Magistratura. Gli uffici giudiziari di giudici speciali dipendono da amministrazioni e dicasteri diversi (Ministero della Difesa per i Tribunali militari, il Ministero dell'Economia e delle Finanze per le Commissioni Tributarie, la Presidenza del Consiglio dei Ministri per la Corte dei Conti, il Consiglio di Stato e i Tribunali amministrativi regionali, ecc.).
Gli uffici giudiziari giudicanti con competenza nazionale sono:
Gli uffici giudiziari requirenti con competenza nazionale sono:
- la Procura Generale presso la Suprema Corte di Cassazione;
- la Direzione Nazionale Antimafia.
Gli uffici giudiziari requirenti con competenza locale sono:
- le Procure Generale della Repubblica presso la Corte di Appello;
- le Procure della Repubblica presso il Tribunale;
- le Procure della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni.
Gli uffici giudiziari giudicanti con competenza locale sono:
- le Corti d'appello;
- i Tribunali, con le relative sezioni;
- i Giudici di pace;
- i Tribunali per i minorenni;
- i Tribunali di sorveglianza;
- gli Uffici di sorveglianza;
- i Tribunali regionali delle Acque Pubbliche.
Le amministrazioni degli uffici requirenti si definiscono Segreterie e quelle degli uffici giudicanti Cancellerie.
Ulteriore ufficio è il CISIA, che si occupa dell'ambito informatico relativo ai software del ministero.
[modifica] La nuova organizzazione periferica
Nel quadro delle riforme sull’ordinamento giudiziario, è stato promulgato il decreto legislativo 25 luglio 2006, n. 240 recante: «Individuazione delle competenze dei magistrati capi e dei dirigenti amministrativi degli uffici giudiziari nonché decentramento su base regionale di talune competenze del Ministero della giustizia». Esso contiene importanti, quasi rivoluzionarie innovazioni organizzative, in quanto:
- disciplina per la prima volta i rapporti tra i magistrati capi degli uffici giudiziari e i Dirigenti amministrativi degli stessi;
- istituisce strutture decentrate sul territorio del Ministero della Giustizia.
La riforma non è stata ancora attuata, anche per le resistenze della magistratura associata, timorosa di perdere il controllo che essa ha sull'amministrazione.
[modifica] Informatizzazione del Ministero
L'informatica nel Ministero della Giustizia viene organizzata dalla cosiddetta DGSIA (Direzione Generale Sistemi Informativi Automatizzati) che opera territorialmente attraverso i CISIA e gli esperti informatici ministeriali. Tuttavia la stragrande maggioranza delle attività informatiche (compreso il trattamento dei dati sensibili) viene espletata da tecnici esternalizzati che operano come fossero dipendenti pubblici (con un costo doppio pagato alle ditte)nella commessa ATU (Assistenza Tecnica Unificata) aggiudicata da molti anni sostanzialmente alle stesse società di assistenza.
Negli ultimi anni, complice un progressivo taglio finanziario alle spese di giustizia, è esploso un grave problema di irregolarità diffusa e precariato ai danni degli informatici esterni. La vicenda è approdata sui media ed in Parlamento prima con un ODG al Senato [1] poi con una interrogazione alla Camera [2] ed una interpellanza urgente sempre alla Camera [3] a cui finalmente è stata data una risposta che però non venne messa in pratica.
All'inizio del 2008, tramite contratto CNIPA, il servizio viene posto sotto il controllo di un RTI formato da Telecom Italia, ElsagDatamat, Engineering. Un ulteriore passaggio di mano concretizzatosi in uno degli sbocchi del cosiddetto "SPC" (Sistema Pubblico di Connettività) che di fatto rappresenta una "involuzione" del tutto, maggiormente burocratizzato e meno efficiente, nonostante i lavoratori e le società ATU già operanti (passate in subappalto per SPC) siano gli stessi.
La vicenda viene approfondita sul sito/blog http://www.comitatoatu.it
[modifica] Strutture penitenziarie
Dal Ministero della Giustizia dipendono anche tutte le strutture carcerarie della Repubblica. Esse sono organizzate, ai sensi dell'art. 59 Legge 26 luglio 1975 n. 354, la legge sull'Ordinamento penitenziario, in:
- Istituti di custodia cautelare;
- Istituti per l'esecuzione delle pene;
- Istituti per l'esecuzione delle misure di sicurezza;
- Centri di Osservazione.
Le varie strutture sono subordinate ai Provveditorati Regionali dell'Amministrazione Penitenziaria, dipendenti direttamente dal DAP. I Provveditorati Regionali esercitano le competenze relative ad affari di rilevanza circoscrizionale, anche al fine di assicurare l'uniformità dell'azione penitenziaria sul territorio nazionale, ai sensi del DM Giustizia 22 gennaio 2002. I Provveditorati Regionali sono in numero di 16.
[modifica] Situazione finanziaria
A fine 2006 i debiti dichiarati dal Ministero della Giustizia ammontavano a 394,5 milioni di euro. Di questi, 251 milioni pertinenti all'amministrazione giudiziaria, 132 milioni a quella penitenziaria, e 11,4 milioni a quella della Giustizia Minorile. Ciò a fronte di un fabbisogno stimato per l’anno 2007 di 279,9 milioni di euro (154,4 mln per l'amministrazione giudiziaria, 103,5 mln per quella penitenziaria, e 22 mln per la giustizia minorile). La Corte dei Conti ha dichiarato che non è realistica una soluzione nel breve periodo al problema dei debiti pregressi.
[modifica] Note
- ^ D.P.R. 6 marzo 2001 n. 55 "Regolamento di organizzazione del Ministero della Giustizia" pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 63 del 16 marzo 2001
[modifica] Elenco dei Ministri della Giustizia
- Elenco dei Ministri della Giustizia del Regno d'Italia (1861-1946);
- Elenco dei Ministri della Giustizia della Repubblica Italiana (dal 1946).
Gli elenchi comprendono i nominativi dei Ministri che hanno retto il dicastero sin dall'unità d'Italia, col Governo Cavour, nel 1861, a tutt'oggi. Il Ministro dal 1999 ha cambiato denominazione in Ministro della Giustizia.
[modifica] Voci correlate
- Italia
- Governo italiano
- Ministero della Repubblica Italiana
- Consiglio Superiore della Magistratura
- Politica degli incarichi dirigenziali al Ministero della Giustizia sotto il Ministro Mastella
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito ufficiale del Ministero della Giustizia
- Statistiche penitenziarie
- CNIPA:Centro Nazionale per Informatica nella Pubblica Amministrazione
- Sito degli informatici esternalizzati degli Uffici Giudiziari

