Guardia di Finanza

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Guardia di Finanza
Stemma araldico della Guardia di Finanza
Descrizione generale
Attiva 8 aprile 1881 - oggi
Nazione Italia Italia
Servizio Gendarmeria
Tipo Forza di polizia ad ordinamento militare
Compiti polizia giudiziaria
pubblica sicurezza
polizia tributaria
polizia amministrativa
polizia stradale, guardia di frontiera
Numero di emergenza 117
Comando generale Roma, viale XXI aprile, 51
Dimensione 68.134 unità
Soprannome Fiamme gialle
Patrono san Matteo
Motto Nec recisa recedit
Colori giallo/verde, grigio antracite
Marcia Marcia d'ordinanza
Mascotte Finzy il grifone
Anniversari 21 giugno, fondazione del corpo
Decorazioni 5 Croci di Cavaliere all'O.M.I.
3 MOVM
4 MAVM
6 MBVM
2 Croce di Guerra al Valor Militare
1 Medaglia d'oro al Valore della Guardia di Finanza
8 Medaglie d'oro al valor civile
1 Medaglia d'argento al valor civile
9 Medaglie d'oro al merito civile
2 Medaglie di Benemerenza
2 Medaglie per i Benemeriti della Finanza Pubblica
6 Medaglie d'oro per i benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte
2 Medaglie d'oro al Merito della Sanità Pubblica
3 Medaglie d'oro al Merito della Croce Rossa Italiana
2 Medaglie d'oro per i Benemeriti dell'Ambiente
1 Medaglia delle Nazioni Unite
1 Medaglia d'Oro dell'Aquila della Repubblica d'Albania
1 Double Gold Star of Sport Merit
Parte di
Reparti speciali
Comandanti
Comandante generale Gen.C.A. Saverio Capolupo
Comandante in seconda Gen.C.A. Vito Bardi (dal 5 settembre 2013)
Simboli
Simbolo Grifone
Le Fiamme gialle Fiamme gialle.svgFiamme gialle right.svg
Guidone Burgee of the fleet of the Guardia di Finanza.svg
Insegna istituzionale, presente all'esterno delle caserme Insegna Istituzionale GdF (Grafica).png

Guardia di Finanza - Ricompense alla Bandiera di Guerra. URL consultato il 21 maggio 2012.

Voci di forze di polizia presenti su Wikipedia

Il Corpo della Guardia di Finanza (in precedenza Corpo della Regia Guardia di Finanza), abbreviato G. di F.[1], è una delle cinque forze di polizia italiane, avente però ordinamento militare, dipendente direttamente dal Ministro dell'Economia e delle Finanze.

Data la sua doppia identità quale forza di polizia e corpo militare dello Stato, il corpo ha la particolarità di essere parte integrante delle forze armate italiane, pur non essendo inquadrato gerarchicamente nel Ministero della Difesa.

La festa anniversaria della Guardia di Finanza, dapprima fissata il 5 luglio fino al 1965[2], venne definitivamente spostata al 21 giugno, in coincidenza con l’inizio della battaglia del solstizio, durante la prima guerra mondiale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La nascita[modifica | modifica sorgente]

La Guardia di Finanza è il corpo militare più antico dello Stato italiano: la troviamo già nel Regno di Sardegna, alcuni fanno risalire le sue origini alla legione truppe leggere, così come testimoniato dal decreto di nomina di Gabriel Pictet come primo comandante il 5 ottobre 1774 da parte di Vittorio Amedeo III di Savoia.[3] Il reparto di fanteria leggera dell'esercito sabaudo con compito accessorio del presidio delle frontiere, viene prima riordinato e poi sciolto con la creazione delle repubbliche sorelle napoleoniche nel nord Italia, successivamente ricostituito dopo la Restaurazione sotto il nome di legione reale leggera e sciolto definitivamente nel 1821.

Altri ancora affermano che il corpo abbia un omolog precedente nel corpo dei preposti doganali del Regno di Sardegna, organismo civile di matrice francese, che i regnanti transalpini mantennero dopo la caduta di Napoleone, e a cui era affidata la vigilanza per fini doganali dei posti di confine e della frontiera, dapprima contemporaneamente al reparto militare ricostituito e poi da solo.[4]

L'unità d'Italia[modifica | modifica sorgente]

Dopo la proclamazione del Regno d'Italia nel 1861, l'anno seguente la fusione degli organismi doganali dei disciolti Stati preunitari con i preposti doganali piemontesi determinò la nascita del Corpo delle Guardie doganali, da cui storicamente, può essere fatta risalire l'origine della odierna Guardia di Finanza. Nel 1881, con il cambio di dipendenza dalle dogane alle neo costituite intendenze di finanza, ne viene adeguata la denominazione in Corpo della Regia Guardia di Finanza, che risponde anche ad un progressivo aumento dei compiti d'istituto quale braccio armato dell'amministrazione finanziaria italiana. Una serie di riforme progressive e successive volte a migliorarne l'organizzazione e l'efficienza ne accentua da un lato l'autonomia dalla direzione generale delle gabelle (nell'ambito del ministero delle finanze) e dall'altro gli aspetti militari, sino alla completa militarizzazione avvenuta nel 1907, sancita dall'estensione dell'uso delle stellette, distintive dei reparti combattenti, sovrapposte alle tradizionali fiamme gialle. Le fiamme gialle erano concesse, senza stellette, anche al personale coloniale; gli ascari finanzieri si distinguevano inoltre per la fusciacca ("etagà") gialla con bordi verdi e fiocco del tarbush o della tachia verde e giallo.

In tempo di pace il corpo, pur non avendo ancora lo stato giuridico militare, fu sottoposto alla giurisdizione militare e a un regime disciplinare in gran parte mutuato da quello vigente per l'esercito, il cui regolamento di disciplina militare viene esteso alla G. di F. con legge del 12 luglio 1908.[non chiaro] L'integrazione tra le forze armate dello Stato si completa con la concessione della bandiera di guerra con i regi decreti legge 2 giugno 1911 n. 325 24 dicembre 1914 n. 1409.

Prima guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

La Guardia di Finanza partecipò alla prima guerra mondiale con un contingente di 12.000 finanzieri (il 40% dell’allora organico del Corpo), inquadrato in 18 battaglioni mobilitati e 4 compagnie autonome, impiegati sul fronte trentino, in Carnia, sull’Isonzo, sul Carso ed in Albania con organico, armamento ed equipaggiamento identico a quelli dei reparti alpini[5]. Altri “distaccamenti speciali”, invece, erano costituiti da finanzieri dei reparti di confine posti a disposizione dei reparti del regio esercito in prima linea, con compiti informativi e di esplorazione. Reparti di finanzieri sciatori si distinsero inoltre sull’Ortles e sulla Marmolada[6]; inoltre, se l'origine delle truppe d'assalto italiane nella prima guerra mondiale è controversa, è certa comunque la presenza in esse di finanzieri sin dalle prime manifestazioni della specialità.

I battaglioni del Corpo dipendevano, di solito, direttamente dai corpi d’armata e venivano distaccati di volta in volta ai comandi di settore divisionale per l’impiego in prima linea. Una seconda aliquota di finanzieri fu destinata alla difesa costiera, a cui parteciparono anche i reparti litoranei e le unità navali del Corpo, di cui le maggiori poste alle dipendenze della Marina Militare, dispiegate anche sul lago di Garda[7].

Il rimanente personale fu impiegato sul territorio nazionale con compiti politico-militari a tutela dell’economia di guerra e per la sicurezza interna del regno; in Libia e nel dodecaneso italiano, negli ordinari compiti di servizio e nella difesa costiera[8]. È doveroso ricordare che il primo colpo di fucile del conflitto fu esploso, nella notte tra il 23 e il 24 maggio 1915, da una pattuglia composta dai finanzieri Pietro Dell’Acqua e Costantino Carta, i quali respinsero il tentativo di alcuni guastatori austriaci di demolire il ponte di Brazzano sullo Judrio, il fiume che segnava il nostro confine orientale del 1866[9]. Negli anni di guerra si succedettero numerosi episodi di eroismo e dimostrazioni di operatività, nonostante alcuni rovesci militari delle nostre Armate. Le ingentissime perdite subite e la difficoltà ad alimentare i reparti con dei rincalzi, indussero il Comando Supremo nell’agosto 1916 a dimezzare il numero di battaglioni e compagnie autonome del Corpo, riducendo gli uomini al fronte ad un totale di 9.000[10].

Al momento del repentino crollo del fronte dopo la battaglia di Caporetto, i quattro battaglioni di finanzieri coinvolti si segnalarono per la compattezza mantenuta nelle azioni di retroguardia e nel concorrere a rendere ordinato, per quanto possibile, il ripiegamento dell’Esercito[11].

Quando venne costituita la prima difesa al nemico sulla via di Venezia, sulla destra del Piave Nuovo, tre battaglioni del Corpo ne entrarono a far parte: il VII, l’VIII ed il XX, i quali conteneroni gli attacchi sul Piave e parteciparono poi alla battaglia del solstizio. In particolare, il 21 giugno 1918 il VII battaglione mobilitato, dislocato sul basso Piave, si attestò in opposto territorio ed il successivo 5 luglio l’VIII battaglione, che lo rilevò, continuò le operazioni, che si conclusero brillantemente due giorni dopo[12]. Lo stesso giorno il XVI ed il XVIII battaglione iniziarono in Albania l’attacco contro le ardue e ben munite posizioni del Mali Viluscia, che conquistarono nei giorni successivi[13].

Dopo la fine delle ostilità, la Guardia di Finanza, oltre a provvedere alla vigilanza lungo la linea di armistizio ed all’organizzazione del servizio d’istituto nelle nuove province annesse, inviò reparti in Dalmazia, in Albania ed in Anatolia, facenti parte dei rispettivi corpi di spedizione, mentre due compagnie furono autorizzate a permanere a Fiume occupata dai volontari di Gabriele D'Annunzio, uniche unità regolari incaricate della protezione della popolazione civile e del controllo dell’area portuale[14].

I fatti d’arme in cui il valore dei finanzieri fu maggiormente esaltato nel corso del conflitto, sono simbolicamente riportati sulla freccia della Bandiera di Guerra, sulla quale sono incisi i nomi delle località geografiche: «Ala, Monte Croce Carnico, Podgora, Monte Sei Busi (1915); Monte Sperone, Costesin Val d'Assa, Val d'Astico, Monte Cimone, Carso (1916); Osum e Piave Vecchio (1917), Due Piavi e Mali Viluscia (1918)».
L’albo d’oro dei caduti e dei decorati testimonia la tenacia e l’abnegazione delle Fiamme Gialle: su un totale di circa 12.000 finanzieri mobilitati, 2.392 furono i caduti, 500 i mutilati e gli invalidi e 2.600 i feriti. Ai finanzieri furono concesse nell’arco del conflitto 141 medaglie individuali d’argento al Valor militare (41 delle quali alla memoria), 261 di bronzo, 224 croci di guerra al Valore (di cui 53 alla memoria) e 136 promozioni per merito di guerra[15].

La coraggiosa condotta del VII battaglione durante la prima guerra mondiale fu riconosciuta con la concessione alla Bandiera di Guerra di una medaglia di bronzo al Valor militare, con R.D. del 31 ottobre 1920, con la seguente motivazione:

« Per il valore con cui contrattaccò il nemico soverchiante per numero e per mezzi ostacolandone l'avanzata e per lo slancio dimostrato in aspre giornate di battaglia »

.Piave, dicembre 1917, giugno-luglio 1918.

Una seconda medaglia di bronzo al Valor militare è stata concessa al Corpo con R.D. del 3 novembre 1921:

« Per il generoso contributo di sangue, di valore e di abnegazione dato durante la guerra, e per le virtù militari spiegate dai componenti del Corpo e da alcuni reparti, degni compagni in aspre prove di quelli dell'Esercito »

. Guerra italo austriaca, 24 maggio 1915 – 4 novembre 1918.

Primo dopoguerra[modifica | modifica sorgente]

Gli anni venti segnano un periodo di profonda riorganizzazione per la Guardia di Finanza che viene ordinata secondo il modello territoriale dei Reali Carabinieri, con l'innovazione determinata dall'istituzione nel 1923 della polizia tributaria investigativa, quale contingente specializzato e componente di punta del Corpo, che segna il progressivo spostarsi del fulcro dell'attività di servizio dagli originari compiti di polizia daziaria e doganale alla sorveglianza della totalità degli aspetti tributari nazionali.

Contemporaneamente si costituisce, nell'ambito del Ministero, l'"Ufficio tecnico centrale per la Polizia Tributaria Investigativa", retto da un generale della Guardia di Finanza.

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Il rendimento militare mostrato nel corso della grande guerra viene rinnovato con le prove di abnegazione mostrate durante la seconda guerra mondiale, culminate con la liberazione di Milano e dall'opera di contrasto al contrabbando, dapprima terrestre e poi via mare, soprattutto nell'immediato secondo dopoguerra italiano.

Anni '40 e '50[modifica | modifica sorgente]

Ricostruzione post bellica, sviluppo economico, liberalizzazione degli scambi internazionali e i primi accenni di un processo di integrazione europea portano il sistema tributario italiano a un nuovo assetto. La riforma dell'imposizione fiscale ad opera del ministro Vanoni e il ruolo ormai determinante assunto nel sistema dall'imposta generale sulle entrate rendono necessario un profondo mutamento del sistema di repressione dell'evasione fiscale.

Il 2 maggio 1949, alla presenza dei ministri Ezio Vanoni, Giuseppe Pella e Ugo La Malfa, il comandante generale inaugura presso l'accademia del Corpo il primo corso per verificatori contabili, diretto dal professor Cesare Cosciani, al quale sono destinati ufficiali del Corpo e funzionari dell'amministrazione finanziaria. Da tale momento la preparazione all'attività di polizia tributaria diviene il tema centrale dell'addestramento di formazione e di perfezionamento per gli ufficiali ed i sottufficiali. Segue un periodo di intenso ammodernamento. Nel giro di pochi anni, vengono radicalmente trasformati il naviglio, il parco automobilistico e l'organizzazione delle telecomunicazioni; viene istituito il servizio statistico, dotato di un centro meccanografico, e il servizio cinofili per l'allevamento e l'addestramento dei cani anticontrabbando.

Negli stessi anni, viene stabilito l'impianto generale del Corpo basato sulla legge 23 aprile 1959, n.189 che ne fissa i compiti istituzionali, successivamente adeguati da specifici provvedimenti settoriali attributivi di determinate competenze.

Caratteristiche peculiari[modifica | modifica sorgente]

Il corpo rappresenta un unicum nel panorama delle forze di polizia del mondo, infatti altri organismi che hanno condiviso nascita e sviluppo paralleli e similari, anche in relazione ai diversi assetti istituzionali ed alla diversa tradizione dei paesi di appartenenza, hanno assunto caratteri molto differenti. Nato come componente di polizia dell'amministrazione doganale, secondo un modello di matrice francese (che subentrò all'inefficiente sistema combinato di affido ad agenti privati della riscossione dei dazi e a reparti militari del controllo delle frontiere in funzione anticontrabbando, tipico dello stato sabaudo) ha subìto una evoluzione del tutto peculiare, anche per la volontà governativa di privilegiare il potenziamento di una organizzazione preesistente alla creazione di nuovi organismi di controllo, mano a mano che si complicava il quadro del sistema tributario nazionale.

A ciò non fu estranea la tradizionale impostazione cavouriana di parziale coesistenza e contrapposizione degli organi istituzionali, necessaria in uno stato ancora debole quale quello italiano di recente unificazione, non solo al fine di salvaguardane l'integrità, suddividendo competenze ed attribuzioni in modo che ogni ufficio dovesse appoggiarsi ad un altro per completare il proprio lavoro, di cui non risultava quale unico depositario, ma anche di amalgamare, per quanto possibile, le diverse estrazioni e tradizioni culturali dei componenti le burocrazie degli stati preunitari.

Ancora oggi, infatti, il lavoro svolto in campo poliziesco è in tutto eguale a quello delle altre forze di polizia, si può però osservare, nel campo delle funzioni di polizia economico finanziaria, una linea di faglia tra il ruolo di organo segnalatore proprio della Guardia di Finanza e quello di organo di definizione ed accertamento tipico delle varie branche del Ministero dell'Economia delle Finanze, che si occupano di riesaminare l'attività di servizio del Corpo e di decidere sussistenza quantità e qualità delle sanzioni da irrogare.

A differenza di quanto accaduto, ad esempio, in Francia, dove la guardia doganale rimase una branca specializzata dell'amministrazione omonima, fu deciso di dare un assetto autonomo ed unitario alla Guardia di finanza, che fu posta, e lo è ancora adesso, alle dipendenze dirette del capo del dicastero e non nell'ambito del ministero delle finanze stesso. Anche l'adozione di un inquadramento militare rispondeva all'esigenza di garantire l'indipendenza della compagine del Corpo dagli uffici a beneficio dei quali svolgeva l'attività ispettiva, aggiogando nel contempo i finanzieri ad un sistema disciplinare più pesante, che poteva assicurare una maggiore integrità morale dei componenti. Il carattere militare, inoltre, permetteva di conferire al Corpo quel carattere di guardia di frontiera ai confini di terra e di mare, che avvicinava l'istituzione ai modelli organizzativi degli Stati del centro Europa, carattere affievolitosi solo negli ultimi anni, auspice anche il processo di unificazione europea, a favore di altri organismi quali le specialità polizia di frontiera della Polizia di Stato e guardia costiera, delle Capitanerie di Porto.

In sostanza l'opzione scelta, quella di concentrare, nel tempo, più funzioni ispettive nella Guardia di Finanza a scapito degli uffici ai quali è stata affidata la prosecuzione amministrativa degli atti, anziché dare vita a più organismi, aveva la ragione pratica di contenere le spese necessarie a dare vita a nuovi improvvisati complessi, spesso estranei alle tradizioni delle amministrazioni peninsulari, salvaguardando i risultati, affidati ad un organo già collaudato. Ultimamente tale impostazione è stata in un certo qual modo persa di vista, anche in ragione della progressiva complicazione del quadro normativo di riferimento, e all'azione ispettiva del Corpo si è affiancata l'attività anche ispettiva di molteplici articolazioni investigative create in seno alle rinnovate authority ed agenzie, come quelle fiscali, in primis l'Agenzia delle Entrate, dei dicasteri che beneficiavano dei servizi svolti dalla Guardia di Finanza.

Competenze e funzioni[modifica | modifica sorgente]

Tra i compiti del corpo, riordinati con il d.lgs 19 marzo 2001 n. 68, vi sono principalmente funzioni di polizia tributaria, agisce anche come polizia giudiziaria e pubblica sicurezza comuni alle altre forze di polizia, possiede anche poteri di polizia militare e anche speciali (ed esclusivi) di polizia tributaria.[16] La nozione giuridica di polizia tributaria è precisata dalla legge 7 gennaio 1929, n. 4, che riordina organicamente la materia della repressione delle violazioni finanziarie. Ai sensi della legge 23 aprile 1959 n. 189, che ne definisce l'ordinamento, il corpo fa parte integrante delle forze armate della Repubblica Italiana dipende direttamente dal Ministero dell'Economia e delle Finanze.[17]
In particolare, oltre a svolgere i compiti di polizia economico-finanziaria, svolge anche attività di repressione del contrabbando, la lotta al traffico di sostanze stupefacenti, la repressione dei reati di criminalità organizzata, riciclaggio del denaro, la lotta al finanziamento al terrorismo, polizia giudiziaria e il mantenimento dell'ordine pubblico. Si occupa anche del controllo delle frontiere terrestri ed assume ruolo prevalente nella difesa di quelle marittime.

Il personale è ripartito in due contingenti, il cosiddetto ramo terra, che annovera la maggioranza dei finanzieri, compreso il Servizio aereo della Guardia di Finanza, ed il ramo mare, che inquadra il personale specializzato prevalentemente impiegato nel Servizio navale della Guardia di Finanza. Questa ripartizione, che si realizza in due percorsi professionali diversi, seppure paralleli, a partire dall'arruolamento, ha una giustificazione che risale al periodo della Guardia Doganale, in quanto il Corpo, allora privo di reparti di addestramento, reclutava personale che aveva già svolto il servizio militare ma era soggetto in caso di guerra a chiamata nelle forze armate, quindi per coloro che avevano svolto il servizio nell'Esercito, era previsto l'impiego a terra, per coloro che invece provenivano dalla Marina, ed avevano, quindi, formazione e dimestichezza marinare, era previsto il servizio nella vigilanza costiera o sui laghi.

L'attività di polizia spazia dalla tutela degli interessi finanziari nazionali ed europei, attraverso il contrasto all'evasione impositiva, alla repressione dei reati tributari e delle frodi comunitarie, fra cui il contrabbando, dalla lotta alla criminalità organizzata all'attività di contrasto al riciclaggio dei capitali illecitamente conseguiti, dal reimpiego dei proventi dell'attività criminale, al contrasto del traffico di sostanze stupefacenti.

Essa può essere schematizzata nei seguneti campi d'intervento:

  1. reati contro la pubblica amministrazione italiana (soprattutto di tipo economico-finanziario);
  2. frodi ai danni di organismi dell'Unione europea;
  3. contraffazione di marchi;
  4. falsificazione di valuta;
  5. contrabbando;
  6. traffico di stupefacenti;
  7. immigrazione clandestina;
  8. gioco d'azzardo;
  9. frodi telematiche
  10. usura;
  11. abusivismo edilizio;
  12. contrasto alla crimine organizzato.

Personale[modifica | modifica sorgente]

Attualmente il Corpo ha una forza organica di circa 68 000 militari delle varie categorie (ufficiali, ispettori, sovrintendenti, appuntati e finanzieri).

Le dotazioni organiche assegnate alla Guardia di Finanza per l'assolvimento dei compiti istituzionali sono approssimativamente determinate in:

  • 3.225 ufficiali;
  • 23.602 ispettori;
  • 13.500 sovrintendenti;
  • 27.807 appuntati/finanzieri.

Reclutamento[modifica | modifica sorgente]

Le modalità sono stabilite dal regio decreto legge 4 ottobre 1935 n. 1961 - convertito nella legge 9 gennaio 1936, n. 75 - mentre le modalità di accertamento dell'idoneità sono stabilite dal decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze 17 maggio 2000 n. 155.[18]

Una disciplina generale è oggi contenuta nel d.lgs 15 marzo 2010 n. 66 ("Codice dell'ordinamento militare"), che prevede anche riserva in posti nei casi tassativamente indicati dalla legge.[19][20]

Armamento[modifica | modifica sorgente]

L'armamento in dotazione individuale alla Guardia di Finanza è composto da:

Pistola semiautomatica Beretta mod. 84 BB e 85 cal. 9 corto (reparti ordinari)
Pistola semiautomatica Beretta mod. 84 F cal. 9 corto (reparti ordinari)
Pistola semiautomatica Beretta mod. 92 SB cal. 9 × 19 mm Parabellum (nuclei mobili e sezioni mobili)
Pistola semiautomatica Beretta mod. 92 FS cal. 9 × 19 mm Parabellum (reparti ATPI - GICO - GOA e istruttori di tiro (AGT-ITO-ICTO)

L'armamento in dotazione di Reparto alla Guardia di Finanza è composto da:

Pistola mitragliatrice Beretta mod. 12/S e S2 cal. 9 × 19 mm Parabellum (tutti i reparti)
Fucile d'assalto Beretta SC 70/90 cal. 5,56 × 45 mm NATO (tutti i reparti)
Fucile a pompa semi-automatico Franchi SPAS-15 MIL cal. 12 x 70 (reparti ATPI - GICO - GOA)
Pistola mitragliatrice Heckler & Koch MP5 cal. 9 × 19 mm Parabellum (reparti ATPI)
Mitragliatrice pesante MG 42/59 cal. 7,62 × 51 mm NATO (tutti i reparti)
Fucile di precisione Mauser mod. 86 SR (tiratori scelti)
Fucile di precisione Heckler & Koch PSG-1 (tiratori scelti)
Revolver Ruger mod. SP101 (reparti GICO - GOA)
Revolver Smith & Wesson mod. 586 (solo per esercitazioni)
Lanciagranate Heckler e Koch mod. 79 A1 cal. 40 x 46 mm (reparti ATPI)
Lanciagranate RM mod. M-203 PI cal. 40 mm (reparti ATPI)
bombe a mano e granate stordenti (tutti i reparti)

Automezzi[modifica | modifica sorgente]

Guardacoste classe "Meattini" della Guardia di Finanza
un Nardi Hughes NH-500 della Guardia di Finanza sullo sfondo un AgustaWestland AW109.

Sono inoltre presenti numerosi altri veicoli di vari marchi in livrea civile, in prevalenza oggetto di confisca.

Mezzi navali ed aerei[modifica | modifica sorgente]

Tra i pattugliatori tra il 2013 e l'inizio del 2014 sono stati costruiti il Monte Cimone e Monte Sperone. Ancora a metà marzo li stanno testando prima di entrare in servizio.

Struttura organizzativa[modifica | modifica sorgente]

L'ordinamento del corpo è stato riorganizzato con la legge 23 aprile 1959, n. 189. La struttura ordinativa è stata revisionata con il D.P.R. 29 gennaio 1999 n. 34, al fine di conseguire obiettivi di maggiore efficienza, efficacia ed economicità dell'azione amministrativa.

Comandante generale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Comandante generale della Guardia di Finanza.

Il comandante generale della Guardia di Finanza è sempre stato, per legge un generale di corpo d'armata dell'Esercito Italiano e non della Guardia di Finanza stessa. La legge 3 giugno 2010 n. 79, promulgata su impulso delle Commissioni Difesa e Commissioni Finanze della XVI Legislatura, stabilì che anche i generali di corpo d'armata della Guardia di Finanza potessero ricoprire il ruolo di comandante generale.[21]
Questa legge è stata molto criticata dai Radicali perché, a loro giudizio, garantirebbe alla Guardia di Finanza troppa autonomia rispetto alle istituzioni repubblicane.[22] Il 15 giugno 2012 Saverio Capolupo è stato scelto dal CDM come il nuovo comandante generale della Guardia di Finanza.

Comandi territoriali[modifica | modifica sorgente]

  • Comando generale

con funzione di alta direzione della globale attività istituzionale,[23] retto da un generale di corpo d'armata, di nomina politica (comandante generale della Guardia di Finanza). Per l'esecuzione del servizio la Guardia di Finanza è articolata in sei comandi interregionali (nelle sedi di: Milano, Venezia, Firenze, Roma, Napoli e Palermo), retti da generale di corpo d'armata, da cui dipendono:

  • 20 comandi regionali, di livello generale di brigata/generale di divisione, che svolgono funzioni di comando, coordinamento e controllo dei dipendenti reparti Tecnico Logistico Amministrativi (retti da colonnello) nonché di quelli aventi immediata proiezione operativa costituiti, nella dicotomia fra reparti territoriali ordinari e reparti specializzati, dai:
  • comandi provinciali, retti da colonnello/generale di brigata, alle dipendenze dei quali operano secondo un modulo di coesistenza di organismi specialistici ed organismi ordinari, di norma, un nucleo di polizia tributaria, unità ad alta specializzazione nella investigazione tributaria, economica, finanziaria ed antidroga ed articolata in gruppi di sezioni, e un numero variabile di gruppi, compagnie, tenenze e brigate, di consistenza organica diversa in relazione alla situazione socio-economica ed alle esigenze operative dell'area di competenza. Nell'ambito dei comandi provinciali, nelle zone montagnose esiste il Soccorso alpino della Guardia di Finanza, articolato in stazioni S.A.G.F., che impiega personale appositamente qualificato al servizio in montagna per operazioni di soccorso.

Reparti operativi[modifica | modifica sorgente]

Parallelamente ai comandi interregionali, con competenze specialistiche in ambito nazionale esistono, sempre a livello generale di corpo d'armata:

  • Comando dei reparti speciali, dal quale dipendono, al comando di generali di brigata:
    • un Comando tutela della finanza pubblica articolato in:
      • Nucleo speciale entrate, che opera in materia di entrate del bilancio nazionale e degli enti locali;
      • Nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie, competente in materia di spesa pubblica, di frodi al bilancio comunitario, di contrabbando, di controllo alle uscite del bilancio nazionale e degli enti locali;
    • un Comando tutela dell'economia, articolato in:
      • Nucleo speciale polizia valutaria, che opera a tutela dei mercati finanziari e nei settori di servizio riguardanti il riciclaggio, i movimenti transfrontalieri di capitali, l'intermediazione finanziaria, l'usura, la disciplina dei mezzi di pagamento, il finanziamento al terrorismo, la tutela del risparmio, gli illeciti previsti dal testo unico delle leggi bancarie, di cui al D. Lgs. n. 385/1993; da quello della finanza di cui al D. Lgs. n. 20/1998 e dal Codice delle assicurazioni private, di cui al D. Lgs. n. 209/2005;
      • Nucleo speciale tutela mercati, con funzioni di tutela delle regole dei mercati, in particolare in materia di illeciti contro l'economia pubblica, l'industria ed il commercio. Il reparto è inoltre, il referente per la Guardia di finanza dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato;
      • Servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata (SCICO), che opera a contrasto dei reati di criminalità organizzata;
      • Nucleo speciale per la radiodiffusione e l'editoria, che collabora con l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni;
    • un Comando unità speciali dal quale dipendono:
      • il Nucleo speciale commissioni parlamentari d'inchiesta, per l'attività di collaborazione con gli omonimi organi parlamentari;
      • il Nucleo speciale funzione pubblica e privacy;
      • il Nucleo speciale frodi telematiche, (G.A.T.) che opera a contrasto degli illeciti economico-finanziari perpetrati per via telematica ed i reati commessi da hacker e cracker.
      • il Nucleo speciale tutela pubblica amministrazione per la prevenzione ed il contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito nella pubblica amministrazione.
stemma del G.A.T.(Gruppo anticrimine tecnologico)
  • II Reparto

Questo reparto è erede del "Servizio Informativo" della Guardia di Finanza, ed equiparabile ai SIOS di forza armata. Al suo interno vi è anche un Ufficio Analisi d’Intelligence. Al comando vi è il generale del corpo Michele Carbone. Ha un organico di circa 600 effettivi.

Reparti aeronavali[modifica | modifica sorgente]

  • reparti operativi aeronavali, comandati da colonnelli, che dirigono e coordinano l'attività specialistica dei reparti marittimi e di volo (Servizio aereo della Guardia di Finanza ) in ambito di una o più regioni;
  • il Comando aeronavale centrale, preposto al:
    • Comando Operativo Aeronavale, articolato su un gruppo esplorazione aeromarittima e cinque gruppi aeronavali, che conduce e coordina l'attività di vigilanza aeromarittima a livello nazionale;
    • Comando logistico aeronavale, articolato su un centro navale ed un centro di aviazione, che provvede alla funzione logistica centralizzata di settore;

Reparti addestrativi[modifica | modifica sorgente]

Esiste, inoltre, la branca addestrativa dell’Ispettorato per gli istituti di istruzione, retto da generale di corpo d'armata, dal quale dipendono tutti i reparti preposti al reclutamento, alla formazione ed alla specializzazione del personale dei vari ruoli del corpo nonché i prestigiosi Gruppi Sportivi Fiamme Gialle, in cui militano numerosi atleti olimpici (tra cui la medaglia d'oro Domenico Fioravanti). L'ispettorato per gli istituti di Istruzione, in particolare, ha una struttura simile a quella degli omologhi Comandi Interregionali, assolve funzioni di comando, coordinamento e controllo dei reparti ed istituti dipendenti delle attività nei settori:

  • del reclutamento e della formazione degli allievi;
  • dell'addestramento e della specializzazione post-formazione del personale già in servizio.

Alle proprie dipendenze sono posti i seguenti reparti:

  • Accademia della Guardia di Finanza: con sedi a Bergamo e a Roma (Castel Porziano), retta da generale di divisione/brigata;
  • Scuola ispettori e sovrintendenti della Guardia di Finanza: con sede a L'Aquila, retta da generale di divisione/brigata;
  • Scuola di Polizia Tributaria: con sede a Lido di Ostia (Roma), retta da generale di divisione/brigata;
  • Centro di Reclutamento: con sede a Roma, retta da generale di divisione/brigata;
  • Legione Allievi: con sede a Bari, retta da generale di divisione/brigata, con alle dipendenze la Scuola Allievi Finanzieri alla sede, la Scuola Nautica di Gaeta e la Scuola Alpina di Predazzo;
  • Centro Addestramento di Specializzazione, con sede ad Orvieto, retto da generale di brigata/colonnello;
  • Centro Sportivo: con sede a Roma (Castel Porziano), retto da generale di brigata.

Come supporto tecnico troviamo il Reparto Tecnico Logistico – Amministrativo per gli Istituti di Istruzione, con sede a Lido di Ostia (Roma), retto da colonnello.

Reparti speciali[modifica | modifica sorgente]

SCICO[modifica | modifica sorgente]

Il Servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata (SCICO) è stato istituito in attuazione della circolare n. 216093/310, del 10 luglio 1993, emanata a seguito della legge n. 203 del 12 luglio 1991, recante «Provvedimenti urgenti in tema di lotta alla criminalità organizzata e di trasparenza e buon andamento dell'attività amministrativa».

Inizialmente questo reparto fu organizzato unitariamente con competenza su tutto il territorio nazionale e si articolava in più GICO periferici in ogni regione dove aveva sede una Direzione Distrettuale Antimafia poi, anche sull'onda di polemiche che toccarono anche i similari Servizio Centrale Operativo (SCO) e Raggruppamento Operativo Speciale (ROS) di Polizia di Stato e Carabinieri[24] fu riorganizzato esclusivamente come organismo di coordinamento ed analisi, mentre i G. I.C.O. ovvero i bracci operativi furono inquadrati nell'ambito dei nuclei provinciali di PT.

Lo SCICO svolge una serie di compiti, tra i quali:

  • curare la raccolta dei dati e delle notizie concernenti l'attività investigativa svolta dai reparti del Corpo a contrasto della criminalità organizzata;
  • effettuare l'analisi dei dati raccolti al fine di individuare ed elaborare metodologie investigative idonee ad orientare l'attività tecnico-operativa dei GICO;
  • intrattenere i rapporti, a livello centrale, con il Procuratore nazionale antimafia con il compito di partecipare i GICO delle direttive ricevute;
  • procedere all'interscambio informativo con i paritetici Servizi centrali delle forze di polizia, con la DIA, nonché con gli organi e i servizi di polizia giudiziaria nell'ambito del corpo e, per il tramite del Comando generale - II Reparto, con gli organi di polizia esteri eventualmente interessati;
  • curare il collegamento informativo interforze per le attività dirette alla prevenzione e repressione dei delitti di sequestro di persona a scopo di estorsione;
  • fornire supporto tecnico-logistico ai GICO, mediante l'impiego di attrezzature tecnologicamente avanzate;

assicurare supporto operativo ai GICO, mediante l'impiego di personale dotato di specifiche professionalità per l'esecuzione di attività di polizia giudiziaria.

GICO[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gruppo d'investigazione sulla criminalità organizzata.

Reparti speciali articolati nei Nuclei PT della Guardia di Finanza e dislocati in quelle città ove hanno sede le Direzioni Distrettuali Antimafia.

Unici organi del corpo con alta specializzazione in investigazioni atte a contrastare esclusivamente reati di criminalità organizzata con finalità di riciclaggio, terrorismo nazionale/internazionale, sequestri di persona nonché nell'attività antidroga e contrabbando su larga scala.

Il personale, in termini di operazioni e capacità d'intervento, gode di speciali attribuzioni di legge, quali ad esempio infiltrato sotto copertura e agente provocatore. I GICO inglobano nella propria struttura i GOA (Gruppi Operativi Antidroga)

GOA[modifica | modifica sorgente]

Il Gruppo Operativo Antidroga è inquadrato logisticamente all'interno dei G.I.C.O. L'attività esclusiva del reparto G.O.A. è dedita al contrasto del narcotraffico su larga scala ovvero grandi traffici di droga nazionali ed internazionali.

La sezione anticontrabbando dei G.R.F. (Gruppi Repressioni Frodi). La sezione antiriciclaggio, precedentemente in essere all'interno dei GICO, è stata ora assorbita da altra struttura all'interno dei Nuclei Provinciali di Polizia Tributaria.

ATPI[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Anti Terrorismo Pronto Impiego.

I Reparti antiterrorismo e pronto impiego della Guardia di Finanza, più comunemente noti come Baschi verdi si collocano nell'ambito del Corpo quale componente speciale per formazione ed addestramento. Fondato nel 1982, è una componente altamente specializzata della Guardia-Finanza, nonché la naturale evoluzione dei nuclei SVATPI (Scorta Valori Antiterrorismo Pronto Impiego), creati nel 1977 al fine di contrastare le azioni delle Brigate Rosse ai danni dei furgoni porta valori della Banca d'Italia. Gli SVATPI saranno in seguito impiegati quali nuclei scorta per diverse personalità di spicco, tra le quali l'allora ministro delle finanze (il quale, secondo confessioni giunte da un terrorista, sarebbe stato al centro di un piano di rapimento fallito proprio a causa della presenza degli operatori). L'odierno ATPI è prevalentemente impiegato quale supporto ai reparti territoriali, nel corso di operazioni ad elevato rischio. Le compagnie che compongono il reparto possono inoltre essere dispiegate quali unità antisommossa in gravi situazioni di minaccia per l'ordine pubblico. Gli operatori dell'ATPI che abbiano frequentato il corso di qualificazione denominato scorte di sicurezza, vengono inoltre impiegati nel servizio scorta per il ministro dell'economia e di altre personalità a rischio, oltre che a collaboratori di giustizia. Il reparto svolge inoltre servizio di tutela a beneficio di varie personalità del mondo politico-sindacale ed economico italiano.

Le proiezioni operative dei Baschi verdi, connotate da una incisiva e costante presenza sul territorio sono l'antiterrorismo, con la vigilanza degli aeroporti, dei porti e degli altri obbiettivi considerati sensibili ed il pronto impiego, intendendosi:

  • i dispositivi di contrasto ai traffici illeciti, con specifico riguardo all'area della criminalità organizzata, del contrabbando, degli stupefacenti, delle armi e dell'immigrazione clandestina;
  • il concorso al mantenimento dell'ordine e della sicurezza pubblica con le altre forze di polizia;
  • interventi nei casi di pubblica calamità;
  • il servizio di pubblica utilità 117;
  • la partecipazione alle missioni internazionali di pace.

La formazione specialistica dei militari Baschi verdi nasce presso il Centro Addestramento di Specializzazione di Orvieto a cui l'addestramento per tutti i servizi extratributari della Guardia di Finanza, con speciale riguardo alle attività caratterizzate da un particolare taglio operativo.

Da sottolineare che il basco verde trae origine dall'analogo copricapo in dotazione al Comando subacquei ed incursori della Marina Militare (COMSUBIN) che addestrò i primi baschi verdi della Guardia di Finanza.

Gradi e qualifiche[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi gradi e qualifiche della Guardia di Finanza e distintivi di grado italiani.

I gradi della Guardia di Finanza si dividono in 4 categorie, definite ruoli:

  • Ufficiali (che a sua volta si suddividono in ufficiali inferiori, superiori e generali);
  • Ispettori[25] (per i quali si utilizza la denominazione di maresciallo, con affissi diversi a seconda dell'anzianità nel grado: maresciallo, maresciallo ordinario, maresciallo capo, maresciallo aiutante, Luogotenente);
  • Sovrintendenti[25] (vicebrigadiere, brigadiere e brigadiere capo nella carriera apicale);
  • Appuntati e finanzieri[26] (finanziere, finanziere scelto, appuntato, appuntato scelto);

Uniforme[modifica | modifica sorgente]

Reparto della Guardia di Finanza alla sfilata per la Festa della Repubblica del 2007 (con indosso la nuova divisa).

Nel 2007, dopo un lungo periodo di studio e sperimentazione, è stata adottata una nuova uniforme che ha sostituito la tradizionale tenuta grigioverde del Corpo. Alla base della scelta vi sono state ragioni di natura giuridica (una sentenza del tribunale amministrativo regionale); in quanto l'uniforme della G.d.F. era identica, per colore e foggia, a quella del Corpo forestale dello Stato; Il Corpo Forestale dello Stato istituito nel 1822 risultava avere più anni di storia della G.d.F., ragion per cui, il Tar, lo ha considerato vincitore della disputa nata e ha obbligato la G.d.F. a cambiare divisa per non creare più alcuna confusione tra i corpi. La nuova divisa è entrata in vigore il 28 febbraio 2011 (ore 06.00).[27]

Simbologia[modifica | modifica sorgente]

Il corpo della Guardia di Finanza è rappresentato da:

  1. uno stemma araldico;
  2. un grifone;
  3. una bandiera di guerra;
  4. una bandiera colonnella;
  5. una marcia d'ordinanza, intitolata semplicemente marcia d'ordinanza della Guardia di Finanza;
  6. un santo patrono (san Matteo).

Stemma araldico della Guardia di Finanza[modifica | modifica sorgente]

CoA Guardia di Finanza.svg

Il primo stemma araldico della Guardia di Finanza venne concesso dal decreto del presidente della Repubblica del 18 giugno 1949 e fu poi modificato per renderlo conforme a quelli previsti per l'Esercito con decreto del 6 agosto 1988.[28]

Scudo sannitico, di campo di cielo, al grifone in profilo, posto a sinistra, seduto sugli arti posteriori, d'argento, poggiante la zampa anteriore destra sul forziere d'argento, grifone e forziere attraversanti sulla montagna al naturale, posta a destra e sul mare d'azzurro, fluttuoso d'argento, posto a sinistra, il tutto fondato sulla pianura partita d'oro e di verde; al capo diminuito d'oro.

La montagna raffigurata è il Cimon della Pala, che sovrasta Passo Rolle, in provincia di Trento.

Lo scudo ornato dagli emblemi rappresentativi delle onorificenze e delle ricompense al valore:

  • annodati nella parte centrale non visibile della corona turrita, scendenti svolazzanti in sbarra ed in banda:
    • 3 nastri blu bordati d'oro rappresentante tre medaglie d'oro al valor militare;
    • 4 nastri blu bordati d'argento rappresentante quattro medaglie d'argento al valor militare;
    • 1 nastro blu con la cifra VI rappresentante sei medaglie di bronzo al valor militare;
    • 1 nastro a cinque fasce di ugual larghezza bianca, blu, bianca, blu e bianca con la cifra II rappresentante due croci di guerra al valor militare;
    • 1 un nastro a tre fasce di ugual larghezza verde, bianca e rossa con la cifra IX rappresentante otto medaglie d'oro al valor civile ed una medaglia d'argento al valor civile.
  • 1 nastro accollato alla punta dello scudo con l'insegna pendente al centro del nastro con i colori a tre fasce di ugual larghezza blu, rosso e blu rappresentante cinque croci di cavaliere dell'Ordine militare d'Italia pendente dallo scudo.

Sotto lo scudo, su lista bifida e svolazzante d'oro, in lettere maiuscole di nero, c'è il motto araldico «NEC RECISA RECEDIT» (che in italiano potremmo tradurre in «neanche spezzata retrocede»), che fu introdotto da Gabriele D'Annunzio nel 25 giugno 1920, quando scelse per sé il grado di appuntato "ad honorem" della Guardia di Finanza.

Il motto dannunziano, che divenne poi ufficiale nel 1933 ed ancora oggi accompagna i finanzieri nel servizio e nel sacrificio di ogni giorno, fa parte di una dedica che il “Comandante” scrisse su una sua foto. Il testo completo è il seguente:

« Alle Fiamme Gialle, onore di Fiume, Nec Recisa Recedit, Fiume d'Italia, 1920 - Gabriele d'Annunzio »

Lo scudo è timbrato dalla corona turrita, d'oro, murata di nero, formata da un cerchio, rosso all'interno, con due cordonate a muro sui margini, sostenente nove torri (cinque visibili). Le torri hanno foggia rettangolare, munite di barbacane e di dieci merli alla guelfa (quattro dei quali angolari); sono munite di una porta e di una sola finestra e sono riunite da cortine di muro, ogni porzione della cortina finestrata di nero.

Stemmi di alcuni comandi regionali[modifica | modifica sorgente]

San Matteo[modifica | modifica sorgente]

Il patrono della Guardia di Finanza è San Matteo apostolo ed evangelista, la cui festa liturgica cade il giorno 21 settembre. Il documento papale che attesta il riconosciuto patrocinio, reca la data del 10 aprile 1934 ed è firmato dal cardinale Eugenio Pacelli (futuro Papa Pio XII). Il Pontefice che accolse l'istanza avanzata dal Comandante Generale e sostenuta dall'Ordinario Militare del tempo era Pio XI.

La sua memoria il 21 settembre è stabilita dal martirologio geronimiano (secolo VI). Il "Breve Pontificio" del 10 aprile 1934, nel dichiarare San Matteo Patrono della Guardia di Finanza auspica che tutti gli appartenenti al Corpo possano, sul suo esempio, unire l'esercizio fedele del dovere verso lo Stato con la fedele sequela di Cristo.

La vicenda umana di Matteo ha una sua notorietà, legata a quanto di lui si legge nell'omonima narrazione evangelica. Matteo, il pubblicano, detto anche Levi (Mc 2,14; Lc S,27) passò dal banco delle imposte alla sequela del Maestro che gli aveva detto: "Vieni e seguimi" (Mt 9,9).

117 Guardia di Finanza[modifica | modifica sorgente]

Il 117 è il numero di pubblica utilità, operante 24 ore su 24, realizzato con lo scopo di instaurare un rapporto diretto tra la Guardia di Finanza e i cittadini. Con il 117 si entra in contatto con le sale operative presenti in tutte le province del territorio nazionale, per chiedere l'intervento di una pattuglia oppure per ottenere notizie e informazioni sui servizi del Corpo. Al "117" possono, comunque, essere effettuate segnalazioni relative a tutti i settori di competenza operativa della Guardia di Finanza quali, ad esempio: stupefacenti, ordine pubblico, contraffazione di prodotti o monete e banconote, violazioni doganali, accise (già imposte di fabbricazione), frodi comunitarie, reati informatici, truffe ed altro.

Dati statistici sull'attività[modifica | modifica sorgente]

Antidroga[modifica | modifica sorgente]

Unità Cinofila al Terminal 2 dell'Aeroporto di Malpensa dove dal 2010 è attiva l'Area S1.

Dai dati statistici della Direzione centrale dei servizi antidroga, del Ministero dell'Interno, circa il 60% della droga sequestrata in Italia da tutte le forze di polizia, viene scoperto dalla Guardia di Finanza. Circa il 77% del totale dei sequestri di eroina, il 69% di cocaina e il 54% di hashish e marijuana nel 2005.[29]

Uguali risultati sono stati ottenuti nel 2006, con l'81% delle quantità sequestrate in Italia di eroina, il 67% di cocaina e il 61% di hashish e marijuana.[30] I medesimi dati statistici evidenziano come in generale la maggior parte della droga venga sequestrata sul territorio e non negli spazi doganali, risultato evidente delle numerose indagini portate avanti dai militari del Corpo. Alcune di queste prendono avvio dai fermi effettuati negli ingressi dello Stato (porti, aeroporti, valichi) dove la Guardia di Finanza esegue specifici controlli finalizzati alla repressione del traffico di stupefacenti. Quotidianamente decine di chilogrammi di droga vengono scoperti nei principali aeroporti, porti, frontiere stradali e ferroviarie. Per contrastare i metodi di occultamento della droga: (doppifondi di valigia, ovuli ingeriti, statue ripiene, ...) il corpo si avvale anche del fiuto dei cani antidroga in servizio nella Guardia di Finanza. Fino a qualche anno fa l'attività di addestramento era svolta presso il C.A.C. (centro addestramento cinofili) della Guardia di Finanza di Intimiano (CO), reparto ormai soppresso, e di allevamento in Castiglione del Lago (PG), ove, a seguito della chiusura di Intimiano, è stata concentrata tutta l'attività cinofila della G.d.F.. Il servizio cinofili si avvale prevalentemente dei pastori tedeschi (nero focato o grigioni), non disdegnando il pastore belga malinois, il labrador o i meticci selezionati nei vari canili comunali o privati di associazioni non lucrative (questi ultimi vengono prelevati dai canili se ritenuti validi per l'eventuale immissione in servizio).

Il 1º marzo 2014, due pescherecci con a bordo 18,5 tonnellate di hashish sono stati fermati dalle unità aeronavali della Guardia di Finanza a 22 miglia da Pantelleria. È stato in assoluto il più grosso sequestro di droga, mai avvenuto in Europa[senza fonte].

Evasione fiscale[modifica | modifica sorgente]

Secondo le stesse statistiche, nel 2006 sono stati scoperti e segnalati 7 000 evasori totali, ossia completamente sconosciuti al fisco, per un imponibile evaso di 15,3 miliardi di euro, pari ad un capitale pro capite di 3 milioni di euro. L'evasione recuperata in questo modo remunera i costi della struttura a carico dell'erario. Il ruolo del Corpo in questo ambito è la rilevazione e l'accertamento dell'evasione, per la definizione amministrativa delle violazioni sono competenti gli organi dell'agenzia delle entrate.

Riciclaggio di denaro[modifica | modifica sorgente]

Nel 2012 sono stati accertati flussi oggetto di riciclaggio per circa 2,6 miliardi di euro, sequestrati beni e disponibilità finanziarie, anche per equivalente, per circa 140 milioni di euro, in un quadro di progressiva intensificazione dell’attività investigativa .Nello stesso anni sono state effettuate 651 indagini riguardanti il riciclaggio di denaro sporco e sono stati scoperti 2.631 miliardi di euro come valori oggetto di riciclaggio di denaro.

Immigrazione clandestina[modifica | modifica sorgente]

Secondo il rapporto annuale della Guardia di Finanza del 2012 sono state identificate 5.349 persone e arrestate 199 riguardo l'immigrazione clandestina. Inoltre sono stati sequestrati 72 mezzi navali e 38 terrestri.

Medaglie, decorazioni e distintivi ricordo concessi dalla Guardia di Finanza[modifica | modifica sorgente]

In riconoscimento della propria specificità di componente dell'Esercito ed allo stesso Corpo di Polizia, alla Guardia di Finanza è stata concessa la facoltà di disporre di proprie decorazioni "al Valore" e "al Merito" e proprie insegne di anzianità di servizio, diverse da quelle normalmente in uso nell'Esercito Italiano. Allo stesso modo la Guardia di Finanza ha istituito proprie medaglie di partecipazione o distintivi ricordo relativi all'impiego in ambito internazionale.

Medaglie, decorazioni e distintivi ricordo concessi dalla Guardia di Finanza
ValoreGdF1.png Medaglia d'oro al Valore della Guardia di Finanza
ValoreGdF2.png Medaglia d'argento al Valore della Guardia di Finanza
ValoreGdF3.png Medaglia di bronzo al Valore della Guardia di Finanza
Conferita per : "premiare gli atti di singolare coraggio compiuti in attivita' d'istituto svolte dalla Guardia di finanza, diretti a salvare vite umane, ad impedire sinistri o ad attenuarne le conseguenze, nonché imprese e studi volti allo sviluppo e al progresso del Corpo ovvero singole azioni caratterizzate da somma perizia, da cui siano derivati lustro e decoro alla Guardia di Finanza". (decreto legislativo 19 marzo 2001, n.69).
MeritoGdF1.png Croce d'oro al Merito della Guardia di Finanza
MeritoGdF2.png Croce d'argento al Merito della Guardia di Finanza
Croce al merito della Guardia di Finanza - 03.png Croce di bronzo al Merito della Guardia di Finanza
Conferita per premiare «imprese, studi e azioni caratterizzate da somma perizia» (decreto legislativo 19 marzo 2001, n. 69).
LungoComandoGDF20.png Medaglia Militare al Merito di lungo comando per la Guardia di Finanza (20 anni)
LungoComandoGDF15.png Medaglia Militare al Merito di lungo comando per la Guardia di Finanza (15 anni)
LungoComandoGDF10.png Medaglia Militare al Merito di lungo comando per la Guardia di Finanza (10 anni)
(regio decreto 16 luglio 1936, n. 1560)
AnzianitàGDF40.png Croce al Merito di Servizio per la Guardia di Finanza (40 anni) (regio decreto 26 settembre 1905, n. 489)
AnzianitàGDF25.png Croce al Merito di Servizio per la Guardia di Finanza (25 anni) (regio decreto 26 settembre 1905, n. 489)
AnzianitàGDF16.png Croce al merito di servizio per la Guardia di Finanza (16 anni) (originariamente per soli sottufficiali e guardie - regio decreto 16 maggio 1907, n.283)
AfghanistanGdF.png Medaglia commemorativa delle operazioni in Afghanistan della Guardia di Finanza (Dcr.Min. 23 ottobre 2007)
Albania Oro Distintivo Ricordo Missione in Albania (oltre 8 mesi)
Albania Argento Distintivo Ricordo Missione in Albania (da 4 a 8 mesi)
Albania Bronzo Distintivo Ricordo Missione in Albania (da 16 giorni a 4 mesi)
Nastrino Kosovo Distintivo Ricordo Missione U.N.M.I.K. Kosovo
Nastrino Montenegro Distintivo ricordo Missione Ufficio Italiano Interforze Montenegro

Onorificenze alla Bandiera[modifica | modifica sorgente]

La bandiera della Guardia di Finanza è la più decorata tra quelle dei corpi di polizia italiani, insignita di 5 Ordini Militari d'Italia, 3 Medaglie d'oro al Valor Militare, 8 Medaglie d'oro al Valor Civile ed altre 44 tra decorazioni e medaglie, italiane ed estere.[31]

Onorificenze concesse alla Bandiera della Guardia di Finanza
Cavaliere BAR.svg Cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia (Guerra d'Etiopia 1935-36)
Cavaliere BAR.svg Cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia (1946-1973)
Cavaliere BAR.svg Cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia (Contrabbando 1991-2000)
Cavaliere BAR.svg Cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia (Balcani 1993-2003)
Cavaliere BAR.svg Cavaliere dell'Ordine Militare d'Italia (Immigrazione 1996-2004)
Valor militare gold medal BAR.svg Medaglia d'oro al Valor Militare (Dragamine RD.36 1943)
Valor militare gold medal BAR.svg Medaglia d'oro al Valor Militare (I btg. - Corfù e Cefalonia 1943)
Valor militare gold medal BAR.svg Medaglia d'oro al Valor Militare (Guerra di Liberazione 1943-45)
Valor militare silver medal BAR.svg Medaglia d'argento al Valor Militare (Servizio Navale 1940-45)
Valor militare silver medal BAR.svg Medaglia d'argento al Valor Militare (III btg. - Campagna di Grecia 1940)
Valor militare silver medal BAR.svg Medaglia d'argento al Valor Militare (G. di F. Amhara - Africa Orientale Italiana 1940-41)
Valor militare silver medal BAR.svg Medaglia d'argento al Valor Militare (G. di F. Eritrea - Africa Orientale Italiana 1941)
Valor militare bronze medal BAR.svg Medaglia di bronzo al Valor Militare (I Guerra Mondiale 1915-18)
Valor militare bronze medal BAR.svg Medaglia di bronzo al Valor Militare (VII btg. - Piave 1917-18)
Valor militare bronze medal BAR.svg Medaglia di bronzo al Valor Militare (G. di F. Korcia - Albania 1940)
Valor militare bronze medal BAR.svg Medaglia di bronzo al Valor Militare (I btg. - Campagna di Grecia 1940-41)
Valor militare bronze medal BAR.svg Medaglia di bronzo al Valor Militare (II btg. - Montenegro 1941)
Valor militare bronze medal BAR.svg Medaglia di bronzo al Valor Militare (VI btg. - Montenegro 1941-43)
Croce di guerra al valor militare BAR.svg Croce di Guerra al Valor Militare (Guerra di Libia 1911-12)
Croce di guerra al valor militare BAR.svg Croce di Guerra al Valor Militare (Zanzur 1912)
ValoreGdF1.png Medaglia d'oro al Valore della Guardia di Finanza (Ordine e sicurezza pubblica 2011)
Valor civile gold medal BAR.svg Medaglia d'oro al Valor Civile (Polesine 1951)
Valor civile gold medal BAR.svg Medaglia d'oro al Valor Civile (Terremoto 1956)
Valor civile gold medal BAR.svg Medaglia d'oro al Valor Civile (Alluvioni 1966)
Valor civile gold medal BAR.svg Medaglia d'oro al Valor Civile (Terremoto 1980)
Valor civile gold medal BAR.svg Medaglia d'oro al Valor Civile (Soccorso Alpino 1965-1992)
Valor civile gold medal BAR.svg Medaglia d'oro al Valor Civile (Alluvione 1994)
Valor civile gold medal BAR.svg Medaglia d'oro al Valor Civile (Servizio Navale 1862-1997)
Valor civile gold medal BAR.svg Medaglia d'oro al Valor Civile (Terremoto 1997)
Valor civile silver medal BAR.svg Medaglia d'argento al Valor Civile (Vajont 1963)
Merito civile gold medal BAR.svg Medaglia d'oro al Merito Civile (1942-45)
Merito civile gold medal BAR.svg Medaglia d'oro al Merito Civile (Confine orientale 1943-45)
Merito civile gold medal BAR.svg Medaglia d'oro al Merito Civile (Servizio Aereo 1954-74)
Merito civile gold medal BAR.svg Medaglia d'oro al Merito Civile (Friuli 1976)
Merito civile gold medal BAR.svg Medaglia d'oro al Merito Civile (1881-1986)
Merito civile gold medal BAR.svg Medaglia d'oro al Merito Civile (Immigrazione 1991-99)
Merito civile gold medal BAR.svg Medaglia d'oro al Merito Civile (Soccorso Alpino 1993-2003)
Merito civile gold medal BAR.svg Medaglia d'oro al Merito Civile (Immigrazione 2001-03)
Merito civile gold medal BAR.svg Medaglia d'oro al Merito Civile (Abruzzo 2009)
BenemerenzaSiculo1908.png Medaglia di benemerenza per il terremoto Calabro-Siculo (1908)
TerremotoAvezzano1915.png Medaglia di benemerenza per il terremoto di Avezzano del 1915
BenemeritiFinanza.png Medaglia per i benemeriti della finanza pubblica (1965)
BenemeritiFinanza.png Medaglia per i Benemeriti della Finanza Pubblica (1974)
BenemeritiCultura1.png Medaglia d'oro per i Benemeriti della Cultura (1973)
BenemeritiCultura1.png Medaglia d'oro per i Benemeriti della Cultura (15ª Legione 1973)
BenemeritiCultura1.png Medaglia d'oro per i Benemeriti della Cultura (1974)
BenemeritiCultura1.png Medaglia d'oro per i Benemeriti della Cultura (1987)
BenemeritiCultura1.png Medaglia d'oro per i Benemeriti della Cultura (2002)
BenemeritiCultura1.png Medaglia d'oro per i Benemeriti della Cultura (2006)
SanitaPubblicaNO.png Medaglia d'oro al Merito della Sanità Pubblica (1978)
SanitaPubblicaNO.png Medaglia d'oro al Merito della Sanità Pubblica (2003)
BenemeritiAmbiente1.png Medaglia d'oro per i Benemeriti dell'Ambiente (1999)
BenemeritiAmbiente1.png Medaglia d'oro per i Benemeriti dell'Ambiente (2007)
ProtezioneMer1.png Medaglia d'oro al Merito del Dipartimento della Protezione Civile (Abruzzo 2009)
Medaglia d'oro al merito CRI BAR.svg Medaglia d'Oro al Merito della Croce Rossa Italiana (Servizio Aereo 1954-2000)
Medaglia d'oro al merito CRI BAR.svg Medaglia d'Oro al Merito della Croce Rossa Italiana (Alluvione 2004)
Medaglia d'oro al merito CRI BAR.svg Medaglia d'Oro al Merito della Croce Rossa Italiana (Servizio Navale 2003-07)
ONUKosovo.png Medaglia delle Nazioni Unite "al Servizio della Pace" (UNMIK-Kosovo 1999-2004)
AquilaNeraAlbania.png Medaglia d'oro dell'Aquila della Repubblica d'Albania (1997-2005)
DoubleStarCISM.png (IT) Doppia Stella d'Oro al Merito Sportivo del Consiglio Internazionale per lo Sport - (EN) Militare Double Gold Star of Sport Merit (2007)

Denominazione nelle lingue minoritarie d'Italia[modifica | modifica sorgente]

Nelle regioni a statuto speciale che beneficiano di un regime di bilinguismo, la denominazione Guardia di Finanza è stata resa nelle seguenti varianti:

Media[modifica | modifica sorgente]

La rivista ufficiale[modifica | modifica sorgente]

Dal 1886 il corpo della Guardia di Finanza possiede una rivista ufficiale, "Il Finanziere", un mensile illustrato di cultura e informazione professionale.[32]

Fumetto della G. di F.[modifica | modifica sorgente]

La Guardia di Finanza ha un fumetto intitolato "Le avventure di Finzy" è un fumetto illustrato per bambini sulla guardia di finanza. Finzy è il protagonista che risolve i casi. Di questa collana sono disponibili 4 numeri, sul sito ufficiale.[33]

Virus truffa[modifica | modifica sorgente]

Nel corso del 2010-2011 è apparso online un virus informatico responsabile del blocco dei computer infettati. Tale virus mostrava le insegne e i loghi della Guardia di Finanza, notificando un comportamento illecito dell'utente (solitamente per reati relativi alla violazione di Copyright e/o Diritto d'Autore). Dal programma (ovviamente illecito e non associato in alcun modo alle attività della Guardia di Finanza) veniva richiesto il pagamento di una finta multa per sbloccare il computer, di importo pari a circa 100 €.

Cartone animato[modifica | modifica sorgente]

“Le avventure di Finzy” è un cartoon edutainment capace di mixare educazione, informazione, guida e divertimento. Si divide in due serie per un totale di otto episodi in cui la mascotte della Guardia di Finanza si trova ad affrontare ogni volta una difficoltà differente sulle tracce del Dr. Hackerstein. Gli episodi sono visibili sul sito web della Guardia di Finanza[34]

Videogioco[modifica | modifica sorgente]

Il videogioco di Finzy è un edugame con cui viene insegnato ai più piccoli il compito del finanziere. Con questo gioco i bambini possono simulare un addestramento al fianco di Finzy il grifone della Guardia di Finanza che li guiderà attraverso quattro prove di abilità. Tra banconote false, oggetti contraffatti e corrieri della droga fin dentro il computer del malvagio Dr. Hackerstein.

È giocabile direttamente sul sito della Guardia di Finanza.[35]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Secondo quanto disciplinato dalla pubblicazione n. 5867 ed. 2000, Abbreviazioni e sigle di uso autorizzato nell'Esercito, SME - Reparto Impiego delle Forze - Ufficio Dottrina Addestramento e Regolamenti.
  2. ^ Regio decreto 3 gennaio 1926, n. 126, Approvazione del regolamento organico per la Regia guardia di finanza, art. 16, rubricato "Festa anniversaria del Corpo".
  3. ^ Si veda Gianfranco Novello - La legione Truppe Leggere del Regno Sardo Piemontese. Le origini della Guardia di Finanza ed. 2009 ed. Ananke - Torino.
  4. ^ Cfr. di Virgilio Ilari, Piero Crociani, Stefano Ales Il Regno di Sardegna nelle guerre napoleoniche e le legioni anglo italiane - Invorio (NO) 2008.
  5. ^ Cfr. di Luciano Luciani, Il ruolo della Guardia di Finanza nella Grande Guerra, p. 11. URL consultato il 5 marzo 2014.
  6. ^ Cfr. di Museo storico della Guardia di finanza, testi a cura di Pierpaolo Meccariello, Dallo Judrio a Vittorio Veneto: i finanzieri nella prima guerra mondiale - 1999, E. Albertelli, Parma, pp. 15, 26.
  7. ^ Cfr. di Museo storico della Guardia di finanza, testi a cura di Pierpaolo Meccariello, Dallo Judrio a Vittorio Veneto: i finanzieri nella prima guerra mondiale - 1999, E. Albertelli, Parma, pp. 26-30.
  8. ^ Cfr. di Museo storico della Guardia di finanza, testi a cura di Pierpaolo Meccariello, Dallo Judrio a Vittorio Veneto: i finanzieri nella prima guerra mondiale - 1999, E. Albertelli, Parma, pp. 29-32.
  9. ^ Cfr. di Museo storico della Guardia di finanza, testi a cura di Pierpaolo Meccariello, Dallo Judrio a Vittorio Veneto: i finanzieri nella prima guerra mondiale - 1999, E. Albertelli, Parma, p. 14.
  10. ^ Cfr. di Luciano Luciani, Il ruolo della Guardia di Finanza nella Grande Guerra, pp. 10-11, 22.. URL consultato il 5 marzo 2014.
  11. ^ Cfr. di Museo storico della Guardia di finanza, testi a cura di Pierpaolo Meccariello, Dallo Judrio a Vittorio Veneto: i finanzieri nella prima guerra mondiale - 1999, E. Albertelli, Parma, p. 23.
  12. ^ Cfr. di Museo storico della Guardia di finanza, testi a cura di Pierpaolo Meccariello, Dallo Judrio a Vittorio Veneto: i finanzieri nella prima guerra mondiale - 1999, E. Albertelli, Parma, p. 24.
  13. ^ Cfr. di Museo storico della Guardia di finanza, testi a cura di Pierpaolo Meccariello, Dallo Judrio a Vittorio Veneto: i finanzieri nella prima guerra mondiale - 1999, E. Albertelli, Parma, pp. 20-22.
  14. ^ Cfr. di Museo storico della Guardia di finanza, testi a cura di Pierpaolo Meccariello, Dallo Judrio a Vittorio Veneto: i finanzieri nella prima guerra mondiale - 1999, E. Albertelli, Parma, pp. 33-35.
  15. ^ Cfr. di Museo storico della Guardia di finanza, testi a cura di Pierpaolo Meccariello, Dallo Judrio a Vittorio Veneto: i finanzieri nella prima guerra mondiale - 1999, E. Albertelli, Parma, p. 33.
  16. ^ d.lgs. 19 marzo 2001, n. 68.
  17. ^ Art. 1 comma 1 legge 23 aprile 1959 n. 189
  18. ^ Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana 26 luglio 2000 n. 173]
  19. ^ Vedasi ad esempio artt. 702 e 703 d.lgs 15 marzo 2010 n. 66
  20. ^ Ai sensi dell'art. 2139 commi 1 e 3 del d.lgs d.lgs 15 marzo 2010 n. 66 si demanda ad apposito regolamento, da emanare con decreto Ministero dell'Economia e delle Finanze la determinazione delle norme per l'accertamento dell'idoneità al servizio militare del personale del Corpo della Guardia di finanza. Sino a tele momento del omdalità sono regolate dalle disposizioni vigenti in materia.
  21. ^ RadioRadicale.it - speciale: una nuova legge sulla Guardia di Finanza
  22. ^ RadioRadicale.it - Marco BELTRANDI: nel ritenere, infatti, che non sia dato di comprendere quale sia l’interesse generale tutelato dal provvedimento in oggetto, sottolinea come quest’ultimo, a suo avviso, serva esclusivamente ad alcune persone con nome e cognome
  23. ^ Luciano Luciani e Gerardo Severino, “Il Comando Generale della Guardia di Finanza nel primo secolo di attività”, Ente Editoriale della Guardia di Finanza Roma, 2006.
  24. ^ Sten. 353 amoz01 - Camera dei Deputati
  25. ^ a b La denominazione "sottufficiali" non esiste più ed è stata sostituita dagli attuali Ispettori e Sovrintendenti che però rappresentano due categorie ben distinte.
  26. ^ La denominazione "graduati di truppa", soppressa per il Corpo, è stata sostituita dalla denominazione "appartenenti al ruolo appuntati e finanzieri".
  27. ^ La nuova uniforme sul sito web ufficiale della Guardia di Finanza
  28. ^ Corporate Identity e Comunicazione Integrata della Guardia di Finanza.pdf
  29. ^ Rapporto annuale 2005 della Guardia di Finanza in confronto alle Schede statistiche nazionali 2005 della Direzione Centrale dei Servizi Antidroga
  30. ^ Rapporto annuale 2006 della Guardia di Finanza e i Dati nazionali della Relazione Annuale Antidroga 2006
  31. ^ Guardia di Finanza - Ricompense alla Bandiera di Guerra. URL consultato il 21 maggio 2012.
  32. ^ http://www.gdf.it/gdif__informa/editoria/il_finanziere/index.html
  33. ^ Le avventure di Finzy, da gdf.it
  34. ^ le avventure di Finzy (cartone animato) su gdf.it
  35. ^ Le avventure di Finzy - il videogioco dal sito ufficiale della Guardia di Finanza

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