Fiat Panda

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Fiat Panda


Fiat Panda 34 prima serie

Premio Auto dell'anno nel [[{{{auto_dell'anno}}}]]
Costruttore: Fiat
Descrizione generale
Tipo Berlina
Produzione dal 1980 al 2003
Sostituisce la: [[]]
Sostituita da: Fiat Panda (2003)
Esemplari prodotti oltre 5.500.000
Stelle EuroNCAP:

La "Fiat Panda" è un'autovettura prodotta tra il 1980 ed il 2003 dalla casa automobilistica torinese.

Indice

[modifica] Storia

Nel febbraio 1980 la FIAT presenta una nuova autovettura utilitaria denominata Panda, rispolverando un vecchio progetto stilistico che Giorgetto Giugiaro, nel 1968, aveva approntato per l'Autobianchi A112 e che venne scartato all'ultimo momento in quanto la linea pareva troppo spartana per piacere all'utenza femminile. La denominazione interna del progetto è da alcune fonti indicata come "tipo zero" o con il numero "141".

[modifica] Prima Serie

Equipaggiata con un bicilindrico raffreddato a aria da 652cc derivato dalla Fiat 126 ("Panda 30") o, in alternativa, con un quattro cilindri raffreddato ad acqua da 903cc, già propulsore della Fiat 127 ("Panda 45"), era destinata ad inserirsi fra la 126 e la 127. A quei tempi, un'automobile per i giovani doveva essere robusta, spartana, adatta alle più varie situazioni e condizioni d'uso, oltre che economica nell'acquisto e nella gestione. Nel 1982 si aggiunge la 34 (843 cc e 34CV col motore derivato dalla Fiat 850), destinata però alla sola esportazione nei paesi dove il bicilindrico della 30 era giudicato insufficiente.

Le caratteristiche della Panda erano simili a quelle delle concorrenti (anche se il prezzo di lancio era piuttosto alto), ma la sua arma vincente fu la particolare cura dedicata alla progettazione degli interni. La raccolta strumentazione, i molti vani portaoggetti, l'assenza di finiture pretenziose ne facevano un'ottima auto per i giovani. Uno dei punti di forza della Panda era costituito dai sedili anteriori a sdraio e dall'amaca posteriore che, mediante una serie di ingegnosi incastri, potevano essere abbattuti orizzontalmente, formando un'unica superficie complanare dal volante al portellone del bagagliaio; per la nuova generazione dell'epoca significava la possibilità di trasformare l'automobile in un letto di fortuna. La Panda venne comunque gradita anche dalla clientela "tradizionale", con particolare riguardo all'utenza contadina. Fu un successo immediato che le linee di produzione non seppero fronteggiare e che porterà a tempi di consegna quasi "annuali".

La SEAT Panda

Ai due motori originali ne fu aggiunto un altro in altri paesi europei esterni all’Italia derivato da quello della Fiat 850 e tramite modificazioni dei rapporti di compressione di quest’ultimo si arrivò alla Seat Panda 35 in Spagna e alla Fiat Panda 34 in Olanda. Nel frattempo, nel Settembre del 1981, debuttò la Panda 45 Tetto Apribile con apertura a due porzioni: 92x44 cm l'anteriore e 92x67 cm la posteriore.

Al Salone di Parigi, alla fine del 1982, fu presentata la Panda 45 Super. Presentava molti miglioramenti, quello più significativo era la disponibilità di un cambio a cinque marce, oltre a questo vi erano piccoli cambiamenti stilistici delle finiture. La nuova calandra di plastica nera (effettivamente il primo uso nella produzione FIAT con le cinque barre diagonali cromate) distingueva l’allestimento Super dai modelli iniziali con la griglia metallica. La versione 30 Super venne aggiunta agli allestimenti già presenti nel febbraio 1983.

La Steyr-Puch, compagnia austriaca, sviluppò un sistema a quattro ruote motrici per la successiva uscita della Panda 4x4 (tipo 153). Lanciata a giugno del 1983, era equipaggiata con un 965cc da 48 cv derivato da quello presente nella Autobianchi A112. Conosciuta semplicemente come la Panda 4x4, questo modello era il primo di piccola vettura a motore trasversale a presentare un sistema 4WD. Il sistema era selezionabile manualmente, con una prima ridotta. In condizioni normali la partenza avveniva dalla seconda e la quinta aveva lo stesso rapporto della quarta nelle Panda normali. La Steyr-Puch produceva l’intero sistema di trazione integrale (frizione, scatola del cambio, l’albero motore a tre parti, l’assale posteriore con differenziale incluso e i freni ed il tutto veniva assemblato sulla scocca (rinforzata rispetto al modello normale) nello stabilimento siciliano di Termini Imerese. Con un peso di 740 kg l’auto completava il chilometro da fermo in 38.8 sec, ed aveva una velocità massima di 135 km/h.

Apprezzata e di grande successo, la milionesima Panda venne prodotta nel luglio del 1984, e alla fine del 1985 ne erano state costruite 1.400.000 (di tutte le versioni).

Piccole modifiche nel novembre 1984 videro gli allestimenti rinominati “L”, “CL” e “S” tutti con modifiche dei dettagli che includevano l’adozione della nuova calandra, con le cinque barre diagonali, su tutte le versioni eccetto la versione Panda 45 CL.

Arrivò nel Settembre 1985 una versione speciale degna di nota denominata Nuova Panda 4x4 prodotta in soli 5000 esemplari. Le caratteristiche della riguardarono esclusivamente l'estetica e non la meccanica (la medesima della versione 4x4 in listino all'epoca ovvero col motore anteriore trasversale a 4 cilindri in linea di 965 cm3 denominato A112B1.054, aste e bilancieri, erogante 48CV DIN a 5.600 giri/min).

Le caratteristiche esterne erano:

  • colori: Verde Alpi, Rosso Siam, Bianco Corfù, Grigio Chiaro Met
  • il tetto, la metà superiore della porta post. e la fascia di lamiera alla base del parabrezza colorati nella tinta Nero Opaco (fa eccezione la versione tetto apribile che ha il lamierato del tetto nel colore carrozzeria e i due tetti apribili in tela nera
  • livrea adesiva sulle fiancate che si allarga verso il posteriore della vettura e, nella parte posteriore cade esattamente a poco meno della metà della sagoma che alloggia la targa facendo da trait d'union ai due colori del portellone
  • bull bar anteriore imbullonato al paraurti e comprendente i fari di profondità (non sono proiettori fendinebbia; in totale ques'auto ha quattro luci abbaglianti)
  • sono di colore bianco nella versione italiana e giallo nella versione francese
  • lavafari
  • la versione "Chiusa 3 Porte" ha di serie un portapacchi in lamiera nero
  • cerchioni tipo Autobianchi Y10 colorati di bianco Corfù
  • logo bandierina italiana sotto il logo Fiat a losanghe del portellone posteriore

Caratteristiche interne:

  • Cinture di sicurezza anteriori di serie
  • Cinture di sicurezza anteriori di colore rosso
  • Cinture di sicurezza posteriori a bandoliera

di colore rosso (a richiesta)

  • vetri posteriori apribili a compasso
  • interni (fianchetti porte ant. e post., marsupio e rivestimento interno del portellone) in finta pelle nera con inserto centrale rosso.
  • sedili anteriori e panca posteriore in tessuto rosso con pallini neri OPPURE sedili in finta pelle nera con inserti rossi (come i fianchetti)
  • orologio digitale (luce rossa) posto sotto il cruscottino.
  • ovviamente tutte le plastiche sono nere e non marroni come le prime 4x4 o la Panda 45 Super (o 30 Super) che han tenuto le plastiche marroni fino a fine carriera.

Dotazioni a richiesta:

  • tetto apribile in tela (apertura a due porzioni: 92x44 cm l'anteriore e 92x67 cm la posteriore)
  • cinture di sicurezza post. con mini-arrotolatore (sempre di colore rosso)
  • sedili anteriori e posteriore in finta pelle nera con inserti rossi (senza sovrapprezzo)

[modifica] Seconda Serie

Una Panda Seconda serie

Ma ecco nel gennaio 1986 arrivare la Nuova Panda (Nuova di fatto e non Nuova come il nome della Versione Speciale). Il motore 650cc venne sostituito con un 769cc (34 cv), e il 903cc con un 999cc (45 cv oppure i 50 cv della 4x4). Entrambi i nuovi propulsori erano della nuova famiglia FIRE con 4 cilindri e a raffreddamento idraulico con un albero a camme singolo. Un’altra modifica riguardava le sospensioni posteriori che furono rimpiazzate passando da un sistema a lamelle a uno con un asse rigido, già usato su Y10, (conosciuto come Asse a Omega) con un montante centrale e sospensioni a molle elicoidali (la 4x4 continuò a utilizzare le balestre al posteriore). Miglioramenti anche a interni e strutture, che vennero rafforzate. L’intera gamma italiana prevedeva cinque versioni di cui tre 750 (L, CL, S) una 1000 Super e la 4x4. Fu anche allargata la carreggiata posteriore, con una modifica alla fiancata.

In aprile dello stesso anno vide l’introduzione di un 1301cc diesel con 37 cv (un depotenziato derivato da 127/Uno) nata per sostituire la 127 D. Equipaggiato normalmente con un cambio a 5 marce era disponibile nel solo allestimento "L" fino alla fine del 1988 quando venne proposta soltanto con l'allestimento che ricalcava la versione CL, striscia arancione sul portellone compresa. La versione Van (Veicolo commerciale) fu introdotta nello stesso mese, con motori sia a benzina che diesel e con capacità di carico di 750/810 mc.Questi ultimi in alcuni casi non avevano i finestrini posteriori e presentavano un piccola estensione in plastica nera posizionata nella zona posteriore.

La Panda Van

L’anno seguente, il 1987, venne immessa sul mercato la Panda Young con un 769cc che usava lo stesso blocco (ad aste e bilancieri) del vecchio 903cc, usato nella prima serie, il quale produceva però gli stessi 34 cv della nuova versione FIRE, con il risultato di un minor costo di produzione e un relativo minor costo d'acquisto, il che lo rendeva un ottimo prodotto per la fetta di mercato riservata ai giovani (da cui young). La 750 Young, con allestimenti interni ricchi quasi come la fire CL, costava infatti come la più economica versione base motorizzata col motore fire, la Panda 750 L, che manteneva gli interni caratteristici del 1980. Inoltre il 999cc FIRE fu migliorato con iniezione elettronica singola (SPI) e marmitta catalitica nello stesso anno, e infine fu commercializzata la Panda 4x4 Sisley (Edizione Limitata).

Per l'estate 1990 viene prodotta la serie limitata della "Mondiali/Italia '90", in occasione dei Mondiali di calcio 1990 disputatisi in Italia, che si presentava di colore bianco, paraurti e in tinta carrozzeria e copricerchioni con pallone stilizzato. Versioni L, CL, S con motore FIRE e versione che ricalcava la "Young" con motore 750 ad Aste e Bilancieri, l'Italia '90 era disponibile nell'allestimento cabriolet soltanto in versione S. Nel 1988 venne superata la soglia dei 2.000.000 di esemplari prodotti e due anni dopo, nel 1990, la gamma venne arricchita dalla Panda Elettra versione con motore elettrico, ecologica ma con il difetto che le batterie portavano ad un aumento significativo di peso della vettura (fino a 1.150 kg).

Del 1991 è invece la Selecta equipaggiata del motore 1100 e di cambio automatico a variazione continua; questa fu probabilmente l'ultima versione innovativa della Panda che rimase in produzione sino al 1998 (beneficiando, nel Febbraio 1995, di un aumento di potenza da 50 a 54 CV come sulle altre versioni con motore 1.1) con modifiche quasi solo nelle varie motorizzazioni, adeguati man mano alle normative che stavano entrando in vigore, soprattutto nel campo dell'inquinamento. A partire dal 1995 e per tutto il 2000, fu motorizzata con un 899cc aste e bilancieri con 39 cavalli derivato dal vecchio 903cc, ad eccezione della 4x4 che montava il fire 1100; entrambi i propulsori erano dotati di iniezione elettronica SPI Weber.

4x4 serie con sportellino

Dal gennaio 2001, rimase in produzione con il solo motore FIRE 1100 M.P.i.e. per adeguarsi alle normative antinquinamento "Euro 3" (si riconoscono per la presenza dello sportellino per il bocchettone della benzina)

La Panda venne prodotta fino al 2003 con la presentazione e sostituzione nel listino del 2003 della Fiat Nuova Panda. Nei suoi ultimi mesi, era ancora in testa alle vendite nel settore delle citycar.

[modifica] La Panda Torpedo

La Panda Torpedo fu un prototipo realizzato nei primi anni '90 su commessa dell'Esercito Italiano, in due soli esemplari, come mezzo leggero ad elevata mobilità, su base Panda 4x4.

Lo sviluppo non superò mai la fase di prototipo perché non fu finanziato dall'arma. Anche noto come "Pandone" per le sue dimensioni leggermente superiori rispetto alla comune utilitaria, aveva paraurti in ferro, fari tondi simili a quelli del Defender, capote in tela e specchietti retrovisori laterali più larghi rispetto a quelli montati sui modelli di serie.

Uno dei due esemplari, di cui ora si sono perse le tracce, è stato a lungo parcheggiato in un cortile dello stabilimento Fiat a Torino.

[modifica] Modelli derivati

SEAT Marbella

Dal 1980 al 1986 la Panda venne costruita, su licenza commerciale, in Spagna dallo stabilimento SEAT e messa in vendita con il nome di SEAT Panda, al decadere dell'accordo di collaborazione tra le case automobilistiche, come nel caso della Fiat Ritmo ripresentata quale SEAT Ronda e della Fiat 127 III serie ristillizzata col nome di SEAT Fura, anche la Panda venne modificata il minimo indispensabile per evitare problemi di licenza e messa in vendita con il nome di SEAT Marbella. Rimase in produzione con questo nome fino al 1998.

[modifica] Panda nei media

La Panda è stata utilizzata dai Gem Boy come tema della canzone Panda Special, parodia del brano dei Lùnapop 50 Special.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Altri progetti

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