Fiat Duna

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Fiat Duna

Premio Auto dell'anno nel [[{{{auto_dell'anno}}}]]
Costruttore: Fiat
Descrizione generale
Tipo Berlina
Produzione dal 1987 al 1991
Sostituisce la: Fiat 127 berlina
Sostituita da: Fiat Palio
Esemplari prodotti
Stelle EuroNCAP:

La Duna è un'automobile prodotta dalla casa automobilistica italiana Fiat tra il 1987 ed il 2000.

Indice

[modifica] La nascita

Nel febbraio del 1987 la Fiat decise d'esportare in Europa (con l'eccezione della Gran Bretagna poiché non è mai stata prevista la guida a destra), la Duna, variante berlina a tre volumi, prodotta in Brasile e Argentina, della locale Uno (esteticamente, taglio del cofano a parte, identica alla Uno europea, considerando anche che la versione WeekEnd aveva i fanali derivati dalla Fiat Fiorino, ma meccanicamente derivata dalla 127, che meglio s'adattava ad affrontare le accidentate strade dell'America Latina). La nuova autovettura, disponibile anche in versione Weekend a cinque porte, era, in pratica, un'edizione per i mercati europei delle Premio CS brasiliane e delle Duna argentine. In particolare, benché la Duna europea fosse assemblata in Brasile, era in realtà identica a quella venduta in Argentina (la Premio CS aveva, infatti, carrozzeria a 2 porte). Se dal punto di vista estetico la Duna appariva come una Uno a tre volumi, sotto l'aspetto meccanico l'auto derivava dalla Ritmo, di cui conservava le sospensioni a ruote indipendenti, la trazione anteriore e le trasmissioni manuali a 5 rapporti. I motori a benzina derivavano dal 1050 cc. della serie "Brasile", già montato sulle "127", mentre quello a gasolio era lo stesso della "Ritmo". Al momento del debutto erano disponibili, sia per la berlina che per la weekend, 3 versioni, corrispondenti ad altrettanti motori: la Duna 60, con motore a benzina di 1116cc da 60cv; la Duna 70, con motore (sempre a benzina) di 1301cc da 70cv e la Duna DS, con motore diesel di 1697cc da 60cv. Nelle ambizioni della Casa torinese la Duna berlina doveva raccogliere l'eredità della mitica 128 degli anni '70, mentre la weekend andava a rimpiazzare l'omonima versione (sempre assemblata in Brasile) della 127. L'estetica poco riuscita, l'orientamento del pubblico verso modelli più pratici (con portellone posteriore) e l'arrivo della ben più moderna e gradevole Tipo, relegarono la Duna ai margini del mercato. A peggiorare la situazione intervennero anche i notevoli problemi dell'oggettiva bruttezza estetica del modello, che fecero della piccola italo-brasiliana un bersaglio di scherno e satira.

[modifica] L'evoluzione

La versione "Weekend"

Visti i magri risultati di vendita nel 1989 la Fiat decise di intervenire esteticamente sul modello, riorganizzando al contempo la gamma in modo da favorire la versione Weekend, che aveva ottenuto consensi leggermente superiori. Il restyling, comune sia alla berlina che alla station wagon, prevedeva una mascherina anteriore ridisegnata, nuovi fascioni laterali neri, paraurti modificati, diversi copriruota, montanti verniciati di nero opaco e modifiche di dettaglio agli interni. La berlina, inoltre, disponeva di una cornice nera in plastica a raccordo dei gruppi ottici (con "trasparente" modificato). La nuova gamma includeva due versioni berlina (60 e 70) e due weekend (70 e DS). Nel Luglio del 1991 la Duna berlina venne tolta dai listini europei (ma in Sudamerica la produzione continuò fino al 2000), mentre la versione Weekend continuò ad essere commercializzata col nome di Elba e marchio Innocenti (di proprietà Fiat dal 1989).

La Premio CS, ovvero la versione Brasiliana a due porte

[modifica] Altre versioni

Dalla Duna Weekend derivò anche il veicolo commerciale Fiat Penny (seguendo la consuetudine Fiat di dare il nome di monete ai veicoli commerciali) che si poteva avere solo con i finestrini posteriori lastrati e la paratia divisoria fissa, la cui produzione cessò nel 1991 assieme alle altre versioni.

[modifica] La satira

In Italia la Duna gode di una notevole fama grazie alla satira che spesso l'ha usata per esemplificare un'automobile di bassa qualità (la rivista Cuore nel 1993 le dedicò addirittura un ironico calendario).

[modifica] Altri progetti

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