Fiat Duna

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Fiat Duna
Fiatduna.jpg
Descrizione generale
Costruttore Italia  Fiat
Tipo principale Berlina
Altre versioni Weekend
Van
Produzione dal 1987 al 1991
Sostituisce la Fiat 128
Sostituita da Fiat Palio
Altre caratteristiche
Altro
Altre antenate Fiat Ritmo
Fiat 147 Panorama
Fiat 127 Panorama
Altre eredi Fiat Siena
Fiat Albea
Fiat Strada
Stessa famiglia Innocenti Elba
Fiat Premio
Fiat Uno
Fiat Penny
Fiat Duna.JPG

La Fiat Duna è stata un'automobile prodotta dalla casa automobilistica italiana Fiat tra il 1987 ed il 1991. In Sud America la produzione è invece proseguita fino al 2000.

La nascita[modifica | modifica sorgente]

Nel 1986 la Fiat decise d'esportare in Europa (con l'eccezione della Gran Bretagna, poiché non è mai stata prevista la guida a destra) la Duna, variante berlina a tre volumi prodotta in Brasile e Argentina della locale Uno, che esteticamente era (a parte il taglio del cofano) identica alla Uno europea – considerando anche che la versione familiare Weekend aveva i fanali posteriori derivati dal Fiorino – ma meccanicamente derivava dalla 127, che meglio s'adattava ad affrontare le accidentate strade dell'America Latina. Era, in pratica, un'edizione per i mercati europei delle Premio CS brasiliane e delle Duna argentine. Le sospensioni anteriori erano classiche McPherson con molle disassate, mentre le sospensioni posteriori erano a bracci trasversali inferiori uniti da una balestra trasversale, che svolgeva anche funzione antirollio, soluzione da tempo presente nella produzione Fiat (128, 127, Ritmo).

Una Fiat Premio 3 porte

La nuova autovettura, prodotta nella fabbrica di Betim - Belo Horizonte, fu commercializzata in Italia dal 23 gennaio 1987, ed era disponibile anche in versione familiare (denominata Weekend) a cinque porte. In particolare, benché la Duna europea fosse assemblata in Brasile, era in realtà identica a quella venduta in Argentina (mentre la Premio CS aveva carrozzeria a 2 porte).

I motori a benzina 1116 cc e 1301 cc erano diversi da quelli, di identica cilindrata, montati sulle altre vetture Fiat in particolare Uno (1.1), Ritmo (1.1 e 1.3) e Regata (1.3). Essi appartenevano infatti alla serie denominata "Brasile", prodotti con cilindrate di 994 cc., 1049 cc., 1116 cc. e 1301 cc. Anche il motore a gasolio da 1697 cc era diverso da quello della Uno (che montava il 1301 da 45 CV, a sua volta derivato dal 1301 a benzina "Brasile") ed era lo stesso della Ritmo seconda serie.

Al momento del debutto erano disponibili, sia per la berlina che per la Weekend, 3 versioni, corrispondenti ad altrettanti motori: la Duna 60, con motore a benzina di 1116 cm³ da 60 cv; la Duna 70, con motore (sempre a benzina) di 1301 cm³ da 70 CV e la Duna DS, con motore diesel di 1697 cm³ da 60 cv. L'allestimento era unico per tutte le motorizzazioni e carrozzerie, abbastanza simile all'allestimento Super della Uno, comprendeva di serie l'orologio analogico nella strumentazione, i poggiatesta ed il lunotto termico (sulla Weekend con tergilunotto) mentre erano optionals gli alzacristalli anteriori elettrici, la chiusura centralizzata e la strumentazione dotata di contagiri ed orologio digitale.

Nelle ambizioni della casa torinese la Duna berlina avrebbe dovuto raccogliere l'eredità della 128 degli anni settanta, mentre la Weekend andava a rimpiazzare l'omonima versione (sempre assemblata in Brasile) della 127 Panorama. L'estetica poco riuscita, l'orientamento del pubblico verso modelli più pratici (con 5 porte e portellone posteriore) e la presenza sul mercato di altre auto Fiat giudicate più gradevoli (come la stessa Uno, la Regata e successivamente la Tipo) finirono per tarpare le ali alla vettura. In generale però non si può dire che sia stato un flop: soprattutto la versione Weekend è stata venduta anche oltre la scomparsa della tre volumi in quanto negli anni '90 è stata rimarchiata col marchio Innocenti e venduta col nome di Elba ed una gamma motori rinnovata ed ampliata, sempre con discreto successo, sino al 1997.

La Duna Weekend

I problemi del design oggettivamente sgraziato del modello, fecero sì che la piccola berlina italo-brasiliana diventasse anche un bersaglio di scherno e satira compromettendo definitivamente l'immagine della vettura.

L'evoluzione e la fine[modifica | modifica sorgente]

Per differenziarla maggiormente dalla Uno (nel frattempo ristilizzata), nel 1989 la Fiat decise di intervenire esteticamente sul modello, riorganizzando al contempo la gamma in modo da favorire la versione Weekend, che aveva ottenuto consensi sempre superiori rispetto alla berlina a 4 porte.

Fu eseguito quindi un leggero restyling, comune sia alla berlina che alla station wagon, che prevedeva una mascherina anteriore ridisegnata, nuovi fascioni laterali neri, paraurti modificati, diversi copriruota, montanti verniciati di nero opaco e modifiche di dettaglio agli interni. La berlina, inoltre, disponeva di una cornice nera in plastica a raccordo dei gruppi ottici (con "trasparente" modificato). La nuova gamma includeva tre versioni berlina (60, 70 e DS) e due Weekend (70 e DS).

Nel luglio del 1991 la Duna berlina venne tolta dai listini europei (ma in Sudamerica la produzione continuò fino al 2000), mentre la versione Weekend fu commercializzata ancora fino al 1997, con un ulteriore facelift minimo, con il nome di Elba e rimarchiata Innocenti (marchio di proprietà della Fiat dal 1989). La Innocenti Elba poteva contare su una gamma motori diversa, inizialmente composta dal 1.3 benzina, dal 1.5 benzina da 75 CV proveniente dalla gamma motori della Ritmo e dal 1.7 Diesel, successivamente integrata dalla versione catalizzata (e dotata di iniezione elettronica) del 1.3 e del 1.5 ed infine addirittura dal 1.6 benzina ad iniezione elettronica da 87 CV montato anche sulla Tipo. Altre eredi della Duna sono la Palio e la Siena, lanciate nel 1996, che fanno parte del cosiddetto Progetto 178.

È stata inserita nella lista delle Auto d'interesse storico dall'ACI.[1][2]

Motorizzazioni[modifica | modifica sorgente]

Modello Disponibilità Motore Cilindrata (cm³) Potenza Coppia Massima (Nm) Emissioni CO2
(g/Km)
0–100 km/h
(secondi)
Velocità max
(Km/h)
Consumo medio
(Km/l)
60 dal debutto al 1991 Benzina 1116 43 Kw (58 Cv) 87 n.d 15.0 150 14.7
70 dal debutto al 1991 Benzina 1301 49 Kw (67 Cv) 101 n.d 13.2 150 14.5
DS dal debutto al 1989 Diesel 1697 44 Kw (60 Cv) 103 n.d 18.0 150 16.8

[3]

Altre versioni[modifica | modifica sorgente]

La Fiat Penny

Dalla Duna Weekend derivò anche il veicolo commerciale Penny (seguendo la consuetudine Fiat di dare il nome di monete ai veicoli da lavoro), una furgonetta che si poteva avere solo con i finestrini posteriori lastrati e la paratia divisoria fissa, la cui produzione cessò nel 1991 assieme alle altre versioni.

La satira[modifica | modifica sorgente]

In Italia la Duna gode di una notevole fama grazie alla satira, che spesso l'ha usata per esemplificare un'automobile di bassa qualità (la rivista Cuore nel 1993 le dedicò addirittura un ironico calendario).

La FIAT Duna nel modellismo[modifica | modifica sorgente]

La FIAT Duna è stata, ad oggi (2013) riprodotta dalla francese Norev, per la collezione Hachette da edicola “FIAT Story collection” (n.072), 1:43, prima serie (1987) berlina “60”, colore azzurro chiaro.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ ACI STORICO, ecco l'elenco completo delle 340 auto che l'Aci ritiene di interesse storico - Blog di Roberto Manieri - Giornale di Brescia
  2. ^ La Fiat Duna si prende la rivincita: inserita dall'Aci tra i modelli di interesse storico - Il Fatto Quotidiano
  3. ^ Scheda su automoto.it

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

automobili Portale Automobili: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di automobili