Fiat Campagnola

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Fiat Campagnola


Fiat Campagnola

Premio Auto dell'anno nel [[{{{auto_dell'anno}}}]]
Costruttore: Fiat
Descrizione generale
Tipo Fuoristrada
Produzione dal 1951 al 1987
Sostituisce la: [[]]
Sostituita da: Iveco Massif
Esemplari prodotti
Stelle EuroNCAP:

La Fiat Campagnola è un'automobile fuoristrada, prodotta dall'industria automobilistica Fiat, nelle versioni "1101 Campagnola" e "1107 Nuova Campagnola", dal 1951 al 1987.

Indice

[modifica] La Fiat 1101 Campagnola

La prima Campagnola, esposta alla Fiera del Levante di Bari (settembre 1951)

La Fiat 1101 Campagnola venne realizzata in vista di un bando pubblico per la fornitura di vetture per l'esercito italiano. Vettura che doveva essere la "Jeep" Italiana. Dopo un concorso dello Stato Italiano in cui la si vide prevalere sul progetto concorrente della Alfa Romeo (che aveva presentata l'Alfa Romeo Matta), venne lanciata in occasione della Fiera del Levante di Bari nel settembre 1951 e prodotta a partire da quell'anno con le sigle AR 51, AR 55, AR 59 (dove la AR è l'acronimo di Automezzo da Ricognizione e il numero indica l'anno di entrata in produzione del modello).

L'iniziale denominazione "1101 Alpina" venne considerata troppo "militaresca" e subito mutato in "Campagnola", allo scopo di sottolineare la possibilità di impiego anche per uso civile e, specialmente, agricolo. La nuova denominazione venne decisa da Dante Giacosa, preoccupato di non urtare la suscettibilità delle organizzazioni sindacali che, nel secondo dopoguerra, si dimostravano piuttosto ostili alla produzione per scopi militari[1].

Durante la sua lunga vita è stata adattata e costruita in numerose versioni, anche specializzate per servizi militari o civili, variando l'interasse, e con diverse variazioni del tettuccio in tela di canapa (standard o lunga) o hard top. Oltre che dall'Esercito Italiano è stata adottata, fin dalle sue prime versioni, anche dai Carabinieri e dalla Polizia.

Nella versione con tettuccio rigido e passo standard (usata dal Distaccamento Aeroportuale dei Vigili del Fuoco dell'aeroporto di Ronchi dei Legionari) è lunga 3.775 m, larga 1.600 m e alta 1.945 m. L'interasse delle ruote è di 1.365 m per un passo di 2.300 m. L'altezza minima dal suolo è di 0.27 m.

La Campagnola Diesel prima serie

Era dotata inizialmente di un motore a benzina a 4 cilindri Fiat da 1900 cc che sviluppava 39 kW, affiancato a partire dal 1953 da un motore diesel da soli 29 kW. a 4600 giri/min. Nel 1955 sono stati aggiunti due motori benzina da 45 e 46 kW e un diesel da 36,5 kW. Le versioni benzina da 45/46 kW potevano arrivare a 116 km/h, mentre le motorizzazioni diesel potevano arrivare a soli 85 e 95 km/h.

La trasmissione era a quattro ruote motrici, con sospensioni indipendenti all'avantreno e a ponte rigido al retrotreno. Nel 1973 è stata aggiunta una motorizzazione benzina a 59 kW.

Venne prodotta su licenza anche in Jugoslavia dalla Zastava.

La versione ar59 veniva prodotta con motore e abitacolo totalmente impermeaili così da favorirne l'utilizzo anche in situazioni estreme. Il ruggente 1900 era un aspirato a carburatore singolo centrale e aspirazione posta nella parte più alta del cofano. alcune versioni erano attrezzate con una specie di "snorkel" per elevare maggiormente l'aspirazione.

[modifica] Il record di attraversamento dell'Africa

Nel dicembre 1951, una Fiat Campagnola di serie, versione lunga torpedo carrozzata, compì la traversata Algeri-Città del Capo andata e ritorno in 11 giorni 4 ore e 54 minuti, stabilendo un record mondiale mai eguagliato[1].

[modifica] La Fiat 1107 "Nuova Campagnola"

La Nuova Campagnola in versione militare "AR76" rinnovata

Presentata al Salone di Belgrado del 1974 in versione civile, la Fiat 1107 Nuova Campagnola fu prodotta fino al 1987. La versione militare venne realizzata nel 1976, denominata "AR76" (cambio a 4 rapporti), ed aggiornata in diversi dettagli nel 1979, con il modello "AR76/A" (cambio a 5 rapporti).

La "Nuova Campagnola" era un fuoristrada puro, di concezione interamente nuova rispetto al modello precedente: aveva la scocca portante (che permetteva di avere una notevole luce a terra) invece del classico telaio a longheroni, la trazione posteriore con l'anteriore inseribile, riduttore con un rapporto molto corto, sospensioni indipendenti a barre di torsione su tutte e quattro le ruote (posteriori con doppio ammortizzatore) e differenziali autobloccanti sia all'anteriore che al posteriore.

La motorizzazione a benzina era un 2.0 litri derivato dalle berline Fiat 131 e 132, opportunamente semplificato e depotenziato con una potenza massima di 80 CV a 4500 giri/minuto e coppia massima di 150,92 Nm (15,4 Kgm) a 2800 giri/minuto, successivamente (a partire dal 1978) per un uso gravoso in fuoristrada (per evitare desincronizzazione della distribuzione in caso di guado) fu sostituita la classica cinghia della distribuzione con una più affidabile catena. Nel 1979 furono introdotte alcune modifiche alla scocca che fu irrobustita ed unificata in vista della nuova motorizzazione a gasolio realizzata dalla Sofim, con cilindrata di 2445 cc, potenza massima di 72 CV (52,9 kW) a 4200 giri/minuto e coppia massima di 147,1 Nm (15 Kgm) a 2400 giri/minuto. Alcune modifiche all'assetto delle sospensioni portarono alla riduzione della campanatura delle ruote posteriori per risolvere problemi di usura di crociere e ruote. Sempre nel 1979 venne sostituito il cambio a 4 marce del motore a benzina con una nuova versione a 5 marce che riduceva leggermente i consumi e rendeva la scarsa potenza del propulsore più fruibile.

Per quanto riguarda le prestazioni la versione benzina più recente può raggiungere una velocità massima superiore a 120 km/ora (diesel 115 km/h), può superare pendenze fino a 45° e nella versione militare dotata all'origine di impianto elettrico stagno (bobina, spinterogeno, candele, alternatore e scatola fusibili) la capacità di guado (senza snorkel) è di 70 cm max. L'altezza minima da terra "a pieno carico" rilevata al centro delle ruote anteriori è pari a 27,5 cm l'angolo di attacco anteriore è di 45°, l'angolo di fuga posteriore è di 42°, l'angolo di dosso è di 28°, l'inclinazione massima laterale è di 45° e la particolare configurazione del "fondo" completamente libero da ostacoli permette di superare agevolmente ostacoli come fango, neve, sabbia e massi senza pericolo di incagliarsi. La Nuova Campagnola, inoltre, grazie ai suoi rapporti ridotti molto corti (di ben 3,5 volte rispetto alle marce normali) raggiunge una coppia di ben 54 kgm, rendendola particolarmente adatta al traino pesante.

La Nuova Campagnola come Papamobile

La Campagnola può essere usata come Posto di Comando mobile nelle prime fasi delle emergenze. Trasporta altoparlanti e altro equipaggiamento di controllo e di comando. Può essere dotata delle apparecchiature di primo soccorso e di recupero leggero nella parte posteriore, che includono una sega di salvataggio, un'apparecchiatura di taglio ossiacetilenico e altro equipaggiamento ausiliario.

La Nuova Campagnola fu costruita in alcuni esemplari dalla Renault su licenza Fiat per aggiudicarsi la fornitura di un automezzo da ricognizione per l'esercito francese, che però scelse il Peugeot P4, un fuoristrada costruito su licenza derivato dal Mercedes Classe G Wolf. Venne anche costruita su licenza nell'ex Yugoslavia dalla "Zastava".

La Nuova Campagnola è stata donata al Papa nel 1980 durante la sua visita a Torino ed ha svolto la funzione di Papamobile; Giovanni Paolo II si trovava su quella vettura quando fu ferito nell'attentato del 1981.

[modifica] L'erede

Il gruppo Fiat ha messo in commercio dal 2008 l'erede della Campagnola: l'Iveco Massif. Agli inizi del 2008 il gruppo Fiat ha reso noto che il nome Campagnola sarà utilizzato per la commercializzazione in alcuni mercati del nuovo Iveco Massif [1]. Nell'ottobre 2008 è uscita una serie limitata del Massif commercializzata in Italia con il nome Campagnola.

[modifica] Note

  1. ^ a b c Notizia sul sito de la Repubblica

[modifica] Altri progetti

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